cruscotto infortuni inail

Il nuovo cruscotto infortuni dell’INAIL

venerdì, 12 febbraio, 2016

L’art. 21 del DLgs 151/2015 ha abolito il registro infortuni nelle aziende, confermando quanto già predisposto nell’art. 53 del DLgs 81/08. La successiva circolare dell’INAIL (n. 92 del 23 dicembre 2015) dà indicazioni circa le modalità con cui tale abolizione avverrà e introduce il nuovo Cruscotto Infortuni.

consulenza sicurezza lavoro

Le aziende non hanno più l’obbligo di registrare gli infortuni, anche se il datore di lavoro è comunque tenuto a comunicare all’INAIL tutti gli infortuni subiti dai dipendenti. L’INAIL ha deciso di creare il Cruscotto Infortuni, uno strumento telematico che facilita le ispezioni da parte delle autorità competenti. Si potranno avere informazioni circa gli infortuni, in ordine cronologico, per ciascun soggetto e lo storico delle denunce di infortunio. Il Cruscotto Infortuni servirà anche a costruire un database, grazie al quale raccogliere dati statistici e individuare eventuali ricorrenze a cui trovare soluzione e migliorare i livelli di sicurezza sul lavoro.

 

Per il supporto agli ispettori che dovranno cominciare a consultare il Cruscotto Infortuni sono stati messi a disposizione un numero verde da rete fissa e il servizio Inail Risponde nella sezione contatti del sito INAIL.

Infine è stato pubblicato il Manuale Cruscotto Infortuni, che contiene tutte le istruzioni necessario per consultare i dati del Cruscotto.

 

Progetto AirPack

Salute e buona qualità dell’aria nelle scuole, progetto AirPack

giovedì, 11 febbraio, 2016

AirPack è il progetto multimediale voluto dal Ministero dell’Ambiente italiano per promuovere la costruzione di una buona qualità dell’aria nelle scuole. Il nuovo strumento multimediale rientra nel progetto definito SEARCH che ha preso vita nel 2006 grazie alla collaborazione del Ministero dell’Ambiente a “Ambiente e Salute” promosso da OMS.

Il progetto punta l’attenzione sui tre settori che determinano la qualità dell’aria a scuola:

  • lo spazio verde nell’area della struttura
  • le sorgenti inquinanti nello spazio interno
  • il comfort microclimatico

Il 17 febbraio sarà quindi presentato il sito di AirPack e il relativo funzionamento. All’evento di presentazione prenderanno parte dirigenti scolastici, docenti e gli altri soggetti che si occupano della gestione degli spazi all’interno della scuola.

Il nuovo strumento educativo è stato realizzato anche grazie al contributo di Unità Ambiente e Salute di ISPRA e intende essere un intervento concreto per quanto riguarda l’implementazione di CEHAPE (Children’s Environment and Health Action Plan for Europe).

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Registrazione corsi sicurezza lavoro

malattie professionali

Malattie professionali, piano Inail e Ministeri Salute e Lavoro

martedì, 9 febbraio, 2016

Il Piano nazionale di prevenzione sulle malattie professionali, voluto dal Ministero del Lavoro, Inail e Ministero della Salute in accordo con le Regioni e le Province Autonome, è stato avviato con l’obiettivo di favorire la crescita delle conoscenze e competenze finalizzate ad incidere sui comportamenti di tutti i soggetti coinvolti.

Una definizione di malattia professionale potrebbe essere “qualsiasi stato morboso che possa essere posto in rapporto casuale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa“. Il Decreto Legislativo 81/08 contiene diversi articoli in cui si fa riferimento alle malattie professionali, soprattutto quando si parla della valutazione dei rischi e dell’attività del medico competente che deve occuparsi della sorveglianza sanitaria.

Si parla di malattia professionale, quindi, quando un lavoratore lamenta un problema alla sua salute legato al tipo di lavoro che sta svolgendo. Il Piano nazionale di prevenzione sulle malattie professionali è rivolto a datori di lavoro, lavoratori, RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e RSPP (responsabili del servizio di prevenzione e protezione). Il Piano si occupa principalmente di due tipologie di malattia professionale, il disturbo muscolo scheletrico e le malattie respiratorie.

Grazie a questo progetto, nel 2014 è stata organizzata una Giornata formativa per i medici di medicina generale, mentre il 2015 è stato caratterizzato da una serie di incontri organizzati a livello regionale.

Per il 2015 sono previsti diversi incontri informativi e formativi per tutelare i lavoratori e prevenire così lo sviluppo delle malattie legate all’attività lavorativa.

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Registrazione corsi sicurezza lavoro

valutazione rischio chimico laboratori

Guida INAIL al rischio chimico nei laboratori

lunedì, 8 febbraio, 2016

L’INAIL ha pubblicato un volume (anche in formato PDF) dedicato al Rischio Chimico, realizzato dal dipartimento di Medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’INAIL. La guida si concentra soprattutto sull’uso di sostanze chimiche nei laboratori, attività che spesso coinvolge diverse figure che hanno gradi di specializzazione e competenze differenti. Inoltre le modalità di utilizzo delle sostanze chimiche ne condiziona il livello di rischio.

L’opuscolo non vuole essere esaustivo per ciò che concerne la formazione sul rischio chimico, obbligatoria ai sensi del DLgs 81/08, ma una guida facile e veloce da consultare per chiunque si trovi a operare con sostanze chimiche all’interno di laboratori. Il rischio chimico, tra le altre cose, deve essere necessariamente valutato e inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi, con riferimento a quanto riportato nel Titolo IX del DLgs 81/08 (Capo I – protezione da agenti chimici; Capo II – protezione da agenti cancerogeni e mutageni) e negli allegati XXXVIII, XXXIX e XL  in cui vengono riportati i valori limite di esposizione professionale e i divieti che è necessario conoscere e rispettare.

valutazione rischio chimico

Il volume tratta:

  • Rischi per la salute del personale di laboratorio
  • Buone prassi nei laboratori, nell’utilizzo delle cappe e nell’utilizzo delle bombole di gas a pressione
  • Classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche pericolose
  • Stoccaggio e manipolazione
  • Dispositivi di Protezione Individuale (per le vie respiratorie, per gli occhi, per le mani)
  • Indicazioni per il primo soccorso in caso di incidenti (avvelenamento, prodotti tossici)
  • Sostanze chimiche non compatibili
  • Segnaletica
  • Normativa

Per il download della guida clicca qui

Inail a Fieragricola

Salute e sicurezza in agricoltura, a Fieragricola presente Inail

venerdì, 5 febbraio, 2016

Dal 3 al 6 febbraio Verona ospita la nuova edizione di Fieragricola, la fiera dedicata al settore agricolo e zootecnico. All’evento prende parte anche Inail con una serie di convegni e seminari sulla salute e la sicurezza dei lavoratori agricoli.

Fieragricola, la “Fiera biennale internazionale della meccanica, dei servizi e dei prodotti dell’agricoltura e della zootecnica”, è giunta alla 112ma edizione e vede ogni anno la partecipazione di professionisti del settore che vogliono conoscere le ultime novità riguardanti il settore e comprendere soprattutto quali sono i rischi a cui vanno incontro svolgendo un’attività di questo tipo.

Inail, con la collaborazione di Contarp centrale e DITSIPIA, organizza un seminario sul Piano Nazionale su Salute e Sicurezza in agricoltura in riferimento all’accordo raggiunto tra Inail, Ministero della Salute e Coordinamento Tecnico delle Regioni, sottoscritto poco tempo fa.

Tra gli argomenti trattati durante gli incontri ci saranno:

  • le attività di formazione sulla sicurezza sul lavoro che Inail e il Ministero intendono promuovere
  • gli interventi di prevenzione relativi all’uso delle macchine agricole
  • il ruolo dei rivenditori e dei riparatori per ampliare le competenze e le conoscenze dei lavoratori in materia di sicurezza

I convegni termineranno il 6 febbraio, giorno di conclusione della fiera.

formazione preposto interpello 16 2015

Interpello 16/2015 – Formazione per il preposto alla sorveglianza ponteggi

giovedì, 4 febbraio, 2016

L’interpello 16/2015 è stato inoltrato dall’Associazione Nazione Costruttori Edili (ANCE), la quale chiede informazioni in merito alla formazione specifica del preposto alla sorveglianza dei ponteggi (art. 136 del DLgs 81/08).

L’art. 2 del Dlgs 81/08 fornisce la seguente definizione di preposto:

persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

Mentre l’art. 19 ne indica le funzioni

sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;

  • verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
  • richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  • astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
  • segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
  • frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37

L’art. 136 ai commi 6 – 7 – 8

  1. Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.
  2. La formazione di cui al comma 6 ha carattere teorico-pratico e deve riguardare:
  • la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio;
  • la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio con riferimento alla legislazione vigente;
  • le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti;
  • le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;
  • le condizioni di carico ammissibile;
  • qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione possono comportare.
  1. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità dei corsi sono riportati nell’ALLEGATO XXI.

Registrazione corsi sicurezza lavoro

Il preposto non è una figura che deve essere obbligatoriamente presente nei luoghi di lavoro, è il datore di lavoro che valuta la necessità o meno di nominarne uno come supporto alle attività di controllo sulle procedure per la sicurezza sul lavoro. Esistono solo alcuni casi in cui la presenza del preposto è obbligatoria:montaggio e smontaggio di opere provvisionali, demolizioni e montaggio/smontaggio ponteggi

Il preposto deve seguire, in aggiunta alla formazione per il lavoratore, anche un corso specifico per il preposto (8 punti elencati nell’Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011). Se il preposto si occupa di sorveglianza dei ponteggi dovrà avere una formazione aggiuntiva, descritta nell’allegato XXI del DLgs 81/08.

 

Sicurezza nel lavoro agile

Sicurezza nel lavoro autonomo e agile, approvato disegno legge

mercoledì, 3 febbraio, 2016

Dal Consiglio dei Ministri è stato approvato un disegno di legge che definisce, tra gli altri punti, le misure per tutelare e garantire la sicurezza dei lavoratori autonomi e dei lavoratori definiti “agili”.

Il lavoro agile sostituisce, per definizione, il più vecchio telelavoro. Per lavoro agile si intende quindi un lavoro flessibile che ha lo scopo di far conciliare le esigenze e i tempi di vita con il tempo da dedicare al lavoro. In pratica, il lavoratore agile è colui che svolge la sua mansione in parte in azienda e in parte in un altro luogo (che può essere la sua abitazione), mantenendo gli stessi obblighi dei lavoratori in sede, sia per quanto riguarda la mansione da svolgere sia per quanto riguarda le ore da lavorare settimanalmente.

Il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.102 riporta quanto discusso in sede di consiglio il 28 gennaio scorso. In particolare, le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato prevedono disposizioni in materia di lavoro agile. Il datore di lavoro – si legge nel comunicato – garantisce al lavorator che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

Dunque, il Decreto Legislativo 81/08 trova la sua applicazione anche nello smart working obbligando il datore di lavoro a mettere in atto le misure volte a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tra queste misure, è prevista la l’informazione e la formazione dei lavoratori sulla sicurezza sul lavoro e sono da stabilire anche le visite mediche periodiche per verificare lo stato di salute del lavoratore.

Altra tutela per il lavoratore agile riguarda anche il suo trattamento economico. Il lavoratore agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

valutazione rischi imprese pulizia

Rischi nelle imprese di pulizia nel quaderno tecnico di ASL Milano

martedì, 2 febbraio, 2016

La ASL di Milano in occasione dell’EXPO ha pubblicato alcuni quaderni tecnici dedicati ai datori di lavoro, per offrire indicazioni circa procedure e precauzioni da prendere nel corso di specifiche attività.

I quaderni riguardano:

  • Uso delle scale
  • Uso del trabattelo
  • Lavori in qupta
  • Macchine e impianti
  • Piattaforme elevabili
  • Machcine alimenti
  • Manutenzione del verde
  • Imprese di pulizia
  • Ambienti confinati

Pur essendo stati prodotti per l?EXPO questi quaderni rappresentano un valido vademecum per la sicurezza sul lavoro nelle casistiche appena elencate. Vediamo in particolare un rapido excursus riguardante la valutazione dei rischi nelle imprese di pulizia.

consulenza sicurezza lavoro

Rischi nelle imprese di pulizia

I principali rischi che è possibile riscontrare nell’ambito di un’impresa di pulizia sono:

  • rischio cadute dall’alto nell’uso di scale portatili: i danni più comuni sono abrasioni, contusioni, fratture agli arti inferiori e superiori. Le caratteristiche delle scale portatili sono indicate dal Titolo III Capo I “Uso delle attrezzature di lavoro”, dal Titolo IV “Cantieri temporanei e mobili”, dall’Allegato XX del DLgs 81/08, nonché dalla norma di buona tecnica EN 131 parte 1 e 2. Il datore di lavoro deve sempre valutare la possibilità di utilizzare un’altra attrezzatura, il buono stato delle scale impiegate e le caratteristiche di ogni scala in funzione del compito da svolgere.
  • Rischio di scivolamento, urto, schiacciamento: i danni sono simili a quelli che si possono subire con l’uso delle scale (contusioni, distorsioni, lesioni agli arti superiori e inferiori). Il datore di lavoro e i lavoratori devono mantenere i percorsi sempre sgombri, asciugare eventuali perdite di liquido che vanno prontamente segnalate, i cavi non devono attraversare i percorsi pedonali e i òlavoratori devono indossare scarpe antisdrucciolo.
  • Rischio agenti chimici: il rischio chimico è legato ai numerosi prodotti per pulizia e sanificazioni impiegati in questo settore. Occorre tenere conto della qualità dei prodotti utilizzati, di frequenza e modalità di impiego e dell’aerazione dei luoghi di lavoro. Le malattie legate al rischio chimico coinvolgono la pelle (dermatite, eczema…) e l’apparato respiratorio (asma, irritazioni alle mucose…). Il datore di lavoro è tenuto a verificare la presenza sul mercato di prodotti meno nocivi, a ridurre l’esposizione, a limitare i lavoratori esposti, a seguire con cura quanto indicato sull’etichetta dei prodotti impiegati e a fornire una formazione adeguata sui rischi ai propri dipendenti.
  • Rischio agenti biologici: gli agenti biologici che possono infettare i lavoratori del settore delle pulizie possono essere microrganismi, batteri, virus e muffe e ai loro prodotti, secrezioni fungine ed endotossine batteriche. Il datore di lavoro deve predisporre lusop di DPI adeguati, fornire una formazione adeguata sul rischio e su come prevenirlo, consentire la vaccinazione nei casi previsti.
  • Movimentazione manuale carichi e movimenti ripetitivi: il rischio ergonomico si manifesta con patologie da sovraccarico biomeccanico dorso-lombare e con patologie da sovraccarico biomeccanico del tratto cervicale e degli arti superiori. Il datore di lavoro deve formare e addestrare i lavoratori all’utilizzo delle attrezzature; fornire attrezzature ergonomiche, marcate CE e assegnare compiti conformi alle attrezzature disponibili.
  • Rischio elettrico: il rischio è legato all’uso di particolari attrezzature (lavasciuga, spazzatrice aspirante, lucidatrice…). In generale il datore di lavoro deve fornire una formazione adeguata agli operatori; scegliere solo attrezzature con marchio CE; fornire DPI adeguati; procedere con manutenzione ordinaria e straordinaria.

 

Per scaricare gratuitamente i quaderni dell’ASL Milano clicca qui

Sicurezza lavoro nell'eolico

Sicurezza sul lavoro nell’eolico, accordo tra Inail e ANEV

lunedì, 1 febbraio, 2016

Inail e ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, hanno raggiunto un accordo quadro di collaborazione per promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro del settore eolico.

Le azioni che saranno messe in pratica grazie all’accordo raggiunto sono le seguenti:

  • implementazione di un Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul lavoro
  • studio dei potezionali rischi che derivano dall’uso di macchine eoliche
  • organizzazione di seminari e workshop sulle misure di prevenzione

Oltre a questi interventi, è previsto anche lo sviluppo e la sperimentazione di buone pratiche e la realizzazione di percorsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro. I percorsi formativi saranno avviati grazie a una convenzione attuativa e dovranno rispettare quanto è previsto dall’articolo 37 del Decreto Legislativo 81/08 sull’obbligo per il datore di lavoro di prevedere corsi di informazione e formazione per tutti i dipendenti.

Le attività previste dall’accordo sono svolte grazie alla costituzione di un Comitato paritetico di Coordinamento che predispone, annualmente le attività che sono oggetto dell’accordo stesso.

L’accordo ha una durata pari a tre anni.

commissione sicurezza lavoro

Decreto 13 gennaio 2016 sulla Commissione per la sicurezza sul lavoro

venerdì, 29 gennaio, 2016

Il 13/1/2016 è stato firmato il Decreto Ministeriale che individua le modalità e i termini per la designazione e l’individuazione dei componenti della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, così come previsto dall’art. 6 Dlgs 81/2008, modificato dall’art.20 del DLgs 151/2015 (Decreto Semplificazioni).

consulenza sicurezza lavoro

Il Decreto all’art. 1 indica il termine entro cui la Commissione consultiva permanente deve rendere pubblico l’avvicinarsi della scadenza del mandato (5 mesi prima della scadenza stessa). Entro due mesi dalla pubblicazione dell’avviso i soggetti che dovranno comporre la Commissione devono dimostrare l’interesse a partecipare alla procedura di ricostituzione.

In base all’art. 3 gli esperti che dovranno comporre la commissione sono designati da organizzazioni sindacali di lavoratori e datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale. Se le candidature sono più del numero di esperti previsto, il Ministero del Lavoro potrà fare una selezione basata su consistenza numerica delle organizzazioni sindacali, diffusione sul territorio, partecipazione a negoziazione e stipulazione di CCNL, partecipazione a trattazioni per controversie di lavoro individuali, plurime o collettive.

L’art. 4 indica come individuare gli esperti in medicina  del lavoro, igiene industriale e ipoiantistica industriale. Tale nomina avviene a seguito della costituzione della Commissione ed è effettuata direttamente dal Ministero del Lavoro, che sceglie i tre esperti.

In base all’art. 5 a due mesi dalla pubblicazione di questo Decreto (avvenuta il 28/01/2016) verrà pubblicato l’avviso di scadenza dell’incarico della Commissione consultiva permanente. Fino a che non verrà costituita la nuova Commissione rimarrà in cari carica quella costituita il 04/07/2014.

Testo integrale del Decreto