progettazione mobile commerce

6 esempi da imitare di store locator per mobile

giovedì, 23 ottobre, 2014

Per tutti quei rivenditori che oltre ad avere un canale di vendita online hanno anche dei punti vendita fisici è fondamentale quello che si chiama Store Locator, ovvero una mappa e una ricerca che consentono agli utenti di trovare il punto vendita più vicino alla loro posizione. Attualmente una delle caratteristiche imprescindibili di uno store locator è la fruibilità da dispositivi mobile. Inm una delle ricerche Google (Mobile Search Moments Study – marzo 2013) è stato rilevato che il 40% delle ricerche su mobile hanno un intento local, ovvero sono centrate sulla ricerca relativa a una precisa area geografica, e 3 ricerche su 4 hanno un seguito: ulteriori ricerche, una visita in negozio, una telefonata, un acquisto o condivisione social.

Progettare uno Store Locator

Vediamo quali fattori entrano in gioco nella progettazione di uno store locator che sia visibile da mobile e che favorisca la user experience.

  • Geolocalizzazione: i dispositivi mobile sono dotati di un localizzatore GPS e se connessi alla rete sono rintracciabili tramite indirizzo IP. Progettare uno stor elocator che sfrutti queste informazioni per mostrare il punto vendita più vicino al luogo da cui è effettuata la ricerca è sicuramente la cosa più semplice e immediata da fare. Anche perché non richiede alcuna azione da parte dell’utente.
  • Informazioni sul punto vendita: quando un utente cerca un punto vendita vuole avere una serie di informazioni su di esso, oltre all’indirizzo anche il numero di telefono, gli orari di apertura e il tipo di servizi offerti (parcheggio, collezioni, assistenza…).
  • Mappa interattiva: sfruttando le API di Google Maps è pssibile creare una mappa interattiva, che gli utenti sono in grado di espandere e ridurre per avere maggiori informazioni sulla posizione del negozio.
  • Ricerca: seppure sia attiva la geolocalizzazione bisogna lasciare all’utente la possibilità di cercare il negozio in base ad altri fattori (codice postale, città, via…). Non è infatti sempre detto che la ricerca che sta effettuando serva nell’immediato, ad esempio l’utente cerca mentre è a lavoro ma ha bisogno di un punto vendita vicino a casa sua.

Esempi di store locator

Alcuni esempi di store locator progettati correttamente.

Unieuro store locator

Unieuro è una grossa catena di vendita di elettronica di consumo, ha moltissimi punti vendita in tutta Italia. La ricerca tramite lo store locator funziona molto bene e include tutte le caratteristiche elencate: si può scegliere dalla prima schermata se cercare per indirizzo o in base alla posizione geografica, una volta ottenuto l’elenco di punti vendita vicini è possibile aprire la scheda di ognuno di essi e richiedere di vedere la posizione geografica su Google Maps, a quel punto sarà possibile attivare la navigazione oppure cliccare sul numero di telefono per attivare immediatamente la chiamata.

unieuro store locator

Fiat trova officine e concessionari

Fiat sin dall’homepage, above the fold, mostra il menu per scegliere se cercare un’officina, una concessionaria o un test drive. Accedendo a una delle tre aree, se è attivo il GPS, si verrà subito portati sulla mappa che mostra officine, concessionari e test drive più vicini. La mappa è navigabile, quindi si può ingrandire o ridurre, i risultati sono cliccabili per accedere alla scheda del concessionario, da cui reperire le informazioni (posizione, telefono cliccabile, email, servizi). È possibile anche effettuare una ricerca libera basata su città o indirizzo oppure sul nome della concessionari/officina. L’unica mancanza è l’impossibilità di attivare il navigatore per raggiungere l’indirizzo.

fiat store locator

Ford trova partner

Trovare lo store locator dal sito Ford è leggermente più difficile, poiché è raggiungibile dal menu e la voce è “Cerca Ford Partner”, sicuramente meno immediato di quanto accade per Fiat. È possibile effettuare la ricerca in base alla propria posizione o inserendo manualmente città/codice postale. L’elenco di Ford Partner che si ottiene consente di vedere immediatamente le informazioni, senza ulteriori click. Il numero di telefono è attivo, quindi basta un click per chiamare direttamente. Anche per Ford, però, non è possibile avviare direttamente il navigatore.

ford store locator

Yamamay store locator

Nota catena di intimo, dispone di un buon store locator (a differenza di brand concorrenti). Per trovare il negozio più vicino basta scorrere l’homepage, verrà visualizzata una mappa dove sono riportati i punti vendita più vicini all’attuale posizione. La mappa può essere ingrandita o ridotta, ma purtroppo sono finite qui le possibilità. Cliccando sui segnaposto viene fornito l’indirizzo, ma non gli orari di apertura, il numero di telefono né può essere avviato il navigatore.

yamamay store locator

Carglass trova centri assistenza

Ancora auto, stavolta si tratta di un servizio utile in caso di emergenza, ad esempio se malauguratamente si rompe uno dei vetri dell’auto. Il link ai centri assistenza car glass è disponibile sin dalla SERP con sitelink, quindi davvero semplicissimo raggiungere la pagina. Il menu che ci si trova di fronte è però quello dell’homepage del sito, da cui arrivare allo store locator (Trova il centro Carglass più vicino). È disponibile la ricerca per città/codice postale o per posizione. Una volta scelta la sede di nostro interesse si accede alla sua scheda, completa di tutte le informazioni utili: telefono cliccabile, indirizzo, orari di apertura e link per avviare il navigatore. Inoltre è possibile fissare un appuntamento compilando un form raggiungibile da “Fissa un appuntamento”.

carglass store locator

McDonald’s cerca ristorante

Anche se è difficile essere in giro e non riuscire a trovare un McDonald’s dato che di solito i carteli vengono posizionati davvero ovunque, si può usare anche lo smartphone per trovare quello più vicino. Per arrivare allo store locator, dall’homepage, è sufficiente cliccare sull’icona del segnaposto in alto a destra, forse sarebbe utile scrivere anche a parole di cosa si tratta. La ricerca è disponibile per città o posizione (cliccando sull’icona della geolocalizzazione). Si ottine ecosì un elenco di ristoranti, cliccando sull’icona della mappa in alto a destra è possibile visualizzarli su una mappa interattiva, da cui selezionare il ristorante che si vuole raggiungere e avviare quindi la navigazione. Altrimenti si può cliccare su uno dei ristoranti dell’elenco e accedere alla relativa scheda, dove sono riportati orari, servizi e indirizzo e da cui si può avviare la navigazione. È presente un pulsante “Chiama” che però non funziona.

mcdonald's store locator

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Novità Google AdWords

Google AdWords: numero di inoltro diventa anche locale

giovedì, 23 ottobre, 2014

A partire dal mese di novembre, gli inserzionisti che usano Google AdWords per promuovere la loro attività locale potranno contare su un nuovo strumento. Il numero di inoltro di Google, utilizzato nelle estensioni di chiamata, potrà essere anche locale, ossia mostrare un prefisso facilmente riconoscibile dall’utente che visualizza l’annuncio in una specifica zona.

La novità introdotta da Google AdWords ha l’obiettivo di aiutare le imprese locali, dal momento che le persone sono più propense a chiamare un numero di telefono che abbia un prefisso riconoscibile. Per chiarire, il numero di inoltro di Google è un numero di telefono unico di Google utilizzato negli annunci per monitorare tutte le chiamate che giungono a un’attività commerciale.

Per utilizzare la nuova funzionalità non è necessario apportare alcuna modifica all’annuncio, ma Google consiglia di aggiornare i numeri di telefoni inseriti nelle estensioni di chiamata, in base agli obiettivi di business.

Se il numero inserito nell’estensione di chiamata è un numero verde gratuito, il numero di inoltro generato e mostrato da Google sarà un numero verde (però a seconda della disponibilità).

Nel caso in cui il numero fosse, invece, locale, Google genera e mostra un numero di inoltro locale che avrà lo stesso prefisso di zona dell’attività che si intende promuovere. Nel caso in cui il numero di inoltro locale non fosse disponibile, l’annuncio continuerà a mostrare un numero verde come numero di inoltro.

Per modificare l’estensione in un annuncio AdWords basta fare clic sulla tab Estensioni annuncio e scegliere l’estensione di chiamata.

Vuoi realizzare una campagna AdWords con le estensioni di annuncio? Richiedi ora un preventivo gratuito e la realizzeremo noi per la tua attività

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Brand Reputation

Come affrontare una crisi sui social aziendali e recuperare l’errore

giovedì, 23 ottobre, 2014

Utilizzare i social network come strumento di marketing per le aziende rappresenta una validissima risorsa, ma a differenza di altri canali di marketing più tradizionali, Facebook, Twitter, Google+ e le altre piattaforme social permettono di entrare in contatto e comunicare con i clienti in tempo reale con la possibilità di avere feedback.

Purtroppo c’è l’altra faccia della medaglia: questa connessione istantanea crea un elevato rischio di commettere errori e di compromettere la reputazione del proprio brand.
Per questo è necessario saper innanzitutto prevenire ogni margine di errore ma soprattutto saper affrontare la crisi nel momento in cui si verifica per salvaguardare l’immagine aziendale e la percezione che il pubblico ha dell’azienda.

Come evitare la crisi

Vediamo prima di tutto come evitare che si verifichi la crisi:

  • Avvalersi dei tool di brand monitoring o social media monitoring
  • Sapere perfettamente all’interno dell’azienda chi si occupa di gestire i vari profili social anche nei giorni festivi.
  • Conoscere cosa rappresenta una crisi: per reagire prontamente ma soprattutto adeguatamente bisogna sapere cosa sta succedendo, ci può essere una discrepanza informativa tra quello che viene comunicato dall’azienda e quello che viene interpretato dai clienti, si possono verificare commenti negativi e aspre critiche a seguito di un post pubblicato.
  • Bisogna essere consapevoli che questo tipo di informazioni sui social media viaggiano a una velocità considerevole tanto da arrivare anche su altri canali mediatici.

Come affrontare il disastro

Parte del lavoro di chi gestisce gli account sui social media deve include saper rispondere a un’eventuale crisi arginando il pericolo che la crisi dilaghi, saper scusarsi dell’errore commesso è solo una piccola parte del processo di recupero della brand reputation.

Stabilire una politica di utilizzo dei social

È fondamentale che chi utilizza i social media aziendali, che sia all0’interno dell’azienda o esternalizzato a un servizio esterno sia cosciente di quale sia la politica di comunicazione e sappia cosa si può comunicare e cosa no ma soprattutto in che modo.

Avere un piano di comunicazione per le crisi

Nonostante il perfetto comportamento dei social media manager la crisi è sempre in agguato, avere un piano di comunicazione già predisposto per le crisi permette di rispondere tempestivamente ai commenti negativi e alle critiche evitando che il disastro esploda ancor più.

Non essere impulsivi

La risposta deve essere meditata, ben articolata, chiara e il più possibile gentile. L’errore più grande che si possa fare è quello di dare una risposta impulsiva e magari anche antipatica che potrebbe esacerbare la situazione già compromessa. La risposta più adeguata deve essere sul post dove la crisi è partita e poi se necessario anche sugli altri canali dove ha avuto risonanza.

Non negare l’errore

Ammettere lo sbaglio è il primo passo indietro che bisogna fare. Far finta di nulla e lasciar correre è un errore da non commettere assolutamente. Ammettere le proprie responsabilità è fondamentale. Cancellare il post o il commento negativo è un’altra azione che istintivamente alcuni brand fanno ma non porterà a nulla perché il post sarà stato già condiviso da molti utenti .

Ricostruire la propria immagine

Il proprio brand può sopravvivere a una crisi sui social, diversi brand famosi lo testimoniano, ma il percorso di recupero è difficoltoso e richiede tempo e pazienza. A seconda della gravità degli errori commessi si possono prendere le distanze e dissociare l’immagine del brand dall’accaduto, ricostruire la propria reputazione online è un processo lungo che richiede molti sforzi.

Affidati ai professionisti del social media marketing per monitorare la brand reputation della tua azienda!

Contatti Marketing PMI ServiziPer approfondire: steamfeed.com

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Comandamenti Pinterest

I 10 comandamenti per usare Pinterest per il marketing

mercoledì, 22 ottobre, 2014

Pinterest non è solo il social media delle immagini, rappresenta un vero e proprio bacino a cui attingere per raggiungere un pubblico nuovo, aumentare le visite e il traffico verso il proprio sito web, fidelizzare i clienti e aumentare le vendite.

Insomma una risorsa da sfruttare per il business delle aziende, soprattutto quelle piccole e medie imprese che non possono investire molto nel social media management ma hanno tutte le potenzialità, basti pensare alle aziende o agli ecommerce che vendono prodotti di abbigliamento, una delle tematiche più in voga su Pinterest.

Il social, che conta oltre 10 milioni di utenti attivi, ha un funzionamento piuttosto semplice ma per avere successo su Pinterest e promuovere al meglio i propri prodotti bisogna sapere attuare le giuste strategie e perché no trarre spunto dai grandi brand.

L’infografica, di sociallysorted, che proponiamo oggi ai nostri lettori vuole essere la base di tutte le attività che si possono fare su Pinterest, si tratta di 10 comandamenti da mettere in pratica e seguire come linee guida per la promozione del proprio brand.

  1. pianificare correttamente la strategia che porterà al successo;
  2. controllare le risorse prima di pinnare;
  3. pinnare strategicamente;
  4. assumere un comportamento Social (like, commenti etc);
  5. produrre contenuti visuali;
  6. non essere sempre auto promozionali ma creativi;
  7. attuare strategie di promozione originali;
  8. non trascurare il lato SEO e il traffico generato verso il sito web;
  9. avvalersi dei tool online per creare delle immagini di qualità;
  10. monitorare e misurare quantitativamente e qualitativamente i risultati raggiunti.

10 comandamenti pinterest

Ogni comandamento dell’infografica viene dettagliatamente spiegato ed esplicitato in azioni concrete, citiamo solo alcuni consigli e best practice da seguire come quella di preservare il propri copyright dell’immagine aggiungendo il proprio logo, l’utilizzo di strumenti online per creare immagini di alta qualità, la cura e l’attenzione all’ottimizzazione dei pin attraverso l’inserimento di parole chiave, hashtag e descrizioni, la possibilità di organizzare contest, rendere il blog “pin-friendly” con la pubblicazione di immagini di qualità, utilizzare i pulsanti pin-it e collegare gli altri account social.

Per approfondire: amyporterfield.com

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seo ranking

Fattori SEO on-page, altro che “mere” parole chiave

mercoledì, 22 ottobre, 2014

Appena letto, alle ore 08.00, abbiamo pensato che sì, questo articolo di The Moz Blog, doveva essere assolutamente condiviso e recensito. Al netto delle possibili riflessioni, il concetto di fondo è uno solo: la SEO è DAVVERO una cosa complessa e articolata che non può ridursi a una manciata di parole chiave, e chi pensa ancora in questo modo è destinato a fallire.

Detto questo, tenendo conto del fatto che il motore di ricerca non è, ovviamente, in grado di leggere una pagina come fa un essere umano, cercare di capire il suo funzionamento ci aiuta ad arrivare agli utenti ai quali poi, certo, dobbiamo avere qualcosa da dire.
Quelle di seguito (lo dice anche l’autore) non rappresentano la “legge” ma certamente un modo per sperimentare.

La presenza di parole chiave

La presenza di parole “chiave” ovvero di parole che indichino che quel documento sta parlando proprio di quello specifico argomento era e resta importante ma non nell’accezione che aveva anni fa e ad ogni modo la mera presenza di parole chiave non influisce sul posizionamento.

Tematiche (termini) NON key density

TF-IDF che sta per term frequency–inverse document frequency non prende in esame quanto spesso appare una parola chiave ma, per dirla in poche parole, la rilevanza della key phrase in un ampio numero di documenti.

Sinonimi e varianti

Google “conosce” i sinonimi e le varianti delle parole. Scrivere in modo naturale pensando anche alle varianti che quella parola chiave può avere è sicuramente la strada migliore.

Il peso delle “posizioni”

Una pagina web si compone di spazi diversi, intestazioni, footer, barre laterali ecc. Google suggerisce la presenza di contenuto testuale nelle parti maggiormente rilevanti: contenuto inserito nel main body ha più rilevanza del testo inserito nella sidebar. E questo appare ancora più rilevante nel caso dei device mobili.

La distanza

Con il termine semantic distance ci si riferisce alle relazioni che intercorrono tra diverse parole e frasi nel testo. L’esempio riportato nell’articolo è: come sanno i motori di ricerca che Labrador si riferisce a una razza di cane anche se le due parole non sono nella stessa frase? I motori di ricerca risolvono il problema misurando la distanza tra le diverse parole chiave e frasi all’interno dei diversi elementi HTML

Le co-occorrennze

I motori di ricerca utilizzando anche metodi di indicizzazione che si basano su frasi complete e non solo singole parole chiave, decidendo, quindi, di utilizzare le frasi per classificare una pagina web. Secondo il concetto delle co-occorrenze, il motori di ricerca sanno che alcune frasi tendono a “prevederne” altre.

Guardando al futuro delle “entità”

Google afferma di avere introdotto il concetto di Entity Salience per perfezionare ancora di più l’interpretazione del documento guardando alle “entità” che lo compongono: “…we need new algorithms to determine the prominence – the salience – of each entity in the document”.

SEO.Roma.it – La SEO fatta sul serio

mission seo.roma.it

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Contenuti su Facebook

Contenuti su Facebook, come evitare quelli non autentici

mercoledì, 22 ottobre, 2014

Su Facebook vengono condivisi ogni giorno un numero considerevole di contenuti. Le persone e le aziende usano la piattaforma per interagire e mantenere i contatti a livello mondiale e Facebook, dal canto suo, cerca di tenere lontani contenuti o profili non autentici che hanno il solo scopo di ingannare l’utente.

L’attività fraudolenta, ricorda Facebook, è un male per tutti: per i proprietari di pagine aziendali, per gli inserzionisti e per i semplici utenti. L’attività su cui si concentrano i maggiori sforzi di Facebook è quella legata ai Mi piace falsi. Esistono spammer che vendono “pacchetti di utenti” che diventano fan di una specifica pagina o pagine che riescono a ottenere un Mi piace senza la volontà dell’utente.

Facebook fornisce alcuni suggerimenti per incrementare le interazioni autentiche. Il primo suggerimento è non comprare Mi piace fraudolenti. I like degli utenti non realmente interessati a una pagina fanno più male che bene. Le persone coinvolte senza un reale interesse raramente interagiscono, danneggiando così la pagina che non è in grado di valutare correttamente il grado di coinvolgimento.

Il secondo suggerimento consiste nel concentrarsi sugli obiettivi di business. L’interesse dell’amministratore di una pagina Facebook non deve solo focalizzarsi sull’ottenere il maggior numero di Mi piace possibili, ma su obiettivi specifici come ad esempio guidare le vendite sul sito o aumentare il download di un’applicazione mobile.

L’ultimo suggerimento coinvolge, infine, i malware. È necessario essere cauti per evitare di infettare il computer con i malware. Il computer può essere infettato con azioni di questo tipo: facendo clic su link sospetti, come quelli che riportano indicazioni come “video scioccante” o “foto incredibili”; visitando un sito che sostiene di offrire funzioni speciali su Facebook; scaricando un’estensione per il browser che pretende di cambiare l’esperienza di navigazione su Facebook.

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gestione social network

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facebook analisi competitor

3 modi per analizzare i competitor della pagina Facebook

martedì, 21 ottobre, 2014

Lo studio dei competitor è alla base di una qualsiasi strategia di marketing, sia essa online o offline (seppure mi sfugga, al giorno d’oggi, la concreta differenza tra i due). I competitor adottano le stesse strategie adottate da qualsiasi brand che abbia un minimo di lungimiranza da capire che senza web oggi è difficile affermarsi: hanno un sito web ottimizzato, forse hanno un blog aziendale, probabilmente comunicano sui social, primo fra tutti Facebook. Ed è proprio su quest’ultimo che ci dobbiamo soffermare, ovvero su come si analizza la competition su questa piattaforma.

#1 – Pagine da tenere sotto controllo

Il primo aiuto arriva proprio da Facebook, nella sezione Insights. Basterà accedervi e dalla scheda Panoramica>Pagine da tenere sotto controllo impostare le pagine che si vuole monitorare. Nel tempo verranno fornite informazioni sul numero di post pubblicati durante la settimana, la percentuale di interazioni, il numero di Mi Piace totali. Si potrà così effettuare un raffronto fra le proprie attività e quelle svolte da altri brand. Facebook suggerisce anche una serie di fan page che, per tematica, potrebbero essere nostre competitor. Si possono aggiungere fino a 100 pagine, quindi si ha ampio spazio di azione.

facebook pagine sotto controllo

Cliccando su ogni pagina si aprirà una finestra che mostra i post pubblicati durante la settimana, in ordine di successo, misurato in interazioni.

Dalla sezione Post è possibile analizzare i post delle pagine che si stanno controllando (Post>Post principali delle Pagine che tieni sotto controllo). Qui verranno mostrati solo i primi cinque post di tutte le pagine sotto controllo. Cliccando su ognuno di essi si potrà analizzare in maniera più approfondita il post e le interazioni che ha ricevuto, per poter trarre spunto dalle azioni compiute dal competitor.

#2 – Liste di interesse

Un altro modo per tenere sotto controllo le pagine in maniera anonima è usare le Liste di interesse (https://www.facebook.com/bookmarks/interests). Basterà cliccare su + Crea una lista per poter aggiungere una serie di pagine da controllare, una volta aggiunte si dovrà assegnare un nome alla lista e scegliere il tipo di Privacy. Una lista contrassegnata con Solo io, sarà visibile solo dal proprietario dell’account. Si possono aggiungere anche pagine a cui non è stato aggiunto il Mi Piace.

facebook crea lista interessi

facebook listeL’accesso alle liste è molto semplice, una volta create si trovano direttamente nella sidebar sinistra (Interessi). Cliccando su ognuna di esse si avranno i feed cronologici di tutti i post pubblicati dalle pagine aggiunte alla lista.

#3 – Tool di analisi della competition  a pagamento

Esistono numerose app a pagamento per il monitoraggio dei competitor su Facebook:

  • Viral Photos From Post Planner: questa app fa parte del Guru package di Post Planner al costo di 29$/mese. L’app consente di visualizzare le foto virali di molteplici pagine e di monitorare le attività di fanpage specifiche. In questo modo si avranno a disposizione numerose foto da riutilizzare sulla propria pagina, il consiglio è di non condividere direttamente il post della fanpage, a meno che non si tratti di un concorrente. Ovviamente le immagini dovranno essere corredate di un messaggio efficace e di impatto.
  • AgoraPulse: è un tool che parte da 29$/mese e che consente di verificare cosa stanno facendo le pagine concorrenti. Grazie a uno schema di colori è possibile avere un’idea sin dal primo sguardo.  AgoraPulse è utile per monitorare crescita ed engagement dei competitor, individuando le pagine che meritano analisi più approfondite.
  • Simply Measured: questo tool è disponibile anche in versione free e offre una serie di report interessanti anche senza pagare (altrimenti sono previsti pacchetti a partire da 500$/mese). L’analisi si può fare su diversi canali social, non solo Facebook, avendo una visione d’insieme della strategia di social media marketing adottata dai brand concorrenti. Visto il costo elevato si consiglia di affidarsi ai report gratuiti, scegliendo Free Facebook Competitive Analysis si potranno analizzare fino a 10 fanpage (con massimo 250.000 fan). Per ricevere il report via email basterà pubblicare un post su Facebook.

Fonte: SocialMediaExaminer

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Responsive web design test

10 tool per testare il Responsive Web Design

martedì, 21 ottobre, 2014

L’uso predominante dei dispositivi mobile impone che il sito web sia costruito seguendo i principi del responsive web design, ne abbiamo parlato spesso, proprio perché una porzione notevole e sempre crescente di utenti predilige l’uso degli smartphone per accedere ad internet, navigare i siti web, utilizzare i social ed effettuare gli acquisti online.
Con i termini Responsive Web Design (RWD) si intende una particolare tecnica di scrittura di codice grazie al quale le pagine di un sito web realizzate con questa tecnica riescono ad adattarsi automaticamente a qualsiasi schermo e dispositivo utilizzato dall’utente, desktop, tablet, smarthphone.

La navigazione effettuata con i siti creati attraverso il responsive web design è più semplice e fluida e non richiede nessuno sforzo fa parte dell’utente che altrimenti si trova costretto ad effettuare manualmente lo zoom per poter leggere perché il contenuto si adatta allo schermo senza compromettere l’estetica e quindi la funzionalità del sito.
Il responsive design è dunque la tecnica più avanzata per realizzare i siti web, tra i vantaggi già elencati aggiungiamo che il sito si presenta in maniera molto più professionale e rispetta le tecniche e i trend che aiutano a visualizzare il sito da qualsiasi dispositivo.
Quando si realizza un sito web non sempre si è in grado di capire come tale sito risponde ai diversi dispositivi, per questo è bene sempre testare la visualizzazione durante tutte le fasi di realizzazione.
Per fare ciò esistono diversi strumenti online (sia gratuiti che a pagamento) che consentono di verificare e testare il responsive web design, eccone 10 che abbiamo provato noi.

#1 Responsivepx

Questo tool ha il vantaggio di operare sia online che in locale e ha i comandi per adattare e modificare l’altezza e la larghezza dello schermo.

#2 Responsive

Responsive design Bookmarklet è un altro tool eccellente per testare il responsive design. Per utilizzarlo basta usare la funzione drag and drop al di sopra della barra dei preferiti.

#3 Mattkersley – Responsive

Per testare il sito su questo tool è sufficiente digitare la url nella barra, premere invio e il sito verrà visualizzato direttamente nei diversi formati senza dover effettuare ulteriori click per vedere i diversi dispositivi.

responsive web design test pmi servizi

#4 Retina-Images

Retina Images è specializzato per le te4stare le immagini e visualizzarle da tutti ii dispositivi. Una volta impostato è necessario creare l’immagine ad alta risoluzione per poi ottimizzarla con questo toool.

#5 Jetstrap

Strumento a pagamento ma per utilizzarlo non sono necessari download, è sufficiente effettuare la registrazione, pagare il tool e iniziare ad usarlo.

#6 Responsive-Test Design Modo

Gratuito, immediato permette anche di selezionare i diversi modelli dei device che si desidera testare.

#7 Protofluid

Testa velocemente la fluidità del layout, il responsive design e i CSS adattabili.

#8 Viewport Resizer

Terster browser-based efficace per testare velocemente qualsiasi sito con qualsiasi dispositivo, anche con larghezza e altezza personalizzate.

#9 Responsive.is

Valido e veloce tool online.

#10 Responsinator

Questo tool permette di visualizzare il sito direttamente sui diversi dispositivi presentando all’utente il sito già “incorniciato”, questa caratteristica lo rende molto popolare ma non è del tutto accurato.

Testa il tuo sito su questi strumenti online e contattaci per realizzare il sito con le tecniche di Responsive Design!

banner siti mobile contatti

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news twitter ottobre 2014

Novità Twitter: le audio card e la timeline non cronologica

lunedì, 20 ottobre, 2014

Due le novità che hanno caratterizzato Twitter la scorsa settimana, entrambe pubblicate sul blog ufficiale della piattaforma. Una riguarda una modifica della timeline di Twitter, che a quanto pare somiglierà di più a quella di Facebook, che non tiene conto dell’aspetto cronologico. L’altra è legata alla promozione del settore musicale (radio, musicisti, case di produzione…).

La nuova timeline di Twitter

Questa notizia ha avuto risonanza anche su siti che non si occupano di social media e web nello specifico, perché è evidentemente qualcosa che coinvolgerà da vicino tutti gli utenti. Una grande svolta che ha richiamato non poche polemiche. Finora una delle principali caratteristiche di Twitter è stato il real-time, la possibilità di trovare le ultime novità pubblicate da utenti che stiamo seguendo (o da altri attraverso la ricerca interna). È stato sempre il fattore cronologico a dirigere l’ordine di apparizione dei tweet. Secondo quanto annunciato da Twitter le cose cambieranno, o perlomeno è in atto un esperimento per modificarle. L’intento di Twitter è migliorare l’esperienza dell’utente partendo dal presupposto che sia possibile perdersi qualcosa di interessante, che sia un tweet, un account o un topic. Per farlo ha deciso di mostrare in timeline tweet, account e topic che non seguiamo direttamente, ma che potrebbero interessarci per gli argomenti che trattano. twitter nuova timeline

I test hanno indicato che la maggior parte delle persone sono contente di vedere i tweet di account che non seguono, selezionati in base agli account seguiti, alla popolarità dei tweet e alle modalità con cui le persone interagiscono. Non la pensano così molti utenti che hanno protestato, già dai primi esperimenti avvenuti ad agosto, perché si ritrovavano tweet di utenti che non seguivano. In realtà il grosso problema è l’uniformazione delle piattaforme, Twitter somiglia a Facebook che somiglia a Google Plus, ed è probabilmente questa la motivazione che spinge le critiche degli utenti. Al momento la funzione non è attiva per tutti, potrebbe diventarlo a breve e staremo a vedere se sarà così terribile.

Twitter Audio Card

Le Twitter Card aumentano a vista d’occhio, l’ultima introdotta è stata pensata appositamente per chi lavora nel mondo della musica e vuole usare Twitter per promuovere le proprie canzoni o i propri artisti, nel caso di radio ed etichette discografiche. Al pari di tutte le altre Twitter card consiste in un codice da aggiungere al sito o al blog, codice che sulla timeline da app mobile apparirà come una card attraverso cui gli utenti mobile potranno ascoltare direttamente la musica. twitter audio card

Una volta avviata la musica si potrà continuare a navigare Twitter, riducendo il player nella parte bassa dello schermo. Al momento è in fase di test, grazie alla partnership con servizi di streaming di terze parti. Un esempio illustre è il tweet di David Guetta che ha rilasciato per i suoi follower un nuovo remix.

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Annunci online

Annunci online: smartphone e tablet guidano le conversioni

lunedì, 20 ottobre, 2014

Gli smartphone e i tablet costituiscono circa un terzo delle conversioni generate su annunci online pubblicati su Facebook e Google. L’aumento delle conversioni da dispositivi mobile è un segnale del fatto che i consumatori si dimostrano sempre più a loro agio su smartphone e tablet per completare una transazione online. Lo rivela uno studio pubblicato da Marin Software, che ha analizzato il volume delle conversioni generate dagli utenti online.

Secondo il rapporto di Marin Software, smartphone e tablet rappresentano il 30% delle conversioni generate su Google e il 35% di quelle generate su Facebook. I dispositivi mobile svolgono un ruolo determinante nel processo di acquisto. Anche se il desktop rimane lo strumento più utilizzato per completare un acquisto, il team di Marin Software ha messo in evidenza come i dispositivi mobile siano sempre più utilizzati dai consumatori per comprare un prodotto o un servizio.

Nel terzo trimestre del 2014 più di una su ogni tre conversioni generate su un annuncio Facebook si è svolta su un dispositivo mobile, con le conversioni da smartphone in aumento del 16% trimestre su trimestre. Gli annunci per mobile su Facebook rappresentano il 52% di impression e il 63% di clic. Per quanto riguarda invece gli annunci su Google, sono stati registrati il 31% di impression e il 38% di clic.

Marin Software ha notato una tendenza simile per gli annunci su canale di ricerca e sui social. I dispositivi mobile hanno rappresentato il 40% di impression, il 54% di clic e il 38,6% di conversioni.

Le conversioni da mobile sono aumentate del 4,4% trimestre su trimestre e del 15,8% anno su anno. Gli inserzionisti hanno già iniziato ad approfittare di questa tendenza aumentando i loro investimenti in annunci per mobile per i canali di ricerca e sui social.

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