Nuovo strumento per Bing Ads

Bing lancia una nuova funzionalità per pianificare le campagne

venerdì, 19 settembre, 2014

Per Bing Ads è ora disponibile una nuova funzionalità che ha l’obiettivo di migliorare la pianificazione delle campagne. La piattaforma di Bing che consente di realizzare campagne pubblicitarie online introduce una nuova caratteristica con lo scopo di fornire all’inserzionista uan visione più ampia e profonda sul volume di traffico e le parole chiave che devono essere utilizzate.

La nuova caratteristica di Bing, definita in inglese Campaign Planner, consente di visualizzare la tipologia di prodotto, le parole chiave e il volume di ricerca. I prodotti sono classificati verticalmente sulla base della tipologia, tra questi: arte e intrattenimento, finanza, salute, viaggi e turismo, veicoli, hobby, computer, lavoro ed educazione.

Dal menu verticale a sinistra è possibile selezionare la tipologia di prodotto e creare una lista di favoriti per i quali visualizzare il volume di ricerca (suddiviso per dispositivo quindi desktop, smartphone e tablet) e la stima del costo per click. All’interno di ciascuna tipologia di prodotto presente nel menu a sinistra si può scegliere un prodotto da approfondire.

Per ogni prodotto approfondito è possibile scaricare una lista di parole chiave da utilizzare per l’annuncio e selezionare quelle ritenute migliori per il proprio annuncio.

Lo strumento consente, infine, di fare click sulla singola parola chiave per ottenere ulteriori informazioni. Per la singola parola è possibile ottenere tendenze di ricerca e varie metriche di performance tra cui anche i dati relativi ai competitor.

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Twitter per il business

5 modi per utilizzare gli #hashtag su Twitter

venerdì, 19 settembre, 2014

Twitter è il social media che cinguetta in 140 caratteri nel web, utilizzato da 271 milioni di utenti attivi registra 500 milioni di tweet al giorno. Con questi dati, social media manager e operatori del marketing conoscono bene il potenziale che Twitter ha per il business delle aziende.
Da una parte gli utenti di Twitter stanno diventando sempre più “ricettivi” e hanno voglia di comunicare e mettersi in contatto con i Brand andando a formare una vera e propria rete di collegamenti, dall’altra Brand e Aziende si specializzano sempre più nel personalizzare i propri contenuti per favorire questo engagement con gli utenti.

Oggi prendendo spunto da una sezione dell’e-book “The Complete Guide To Twitter Measurement”  di Simply Measured, giunto alla seconda edizione, vogliamo approfondire l’utilizzo degli hashtag.

Gli hashtag, parole precedute da “#” sono termini cliccabili che si possono ricercare e misurare e raggruppano tutti i tweet contenenti quell’hashtag; come detto precedentemente, permettono di coinvolgere e raggiungere gli utenti che altrimenti non saremmo in grado di raggiungere, permettono di realizzare delle vere e proprie campagne e permettono inoltre di misurare i risultati.

#1 Campagne

Associare un hashtag per diffondere una campagna in modo che venga chiaramente associata al Brand. Essere creativi e monitorare quell’unico hashtag per valutare il livello di attività e interesse che si raccoglie intorno alla campagna, metterla in relazione con altre campagne e valutarne gli aspetti positivi e negativi. Questo funziona soprattutto per le campagne realizzante per gli eventi.

#2 Reach

Gli hashtag legati a specifici argomenti sono spesso ricercati dagli utenti e monitorati dai social media manager per trovare argomenti di interesse degli utenti e il potenziale che risiede al di sotto di questi.
Includere un hashtag aumenta le chance di raggiungere più utenti.

#3 Chat

Esistono infinite “Twitter Chats” che utilizzano gli hashtag e permettono agli utenti di organizzare le conversazioni intorno a un argomento. In questo modo gli utenti possono interagire con chiunque stia trattando quell’argomento aumentando la rete di contatti attorno a una specifica discussione.

#4 Scoprire

Utilizzare gli hashtag per fare delle ricerche e scoprire gli interessi, le attitudini, gli aspetti demografici che si celano dietro l’utilizzo di determinati hashtag faciliterà future campagne.

#5 Confronto

Diversi hashtag possono essere messi a confronto per identificare i trend e la crescita di determinati argomenti di interesse e le disparità tra argomenti differenti. Svolgere questa attività facilita il lavoro se si stanno realizzando campagne ricorrenti o si sta effettuando un’analisi della concorrenza.

Per scaricare l’e-book completo di Simply Measured, cliccare qui

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ottimizzare conversioni sito web

Come ottimizzare il tasso di conversione del sito web

venerdì, 19 settembre, 2014

Se si decide di realizzare un sito web solitamente si ha un obiettivo. È un investimento che richiede un ritorno di qualche genere, che sia di visibilità o economico. Per questa ragione una delle strategie che occorre mettere in atto è la CRO – Conversion Rate Optimization – ovvero l’ottimizzazione del tasso di conversioni ricevute dal sito. Su un sito web si parla di conversione indicando la percentuali di visitatori che compie un’azione sul sito stesso. Azione che può essere la compilazione di un form, una telefonata, il download di un documento, fare un acquisto e altro ancora. La Conversion Rate Optimization comprende tutte quelle tecniche volte a migliorare il numero di conversioni che derivano dal sito web, quindi tutto ciò che spingerà l’utente a compiere l’azione prefissata.

realizzazione siti web

È da questo concetto che nasce l’infografica proposta da TopDog Social media e che oggi andiamo a commentare.

Gli obiettivi per la conversione

A seconda del tipo di obiettivo il modo di misurare il tasso di conversione cambia:

  • Compilazione del form: in questo caso è possibile utilizzare Google Analytics impostando la URL della thank you page come obiettivo. Se non si ha una thank you page si può anche creare un evento relativo al click sul bottone di invio.
  • Chiamata telefonica: è più difficile ma non impossibile. Il metodo più semplice è indicare sui siti un numero di telefono che non si può trovare altrove, quindi ogni telefonata che arriverà da quel numero potrà essere considerata una conversione. Altra possibilità, che però traccerà solo le chiamate di utenti che visitano il sito da mobile, è creare un evento per il click sul numero.
  • Acquisto: è probabilmente la cosa più semplice da misurare, Analytics è predisposto per la misurazione degli obiettivi e-commerce, dando anche la possibilità di inserirne il valore monetario per avere una reale dimensione del guadagno ottenuto attraverso il sito.
  • Live chat: quando si inserisce una live chat nel sito per essere contatti dagli utenti si può tracciare il tutto tramite Analytics, come un evento, oppure utilizzando gli strumenti di tracciamento che sono di solito messi a disposizione da chi fornisce il tool per la chat.

L’infografica consiglia di non inserire l’indirizzo e-mail, per evitare che si perda il tracciamento e che è meglio utilizzare il solo form di contatto. Dissento su questa visione della cosa. È vero che è importante tracciare le conversioni, ma non si può obbligare un utente a compilare un form, senza dargli altra possibilità. Molto meglio indicare l’indirizzo e-mail, magari differenziato da quello del form, in maniera da poter tracciare distintamente le due cose.

Come ottimizzare il tasso di conversione

Non c’è la formula magica per ottimizzare il tasso di conversione. Serve tempo, servono test e serve un monitoraggio dei risultati che sia costante nel tempo. I tre aspetti su cui occorre lavorare sono l’estetica del sito,  la credibilità del brand e le call to action.

Design

  • Usare video e elenchi puntati rende più semplice agli utenti la comprensione dei concetti chiave presenti nella pagina
  • Creare una landing page per ogni prodotto/servizio che si sta proponendo e che la pagina sia costruita per non avere distrazioni o per non contenere altre offerte che potrebbero allontanare l’utente dall’obiettivo
  • Prendere spunto da chi ha maggior successo online, per gli ecommerce, ad esempio, da Amazon
  • Usare immagini, video e altri tipi di presentazione dei prodotti che siano complete e di alta qualità
  • Essere sicuri che il sito sia visualizzato correttamente da tutti i device, desktop e mobile
  • Proporre offerte che creino un vantaggio competitivo, ad esempio le spese di spedizioni gratis o dei coupon omaggio.

Credibilità

  • Riportare testimonianze, dare modo agli utenti di recensire prodotti/servizi serve ad accrescere la credibilità del marchio verso i nuovi visitatori
  • Mantenere aggiornato il blog (qualora ce ne sia uno), pubblicare un articolo ogni 6 mesi non è certo un modo per creare fiducia
  • Promuovere la presenza social con costanza, pubblicare aggiornamenti, mantenere attive le conversazioni, rispondere alle domande e alle interazioni
  • Mettere in evidenza se si ricevono premi o riconoscimenti ufficiali
  • Mettere in evidenza se l’azienda partecipa a iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa
  • Inserire i loghi dei clienti nel portfolio
  • Offrire risorse gratuite agli utenti, coerenti con i servizi offerti e che potrebbero interessare al target di riferimento.

Call to action

  • Non esagerare, usare una CTA chiara e che indichi all’utente qual è lo step successivo
  • Non cercare di vendere subito, prima renditi credibile e affidabile e poi proponi la vendita con una CTA efficace
  • Evitare i popup, molti sperano di ottenere conversioni inserendo popup in ogni pagina, magari anche a chiusura temporizzata. È il miglior modo per far scappare gli utenti.
  • Non fare domande inutili, non è necessario conoscere tutto dell’utente che sta per inviare il form di contatto. Bastano pochi dati, quelli essenziali. In questo modo non si spazientisce e non gli sembra di fornire troppi dati personali.
  • Usare la live chat è un ottimo modo per registrare conversioni, perché l’utente immediatamente può ricevere le informazioni che desidera e non deve compilare form, inviare email o fare telefonata, azioni molto più impegnative.Conversion Rate Optimization infografica

Fonte: TopDog Social media

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mobile applicazioni

Mobile Marketing, come cambia il modo di fare business

venerdì, 19 settembre, 2014

Per chi avesse ancora qualche dubbio sull’opportunità di adottare strategie di mobile marketing ad hoc, ecco pronto un nuovo articolo (questa volta di KISSmetrics (che trovate a questo link in Lingua Inglese).

Una serie di dati e statistiche che sicuramente faranno cambiare idea agli indecisi.
Il motivo per il quale spesso ci dedichiamo a questa tematica, il mobile marketing appunto, è perché notiamo ancora una certa difficoltà per le PMI a entrare nell’ottica.

Ecco qui, intanto, 5 punti che potranno almeno far riflettere sull’opportunità di “attrezzarsi” nel modo corretto per affrontare la sfida del mobile marketing.

  1. Il 78 % delle ricerche mobile per informazioni commerciali locali comporta un acquisto;
  2. Due su tre clienti preferiscono utilizzare il sito web mobile piuttosto che l’applicazione mobile;
  3. Il 75 % degli acquirenti di telefonia mobile hanno utilizzato un coupon mobile;
  4. Un terzo di tutti gli acquisti e-commerce è stato fatto su smartphone durante la stagione dello shopping natalizio;
  5. I consumatori spendono più tempo per lo shopping su dispositivi mobili che desktop.

E da questo possiamo trarne alcune conclusioni piuttosto evidenti.
In primis la necessità per un local business (ma non solo) di adottare tutti quegli accorgimenti che rendano soddisfacente l’esperienza utente sul sito web anche da mobile. L’applicazione mobile non può essere un “sostituto” del sito web responsive o della versione mobile del sito web. Se avete la possibilità di creare coupon creativi e realmente utili fatelo ma fatelo dopo aver profilato correttamente il vostro target.

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Facebook icona

Facebook presenta Facebook Media

giovedì, 18 settembre, 2014

Facebook ha lanciato un nuovo sottodominio chiamato Facebook Media e creato per mettere in evidenza esempi di successo di contenuti e nuovi trend che illustrano come figure pubbliche, organizzazioni e agenzie di comunicazione utilizzano Facebook per creare engagement con i propri fan attraverso la condivisione di contenuti tramite le fan page.
In questo sottodominio media.fb.com, Facebook promette di condividere dati, buone pratiche, esempi e studi che potranno aiutare gli amministratori delle pagine, che creano quotidianamente contenuti, ad aumentare il loro pubblico.
La fan page è un potente strumento di social media marketing ma la sua gestione non è così semplice, bisogna aggiornarla costantemente, aumentare il numero dei fan, produrre contenuti originali che piacciano ai propri fan e che tramite di essi venga a crearsi quell’engagement tanto sperato. Gli operatori del marketing affrontano questa problematica quotidianamente, soprattutto se il settore di business è di nicchia e non si presta facilmente.
Ma per fortuna giunge Facebook in aiuto di tutti con dei validi esempi di casi di successo.

facebook media screenshot

Media.fb.com è diviso in quattro sezioni principali che rappresentano gli obiettivi che si vogliono raggiungere:

  • Creare engagement con i fan di Facebook: contiene informazioni utili su come si possono utilizzare determinati tool (i.e. Facebook Mentions) per collegare i fan alla fan page e alcuni esempi di contenuti che creano coinvolgimento di pubblico.
  • Aumentare il traffico: è una sezione ricca di consigli e attività da fare per aumentare il traffico come ad esempio la condivisione di link, l’aggiunta dei pulsanti di condivisione sul sito web e altri validi esempi.
  • Condivisione video: contiene suggerimenti utili su come raggiungere un numero di fan elevato utilizzando i video, su come utilizzare le metriche dei video etc.
  • Integrare contenuti social per collegarli al pubblico televisivo: sezione specifica per chi crea contenuti destinati alla TV e vuole utilizzarli per portare gli spettatori sui canali social.

Contattaci per una strategia di social media marketing per la tua azienda!

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Per approfondire: Facebook Media Blog


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content marketing

Quando, come e perché gli utenti leggono i contenuti web

giovedì, 18 settembre, 2014

Scrivere un contenuto per il web può essere senz’altro interessante e appagante per chi lo fa, ma questo non è detto che si traduca in un reale vantaggio per l’azienda. Si può scrivere benissimo, si può essere interessanti, acculturati, profondi, quello che conta è che l’utente legga il contenuto, è quello il vero ROI dei testi sul web. In poche parole per strutturare una strategia di content marketing deve prevedere il monitoraggio di se, quanto e quando gli utenti leggono i contenuti, oltre ovviamente a le azioni che compiono su di essi (ad esempio: condividono sui social? Cliccano sui banner? Riempiono form di contatto? E via dicendo).

Il primo ad analizzare come gli utenti leggono a schermo fu Jacob Nielsen nel 2006 e la sua conclusione fu che leggono velocemente:

  • I lettori di una pagina web muovono gli occhi più velocemente di quelli che approcciano a una pagina su carta
  • La nostra attenzione non si sposta da sinistra a destra, ma segue altri movimenti
  • Le prime parti su cui ci soffermiamo sono il titolo e i primi paragrafi
  • Scendendo i lettori tendono a focalizzarsi sul lato sinistro, scorrendo il contenuto piuttosto che leggerlo.

lettura contenuti - Nielsen 2006Tutto questo nel 2006, ma oggi la situazione come sarà? Il team di CoSchedule, affidandosi a un tool di SumoMe, ha analizzato i movimenti oculari dei suoi utenti. I risultati ottenuti sono:

  • I lettori si dimostrano molto concentrati sul contenuto, probabilmente perché il layout della pagina è estremamente pulito e privo di eccessive distrazioni
  • Come nell’analisi di Nielsen, scendendo nella pagina i lettori si concentravano più sul lato sinistro della pagina
  • Molti post vengono letti solo per il 20-30%
  • I contenuti che hanno avuto più condivisioni sono quelli dove è stato superato il 35%
  • I testi evidenziati, i link e i titoli hanno attirato più attenzione di altre parti del testo
  • Solo il 10-20% dei lettori è arrivato alla fine del post.

È chiaro, quindi, che sono ben pochi i lettori che ti concedono di leggere tutto quello che vuoi dirgli e soprattutto che i contenuti lunghi spesso sono controproducenti. Non è sempre vero, perché ogni caso è a sé e la lunghezza corretta di un contenuto è un dato che si può estrapolare solo analizzando i casi specifici. In ogni caso qui abbiamo parlato di lunghezze ideali dei contenuti web.

Adesso vediamo cosa fare per rendere più probabile che i tuoi lettori arrivino a fondo pagina:

  1. Ogni frase deve essere costruita per costringere il lettore a leggere quella successiva. Ciò è possibile solo se si sta trattando un argomento che sia di reale interesse, quindi meglio evitare frasi inutili e usate solo per allungare il brodo.
  2. La piramide rovesciata è un ottimo strumento per strutturare i contenuti, utilizzata nel giornalismo ormai da anni. Consiste nel concentrare le informazioni fondamentali (le 5W) all’inizio, per poi proseguire approfondendo. Se le informazioni iniziali sono pertinenti e interessanti il 60% dei lettori non potrà fare a meno di continuare. piramide rovesciata contenuti web
  3. Usare le immagini per spezzare la lettura e renderla in realtà più agevole. L’immagine colpisce, è interessante e arricchisce il contenuto con nuove informazioni, presentate in maniera più immediata, accattivante e facile da ricordare. Tra l’altro questo approccio è coerente con quanto espresso dalla ricerca di Nielsen.
  4. Usare una formattazione che consenta di focalizzarsi sui concetti chiave: grassetto, link di colore diverso, uso degli elenchi puntati, divisione in paragrafi, utilizzo dei sottotitoli ecc… Nella tabella seguente, di Nielsen, viene mostrato come la diversa modalità di proporre un contenuto a livello visivo influisca sulla qualità, a livello di usabilità, di un testo.scrivere web content Nielsen

Veniamo ora a un altro punto dolente, c’è chi cede che molte condivisioni sui social corrispondano a molte letture. Sbagliato! Non c’è una relazione diretta tra le due cose, succede più spesso di quanto si pensi che un articolo venga condiviso anche senza che sia stato letto del tutto o addirittura anche solo fermandosi al titolo. In questo caso ci sta poco da fare, in ogni caso si ottiene un risultato, che non è sicuramente quello sperato, ma almeno si riceveranno più visite che potrebbe nascondere utenti interessati alla lettura completa dei contenuti.

Fonte: blog CoSchedule

I video su Facebook

Crescita dei video su Facebook, quali conseguenze per le imprese

giovedì, 18 settembre, 2014

Da non molto, le aziende hanno la possibilità di sfruttare Facebook per fare pubblicità attraverso i video. Il marketing con i video sta prendendo sempre più piede grazie alla maggiore incidenza che i video hanno, dovuta a una combinazione di immagini, suoni e animazioni. Secondo una stima di Facebook, da maggio a luglio di quest’anno la visualizzazione dei video è cresciuta del 50% e da giugno è stata registrata una media di oltre 1 miliardo di visualizzazioni di video su Facebook ogni giorno.

L’importanza dei video è legata principalmente ai dispositivi mobile. Gli utenti che usano i social network, sopratutto Facebook, lo fanno in larga misura da tablet e smartphone dove la visione di video è più immediata e semplice. Facebook ha compreso l’interesse delle aziende nei confronti della pubblicità attraverso i video e ha deciso di introdurre nuove funzionalità.

Facebook ha introdotto all’inizio di quest’anno la funzionalità che lancia il video automaticamente una volta che è stato visualizzato nel news feed. Grazie a questa funzionalità, è emerso che gli utenti hanno e stanno scoprendo più contenuti significativi. Ed è per questo motivo che Facebook ha deciso di estendere il video che parte in automatico a più contenuti provenienti da più marchi.

L’altra novità consiste, infine, nella visualizzazione del numero di utenti che hanno visto un video. Gli utenti potranno, nel giro di poche settimane, avere a disposizione la possibilità di vedere quante visualizzazioni un video su Facebook ha ricevuto. Le visualizzazioni saranno disponibili su tutti i video pubblici condivisi da persone e pagine. In questo modo, gli utenti avranno la possibilità di scoprire i video più popolari e le aziende potranno raccogliere più rapidamente le informazioni sull’efficacia dei loro video.

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my maps

Google Maps aggiorna “Le mie mappe”

mercoledì, 17 settembre, 2014

Google aggiorna e migliora “Le mie Mappe“, il servizio di Google Maps che consente all’utente di creare e personalizzare le proprie mappe. Dalla sua nascita My Maps ha visto periodi di luci e ombre: inizialmente promosso e accolto con successo, nel corso del tempo è stato quasi dimenticato, cambia nome e diventa “My Places” e alcune delle sue caratteristiche vengono integrate in altri prodotti e infine non è stata supportata nelle versione di Google Maps aggiornata a febbraio di questo anno.

Chi non l’aveva dimenticata è sicuramente chi lo utilizza per farsi trovare dai clienti geolocalizzando la sua posizione, parliamo di aziende e attività commerciali che inseriscono informazioni relative al proprio business affinché possano essere trovate da ricerche effettuate tramite dispositivi mobile.

Le mie mappe

Le mie mappe

Nei prossimi mesi “Le mie mappe” ovvero le mappe create dagli utenti e salvate verranno aggiornate automaticamente mentre se si preferisce si può effettuare già da oggi l’upgrade alla nuova versione.
Ne “Le mie mappe” gli utenti potranno salvare luoghi, indicazioni stradali e aggiungere foto e video come nella versione classica.
La novità sta nelle nuove funzioni che si aggiungono a quelle sopra descritte:

  • Possibilità di condividere la propria mappa come con un documento Google
  • Utilizzare colori diversi per far risaltare alcune parti della mappa
  • Etichettare gli elementi direttamente sulla mappa
  • Importare località da un foglio di lavoro
  • Organizzare i propri luoghi con i livelli

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podcast

I podcast come strategia di content marketing per il sito web

mercoledì, 17 settembre, 2014

Offrire agli utenti del proprio sito web contenuti sempre nuovi, originali e soprattutto davvero utili può risultare complicato e molto, certo, dipende dalla tematica del sito. Creatività e logica devono camminare insieme quando si scelgono strategie di content marketing e anche questo può essere complicato.

Quando si parla di content marketing si chiamano in causa non solo i contenuti testuali, ma anche video, immagini (si pensi alle famose infografiche) e, appunto, audio come i podcast.
Anche i podcast possono diventare uno strumento utile per gli utenti del vostro sito web, per fidelizzarli e per attrarne di nuovi, considerando sempre (un po’ come per le app) che i podcast non sono per TUTTE le tipologie di azienda … e in questo caso serve creatività e razionalità.

Secondo la ricerca condotta da Edison Research e intitolata Share of Ear (a questo link) circa il 2% del tempo speso dagli americani ad ascoltare gli audio è dedicato all’ascolto dei podcast, così come mostra il grafico sottostante.

I vantaggi del podcast

Utilizzare questo tipo di contenuti ha i suoi vantaggi, pensiamo a pagine web dedicate a specifiche tematiche trattate nei podcast e ottimizzate per i motori di ricerca, pensiamo all’utilizzo del markup OnDemandEvent, al fatto che un podcast può essere scaricato e ascoltato ovunque (in auto, mentre si passeggia), pensiamo alla possibilità di inviare i nostri podcast a iTunes (tutti i podcast su’iTunes Store sono gratuiti), ma anche e soprattutto pensiamo al beneficio che può trarne la reputazione del brand che in tal modo oltre alla “faccia” mette anche la voce.

Cosa possiamo fare per te

Dicevamo … occorre creatività (per esempio dai un’occhiata alle nostre infografiche ) ma anche razionalità (ogni settore ha una propria strategia!) . Ecco cosa possiamo fare per te, per la tua Azienda, per il tuo business: scegliere strategie di content marketing efficaci.

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Indagine su Twitter

Twitter guida gli utenti nell’acquisto di smartphone, indagine

mercoledì, 17 settembre, 2014

Twitter è il social network più utilizzato quando si deve decidere se e quale smartphone acquistare. Lo rivela un’indagine realizzata da Millward Brown, condotta per verificare quali sono i social network che hanno impatto maggiore nelle decisioni degli utenti che si trovano ad acquistare un dispositivo mobile.

Come riporta Twitter, lo studio realizzato con la sua collaborazione ha coinvolto oltre mille consumatori statunitensi tra i 18 e i 54 anni d’età ed è stato condotto somministando loro un questionario di 10 minuti. Ne è emerso che Twitter viene utilizzato più di qualsiasi altro social network in tutto il processo decisionale. Oltre a Twitter sono stati analizzati altri social network: Facebook, Instagram, Pinterest, Vine e Tumblr.

Il contenuto condiviso da un brand su Twitter sprona all’azione. Quattro utenti su dieci hanno detto di aver compiuto un’azione dopo aver visto le informazioni di un marchio collegato a uno smartphone su Twitter. Le azioni si traducono in seguire il marchio, visitare il sito o cercare online. Per quanto riguarda i contenuti che gli utenti apprezzano di più su Twitter, nel 43% dei casi si parla di offerte e promozioni, nel 33% di informazioni sulla copertura e l’interruzione di un servizio, nel 31% di contenuti divertenti e sempre nel 31% di consigli. Una buona parte (il 27%) è interessata ai contenuti riguardanti nuovi lanci di dispositivi.

Twitter è il mezzo preferito anche per scoprire le informazioni più recenti. Il 38% del campione dichiara di utilizzare il microblog per conoscere un nuovo provider di telefonia e una volta che lo hanno conosciuto restano sulla piattaforma per restare aggiornati delle novità e delle promozioni del brand.

Twitter gioca quindi un ruolo chiave in tutto il processo di acquisto. Le aziende, quindi, devono poter essere in grado di sfruttarlo per creare più connessioni con i potenziali clienti.

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