facebook analisi competitor

3 modi per analizzare i competitor della pagina Facebook

martedì, 21 ottobre, 2014

Lo studio dei competitor è alla base di una qualsiasi strategia di marketing, sia essa online o offline (seppure mi sfugga, al giorno d’oggi, la concreta differenza tra i due). I competitor adottano le stesse strategie adottate da qualsiasi brand che abbia un minimo di lungimiranza da capire che senza web oggi è difficile affermarsi: hanno un sito web ottimizzato, forse hanno un blog aziendale, probabilmente comunicano sui social, primo fra tutti Facebook. Ed è proprio su quest’ultimo che ci dobbiamo soffermare, ovvero su come si analizza la competition su questa piattaforma.

#1 – Pagine da tenere sotto controllo

Il primo aiuto arriva proprio da Facebook, nella sezione Insights. Basterà accedervi e dalla scheda Panoramica>Pagine da tenere sotto controllo impostare le pagine che si vuole monitorare. Nel tempo verranno fornite informazioni sul numero di post pubblicati durante la settimana, la percentuale di interazioni, il numero di Mi Piace totali. Si potrà così effettuare un raffronto fra le proprie attività e quelle svolte da altri brand. Facebook suggerisce anche una serie di fan page che, per tematica, potrebbero essere nostre competitor. Si possono aggiungere fino a 100 pagine, quindi si ha ampio spazio di azione.

facebook pagine sotto controllo

Cliccando su ogni pagina si aprirà una finestra che mostra i post pubblicati durante la settimana, in ordine di successo, misurato in interazioni.

Dalla sezione Post è possibile analizzare i post delle pagine che si stanno controllando (Post>Post principali delle Pagine che tieni sotto controllo). Qui verranno mostrati solo i primi cinque post di tutte le pagine sotto controllo. Cliccando su ognuno di essi si potrà analizzare in maniera più approfondita il post e le interazioni che ha ricevuto, per poter trarre spunto dalle azioni compiute dal competitor.

#2 – Liste di interesse

Un altro modo per tenere sotto controllo le pagine in maniera anonima è usare le Liste di interesse (https://www.facebook.com/bookmarks/interests). Basterà cliccare su + Crea una lista per poter aggiungere una serie di pagine da controllare, una volta aggiunte si dovrà assegnare un nome alla lista e scegliere il tipo di Privacy. Una lista contrassegnata con Solo io, sarà visibile solo dal proprietario dell’account. Si possono aggiungere anche pagine a cui non è stato aggiunto il Mi Piace.

facebook crea lista interessi

facebook listeL’accesso alle liste è molto semplice, una volta create si trovano direttamente nella sidebar sinistra (Interessi). Cliccando su ognuna di esse si avranno i feed cronologici di tutti i post pubblicati dalle pagine aggiunte alla lista.

#3 – Tool di analisi della competition  a pagamento

Esistono numerose app a pagamento per il monitoraggio dei competitor su Facebook:

  • Viral Photos From Post Planner: questa app fa parte del Guru package di Post Planner al costo di 29$/mese. L’app consente di visualizzare le foto virali di molteplici pagine e di monitorare le attività di fanpage specifiche. In questo modo si avranno a disposizione numerose foto da riutilizzare sulla propria pagina, il consiglio è di non condividere direttamente il post della fanpage, a meno che non si tratti di un concorrente. Ovviamente le immagini dovranno essere corredate di un messaggio efficace e di impatto.
  • AgoraPulse: è un tool che parte da 29$/mese e che consente di verificare cosa stanno facendo le pagine concorrenti. Grazie a uno schema di colori è possibile avere un’idea sin dal primo sguardo.  AgoraPulse è utile per monitorare crescita ed engagement dei competitor, individuando le pagine che meritano analisi più approfondite.
  • Simply Measured: questo tool è disponibile anche in versione free e offre una serie di report interessanti anche senza pagare (altrimenti sono previsti pacchetti a partire da 500$/mese). L’analisi si può fare su diversi canali social, non solo Facebook, avendo una visione d’insieme della strategia di social media marketing adottata dai brand concorrenti. Visto il costo elevato si consiglia di affidarsi ai report gratuiti, scegliendo Free Facebook Competitive Analysis si potranno analizzare fino a 10 fanpage (con massimo 250.000 fan). Per ricevere il report via email basterà pubblicare un post su Facebook.

Fonte: SocialMediaExaminer

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Responsive web design test

10 tool per testare il Responsive Web Design

martedì, 21 ottobre, 2014

L’uso predominante dei dispositivi mobile impone che il sito web sia costruito seguendo i principi del responsive web design, ne abbiamo parlato spesso, proprio perché una porzione notevole e sempre crescente di utenti predilige l’uso degli smartphone per accedere ad internet, navigare i siti web, utilizzare i social ed effettuare gli acquisti online.
Con i termini Responsive Web Design (RWD) si intende una particolare tecnica di scrittura di codice grazie al quale le pagine di un sito web realizzate con questa tecnica riescono ad adattarsi automaticamente a qualsiasi schermo e dispositivo utilizzato dall’utente, desktop, tablet, smarthphone.

La navigazione effettuata con i siti creati attraverso il responsive web design è più semplice e fluida e non richiede nessuno sforzo fa parte dell’utente che altrimenti si trova costretto ad effettuare manualmente lo zoom per poter leggere perché il contenuto si adatta allo schermo senza compromettere l’estetica e quindi la funzionalità del sito.
Il responsive design è dunque la tecnica più avanzata per realizzare i siti web, tra i vantaggi già elencati aggiungiamo che il sito si presenta in maniera molto più professionale e rispetta le tecniche e i trend che aiutano a visualizzare il sito da qualsiasi dispositivo.
Quando si realizza un sito web non sempre si è in grado di capire come tale sito risponde ai diversi dispositivi, per questo è bene sempre testare la visualizzazione durante tutte le fasi di realizzazione.
Per fare ciò esistono diversi strumenti online (sia gratuiti che a pagamento) che consentono di verificare e testare il responsive web design, eccone 10 che abbiamo provato noi.

#1 Responsivepx

Questo tool ha il vantaggio di operare sia online che in locale e ha i comandi per adattare e modificare l’altezza e la larghezza dello schermo.

#2 Responsive

Responsive design Bookmarklet è un altro tool eccellente per testare il responsive design. Per utilizzarlo basta usare la funzione drag and drop al di sopra della barra dei preferiti.

#3 Mattkersley – Responsive

Per testare il sito su questo tool è sufficiente digitare la url nella barra, premere invio e il sito verrà visualizzato direttamente nei diversi formati senza dover effettuare ulteriori click per vedere i diversi dispositivi.

responsive web design test pmi servizi

#4 Retina-Images

Retina Images è specializzato per le te4stare le immagini e visualizzarle da tutti ii dispositivi. Una volta impostato è necessario creare l’immagine ad alta risoluzione per poi ottimizzarla con questo toool.

#5 Jetstrap

Strumento a pagamento ma per utilizzarlo non sono necessari download, è sufficiente effettuare la registrazione, pagare il tool e iniziare ad usarlo.

#6 Responsive-Test Design Modo

Gratuito, immediato permette anche di selezionare i diversi modelli dei device che si desidera testare.

#7 Protofluid

Testa velocemente la fluidità del layout, il responsive design e i CSS adattabili.

#8 Viewport Resizer

Terster browser-based efficace per testare velocemente qualsiasi sito con qualsiasi dispositivo, anche con larghezza e altezza personalizzate.

#9 Responsive.is

Valido e veloce tool online.

#10 Responsinator

Questo tool permette di visualizzare il sito direttamente sui diversi dispositivi presentando all’utente il sito già “incorniciato”, questa caratteristica lo rende molto popolare ma non è del tutto accurato.

Testa il tuo sito su questi strumenti online e contattaci per realizzare il sito con le tecniche di Responsive Design!

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news twitter ottobre 2014

Novità Twitter: le audio card e la timeline non cronologica

lunedì, 20 ottobre, 2014

Due le novità che hanno caratterizzato Twitter la scorsa settimana, entrambe pubblicate sul blog ufficiale della piattaforma. Una riguarda una modifica della timeline di Twitter, che a quanto pare somiglierà di più a quella di Facebook, che non tiene conto dell’aspetto cronologico. L’altra è legata alla promozione del settore musicale (radio, musicisti, case di produzione…).

La nuova timeline di Twitter

Questa notizia ha avuto risonanza anche su siti che non si occupano di social media e web nello specifico, perché è evidentemente qualcosa che coinvolgerà da vicino tutti gli utenti. Una grande svolta che ha richiamato non poche polemiche. Finora una delle principali caratteristiche di Twitter è stato il real-time, la possibilità di trovare le ultime novità pubblicate da utenti che stiamo seguendo (o da altri attraverso la ricerca interna). È stato sempre il fattore cronologico a dirigere l’ordine di apparizione dei tweet. Secondo quanto annunciato da Twitter le cose cambieranno, o perlomeno è in atto un esperimento per modificarle. L’intento di Twitter è migliorare l’esperienza dell’utente partendo dal presupposto che sia possibile perdersi qualcosa di interessante, che sia un tweet, un account o un topic. Per farlo ha deciso di mostrare in timeline tweet, account e topic che non seguiamo direttamente, ma che potrebbero interessarci per gli argomenti che trattano. twitter nuova timeline

I test hanno indicato che la maggior parte delle persone sono contente di vedere i tweet di account che non seguono, selezionati in base agli account seguiti, alla popolarità dei tweet e alle modalità con cui le persone interagiscono. Non la pensano così molti utenti che hanno protestato, già dai primi esperimenti avvenuti ad agosto, perché si ritrovavano tweet di utenti che non seguivano. In realtà il grosso problema è l’uniformazione delle piattaforme, Twitter somiglia a Facebook che somiglia a Google Plus, ed è probabilmente questa la motivazione che spinge le critiche degli utenti. Al momento la funzione non è attiva per tutti, potrebbe diventarlo a breve e staremo a vedere se sarà così terribile.

Twitter Audio Card

Le Twitter Card aumentano a vista d’occhio, l’ultima introdotta è stata pensata appositamente per chi lavora nel mondo della musica e vuole usare Twitter per promuovere le proprie canzoni o i propri artisti, nel caso di radio ed etichette discografiche. Al pari di tutte le altre Twitter card consiste in un codice da aggiungere al sito o al blog, codice che sulla timeline da app mobile apparirà come una card attraverso cui gli utenti mobile potranno ascoltare direttamente la musica. twitter audio card

Una volta avviata la musica si potrà continuare a navigare Twitter, riducendo il player nella parte bassa dello schermo. Al momento è in fase di test, grazie alla partnership con servizi di streaming di terze parti. Un esempio illustre è il tweet di David Guetta che ha rilasciato per i suoi follower un nuovo remix.

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Annunci online

Annunci online: smartphone e tablet guidano le conversioni

lunedì, 20 ottobre, 2014

Gli smartphone e i tablet costituiscono circa un terzo delle conversioni generate su annunci online pubblicati su Facebook e Google. L’aumento delle conversioni da dispositivi mobile è un segnale del fatto che i consumatori si dimostrano sempre più a loro agio su smartphone e tablet per completare una transazione online. Lo rivela uno studio pubblicato da Marin Software, che ha analizzato il volume delle conversioni generate dagli utenti online.

Secondo il rapporto di Marin Software, smartphone e tablet rappresentano il 30% delle conversioni generate su Google e il 35% di quelle generate su Facebook. I dispositivi mobile svolgono un ruolo determinante nel processo di acquisto. Anche se il desktop rimane lo strumento più utilizzato per completare un acquisto, il team di Marin Software ha messo in evidenza come i dispositivi mobile siano sempre più utilizzati dai consumatori per comprare un prodotto o un servizio.

Nel terzo trimestre del 2014 più di una su ogni tre conversioni generate su un annuncio Facebook si è svolta su un dispositivo mobile, con le conversioni da smartphone in aumento del 16% trimestre su trimestre. Gli annunci per mobile su Facebook rappresentano il 52% di impression e il 63% di clic. Per quanto riguarda invece gli annunci su Google, sono stati registrati il 31% di impression e il 38% di clic.

Marin Software ha notato una tendenza simile per gli annunci su canale di ricerca e sui social. I dispositivi mobile hanno rappresentato il 40% di impression, il 54% di clic e il 38,6% di conversioni.

Le conversioni da mobile sono aumentate del 4,4% trimestre su trimestre e del 15,8% anno su anno. Gli inserzionisti hanno già iniziato ad approfittare di questa tendenza aumentando i loro investimenti in annunci per mobile per i canali di ricerca e sui social.

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seo

La SEO in agitazione con il nuovo update Google Penguin 3.0

lunedì, 20 ottobre, 2014

Dovremmo essere abituati ma pare di no, almeno a leggere alcune catastrofiche previsioni che vedono in un futuro molto prossimo SERP sconvolte dal nuovo update dell’aggiornamento dell’algoritmo venuto dal freddo nel “lontano” 2012, Penguin. Così, come spesso accade, è nel weekend che arriva la notizia: il primo aggiornamento da più di un anno.

Google non si ferma e non potrebbe, è un macchina da guerra contro lo spam, prima la lotta alla c.d. low quality (Panda), poi con Penguin per contrastare tattiche di link building focalizzate alla creazione di schemi di link con il solo scopo di manipolare il ranking, poi con Hummingbird per riuscire a interpretare le query nel modo migliore, poi, ancora, con Pigeon per la local. Questo detto in pochissime parole.

In sostanza stando a quanto rilevato sono state rilevate alcune anomale fluttuazioni nei report, così come ha mostrato in un tweet Cyrus Shepard di Moz, questo di seguito solo uno degli esempi riportati.

esempio fluttuazione penguin 3.0

Ad ogni modo è certamente ancora troppo presto per poter dire quale sarà l’impatto di questo aggiornamento, sia in positivo che in negativo. Nel frattempo è sempre opportuno, a prescindere dai vari aggiornamenti del motore di ricerca, controllare la “buona salute” del proprio sito web utilizzando gli strumenti a disposizione che già conosciamo, senza farci prendere dal panico.
Nel nostro settore, sembrerà banale ma anche la banalità ha la sua verità, quel che è veramente importante è prevenire. Con tutti i moniti , più o meno ufficiali, di Google è piuttosto chiaro cosa è opportuno fare e cosa no. Poi, pur volendo lasciare da parte Google e i suoi avvertimenti, per evitare di fare errori grossolani basterà affidarsi al buon senso e alla logica combinando questi con l’esperienza.

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Facebook safety check

Safety Check di Facebook, lo strumento di aiuto in situazioni di disastri e crisi

venerdì, 17 ottobre, 2014

L’uso dei social media ha cambiato la vita delle persone e questo è evidente. È cambiato anche il modo di rapportarsi agli eventi calamitosi e ai disastri naturali. Lo si è visto anche nei recenti avvenimenti di Genova, come anche in Giappone nel 2011, le persone lanciano allarmi attraverso i social network, segnalano situazioni di pericolo, documentano la situazione e cercano di risolvere andando a intervenire prontamente laddove è necessario. Un cambiamento che modifica sostanzialmente l’approccio di risposta alle emergenze, andando a migliorarlo.

Dati alla mano, durante lo tsunami del 2011, secondo i dati della Croce Rossa Giapponese più di 12,5 milioni di persone sono state coinvolte nell’emergenza e oltre 400.000 cittadini sono stati evacuati dalle zone a rischio, anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social media.

Facebook se ne è accorto e ha deciso di intervenire sul problema comunicativo che viene a crearsi durante le situazioni di emergenza, disastri e crisi tra le persone, parenti e amici che siano.
L’intenzione è quella di fornire uno strumento di aiuto e supporto nel momento in cui scoppia l’emergenza umanitaria attraverso l’utilizzo di Safety Check che permette al contempo di comunicare ai propri cari la propria posizione e la situazione in cui ci si trova ma anche di controllare la situazione dei propri cari attraverso il controllo di quello che sta succedendo nell’area circostante che ha colpito l’evento calamitoso e di segnalare la situazione di amici e parenti qualora la si conoscesse in modo da realizzare una mappatura in tempi record e monitorare costantemente quello che accade.

La privacy sarà impostata in modo da far conoscere la propria situazione solo ai propri cari e agli amici con cui siamo in contatto, così come la visibilità di commenti e condivisioni.

Lo strumento si attiva automaticamente nel momento in cui si verifica un disastro naturale nell’area in cui ci si trova.; l’utente riceverà da Facebook una notifica e un messaggio in cui gli viene chiesto “Stai bene?”

La localizzazione avviene attraverso la città che l’utente ha impostato nelle proprie informazioni personali del profilo, oppure nell’ultima città in cui si è fatto il check-in o attraverso le funzioni di localizzazione utilizzate da Facebook come indirizzo IP etc.

Per maggiori informazioni: Newsroom di Facebook

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Crescita ricerca a pagamento

Ricerca a pagamento: in aumento la spesa pubblicitaria

venerdì, 17 ottobre, 2014

Per la pubblicità online, lo scorso anno è stato registrato un tasso di crescita complessivo pari al 26% anno su anno. Nel dettaglio, la spesa pubblicitaria sostenuta su Google è aumentata del 27% mentre quella su Bing del 24%. A guidare la crescita sono stati i dispositivi mobile e gli annunci relativi ai prodotti.

I dati arrivano da uno studio pubblicato da RKG che ha analizzato il volume di crescita della spesa pubblicitaria nel terzo trimestre dello scorso anno. Su Google i clic a pagamento sono aumentati del 18% e il CPC è aumentato dell’8% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. La spesa per gli annunci realizzati da aziende non-brand è salita del 30%, stimolata da un aumento dei tassi di conversione. Anche il CTR, in questo caso, è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente.

Su Bing, il CPC è rimasto invariato, ma è cresciuto il traffico da mobile. Per quanto riguarda le aziende non-brand, l’investimento è aumentato del 29% mentre il volume di clic è aumentato del 33% anno su anno.

La spesa per gli annunci dei prodotti basati su immagini è aumentata del 73%, in totale su Google e Bing. Oltre un quarto, ossia il 27%, dei clic sugli annunci Google è venuto dai prodotti e il CPC sugli annunci di prodotto è aumentato quasi del 20%.

Per quanto riguarda, infine, il mobile, la spesa sostenuta per la pubblicità nel terzo trimestre è stata pari al 28,4%, in crescita rispetto al 23,9% registrato l’anno precedente. Le entrate però dovute al clic da smartphone sono state il 66% in meno rispetto al desktop, dovuto sostanzialmente dalla differenza nelle prestazioni di conversione che gli inserzionisti continuano a vedere tra desktop, tablet e smartphone.

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feed sitemap xml best practices

I consigli di Google per la sitemap XML e i Feed RSS/Atom

venerdì, 17 ottobre, 2014

Fra le principali operazioni da fare nel momento in cui si mette online un sito web c’è la creazione e la segnalazione della sitemap XML. Google lo consiglia più volte nei suoi post e infatti, su Google Webmaster Tools, c’è uno strumento apposito per la segnalazione della o delle mappe xml. È possibile creare sitemap per diverse tipologie di contenuto: testuale, video, immagini e news.

Nel suo ultimo post sul blog ufficiale Google vuole precisare le differenze e le modalità di utilizzo di sitemaps XML, Feed RSS/Atom.

La differenza principale tra i due formati sta nel modo in cui descrivono le URL che compongono un sito web:

  • Sitemap XML: sono di grandi dimensioni (possono contenere fino a 50.000 URL), vengono scaricate meno di frequente e sono compolste da tutte le URL del sito.
  • Feed RSS/Atom: sono di dimensioni minori, vengono scaricati di frequente e contengono solo gli ultimi aggiornamenti del sito web.

Google consiglia di utilizzare entrambi i metodi. Le sitemap XML forniranno a Google le informazioni su tutto il sito, i Feed RSS avranno invece il compito di segnalare i cambiamenti che sono stati effettuati.

Per la composizione del file della sitemap XML e dei Feed è necessario seguire alcune regole, che è bene conoscere seppure esistano numerosi tool online che consentono la creazione automatica di entrambe le tipologie di file.

I campi più importanti sono quelli che riguardano la URL e l’ultima modifica.

  • URL: devono essere solo URL a cui Googlebot può accedere (non devono essere in disallow nel robots.txt e non devono essere pagine noindex, nofollow) e devono essere URL canoniche, vanno cioè escluse le URL duplicate (nella quali è indispensabile che sia stato impostato il rel canonical, per evitare problemi di duplicazione).
  • Ultima modifica: con ultima modifica si intende il momento (giorno e ora) in cui quella pagina è cambiata e va segnalato al motore di ricerca. A seconda che si tratti di una sitemap, Feed RSS o Atom la codifica è diversa, nell’ordine: <lastmod>; <pubDate>; <update>. È inoltre importante inserire l’ora in formato W3C Datetime per le sitemap XML, RFC3339 per Atom e RFC822per RSS e aggiornare l’ora di modifica solo quando il contenuto è cambiato veramente.

Esempio di sintassi per sitemap XML

<url>
<loc>http://example.com/mypage</loc>
<lastmod>2011-06-27T19:34:00+01:00</lastmod>
<!-- optional additional tags -->
</url>

Esempio di sintassi per Feed RSS

<item>
<!-- other tags -->
<link>http://example.com/mypage</link>
<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 19:34:00 +0100</pubDate>
</item>

Esempio di sintassi per Feed Atom

<entry>
<link href="http://example.com/mypage" />
<updated>2011-06-27T19:34:00+01:00</updated>
<!-- other tags -->
</entry>

Best practices per sitemap e feed

Sitemap XML:

  • Con una sola sitemap XML: se il sito cambia regolarmente va aggiornata almeno una volta al giorno e aggiornarla su Google Webmaster Tools ogni volta che ciò accade. È possibile farlo anche tramite questa URL http://www.google.com/webmasters/sitemaps/ping?sitemap=http://www.tuosito.tld/sitemap.xml modificando la parte in grassetto con l’indirizzo della propria sitemap.
  • Se si hanno più sitemaps XML: è bene massimizzare il numero di URL per ogni sitemap XML, il limite è di 50.000 URL o di 10 MB non compressi. Inviare nuovamente ogni sitemap su GWT ogni volta che c’è un aggiornamento (oppure una volta sola l’indice sitemap, se esiste). Un errore comune è quello di mettere poche URL per ogni sitemap XML, cosa che potrebbe rendere più difficile per Google la scansione di tutte le sitemap XML in un tempo ragionevole.

RSS/Atom

  • Quando si aggiunge una nuova pagina o una pagina esistente cambia, aggiungere la URL e la data di modifica al feed.
  • Per evitare che Google perda gli ultimi aggiornamenti ogni volta che il feed cambia andrebbe segnalato a Google. Il modo più veloce è utilizzare uno strumento come PubSubHubbub che si occuperà di segnalare il nuovo feed a tutti gli interessati (lettori RSS e motori di ricerca) in maniera rapida ed efficiente.
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Facebook visualizzazioni video

Video su Facebook: più visualizzazioni rispetto a YouTube

giovedì, 16 ottobre, 2014

Facebook sorpassa YouTube in termini di visualizzazioni di video su base mensile. Lo rivela uno studio condotto da ComScore che ha analizzato la portata dei video pubblicati sul popolare social network, paragonandola a quanto riesce a realizzare YouTube in un mese.

Dallo studio di ComScore è emerso che nel mese di agosto 2014 Facebook ha superato YouTube per la maggior parte dei video pubblicati. Solo da luglio ad agosto, Facebook è passato da 4 miliardi di video visti al mese a 12 miliardi di video al mese.

Il traguardo raggiunto da Facebook, spiegano gli studiosi, è dovuto in modo sostanziale alla funzione di avvio automatico del video che il social network ha aggiunto meno di un anno fa.

Considerando tutti i video visualizzati su ciascun dispositivo, ComScore ha evidenziato come Facebook sia comunque ancora indietro rispetto a Google. Facebook ha introdotto l’avvio automatico dei video lo scorso anno, destando qualche incertezza negli utenti che hanno visto nella novità una forzatura nel loro modo di interagire con la piattaforma.

I video però stanno dilagando e hanno raggiunto le immagini per quanto riguarda la tipologia di contenuto condiviso e sono diventati anche strumento per la realizzazione di campagne pubblicitarie su Facebook.

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Recensioni clienti

Il valore delle recensioni dei clienti per la Local SEO

giovedì, 16 ottobre, 2014

Le aziende che vogliono farsi trovare dai clienti devono prestare molta attenzione alla geolocalizzazione e agli elementi di Local SEO per ottimizzare i propri siti e rendere più visibile online la propria attività commerciale.

Tra i fattori di ranking importanti per la local SEO, analizzati anche da Moz ci sono anche le recensioni dei clienti e degli utenti che hanno avuto a che fare con l’attività. Più recensioni si hanno, meglio è; questo sia per il ranking ma soprattutto lato utente: gli utenti guardano le recensioni e si fidano molto di quanto detto da altri utenti che hanno già avuto una determinata esperienza con quel negozio, hotel, ristorante etc.

Le recensioni sono quindi fondamentali per accrescere la propria brand reputation, la reputazione che ha l’attività commerciale e per la visibilità nel web. Come per tutti i sistemi di recensioni, Google Plus, Trip Advisor, Yelp etc è vietato pagare o dare qualcosa in cambio pur di avere una recensione positiva.
Un altro elemento da tenere in considerazione sono poi le recensioni negative che vanno opportunamente gestite per evitare delle situazioni di crisi non affrontate.

Come fare per ottenere più recensioni?

Partendo dall’assunto che se l’attività opera in tutta onestà e offre al cliente prodotti o servizi di elevata qualità che rispondono alle aspettative del cliente le recensioni verranno da sé ci sono diversi modi per invitare i clienti a scrivere delle recensioni sulle pagina Google Plus Local e sui diversi portali dedicati.

Cosa non fare

Minacciare i clienti: è evidente che non funziona, come anche il ricatto più o meno esplicito.
Chiedere recensioni a tutti: sarebbe controproducente, ed è comunque vietato da tutti i portali offrire qualcosa in cambio per scrivere recensioni, oltretutto lo stile è visibilmente diverso, le recensioni vere sono quelle genuine e naturali che raccontano una storia e dalle quali si percepisce la reale soddisfazione dell’utente, di sicuro non quelle chieste in qualche modo che seguono uno schema reimpostato.

Cosa fare

Innanzitutto c’è da ribadire un concetto fondamentale: avere delle buone recensioni non ha nulla a che fare con il chiederle; le buone recensioni vanno guadagnate.
Offrire un servizio nel migliore dei modi porterà delle ottime recensioni e se nell’offerta qualcosa è andato storto – i gestori lo sanno – è sempre meglio rimediare in qualche modo e non lasciare mai andare via il cliente insoddisfatto e scontento. Le recensioni vanno dunque meritate!
Questo gioverà all’attività commerciale sia in termini di posizionamento perché sono un fattore importante tenuto in considerazione dall’algoritmo dei motori di ricerca sia dall’utente.

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