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M-commerce, crescono sempre di più gli acquisti da mobile

martedì, 31 marzo, 2015

Che strategie efficaci di mobile marketing siano ormai necessarie e vitali per lo sviluppo del proprio business, lo abbiamo già detto (l’ultima volta il 3 marzo, con l’articolo intitolato “10 dati che convincono che il mobile marketing è indispensabile”) , in più, ogni volta, si aggiungono nuovi numeri, percentuali, statistiche e previsioni che confermano ulteriormente quanto tutti noi del settore web marketing andiamo dicendo da diverso tempo: cresce notevolmente il c.d. m-commerce, il mobile commerce, ovvero gli acquisti da mobile.
Oggi a raccontarci questi numeri e queste percentuali c’è anche il report M-Commerce Q1 2015 di GlobalWebIndex, il cui sommario in formato PDF può essere scaricato da qui, previo rilascio dei dati .
Il report è il risultato delle interviste realizzate attraverso un questionario online a più di 170mila utenti internet di età compresa tra 16 e 64 anni, in ben 32 paesi tra i quali anche l’Italia.

Dati e percentuali

Andando a vedere il dettaglio geografico, il dato relativo ai mercati emergenti, come Cina e India, è piuttosto eloquente. Qui si trovano tassi di m-commerce due volte superiori a quelli presenti in Europa.

In the last month, which of the following Online Activities have you done on a Mobile?

mobile commerce paesi

Inoltre:

  • il 36% ha acquistato un prodotto tramite il proprio device mobile;
  • 4 su 10 utenti internet visita almeno una volta al mese un negozio online utilizzando il proprio device mobile;
  • 1 su 3 m-shoppers si dice motivato all’acquisto da mobile grazie all’influenza dei social;
  • 7 su 10 tra coloro che utilizzano applicazioni mobile hanno acquistato un prodotto nell’ultimo mese utilizzando il proprio cellulare.

Come possiamo aiutarti

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presentazioni animate online

5 tool per creare presentazioni animate online

martedì, 31 marzo, 2015

Il content marketing non è solo testo, ma è una strategia che comprende diverse forme di contenuto. Oltre ai classici video e immagini possiamo considerare l’uso di podcast, di white paper, di infografiche interattive e non e quello di presentazioni. Non bisogna pensare alle vecchie slide di PowerPoint che in ogni caso tante volte ci hanno aiutato a presentare progetti e analisi, ma a ben più moderne ed efficaci presentazioni animate che consentono di intrattenere gli utenti, fornire loro informazioni interessanti e originali e di conseguenza generano discussioni. Per crearne non è detto che sia necessario richiedere la consulenza di un professionista, esistono numerosi tool da usare online e su tablet. Vediamo quali sono i migliori e le loro caratteristiche (e prezzi).

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Prezi

Prezi è il più conosciuto e utilizzato strumento per creare presentazioni online. Offre una grande varietà di effetti e possibilità, dando modo di creare presentazioni fluide e dinamiche con effetti che le singole slide a cui siamo abituati non potrebbero avere.

Prezi è un tool cloud-based, perciò le presentazioni sono disponibili da tutti i dispositivi (browser, desktop, iPad, iPhone, Android) e le modifiche vengono sincronizzate automaticamente. Il piano base consnete di creare presentazioni gratuitamente, ma le rende pubbliche, i piani a pagamento consentono invece di creare presentazioni private, avere il supporto online e aggiungere il proprio logo. I piani a pagamento vanno da 59$ a 159$ all’anno.

Creare una presentazione è davvero semplice, ci sono una serie di template tra cui scegliere, si possono utilizzare immagini, video, contenuti multimediali, disegnare linee e forme, modificare i colori. Il tutto è davvero molto intuitivo e in pochi minuti chiunque può riuscire a creare una presentazione efficace e interessante.

PowToon

PowToon online permette di creare brevi video animati, mettendo a disposizione template, forme, sagome e quant’altro. La versione gratuita lascia il logo in sovrimpressione e i video sono limitati in durata ed esportazione. Con la versione a pagamento (da 19$ a 59$ al mese) si hanno molte più funzioni a disposizione. Da poco è stata aggiunta anche una sezione slide, che come per i video consente di creare presentazioni animate e professionali, in pochi click e con a disposizione template a cui aggiungere funzioni e grafiche grazie alla sezione PowToon Studio.

Haiku Deck

Haiku Deck è disponibile online o per iPad e consente di creare presentazioni molto semplici con testo e immagini che possono essere personalizzate, prendendole da altri account come quello Flickr, Google+ e Dropbox. Haiku Deck è completamente gratuito e grazie all’account si può accedere a oltre 35 milioni di immagini (alcune delle quali a pagamento) e a sei template (aggiuntivi a pagamento). Offre numerosi opzioni di presentazione e si può decidere se rendere la presentazione privata, limitata o pubblica. Le presentazioni possono essere incorporate nelle pagine web grazie all’apposito codice.

Reveal.js – Slides.com

Reveal.js è un framework che permette di costruire presentazioni utilizzando HTML o Markdown, direttamente nel browser senza dover scaricare nulla. Anche se sembra uno strumento per sviluppatori, è in realtà molto semplice da usare, è facile creare animazioni, transizioni, grafici e tabelle. È possibile effettuare il download su qualsiasi dispositivo, incorporare la presentazione in un sito web, inviare il link via email o salvare un PDF. A queste si aggiungono molteplici funzioni, alcune delle quali disponibili solo per account a pagamento (da 6$ a 12$ al mese).
Slides.com è l’alter ego di reveal.js che utilizza un editor visuale, adatto a chiunque non sia in grado di utilizzare HTML e markdown. Qui sotto un esempio.

SlideRocket

SlideRocket è un software completo, non troppo diverso da PowerPoint,. Ma che può essere usato da desktop e mobile. Offre la possibilità di creare presentazioni condivise, in maniera da avere più collaboratori. Consente di importare le presentazioni da altri software, come PowerPoint e Google Slides, che poi possono essere modificate con tutti i numerosi strumenti messi a disposizione dal tool. Una volta terminata la presentazione può essere condivisa grazie a un link, incorporandola in una pagina web o inviando un invito agli indirizzi email desiderati. Nelle presentazioni è possibile inserire dati presi da fogli di calcolo di Google, Twitter live feeds e Yahoo! Finance, si aggiorneranno automaticamente. Il tool è accessibile con piano gratuito o a partire da 24$ al mese.

statistiche ecommerce mobile commerce

11 statistiche su e-commerce e mobile commerce

lunedì, 30 marzo, 2015

Avere in mano dei dati statistici può aiutare a individuare dei nuovi settori verso cui espandersi e accendere delle intuizioni per sviluppare nuovi business, a volte i dati non sono solo nujmeri, possono essere l’interruttore che fa accendere la lampadina. Econsultancy ha pubblicato ben 12 statistiche riguardanti il mondo dell’ecommerce: come si è evoluto, dove sta andando, quali sono le strategie che hanno maggiore successo nello sviluppo di un sito di vendita online.

ottimizzazione siti ecommerce

In UK le vendite dall’ecommerce raggiungeranno 61.84 milioni di euro

Le previsioni parlano di un volume di affari che raggiungerà i 61.84 milioni di euro nel Regno unito entro il 2015. Questi numeri rappresentano il 15.2% delle vendite al dettaglio di tutta la Gran Bretagna e che in media i consumatori spenderanno 1.602€ a testa per comprare online, detenendo così il primato europeo.

In Italia le previsioni parlano di 662€ a testa per il 2015 per un totale di 8.68 milioni di euro, con una crescita del 19% rispetto al 2014 (7.29 milioni di euro).

Dati: RetailMeNot –  Centre for Retail Research

+43% per i coupon sconto online

Il numero di utenti britannici che cercano sconti per fare acquisti online è passato dal 23% del 2014 al 33% del 2015. I risultati mostrano anche che chi utilizza sempre i coupon sconto è arrivato al 70% (17% del totale dei consumatori). Gli utenti normali (che usano saltuariamente i coupon) sono cresciuti del 27% e rappresentano il 16% dei consumatori totali. Solo il 15% non ha mai usato un coupon e l’8% non ne ha mai sentito parlare.

Dati: Voucherbox.co.uk

Il successo di Click and Collect per Natale

Click and Collect è una modalità di acquisto che prevede la finalizzazione della transazione su un sito ecommerce, ma il ritiro della merce presso un negozio fisico. Questo Natale in UK il 47% degli utenti che ha acquistato online ha scelto questa modalità di acquisto. Le categorie più popolari sono state abbigliamento, gadget e tecnologia. Quelle meno popolari sono quelle che prevedono l’acquisto di oggetti molto ingombranti, come mobili o grandi elettrodomestici.

Dati: Postcode Anywhere

Poca soddisfazione per i consumatori

Sempre per ciò che riguarda i consumatori UK il livello di soddisfazione a seguito di un acquisto online sono i più bassi dal 2010. I rivenditori migliori sono Amazon e John Lewis, i peggiori Greeggs e Tesco Mobile.

Dati: Institute of Customer Service

I rivenditori potrebbero migliorare su mobile

Dall’analisi della presenza mobile dei primi 50 high street retailer (negozi che si trovano sulle strade principali, di fascia medio-bassa):

  • Il 40% non ha uno store locator ottimizzato per mobile;
  • Il 20% non dispone di un sito mobile da cui è possibile acquistare;
  • Il 30% non ha un’app iOS;
  • Il 28% non ha un’app Android;
  • Il 44% non ha un sito ottimizzato per i  tablet;
  • Il 46% non è realizzato con responsive web design.

Dati: Sumo

Online vs Offline

Il 44% degli acquirenti intervistati è più propenso ad acquistare online se può ritirare i prodotti in negozio e il 62% è più propenso ad acquistare online se può fare il reso in negozio. Inoltre il 60% preferisce acquistare online per evitare la folla di negozi e centri commerciali e il 51% preferisce fare acquisti nel confort della propria abitazione.

Dati: Nextopia

8 consumatori su 10 vogliono le spese di spedizione e restituzione gratuite

Le spese di spedizione e restituzione gratuite hanno numerosi vantaggi dal punto di vista dei rivenditori online. I consumatori sono più propensi ad acquistare, ma soprattutto sono disposti anche a comprare prodotti costosi e su una maggiore gamma di categorie.

  • Il 76% dei consumatori è disposto a spendere più di 100$ (70% nel 2013);
  • Le spese di spedizione gratuite continuano ad essere la ragione per cui la maggior parte (83%) degli utenti acquisterebbe più online.
  • Il reso gratuito agevola le vendite anche per ecommerce che vendono prodotti costosi, il 27% dei consumatori sarebbe disposto anche a spendere più di 1000$.

Dati: Walker Sands

I prodotti suggeriti personalizzati fanno aumentare le conversioni

Fino al 31% dei ricavi di un sito e-commerce vengono dai suggerimenti di prodotti personalizzati sugli acquisti e il profilo dell’uutente. Ovvero tutti quei prodotti che fanno parte della categoria “Potrebbe interessarti anche…”.

  • Il tasso di conversione dei visitatori che hanno cliccato sui prodotti suggeriti è risultato essere 5,5 volte superiore al tasso di conversione dei clienti che non hanno cliccato.
  • Se i suggerimenti sono above the fold sono 1,7 volte più efficace rispetto all’area below the fold.
  • Tra i vari tipi di suggerimento, quello più efficace mostra i prodotti che gli altri clienti acquistano in associazione a quello visualizzato (Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche…).
  • Il click-through rate (CTR) dei suggerimenti personalizzati è 2 volte superiore a quello dei suggerimenti non personalizzati e generici.

Dati: Barilliance

Aumentano le vendite al dettaglio online

Le vendite al dettaglio online sono aumentate del 7% rispetto allo scorso anno, con grosse differenze tra settori. Home&garden e tecnologie hanno registrato un calo del 9% rispetto all’anno scorso, mentre l’abbigliamento ha registrato  un +14%, accessori +40% e calzature +20%. Anche il settore viaggi ha registrato una crescita notevole del 21% rispetto al 2014.

Dati: IMRG e Capgemini

Il 2014 di Shopify

Shopify viene utilizzato da più di 140.000 imprese che vendono online e ha condiviso alcuni dati riguardanti la sua piattaforma:

  • Il 33% degli ordini è arrivato da mobile;
  • Gli ordini provenienti da social media sono cresciuti del 202%;
  • I momenti in cui si acquista di più è nei giorni feriali tra le 12 e le 14 e la domenica sera.

Cresce il mobile commerce

Lo shopping da mobile sta crescendo quasi quattro volte di più della spesa online in generale nel Regno Unito. Dal 2013 al 2016, il tasso di crescita medio annuo del Regno Unito per ciò che riguarda il mobile è proiettato verso il 36% contro il 10% per la spesa complessiva online. In gran parte questi numeri sono legati al fatto che le percentuali di acquisti da mobile sono ancora piuttosto basse, si parla dell’8% per gli acquisti da smartphone e del 6% per quelli da tablet.

Dati: Ipsos e PayPal

Content marketing per le PMI

Content marketing per le PMI, ragioni sul perché investire

lunedì, 30 marzo, 2015

Una strategia di content marketing consiste nel creare e condividere contenuti editoriali per acquisire clienti online o incrementare il traffico verso un sito web. Le piccole e medie imprese sono restie a investire parte del loro budget nella condivisione dei contenuti online, puntando spesso su attività che potenzialmente potrebbero garantire loro un maggiore e più rapido ritorno sull’investimento.

Esistono però, secondo quanto individuato da Search Engine Journal, alcuni buoni motivi per utilizzare il content marketing e dare così una forte spinta alla promozione delle piccole e medie imprese.

Molte PMI che già condividono i contenuti online non hanno il tempo e le risorse per aumentarne la produzione. Capita quindi che quei pochi contenuti condivisi vengano dispersi nella Rete senza alcun vantaggio. Il consiglio è quello di esternalizzare la produzione e la condivisione affidandole quindi a qualcun altro.

Più aumentano i contenuti più aumenta la fiducia nei confronti dell’azienda. Le aziende che prestano una grande attenzione nei contenuti, con una strategia di content marketing documentata e una persona che supervisiona la commercializzazione dei contenuti, stanno producendo una grande quantità di contenuti e prevedono di crearne ancora di più nei prossimi mesi. Se si desidera aumentare la fiducia nell’azienda, il contenuto deve essere quindi al centro di una strategia di marketing.

La pianificazione poi è importante per tutte quelle aziende che prevedono di aumentare la quantità di contenuti prodotti nei prossimi mesi. Pianificare significa semplicemente prendersi del tempo per realizzare un calendario di contenuti.

Come ultimo, l’aumento del traffico web e delle visualizzazioni del contenuto è raggiungibile solo grazie alla condivisione costante di articoli di qualità.

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carrello online

10 modi per aumentare le conversioni del tuo sito e-commerce

lunedì, 30 marzo, 2015

Quando si parla di conversioni ci si può riferire a diverse cose, molto dipende dalla natura del sito web; in sostanza se il mio business è vendere online le conversioni che ho bisogno di aumentare saranno, in primis, le vendite. Tutto molto ovvio, piuttosto logico e semplice da capire, e infatti la difficoltà non è capire ma riuscire a farlo.
Si fa presto a dire “voglio aumentare le vendite online”, dietro c’è, deve esserci, uno studio approfondito del passato, presente e futuro, del sito web e del c. d. carrello.
Effettivamente può accadere, ad esempio, che gli utenti arrivino sul sito web da diverse fonti (risultati organici, a pagamento, Social ecc) ma di fatto, poi, al momento dell’acquisto abbandonino il carrello.
Perché? Per quale motivo il rapporto tra visite e conversioni è così deludente?
Anche nel caso dell’abbandono del carrello le motivazioni possono essere molteplici, in linea generale possiamo dire che la mancanza di fiducia verso il sito web dal quale si sta acquistando è uno dei fattori preponderanti, ma non solo.
Possono però essere presi alcuni accorgimenti per rendere “migliore” il carrello online del nostro sito e-commerce, e oggi vi presentiamo un articolo, di MarketingProfs, intitolato proprio 10 Ways to Improve Shopping Cart Conversions (a questo link).

Cosa fare

L’acquisto online è indubbiamente cresciuto nel tempo, in Europa in primis. C sono, soprattutto in Italia, ancora delle diffidenze o comunque dei timori che però possono essere facilmente eliminati consentendo ai propri clienti, presenti e futuri, di acquistare in sicurezza e tranquillità.
Per esempio, tenete conto che se c’è un settore in cui “l’aspetto conta eccome” è proprio l’e-commerce. Il primo suggerimento dell’articolo citato, infatti, è rendere uguali dal punto di vista del look and feel tanto lo shopping cart quanto il checkout.
Anche la quantità di informazioni che inserite all’interno del carrello ha un suo peso: troppe informazioni possono distogliere l’attenzione, troppe poche potrebbero non convincere l’utente della “bontà” del sito web.

In pratica cercate di tenere a mente questo elenco di buone prassi:

  1. Coerenza con il design
  2. sicurezza dei pagamenti
  3. Equilibrio nel fornire indicazioni all’interno del carrello
  4. linguaggio semplice
  5. Chiarezza nei passaggi /iter di acquisto
  6. Policy e informazioni in un’altra pagina
  7. Chiarezza sulle opzioni e spese di spedizione
  8. Riepilogo acquisti
  9. pagina di conferma e invio notifica e-mail
  10. follow up.

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Indagine Twitter

Utenti di Twitter, le abitudini di acquisto secondo un’indagine

venerdì, 27 marzo, 2015

Gli utenti di Twitter fanno molti acquisti al dettaglio e utilizzano la piattaforma durante tutto il processo di acquisto. In particolare, gli utenti di Twitter prevedono di spendere 21,7% in più rispetto ai non-utenti nei prossimi sei mesi e hanno affermato che molti di questi sono stati effettuati online. Gli utenti di Twitter acquistano online 6,9 volte al mese, mentre i non-utenti solo 4,3 volte al mese.

Sono questi i risultati di un’indagine condotta da Twitter con la collaborazione di Millward Brown e Crimson Hexagon, realizzata per analizzare le abitudini di acquisto del popolare microblog. Dallo studio è emerso che gli utenti si affidano a Twitter per per ottenere informazioni e consigli e che quasi la metà dell’utenza femminile (il 49%) ha dichiarato che Twitter ha influenzato le sue decisioni di acquisto.

Gli utenti che acquistano grazie a Twitter risultano essera anche molto attivi. Il 160% ha più probabilità di rimanere sempre aggiornato sulle novità del marchio e delle promozioni, mentre il 120% è più propenso a cercare offerte e vendite. Ancora, il 240% ha più probabilità di conversare con un marchio di vendita al dettaglio tramite un social network.

Le conversazioni su Twitter rivelano, inoltre, ciò che spinge il consumatore ad acquistare. Sono state analizzate le conversazioni tra gli utenti in ogni fase del processo d’acquisto ed è emerso che la motivazione d’acquisto varia a seconda della categoria retail.

Per la categoria retail legata ai grandi magazzini il punto di forza è nel servizio clienti. Quindi, per assicurare una crescita nelle vendite, è opportuno assicurarsi che il servizio clienti sia competitivo. Per la categoria dell’elettronica di consumo il punto di forza è da ricercare nella pubblicità. In questo caso è opportuno creare degli incentivi che spingano gli utenti a condividere un tweet, ad esempio attraverso una carta regalo.

Per l’abbigliamento, invece, la forza è nel prezzo. Uno sconto di qualsiasi tipo, ad esempio, potrebbe spingere l’utente a procedere con l’acquisto. Per la casa, sono i suggerimenti il punto di forza. In questo caso, ad esempio, si potrebbero utilizzare tweet accattivanti che rimandano l’utente a una pagina di prodotto dove può concludere l’acquisto con uno o due clic.

Infine, per il settore alimentare è opportuno puntare sulle raccomandazioni. In questo caso dovrebbero essere quindi condivisi contenuti che si allineano con le tendenze in modo da soddisfare le esigenze degli utenti che raccomanderanno ad altri utenti. Ad esempio, un ristorante potrebbe condividere un’idea per una cena romantica durante il periodo di San Valentino.

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guida web marketing google trends

Guida a Google Trends per il web marketing

venerdì, 27 marzo, 2015

Google Trends è uno dei tanti strumenti di Google che possono (e dovrebbero) essere utilizzati durante lo sviluppo di una strategia di marketing online. Questo tool consente, in parole povere, di analizzare le query più frequenti digitate su Google in dato periodo di tempo e per date località. Cominciamo a vedere come si utilizza e quali possibilità offre.

La cosa più semplice che si può fare è cercare dei termini e visualizzarne i relativi trend, c’è l’apposita barra in alto in cui digitare la nostra ricerca, abbiamo inoltre la possibilità di fare ricerche avanzate con alcuni operatori:

  • Blog di cucina: è la ricerca normale che include tutti i risultati che contengono queste parole, vengono esclusi sinonimi ed errori ortografici, ma vengono incluse varianti (es. blog di cucina vegana).
  • “Blog di cucina: in questo caso vengono inclusi i risultati che includono questa ricerca in maniera esatta.
  • Blog + cucina: i risultati sono quelli che includono le parole blog oppure cucina.
  • Blog – cucina: include tutti i risultati che includono la parola blog, ma non la parola cucina.

Di default la ricerca viene effettuata dal 2004 a oggi, in tutto il mondo, per tutte le categorie e in Google Search. È sufficiente utilizzare i vari menu per poter definire i filtri di nostro interesse:

  • Località geografica: è possibile scegliere per quale Paese effettuare l’analisi delle ricerche.
  • Date: si hanno a disposizione alcuni intervalli di tempo predefiniti oppure è possibile scegliere un intervallo personalizzato.
  • Categoria: si possono filtrare i dati in funzione della categoria a cui devono appartenere.
  • Motore di ricerca: di default i dati sono relativi alle ricerche su Google Search, ma è possibile effettuare confronti anche per Google Immagini, News, Shopping e su YouTube.

google trends filtri

I risultati ottenuti da una ricerca possono essere di due tipi: costanti nel tempo e periodiche. Significa che otterremo due tipologie di grafico: la prima che mostra una linea che in qualsiasi periodo dell’anno è più o meno costante, l’altra è invece discontinua.

L’immagine mostra il confronto tra una ricerca per blog di cucina (blu) e ricette pasqua (rosso). A parte il dato quantitativo, è chiaro che mentre blog di cucina è una ricerca che nel corso di tutto l’anno viene effettuata, le ricette di pasqua vengono cercate dagli utenti solo in un periodo preciso dell’anno.

Quando passiamo il mouse sul grafico vediamo dei numeri, che vanno da 0 a 100. Non rappresentano il volume di ricerca assoluto, ma quello relativo alla ricerca effettuata. Significa che se ricette pasqua a marzo 2013 era il 5% delle ricerche totali su Google sul grafico verrà rappresentato con 100, poiché quel punto rappresenta la percentuale massima di ricerche effettuata nell’intervallo di tempo e nell’area geografica indicati per quella query.

Dal grafico possiamo dedurre, anche solo guardandolo, la tendenza di ricerca per quel termine, ovvero se è in crescita o decrescita. È un dato importante poiché ci dà un’indicazione circa la possibilità di usare o meno quelle keyword per dei contenuti validi per una strategia SEO. Vediamo dal grafico più su che ricette pasqua  risulta essere un trend in crescita, dato che si sta avvicinando questa festa, e se avessi un blog di cucina è probabile che mi adopererei per scrivere contenuti che girino attorno a queste keyword, sfruttando anche la cosiddetta coda lunga.

Per alcune query è possibile anche visualizzare le previsioni di ricerca, basta selezionare l’apposita casella in alto a destra. Non per tutte le query Google riesce a fare delle previsioni, cioè delle stime di ricerca per il futuro. Nel grafico seguente vediamo cosa accade per la query organizzare matrimonio in Italia. A parte il fatto che dal 2005 a oggi le ricerche sono diminuite, vediamo anche una linea tratteggiata che ci mostra i possibili trend per il prossimo anno.

Scendendo nella pagina vedremo una sezione dedicata alle ricerche correlate, ovvero i termini e gli argomenti cercati dalle stesse persone che hanno effettuato una ricerca relativa alla query che stiamo analizzando. Abbiamo due tabelle  – Argomenti e Query – per entrambe è possibile decidere di visualizzare i termini più cercati e in crescita. Le ricerche in crescita sono ricerche la cui frequenza è aumentata in maniera significativa in un dato periodo di tempo rispetto a un periodo precedente. Per gli argomenti, oltre al termine, viene indicato anche l’ambito. Di seguito le ricerche correlate in Italia relative a matrimonio. Le ricerche correlate ci permettono di arricchire la nostra selezione di parole chiave e trovare interessanti spunti da utilizzare per i contenuti di blog o sito web. Se avessi un’agenzia di wedding planning questo sarebbe il momento giusto per parlare delle idee per foto e video del matrimonio. google trends ricerche correlate

Veniamo ora a un’altra funzione estremamente utile di Google Trends, ovvero la comparazione dei risultati. Possiamo fare confronti in base a Termine di Ricerca, Località e Intervallo di tempo. google trends confronti


Nella ricerca per Località, nella sezione Interesse regionale, è possibile visualizzare anche in trend nelle varie regioni dei Paesi selezionati, un colore più scuro indicherà un maggiore interesse.

Tutti i dati di Google Trends possono essere scaricati in formato CSV, dal menu in alto a destra (i tre puntini)

Possiamo ricevere ulteriori suggerimenti utilizzando il menu Esplora in alto a sinistra. Da qui si può accedere alle Ricerche di tendenza filtrabili per Paese, è possibile andare indietro nel tempo e visualizzare quelle dei giorni precedenti. È presente anche un’area dedicata alle tendenze per YouTube e le classifiche dove vengono riportate le ricerche più frequenti divise per categoria.

Infine l’area che soddisfa la curiosità, ovvero tutto quello che è successo l’anno precedente rappresentato attraverso le ricerche frequenti degli utenti. Cliccando sui pulsanti Scopri la storia  si accede a una panoramica dell’evento che ha ispirato quelle ricerche, ma anche a un excursus sulle query cresciute in seguito ad esso. Ad esempio, dopo la morte di Robin Williams sono cresciute le ricerche riguardanti la depressione e i suoi effetti.

Come usare Google Trends per il web marketing

Veniamo ora a tutti i vantaggi che può offrire Google Trends nella programmazione di una srtategia di marketing online:

  • Selezione delle parole chiave, come abbiamo visto offre un grande aiuto in questo senso, grazie alle ricerche correlate, ma anche ai grafici che ci mostrano il loro andamento nel tempo.
  • Segmentazione geografica, ci consente di programmare adeguatamente campagne advertising dedicate a specifiche aree geografiche.
  • Idee per i contenuti, indispensabile per individuare idee valide e interessanti per contenuti che richiamino traffico.
  • Scelta dei termini, a volte quando si scelgono le parole chiave si è in dubbio sull’ortografia migliore da utilizzare (e-commerce o ecommerce? Online o on-line?), analizzando i risultati di Google Trends potremo individuare l’opzione migliore (dal punto di vista degli utenti).

Compilare i titoli, è sempre un momento cruciale quello della compilazione del titolo (e del tag title) di un contenuto, da quello dipende gran parte dell’interesse dell’utente. Scegliere le parole grazie alla funzione di ricerca correlata ci dirà quali tra i vari sinonimi hanno un miglior riscontro. Altro metodo è quello di confrontare i termini, ad esempio se sto scrivendo un contenuto di tipo how-to è meglio utilizzare la formula “Come fare per” oppure “10 consigli per”?

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Twitter Analytics

Twitter Analytics, cinque modi per trarre vantaggio dai dati

giovedì, 26 marzo, 2015

Attraverso Twitter Analytics è possibile monitorare e valutare i risultati ottenuti grazie ai tweet condivisi, come le visualizzazioni, le visite, le menzioni e i follower, ma non solo. Grazie allo strumento di analisi di Twitter è possibile, inoltre, conoscere i tweet più popolari, le menzioni più popolari, i top follower, i tweet con i contenuti più popolari e i tweet con i contenuti multimediali che si fanno più notare.

I dati rilasciati da Twitter Analytics possono essere sfruttati per realizzare efficaci strategie di marketing online. Abbiamo preso spunto da un articolo pubblicato su Search Engine Journal che ha individuato cinque modi di utilizzare lo strumento per applicare i risultati a una strategia.

1. Scoprire quante persone hanno realmente visto un tweet

È possibile esaminare le impression in un intervallo di date. Per farlo bisogna accedere alla scheda Tweet e utilizzare il pulsante in alto a destra. Lo strumento di default è impostato a rilasciare i dati degli ultimi 28 giorni.

Dopo aver impostato l’intervallo di date, vengono restituiti i dati relativi alle visualizzazioni, in due colori: blu per le visualizzazioni ottenute con la ricerca organica; giallo per le visualizzazioni ottenute grazie alla pubblicità.

Al momento Twitter consente di tornare indietro fino a un massimo di 91 giorni, ma ha fatto sapere che l’intervallo verrà presto aumentato.

intervallo-date

2. Capire se la pubblicità sta avendo un ritorno effettivo

Sempre dalla scheda Tweet è possibile conoscere le visualizzazioni, le interazioni e il tasso di interazione dei tweet sponsorizzati.

Da qui è possibile capire se il budget speso per i tweet sponsorizzati sta dando i risultati sperati.

sponsorizzato

3. Vedere come gli utenti stanno interagendo con i tweet

Dalla stessa schermata precedente è possibile visualizzare le interazioni degli utenti su un tweet cliccando sullo specifico tweet. Si aprirà così una nuova finestra che riporta tre metriche principali: le visualizzazioni, i preferiti, le risposte e i retweet.

Lo strumento di Twitter non consente al momento di filtrare gli utenti, ma fornisce solo dati complessivi che possono comunque essere utilizzati per capire quale tipologia di tweet è più gradita ai propri follower.

interazioni

4. Analizzare per creare contenuti efficaci

Analizzare i dati di Twitter Analytics può essere utile per individuare nuove aree tematiche su cui scrivere i post. Scoprire, ad esempio, che un tweet con immagine ha ottenuto il maggior numero di interazioni potrebbe essere utile per scrivere un contenuto sull’efficacia delle immagini nei social.

5. Scoprire più informazioni sui follower

Dalla scheda follower degli utenti che seguono il profilo è possibile conoscere:

  • gli interessi più particolari;
  • gli interessi principali;
  • le città in rilievo;
  • il genere;
  • gli altri profili seguiti.

follower

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tool influencer marketing

7 strumenti per i brand che vogliono trovare influencers

giovedì, 26 marzo, 2015

Sul web, e nella comunicazione in generale, il ruolo degli influencers è rilevante per la diffusione delle informazioni. Ne hanno parlato, nel corso del ‘900, numerosi sociologi che hanno sviluppato altrettanto numerose teorie che analizzano il ruolo degli opinion leader (primo fra tutti Lazarsfeld nel 1940 con la sua Two Step Flow of communcation) nella comunicazione. Nel mondo del web il concetto di opinion leader, ovvero di soggetto che è in grado di influenzare (ed ecco la parola chiave) i suoi seguaci riguardo a tematiche di cui risulta esperto e conoscitore, è diventato influencer. Gli influencers sono quei personaggi che troviamo online e che sono riconosciuti dalla Rete come esperti di un dato argomento, tanto da essere in grado di direzionare le opinioni nella direzione che ritengono più giusta e opportuna.

web marketing per aziende

 

Un esempio? Matt Cutts nel mondo della SEO, con i suoi video, era di sicuro un opinion leader, un influencer a tutti gli effetti e a tratti un vero e proprio Guru, dalle cui labbra pendevano stole di professionisti. Gli influencers non lo sono per tutto, sono esperti per settori e a loro volta possono diventare follower di altri influencers per altri argomenti. La Rete è quindi fatta di utenti, tra questi utenti se ne nascondo alcuni che spiccano rispetto ad altri e che possono essere enormemente interessanti per un brand. Lo abbiamo visto da fenomeni come le varie The Blond Salad o Clio MakeUp. Ragazze normali, del tutto normali, che grazie a una passione, alla dedizione, a un po’ do fortuna e una capacità innata di comunicare si sono create un seguito enorme. Nessuno chiederà a Clio MakeUp come sviluppare un discorso politico sulla prossima riforma economica, ma probabilmente chiunque vorrebbe sapere qual è il make up migliore da utilizzare per il primo appuntamento con il ragazzo conosciuto nel weekend. Per un’azienda che vede cosmetici Clio MakeUp è un ambito influencers, che può senz’altro segnare le sorti di un prodotto, dandogli maggiore visibilità oppure bocciandolo agli occhi della vasta community che la segue.

Vediamo alcuni tool, suggeriti da Hubspot, che i brand possono utilizzare per individuare gli influencer del loro settore e attuare una strategia di web marketing che li coinvolga.

#1 – Birdsong Analytics

BirdSong Analytics è un tool da utilizzare direttamente  online, dietro pagamento, per effettuare il download di tutti i follower Twitter di qualsiasi profilo. L’excel così ottenuto comprenderà nome, bio, URL, lo status “Verificato” e l’ultimo tweet. L’utilità di questo strumento sta nel fatto che posso individuare un profilo di mio interesse (un competitor o un influencer già scelto) e selezionare alcuni utenti da cominciare a seguire e/o contattare. I costi sono tutto sommato contenuti: 19.99£ per un report, 79.99£ per 6 report e così via.

#2 –BuzzSumo

BuzzSumo è una piattaforma per la brand monitoring ed è anche un ottimo strumento per trovare influencers su varie piattaforme social. Basta cercare un topic, quindi una tematica chiave per il proprio business, per trovare competitor. Il principale problema che si può incontrare è che il filtro per lingua e Paese fa parte del pacchetto Pro (a partire da 99$ al mese). Per il resto è possibile visualizzare i risultati per un dato lasso temporale, in maniera da identificare immediatamente gli ultimi utenti che hanno trattato una tematica e il relativo riscontro sociale (Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e Pinterest).

#3 – TwtrLand

TwtrLand consente di monitorare i brand su Twitter, Facebook e Instagram, e analizzare le loro azioni.  Per cercare gli influencers è possibile cercare utenti per skill, posizione geografica e nome e poi filtrare i risultati di ricerca in base a livello influenza, location e categoria. Il costo degli account Pro parte da 49$ al mese.

twtrland

#4 – Circloscope

Circloscope è uno strumento di gestione delle cerchie Google Plus ma è  anche molto utile per scoprire degli influencers per le nicchie di mercato e creare connessioni. È infatti molto semplice identificare i membri più attivi e influenti nelle community Google Plus e creare delle liste di utenti influenti. A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i risultati. Il costo è di 178$ all’anno per 15 business page.

#5 – Tomoson

Tomoson consente di collegare imprese e blogger in maniera molto flessibile. Si possono creare dei progetti ed invitare dei blogger a esprimere la propria opinione. I brand, però, non possono imporre numero e tipo di link che i blogger devono garantire, per scongiurare qualsiasi tipo di pratica scorretta. I blogger hanno, inoltre, un punteggio che consente di individuare i principali influencer per determinate tematiche e le aziende possono filtrare i risultati in funzione di requisiti minimi richiesti (follower, nazionalità, categoria…). Purtroppo i blogger italiani che utilizzano questo tool sono ancora pochi

Tomoson

#6 – MyBlogU

MyBlogU è una piattaforma di collaborazione tra blogger. I contenuti, in inglese, si suddividono in Brainstorm, Interviews e Media. I blogger possono proporre argomenti in queste tre categorie e cercare la collaborazione di altri appartenenti alla community. La collaborazione è il miglior modo per farsi conoscere, per creare connessioni interessanti e utili anche a livello di business.

#7 – TwChat

TwChat è un motore di ricerca di discussioni su Twitter, identificate attraverso un hashtag. Chiunque può partecipare e le discussioni sono aperte a tutti. Facendo il login nelle discussioni i tweet verranno identificati da simboli per poter subito individuare tweet con domande, tweet con menzioni, tweet pubblicati da influencer ed è possibile decide di seguire alcuni dei partecipanti direttamente dalla piattaforma.

Nuove risorse Facebook

Pubblicità su Facebook: 2 nuove risorse per gli inserzionisti

mercoledì, 25 marzo, 2015

Facebook ha reso disponibile due nuove risorse per gli inserzionisti che utilizzano la piattaforma per fare promozione online. Le due nuove risorse seguono il recente lancio dell’applicazione Gestione inserzioni pensata esclusivamente per le aziende, per aiutarle a gestire le campagne da qualunque luogo.

Blueprint

Blueprint è un programma dedicato alle aziende e agli utenti che vogliono capire come ottenere il miglior risultato possibile dalle loro campagne.

Si tratta di un programma che si basa su una piattaforma e-learning con corsi online e programmi formativi suddivisi per categoria, come ad esempio il marketing diretto.

La piattaforma è disponibile sia per computer sia per dispositivi mobile, al momento solo in lingua inglese ma verrà presto tradotta in altre lingue.

Attraverso il programma Blueprint è anche possibile ottenere una certificazione che attesta la frequentazione ai corsi.

Scopri come

Scopri come è un servizio di apprendimento che punta ad aiutare le aziende a sfruttare in maniera adeguata le pagine Facebook e le insersizioni sulla piattaforma.

Il servizio sfrutta video, immagini e testo per cercare di dare delle risposte alle domande degli inserzionisti.

Scopri come è disponibile per computer e dispositivi mobile ed è tradotto già in 14 lingue.

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