Nuovi termini Facebook

Facebook aggiorna le sue condizioni per localizzazione e annunci

mercoledì, 26 novembre, 2014

Facebook ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aggiornamento dei suoi termini e condizioni, con l’obiettivo di aiutare gli utenti ad avere un maggiore controllo dei dati che rilasciano sul social network. Nello specifico, gli aggiornamenti riguarderanno la privacy, la geolocalizzazione e gli annunci pubblicitari.

Per quanto riguarda la privacy, con Privacy Basics gli utenti hanno a disposizione una linea guida interattiva realizzata per rispondere alle domande più frequenti relative al controllo delle informazioni. È possibile, così, conoscere i tag o gli amici che sono stati rimassi, i blocchi sugli utenti o le applicazioni o come scegliere un pubblico specifico per ognuno dei post che vengono condivisi. Le informazioni sono disponibili in 36 lingue.

L’aggiornamento della policy coinvolge anche la geolocalizzazione. Al rilascio dei nuovi termini all’utente sarà spiegato come ottenere informazioni sulla posizione a seconda delle caratteristiche che si decide di utilizzare. Le informazioni saranno rilasciate sulla base della posizione e di cosa gli amici stanno facendo. Ad esempio, se si decide di indicare la propria posizione con un post, Facebook potrebbe mostrare i menu dei ristoranti nelle vicinanze o gli aggiornamenti degli amici che sono in zona.

Facebook consentirà anche di avere un maggiore controllo sugli annunci. Molti utenti hanno lamentato la difficoltà di controllare alcune tipologie di annunci se si utilizzano più dispositivi o browser diversi. Con l’aggiornamento, la decisione dell’utente di non voler vedere un determinato annuncio sarà applicata automaticamente a tutti i dispositivi che utilizza per accedere a Facebook.

Facebook sta inoltre testando (solo in pochi Paesi) il pulsante Acquista per aiutare le persone a scoprire e ad acquistare un prodotto senza mai lasciare Facebook.

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gestione social network

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bing ads logo

Bing migliora la piattaforma di Bing Ads

mercoledì, 26 novembre, 2014

La piattaforma di Bing che consente di realizzare campagne pubblicitarie online migliora costantemente se stessa per fornire all’utente, che usufruisce del servizio di advertising, un’esperienza migliore e sempre più efficace.

Chi gestisce le campagne di advertising online sa bene che qualsiasi campagna pubblicitaria necessita di cure e attenzioni particolari nonché di strategie di pianificazione per ottenere il massimo dalla campagna stessa.
Bing offre agli inserzionisti una serie di soluzioni efficaci per realizzare la propria campagna, e per guidare i nuovi inserzionisti nella pianificazione degli annunci grazie a una serie di video che spiegano come iniziare e cosa è possibile fare con Bing Ads. Oggi proponiamo ai nostri lettori una panoramica di tutto quello che offre Bing Ads, soprattutto per chi lo utilizza per la prima volta.

Come funziona

Una guida per chi inizia per la prima volta

Bing Ads offre un’intera piattaforma di supporto per chi per la prima volta decide di promuovere online i propri prodotti: una vera e propria guida ricca di informazioni utili per ogni esigenza, sia che si utilizzi il Search Marketing per la prima volta o si vogliano importare le campagne AdWords con un’assistenza gratuita di un esperto.

Raggiungere subito i clienti

Indirizzando click, chiamate e traffrico locale verso la propria attività con Bing Ads.

Monitoraggio Eventi Unificato

Una funzionalità recentemente introdotta per seguire facilmente i clienti e capire cosa fanno dopo aver cliccato sull’annuncio, fino alla conversione finale.

Attrarre più traffico

Per far in modo che i clienti e i potenziali clienti trovino i prodotti offerti e i servizi online che Bing Ads offre.

Strumenti efficaci per le parole chiave

Un tool per individuare le parole chiave più pertinenti con Bing Ads: in realtà tre strumenti:

  • Aggiungere parole chiave
  • Strumento Ricerca parole chiave
  • Bing Ads Intelligence

Assistenza in tempo reale

La possibilità di ottenere supporto in tempo reale attraverso diversi servizi: supporto telefonico. Posta elettronica, supporto online o modulo di vendite.

La formazione per utilizzare al meglio Bing Ads

Una serie di corsi di autoapprendimento per diventare un professionista certificato e accredito per Bing Ads.

Report

La possibilità di apprendere dai casi di successo le forme migliori per utilizzare Bing Ads, leggere i report per migliorare la propria strategia e le vendite della propria azienda.

Bing Places

Per farsi trovare velocemente dai clienti e dai potenziali clienti si può richiedere e controllare gratuitamente l’inserimento negli elenchi aziende di Bing.

Bing Ads Editor

Il modo che Bing offre per far risparmiare tempo e migliorare il rendimento delle campagne online, utilizzabile sia in modalità online che offline è un’applicazione desktop semplice e intuitiva per mofidicare le campagne ed entrare in contatto con i clienti in modo più rapido.

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La crescita di Facebook nei dati per il terzo trimestre 2014

martedì, 25 novembre, 2014

Come tutte le società quotate, ogni trimestre Facebook pubblica i dati di business. Questa settimana sono stati resi pubblici quindi i dati del terzo trimestre per il 2014, numeri che non possono che rendere felici gli azionisti di Facebook.

Si registra una crescita in tutti gli ambiti andando a confermare il successo che riscuote dagli utenti che quotidianamente utilizzano il social network.

Crescita di utenti attivi

La crescita di utenti attivi per Facebook non si è mai arrestata: gli utenti attivi giornalieri, solo per settembre 2014, sono stati 864 milioni in media il che significa un aumento del 19% ogni anno.
Gli utenti attivi da mobile vedono una crescita ancora più consistente con una media di 703 milioni per il solo mese di Settembre, ovvero un 39% di utenti attivi in più dai dispositivi mobile all’anno.
La maggior parte degli utenti è connessa con le piccole e medie imprese, come riporta Facebook il 67% degli utenti è collegato ad almeno una PMI del suo Paese. Ci sono più di 22 miliardi di connessioni tra PMI e utenti.

Crescita nell’Advertising e nelle vendite

Per quanto riguarda la pubblicità che viene fatta sul social network, Facebook riferisce che il suo targeting per età è del 45% più accurato rispetto alla media del settore digitale.
Il dato è sicuramente tra i più interessanti: se la vostra azienda investe molto in pubblicità su Facebook, ma non riceve un numero di click congruo, non lasciatevi scoraggiare. Facebook riferisce che oltre il 90% di pubblicità che genera vendite in-store proviene da persone che vedono gli annunci ma non cliccano sull’annuncio ma comunque convertono recandosi nei negozi.

Crescita in tutti i settori

A corredo di questi numeri ecco altre cifre molto interessanti:

  • Tra tutte le App e le funzionalità che Facebook mette a disposizione degli utenti una che sicuramente è apprezzata molto e viene usata da 700 milioni di utenti ogni mese è quella dei Gruppi.
  • Ci sono oltre un miliardo di interazioni tra figure pubbliche e fan su facebook ogni settimana a dimostrazione del fatto che gli utenti interagiscono molto con le fan page, che possono essere utilizzate dalle aziende anche per fare engagement.
  • Tra tutte le applicazioni, acquistate e non, di Facebook ricordiamo sia Instagram che WhatsApp e Messenger e i dati sono positivi anche per queste applicazioni basti pensare nel mondo le persone che hanno un account Instagram spendono circa 21 minuti in media al giorno su questa app.

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Per approfondire: i dati del terzo trimestre su Facebook Insights

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strategie seo

Ottimizzare le landing page per avere più conversioni dalla SEO

martedì, 25 novembre, 2014

Obiettivi, target e test delle landing pages

Tra le molteplici attività del Web Marketing la creazione, l’ottimizzazione e il test delle landing pages è quella che richiede probabilmente maggiore pazienza, dedizione e capacità di interpretare il proprio target di riferimento. È la pagina c.d. di atterraggio il cui destino è uno e uno solo: convertire. Poi, certo, la conversione può essere di diverso tipo, per esempio convincere gli utenti a rilasciare i propri dati. Sul web funziona un po’ come nella vita normale, è un do ut des: per convincere le persone a fare qualcosa devi prima guadagnarti la loro fiducia e offrire loro qualcosa in cambio.
Le landing pages create per ottenere conversioni dalla SEO dovrebbero quindi assolvere a questa funzione. Certo, dirlo è una cosa ma riuscire a farlo è tutt’altro.

Ora a tua scelta decidere tra:

  1. affidarti a professionisti;
  2. provare, almeno all’inizio, a vedere come va da autodidatta.

Nel primo caso, puoi contattarci utilizzando il form online oppure chiamando lo 06 932 1692 per raccontarci il tuo business e capire come aumentare le conversioni. Parli subito con un esperto del settore e dopo una piacevole chiacchierata al telefono, ricevi gratuitamente un preventivo personalizzato.

Nel secondo caso, qualora volessi provare il fai da te, oltre a leggere tutti gli approfondimenti dedicati alle landing pages ed elencati alla fine del post, ti segnaliamo anche questo recente e interessante articolo (in Lingua Inglese) di Monitor Backlinks intitolato proprio How to Optimize Landing Pages for Higher Conversions & Greater SEO Performance.

Riassumendo.
La base della base è identificare un obiettivo (uno) e le caratteristiche del tuo target per quell’obiettivo. Troppo spesso si realizzano landing pages dove questi due elementi sono piuttosto aleatori se non assolutamente non preventivati. Questo determina, necessariamente, se non un fallimento, di certo una non ottima performance.

Il titolo (headline) è tutto, o quasi.
Ricordati che la ricerca è cambiata e che ad oggi trovarsi per esempio una domanda come titolo della landing pages (se ha senso ovviamente!) può aiutare le conversioni. Mettere, invece, il “semplice” nome del prodotto che vendete o solo il brand può invece significare ridurre di molto le potenzialità della pagina di atterraggio.
Testare, anche grazie all’aiuto di tool, le landing è altrettanto importante se non “vitale”, al fine di individuare aree di miglioramento che incrementeranno le conversioni.

Approfondimenti sulle “landing pages”

creazione di un blog

I 4 passaggi per creare una blog di successo

martedì, 25 novembre, 2014

Non è mai troppo tardi per iniziare a scrivere su un blog, basta raccogliere le idee e imparare a usare gli strumenti necessari per la buona riuscita del progetto. Se hai un’immagine romantica del blogger, un po’ alla Carrie Bradshaw, devi ridimensionarti. Fare il blogger non significa solo scrivere, ci sono molti più compiti a cui far fronte. Oggi proponiamo un’infografica di Intel che ti aiuterà a seguire tutti i passi del percorso di creazione di un blog, dalla sua organizzazione alla scelta e scrittura dei contenuti per il web, fino alla loro condivisione.

Come creare un blog

Come iniziare

Per iniziare a scrivere in un blog bisogna seguire il proprio cuore, ovvero scrivere di un argomento che si ama. Affrontare una tematica per la quale non si nutre un interesse sincero è il primo passo verso il fallimento, perché per quanto ci si possa impegnare va sicuramente a finire che il blog viene abbandonato.

Scelto l’argomento bisogna focalizzarsi, cercando di capire cosa si aspettano i visitatori e facendo in modo di fornirglielo. Fra le cose di cui sicuramente hanno bisogno c’è l’originalità, inutile quindi copiare contenuti altrui o offrire punti di vista più che scontati.

Adesso è arrivato il momento di scoprire che scrittore sei. Il blog non è il compito in classe del liceo, puoi scrivere nello stile che preferisci. Sempre mantenendo un italiano più che decoroso, ma con un tono di voce che si addice alla tua personalità. Non c’è nulla di male nell’essere ironico o scherzoso, anche nella forma scritta. I post del blog sono una parte di te che metti online e quindi devono rispecchiarti, anche nello stile di scrittura. Anche se ci sono scrittori che ami molto e vorresti scrivere come loro, non devi imitarli, perché sarebbe solo una caricatura. Essere se stessi spesso ripaga molto di più.

Come creare un blog

Quale tattica usare

Semplicità deve essere la parola d’ordine. Inutile contorcersi la mente a cercare un nome che sia unico, incredibile, fantastico…e tristemente comprensibile solo per te. Il nome del tuo blog deve essere ricordato da chi viene a visitarti. La semplicità deve essere anche la parola d’ordine per il layout, tanto più che oggi il material design è sicuramente lo stile grafico che va più di moda sul web.

Ora che hai un nome, puoi acquistare il dominio oppure decidere di aprire il blog su una piattaforma free. È giunto il momento di compiere una scelta che per un neofita può essere piuttosto complessa: quale CMS uso? Fra le piattaforme free la più utilizzata è WordPress.com con il 54,9% dei blog, poi ci sono Blogger, Tumblr, Squarespace e Typepad. Se devi installare un CMS su un dominio di proprietà (cosa che fa pensare che di web qualcosa capisci…)  sicuramente avrai anche gli strumenti adeguati per scegliere quello che ritieni migliore, anche in questo caso WordPress è una delle scelte più diffuse. La piattaforma da scegliere dipende anche dalle necessità che si hanno, ad esempio vuoi mettere AdSense per cercare di guadagnare qualcosa dal tuo blog WordPress (la piattaforma gratuita) non te lo consnete, mentre è già integrato con Blogger.

Fatte le adeguate scelte bisogna definire il layout, in rete ce ne sono molteplici gratuiti e molti vengono proposti sulle piattaforme stesse. Come dicevamo qualche riga più su, bisogna puntare alla semplicità, a un layout lineare e che sia facilmente navigabile e comprensibile, anche se qualcuno decide di leggere il tuo blog da mobile (quindi cerca un layout responsive).

Come creare un blog

Fai crescere il tuo pubblico

Per far crescere il proprio pubblico e fidelizzare i lettori bisogna adottare una strategia che sia pianificata a priori. Innanzitutto va creato un piano editoriale, ovvero una lista di articoli che devono essere scritti e pubblicati con una frequenza prestabilita. In poche prole non puoi pubblicare un post oggi senza sapere quando sarà pronto il prossimo, potrebbe essere anche fra 2 mesi e così avrai già perso tutti i tuoi follower.

Per facilitare le interazioni non obbligare gli utenti a registrarsi per mettere i commenti ai tuoi articoli, piuttosto incoraggiale chiedendo già nella conclusione del post l’opinione dei lettori. Quando trovi i commenti impegnati a rispondere, anche solo per ringraziare, in maniera da lasciare un chiaro segno di interesse verso l’opinione di chi si è impegnato a leggere ciò che hai scritto.

Non limitarti al solo testo, i contenuti visuali sono indispensabili, quindi usa le immagini, le foto, i video, le infografiche…senza dimenticare di citarne la fonte.

Come creare un blog

Sfrutta gli altri social

Il blog è una piattaforma social, diversa da come siamo abituati a pensare Facebook o Twitter, ma è pur sempre un luogo online in cui possono svilupparsi interazioni che prendono il via da un contenuto proposto da un blogger, che mediamente vuole diventare un influencer nella sua nicchia di riferimento. Per favorire la visibilità dei post è necessario utilizzare tutte le piattaforme social, i post vanno quindi condivisi su Facebook, su Twitter, su Google+, su Instagram e su Pinterest. Ovviamente nella maniera adeguata e con il linguaggio proprio di ognuno di essi.

Oltre alla condivisione dei post diventa importante anche creare connessioni personali con gli altri blogger, seguendoli su Twitter, interagendo sui loro blog attraverso i commenti, inserendo link nei tuoi post ecc…

Detto ciò, con tanto impegno e un pizzico di fortuna, potrai entrare a far parte di un nutrito gruppo di appassionati di scrittura e di web.

Come creare un blog

Nuova scheda in Google AdWords

Nuova scheda nella Rete Display di AdWords: i dati demografici

lunedì, 24 novembre, 2014

Disponibile per le campagne della Rete Display di Google AdWords una nuova scheda contenente i dati demografici. La scheda compare accedendo all’area relativa alla Rete Display per campagne realizzate nella Rete Display o nella Rete di Ricerca con selezione Display.

La nuova scheda, come riporta un post pubblicato da Kim Clinkunbroomer su Google Plus, visualizza grafici relativi al sesso, all’età e al parental status. I filtri sono validi, quindi, per le campagne in esecuzione sulla Rete Display e anche per le campagne di retargeting.

L’obiettivo di Google è fornire agli inserzionisti uno strumento in più per valutare la portata degli annunci pubblicati nella Rete Display. Attraverso la nuova scheda è possibile visualizzare i dati classificati per impression, clic o conversioni (grazie all’utilizzo di un menu a discesa).

Inoltre, è possibile personalizzare i dati rilasciati attivando la funzione “Visualizza combinazioni di dati demografici” che consente all’inserzionista di combinare due o più criteri demografici, come ad esempio sesso maschile e un’età compresa tra i 20 e i 30 anni.

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landing page responsive mobile

8 consigli dagli esperti per progettare landing page responsive

lunedì, 24 novembre, 2014

Dal momento che secondo le statistiche entro il 2016 il traffico mobile supererà quello da desktop, è decisamente arrivato il momento di organizzarsi e rivedere un po’ tutta la comunicazione sul web. Se hai un sito web lo devi rendere responsive, se usi l’email marketing devi fare in modo che le e-mail che invii ai tuoi contatti possano essere viste in maniera corretta anche da smartphone e tablet e ovviamente se stai facendo una campagna paid search devi progettare le landing page affinché siano responsive.

Unbounce a questo proposito ha intervistato 8 esperti di settore, chiedendo loro di offrire consigli operativi su come ottimizzare per il mobile le landing page.

Tenere conto degli obiettivi unici degli utenti mobile

Angie Schottmuller di Three Deep Marketing ha sottolineato che gli obiettivi degli utenti mobile siano spesso molto diversi da quelli degli utenti desktop. Le dimensioni dello schermo, il tipo di dispositivo e il contesto (ambiente, mentalità) possono cambiare ciò che gli utenti si aspettano, cosa gli utenti hanno bisogno e ciò che gli utenti vogliono fare .

Michael Aagaard di ContentVerve ha riscontrato che le conversioni da mobile sono minori rispetto a quelle da desktop. Nella sua visione è possibile che in futuro ci sia un’inversione di rotta, ma attualmente gli utenti si sentono più tranquilli a prendere decisioni di acquisto quando si trovano di fronte a un pc, anziché con smartphone e tablet. Poi ovviamente dipende dal settore, dagli obiettivi che si vuole raggiungere e anche da come è stata progettata l’esperienza mobile. Al momento le offerte ideali da mobile sono quelle che richiedono meno ricerche e meno approfondimenti, per la navigazione desktop sono invece indicate le offerte che richiedono un’importante decisione di acquisto. In poche parole, da mobile possono acquistare una maglietta a 20€, ma difficilmente comprerò la vacanza negli Stati Uniti da 3.500€.

Alex Harris di Alex Designs ha riscontrato che gli utenti tendono a fare ricerche dallo smartphone e a concludere poi la transazione da tablet o desktop. Ecco perché è importante progettare la comunicazione online in modalità multidevice ed ecco perché l’obiettivo principale che si deve raggiungere da smartphone è la generazione di lead.

Trasformare la CTA in un click to call

Direttamente collegata all’ultima affermazione, visto che l’utente cerca informazioni il modo migliore per dargliele è consentirgli di contattare telefonicamente l’azienda. È quindi consigliabile inserire il click to call e fare un test che preveda la sostituzione della call to action con il numero di telefono. I modi per farlo sono due e l’uno non esclude l’altro:

  • Inserire il numero di telefono testuale e ad esso collegare il numero esattamente come un link (<a href=”tel:06xxxxxxx”>06xxxxxxx</a>
  • Inserire un’immagine con una call to action che inviti a chiamare il numero e quindi collegare all’immagine stessa il click to call e il tracciamento dell’evento con Google Analytics.

click to call link

Secondo i dati di Angie Schottmuller questa seconda modalità ha portato il 10-20% in più di chiamate.

Ridurre la digitazione al minimo

Può succedere che l’obiettivo principale non sia ricevere telefonate, ma questo non significa che non si possa fare nulla per migliorare la landing page e l’esperienza dell’utente. Brad Geddes di Certified Knowledge suggerisce di ridurre al minimo il numero e il tipo di informazioni che si chiedono agli utenti che compilano i form di contatto. Se i menu a discesa o le scelte multiple possono essere una buona strategia da desktop per conoscere meglio i propri interlocutori, da mobile non va bene. Un form di contatto da mobile deve essere essenziale, per cui vanno eliminati i campi opzionali e ridotti al minimo quelli obbligatori.

Johnathan Dane di Disruptive Advertising suggerisce inoltre di assicurarsi che i campi di input facciano commutare automaticamente la tastiera da alfabetica a numerica e viceversa, a seconda del tipo di informazione che va inserita.

input types html5

Un altro suggerimento viene da Josh Krafchin di Clever Zebo, che suggerisce di introdurre il login via social network, per evitare che l’utente debba inserire i dati che sono già deducibili da quelli presenti nei suoi profili social.

Dimenticare l’ATF

La progettazione mobile dell’area Above The Fold è complessa, poiché le dimensioni dei dispositivi sono assolutamente eterogenee. Angie Schottmuller, per ovviare a questo problema, consiglia di creare una versione ridotta della call to action da inserire nella parte più alta della pagina, appena sotto al logo, in maniera da avere la certezza che venga visualizzata da tutti i dispositivi.

Ridurre la quantità di testo

Se da desktop il livello di attenzione nella lettura di un testo su una pagina web è inferiore rispetto a quello di lettura di una pagina di carta, da mobile il problema si intensifica. Secondo Johnathan Dane l’attenzione scende notevolmente ed è per questo che diventa fondamentale essere concisi ed arrivare immediatamente al punto, senza sacrificare la chiarezza del messaggio.

Alhan Keser di WiderFunnel dice che alcuni test hanno dimostrato che, oltre alla brevità del testo, è importante anche usare un linguaggio adeguato al tipo di mentalità del target che naviga da mobile, ovvero velocità e semplicità di utilizzo.

Considerare le connessioni lente

Anche se tutti vorremmo che i collegamenti mobile fossero veloci e sempre efficienti, purtroppo la realtà è ben altra e se si progetta una campagna adv per mobile non bisogna dimenticarsene. Tanto più se sappiamo che il 43% degli utenti non torna su una pagina o su un sito web che si è caricato lentamente.

Jen Gordon of ConvertThemes consiglia di:

  • Assicurarsi che le immagini siano ottimizzate per smartphone e tablet, anche per connessioni lente
  • Se possibile, utilizzare una grafica vettoriale scalabile(SVG)
  • Assicurarsi che tutti i testi siano in HTML

Fare test

I consigli elencati finora sono tutti corretti e utili, ma non escludono la necessità di fare dei test per identificare qual è la strategia più adatta al proprio pubblico. Il test rimane una parte fondamentale di ogni pianificazioni pubblicitaria per il web, sia se ci si rivolge agli utenti desktop sia per gli utenti mobile. Quindi fare tesoro di ognuna di queste esperienze e poi constatare quale sia quella più vicina al target con cui si vuole interagire.

Fonte: Unbounce

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content marketing idea

La mappa mentale del content diventa un albero, infografica

lunedì, 24 novembre, 2014

Sappiamo bene, ormai, quanto importante sia il content per qualsiasi strategia di Marketing Online (e non solo). I contenuti, non solo testuali ma anche immagini, video e audio, sono l’oggetto di interesse degli utenti e quindi l’unico strumento attraverso il quale possiamo far arrivare loro il nostro messaggio.
Sappiamo anche che riuscire a soddisfare l’esigenza di informazione dell’utente e l’esigenza del motore di ricerca è forse una delle attività più complicate di questo settore.

È certamente necessario essere creativi ma egualmente importante pianificare la strategia di produzione e pubblicazione di contenuti, insomma ci vuole cuore ma anche cervello.

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Alcuni strumenti e tools possono venire in nostro aiuto, tra questi anche le mappe mentali .
Oggi come strumento utile vi presentiamo un’infografica intitolata proprio Content Mapping – Get more out of your content e dove il protagonista è un albero.

L’infografica realizzata da Bind Academie e che mostriamo nell’immagine sottostante, può essere scaricata in formato PDF free oppure nella versione a pagamento, da editare secondo le vostre esigenze, a questo link.

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I viaggiatori su Twitter

Come i viaggiatori utilizzano Twitter, indagine e infografica

venerdì, 21 novembre, 2014

I viaggiatori utilizzano Twitter lungo tutto il processo che li porta al viaggio: dalla ricerca di offerte alla condivisione di esperienze fino alle raccomandazioni. I tweet che vedono e inviano hanno un notevole impatto, se si considera che un utente di Twitter su due dice che il contenuto visto su Twitter influisce sulla considerazione che lui ha di un brand legato ai viaggi.

I dati giungono da un’indagine realizzata da Twitter con la collaborazione di Millward Brown, condotta con l’obiettivo di individuare il comportamento dei viaggiatori sulla piattaforma. Nello specifico, i viaggiatori si rivolgono a Twitter dalla prenotazione alla condivisione e cerca un terzo degli utenti accede al suo profilo prima o dopo un viaggio. Ancora, il 39% lo fa mentre è in viaggio.

Il 20% degli utenti Twitter, poi, usa il microblog per condividere un feedback della sua esperienza di viaggio. Il 22% del campione ha, invece, inserito tra i preferiti o tra i following un brand legato ai viaggio. Proprio perché utilizzato in ogni fase del viaggio, Twitter può aiutare i brand a sviluppare forti relazioni con i consumatori, rappresentando quindi un luogo ideale per quelle aziende che sono appena agli inizi e cercano di generare la consapevolezza degli utenti.

Le aziende possono approfittare di Twitter sia quando gli utenti inseriscono feedback positivi sia quando inseriscono quelli negativi. In caso di menzione positiva, l’azienda accresce la sua reputazione online, mentre in caso di menzione negativa la natura pubblica e colloquiale di Twitter permette ai marchi di riscattare la loro reputazione rispondendo in modo attento.

Tra i contenuti che il campione ha dichiarato di preferire ci sono gli sconti e le offerte esclusive (nel 46% dei casi), le offerte last minute (nel 41%), i concorsi e le promozioni (nel 30%), i contenuti divertenti e le idee di viaggio.

La ricerca è stata condotta attraverso un questionario di 10 minuti che ha coinvolto un campione di oltre mille persone che ha dichiarato di aver partecipato a un viaggio negli ultimi 12 mesi. Di seguito riportiamo l’infografica dello studio.

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Social Referral Q3 2014

Statistiche sui social network come referral dei siti web

venerdì, 21 novembre, 2014

Le statistiche sui social network non bastano mai, sono informazioni fondamentali per cercare di prevedere quale strada sta prendendo il web e di conseguenza qual è la strada da intraprendere per la pianificazione del marketing online in azienda. Vediamo l’ultimo rapporto Shareaholic che riguarda il terzo trimestre (Q3) del 2014.

La prima non-sorpresa è che Facebook continua a rappresentare il social con il maggior numero di utenti, interazioni e il miglior veicolo di traffico…In poche parole, se c’è una certezza, è che se hai un brand e vuoi promuoverlo non puoi non usare Facebook. Fra i suoi miliardi di utenti (su Facebook “vive” la stessa popolazione di tutta la Cina) c’è sicuramente il tuo target e puoi trovare la maniera giusta per interagirci.

Detto ciò, il primo rivale di Facebook è Pinterest. Da social di nicchia, prettamente femminile e prettamente in lingua inglese, si sta espandendo, sta avendo sempre più successo (direi inevitabilmente).

Il report di Shareaholic riguarda la “share of visits”, ovvero una percentuale del traffico totale sui siti web proveniente dai referral social, comprensivo di traffico diretto, referral sociali, ricerca organica, ricerca a pagamento. Il tutto per gli 8 principali social network: Facebook, Pinterest, Twitter, StumbleUpon, Reddit, Google Plus, YouTube, e LinkedIn. È stato diviso in due sezioni:

  • Sezione I: i referral social nel Q3 2014 (giugno – settembre 2014), dall’analisi di più di 300.000 siti web e un pubblico di oltre 400 milioni di visitatori unici mensili.
  • Sezione II: i referral sociali su base annua (da settembre 2013 a settembre 2014), dall’analisi più approfondita di 200.000 siti web e di un pubblico di oltre 250 milioni di visitatori unici mensili.

Sezione I – Referral sociali per il Q3 2014

Alla fine del Q2 2014 Facebook ancora era il principale veicolo di traffico ai siti web, con un quarto delle visite totali. Nel Q3 è leggermente diminuita la percentuale di traffico (da 23.39% a 22.36%), continuando però a rappresentare il quadruplo di quella di Pinterest (5.52%), diretto inseguitore di Facebook.

La tabella mostra “la quota di visite” per ogni piattaforma social nel corso dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2014. L’ultima colonna mostra la differenza di traffico riscontrata tra la fine di giugno e la fine di settembre. Solo LinkedIn e Google Plus hanno visto un miglioramento, rispettivamente di 0.02 e 0.01 punti percentuali.

Social Referrals Q3 2014

In forma grafica questi numeri vengono resi da linee praticamente piatte, sembra che ci sia stato un periodo di stasi, come se non ci fosse più nulla da migliorare

Statistiche social referrals Q3 2014

Sezione II – Social Referral su base annua

Guardando i dati annuali è chiaro che Facebook e Pinterest hanno avuto una crescita notevole. Facebook è passato dal 10.37% di settembre 2013 al 22.36% di settembre 2014 (+115.63% ). Pinterest da 3.68% a 5.52%. Anche Google+ è cresciuto, ma rimanendo decisamente lontano dai numeri dei concorrenti, da 0.04% a 0.07%.

Social Referrals 2013 2014

Per tutte le altre piattaforme sono stati registrati dei cali.

Statistiche social referrals 2013 2014

Un elemento da tenere in considerazione è che questi dati sono riferiti all’uso dei social network come referral, quindi come portatori di visite al sito web, e Facebook e Pinterest sono senz’altro le fonti più adeguate e utili. Questo non significa, però, che le altre piattaforme siano inutili. I social network non sono solo veicoli di traffico, rappresentano anche una parte consistente dlel’immagine aziendale, un mezzo di comunicazione unico con i propri clienti, un modo di abbattere le barriere brand/utenti. Insomma, sì Pinterest e Facebook sono piattaforme che guidano molto traffico al sito, ma non bisogna tralasciare altri aspetti altrettanto importanti per un marchio che vuole ottenere visibilità online.

Negli articoli seguenti abbiamo trattato sempre l’argomento statistiche, ma da altri punti di vista:

Fonte: Shareaholic Blog