pubblciità pinterest cinematic pin

I nuovi cinematic pin e altre novità per la pubblicità su Pinterest

venerdì, 22 maggio, 2015

Mentre in Italia aspettiamo ancora pazientemente l’arrivo dei promoted pin, negli Stati Uniti gli inserzionisti potranno accedere a nuovi formati, ancora più performanti. Gli inserzionisti italiani al momento possono solo rilasciare qui i propri dati e aspettare che la piattaforma di advertising su Pinterest venga aperta a tutti.

Pinterest in effetti sta investendo molte risorse per creare, probabilmente, un servizio performante a chi desidera promuovere la propria attività attraverso Pinterest. Molti test, coinvolte aziende note ed eterogenee per avere una panoramica più ampia dei risultati che si possono prospettare.

Ma veniamo alle ultime novità annunciate sul blog ufficiale: cinematic pin, nuove opzioni di targeting, un nuovo modello di costo (CPE). Partendo dal presupposto che il comportamento degli utenti Pinterest è orientato alla ricerca, i cui risultati spesso portano a un acquisto: cercano, salvano e pianificano l’azione seguente. Pinterest ha pensato bene, perciò, di aiutare i brand a entrare nella pianificazione futura degli utenti grazie a uno strumento che, a detta loro è:

  • Completo: le soluzioni gratuite e a pagamento consentono di raggiungere gli obiettivi di marketing e i nuovi formati e le opzioni di targeting rendono ancor più performanti i promoted pin.
  • Facile: nuovi servizi per analisi e creatività, con partner esterni che contribuiscono a promuovere e ottimizzare il profilo più velocemente.
  • Efficiente: l’investimento sui promoted pin è proporzionale ai risultati che si possono ottenere, massimizzando così il rischio dell’investimento stesso.

Come altre piattaforme di social advertsing, Twitter o Facebook in primis, i promoted pin vengono creati in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere, motivo per cui è stato necessario creare nuovi formati e modelli che fossero più performanti da questo punto di vista:

  • Brand Awarness: i nuovi cinematic pin (di cui illustreremo il funzionamento a breve) e i promoted pin tradizionale possono contribuire a questo scopo, utilizzando il CPM come modello di pagamento. Inoltre saranno introdotte nuove possibilità di targeting (finora abbastanza carenti), grazie alle quali si potrà scegliere il target della campagna con promoted pin in base a interessi, personas o fasi della vita.
  • Intenzioni: in questo caso bisogna misurare repin e click, in maniera da capire se l’utente ritiene i contenuti proposti interessanti. Per questa ragione verrà introdotto un nuovo modello di pagamento – Cost Per Intent – destinato proprio a questo obiettivo.
  • Azione: come abbiamo già sottolineato gli utenti Pinterest tendono a eseguire azioni che si traducono in conversioni per i brand. Pinterest, tra le altre cose, viene ampiamente utilizzato da mobile (80% degli utenti), motivo per cui presto si potranno promuovere i rich pin per l’installazione delle app, in maniera da incrementare il numero di installazioni dalla piattaforma. Per promuovere le app si avrà a disposizione il modello di pagamento CPA – Cost per Action – quindi l’inserzionista paga solo in caso di installazione.

promoted pin obiettivi

Cosa sono i cinematic Pin

I cinematic pin sono pin dinamici, una sorta di gif o breve video, che si attiva quando l’utente scorre la pagina e si blocca se lo scorrimento viene interrotto. L’effetto è abbastanza sorprendente e di sicuro attira l’attenzione dell’occhio, anche se distratto da altre immagini. Il video descrive perfettamente i cinematic pin.

Per il momento anch’essi sono in fase di sperimentazione e pochi e selezionati brand hanno cominciato a utilizzarli: Gap Inc. (Gap, Old Navy e Banana Republic), L’Oreal USA (L’Oreal Paris, Maybelline e Garnier), Nestlé (Outshine, Buitoni, Dreyer’s), STX Entertainment’s new movie The Gift , Target, Unilever (Suave), Visa Checkout, Walgreens e Wendy’s. Poi verranno aperti a tutti gli investitori.

E prima o poi riusciremo a vederli anche nelle nostre bacheche italiane.

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Personalizzare gli annunci Google AdWords

Come fornire le giuste informazioni negli annunci Google AdWords

venerdì, 22 maggio, 2015

Sempre più utenti cercano online per trovare qualcosa nelle vicinanze. La ricerca su Google con parola chiave composta da vicino a me è, secondo le stime di Google, raddoppiata rispetto allo scorso anno. L’80% di queste ricerche giunge da mobile, dimostrando come gli utenti abbiano accresciuto le loro aspettative di immediatezza e pertinenza.

Nella creazione di campagne pubblicitarie online, l’inserzionista deve tener conto di queste esigenze cercando quindi di costruire annunci che diano le informazioni adeguate. Per farlo, può sfruttare le estensioni disponibili su Google AdWords. Oltre all’estensione di località che consente di indicare il luogo dove si trova ciò che si sta promuovendo, ne esistono altre che consentono di rendere gli annunci più coinvolgenti.

Gli annunci nella rete di ricerca possono attivare fino a quattro estensioni contemporaneamente. Quelle più indicate per promuovere un’attività sono:

  • i sitelink
  • le callout
  • le recensioni

Le estensioni specifiche che vengono visualizzate in ogni asta si basano su prestazioni precedenti, sul contesto in cui si trova l’utente e sullo spazio disponibile sulla pagina. In base a diversi fattori, sarà AdWords a decidere la migliore combinazione di queste opzioni per massimizzarne il valore.

Vuoi usare le estensioni nei tuoi annunci Google AdWords? Contattaci e affidati al nostro team

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content marketing campagne

I 7 passi del content marketing di successo – Infografica

giovedì, 21 maggio, 2015

È assodato da almeno 2 anni che i contenuti per il marketing online siano un elemento fondamentale per riuscire a competere su un mercato che richiede una sempre maggiore capacità di aggiornamento, velocità e attenzione. Questa è però la teoria, Hubspot ha infatti eseguito una ricerca su più di 700 marketer in Europa, andando a indagare qual è il loro approccio al content marketing. Da questo studio (che si può scaricare qui) è nata un’infografica riassuntiva.

Il primo elemento che salta all’occhio e che bisogna tenere sempre in considerazione è che la comunicazione del brand deve andare incontro a quelle che sono le aspettative/esigenze dei consumatori. I contenuti promozionali o autoreferenziali hanno ben poco successo, perché non incontrano l’interesse del pubblico. Ovviamente non è possibile solo informare, se si parla di content marketing è perché i contenuti devono contribuire a una conversione. Occorre, perciò, trovare il giusto equilibrio tra le due esigenze: quella di vendere del brand e quella di informarsi dei consumatori.

Senza andare a eviscerare i 7 passaggi necessari per costruire una strategia di content marketing di successo, già perfettamente illustrati dall’infografica che segue, vediamo, attraverso i dati, perché è importante approcciare questa tipologia di web marketing.

Il content marketing è ormai iper-competitivo

Le aziende stanno aumentando gli investimenti:

  • Il 71% delle imprese sta creando più contenuti nel 2015 rispetto al 2014
  • È aumentata la fiducia nel content marketing, solo il 3% degli intervistati non vede opportunità nella distribuzione dei contenuti
  • Più di un quarto delle aziende ha ingrandito l’organico interno per la produzione di contenuti e il 28% ha investito in un’agenzia specializzata in content marketing.

La gestione del content marketing rimane difficile

Le maggiori difficoltà in una strategia di content marketing sono la produzione di contenuti di qualità e la misurazione del ROI da essi derivato:

  • La maggior parte delle imprese afferma di poter migliorare la strategia di content marketing adottata, il 68% la ritiene infatti di base o insignificante.
  • La gestione della creazione dei contenuti, le maggiori difficoltà sono nella qualità del contenuto (55%) e nella frequenza di pubblicazione (58%).
  • La misurazione del ROI e l’efficacia dei contenuti sono una sfida per oltre la metà (51%) delle imprese.

Strategia e Pianificazione sono efficaci per il successo del content marketing

Le seguenti tattiche di content marketing vengono ritenute più efficaci:

  • Creazione di una strategia e di un piano per la creazione e distribuzione dei contenuti (79%)
  • Creazione del customer journey/content map (63%)
  • Definizione di un calendario editoriale (62%)
  • Creazione personaggio dei clienti (57%)

La SEO è fondamentale per la distribuzione dei contenuti con ricerca organica

I marketer intervistati puntano più sulla SEO che sui social media per la distribuzione dei contenuti:

  • Google traffico organico (62%)
  • Facebook (46%)
  • LinkedIn (43%)
  • Twitter (47%)
  • Google (15%)

Le campagne social vengono utilizzate troppo poco

Nonostante sulla ricerca organica ci sia una grossa concorrenza non vengono utilizzate campagne a pagamento sui social network o su Google:

  • il 50% non si utilizza gli annunci Twitter
  • Il 48% non utilizza annunci LinkedIn
  • Il 38% non utilizza Facebook Ads
  • Il 49% non utilizza Google Remarketing

Fra chi utilizza le campagne a pagamento, la piattaforma preferita è Google AdWords con il 53% delle preferenze.

Il  ROI resta difficile da dimostrare

I marketer hanno ancora grosse difficoltà a misurare il ROI delle campagne, sono il 39% ha affermato di riuscire a calcolare il ROI derivato dalla distribuzione dei contenuti.

Clicca sull’immagine per vedere l’infografica

Content-Marketing-successsurvey

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Novità campagne Twitter

Pubblicità Twitter: campagne per obiettivi, report e prezzi

giovedì, 21 maggio, 2015

Twitter ha annunciato di aver reso disponibile a livello globale la possibilità di impostare le campagne pubblicitarie sulla base degli obiettivi, dei rapporti e dei prezzi. Twitter punta a dare all’inserzionista uno strumento in più per ottimizzare le campagne e far sì che il pagamento avvenga solo per le azioni allineate con i suoi obiettivi di marketing.

Durante la creazione di una nuova campagna è possibile scegliere uno degli obiettivi indicati da Twitter, tra cui i click o le conversioni su un sito web, l’installazione di un’applicazione o l’aumento dei follower.

Per ogni obiettivo, la piattaforma di Twitter indicherà il migliore formato di annunci da utilizzare, grazie anche allo strumento per la creazione degli annunci semplificato. Le campagne basate sugli obiettivi sono indicate per aumentare il ROI sugli annunci in quanto l’inserzionista paga solo quanto un utente compie un’azione in linea con l’obiettivo della sua campagna. Ad esempio, se l’obiettivo è l’installazione di un’applicazione, l’inserzionista pagherà solo quando l’utente l’avrà installata (CPAC, ossia cost-per-app-click).

Una volta che le campagne sono in esecuzione è possibile visualizzare in tempo reale i risultati per valutare le prestazioni e ottimizzare. I rapporti mostrano le metriche che sono più rilevanti per gli obiettivi.

Tutti i dati relativi alla campagna possono essere scaricati in un file in formato CSV.

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gestione social network

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Promuovere canali social sulla pagina Facebook

Promuovere su Facebook altri profili social in 6 step

mercoledì, 20 maggio, 2015

Se un brand è attivo su diverse piattaforme social può essere utile promuovere i vari profili sulla propria pagina Facebook e far sapere ai fan in quali altri canali si è presenti. Ecco 6 suggerimenti per farlo al meglio secondo Socialmediaexaminer.com.

#1 Link social nelle informazioni

Nella sezione dedicata alle informazioni sulla pagina possiamo sfruttare alcuni campi di testo per indicare i link dei vari profili social ufficiali del nostro brand.
Se inseriamo dei link nella ‘descrizione breve’ questi saranno ben visibili e cliccabili direttamente nella pagina.

#2 Descrizione dell’immagine di copertina

Inseriamo i link ai vari profili social nella descrizione dell’immagine di copertina, un campo molto sottovalutato per inserire testi e link da promuovere che viene visualizzato ogni volta che un fan clicca sull’immagine per ingrandirla.

link-social-descrizione-immagine-copertina

#3 Tab personalizzate

Inseriamo apposite tab dedicate ad altri canali social come Pinterest, Twitter e Instagram. Esistono diverse app sviluppate per supportare su Facebook l’integrazione con altri canali social, tra queste Pagemodo e ShortStack.

#4 Album di immagini

Creiamo un album che raccolga le icone dei social sui quali siamo presenti e abbiniamo ad ogni immagine una descrizione con testo e link che rimandi ai nostri profili. Un altro modo originale per condividere con i fan i vari canali in cui possono trovarci.

album-icone-social

#5 Condivisioni incrociate

Condividiamo sulla nostra pagina i contenuti condivisi su altri profili social, facendo però sempre attenzione a non esagerare: condividere il tweet di un pin del contenuto del blog può essere, ad esempio, un meccanismo troppo articolato che non porterà traffico al blog se non attraverso una serie di click che difficilmente l’utente farà. Ricordiamoci sempre dell’obiettivo principale: dare visibilità al contenuto principale.

#6 Automatizzare

Automatizzare qualche processo di condivisione può essere utile. Possiamo, ad esempio, integrare Facebook e Twitter per fare in modo che i post della pagina vengano automaticamente twittati (i social stessi hanno una sezione dedicata all’integrazione tra piattaforme) e distribuiti ad un’altra fetta di utenza.
Esistono molte piattaforme che gestiscono l’integrazione automatica tra social, tra queste Buffer, Hootsuitee, IFTTT e Sprout Social.

Promuovere un’azienda con una pagina Facebook 

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visual

L’indiscutibile potere del Visual Marketing nell’era del mobile

mercoledì, 20 maggio, 2015

Rispetto a qualche anno fa, oggi chi si occupa di marketing online ha a disposizione numerosi mezzi e strumenti per rendere le pagine del sito web, del blog e/o dei social davvero accattivanti, utilizzando immagini, fotografie, infografiche e video sempre più interattivi, originali e unici. Complice anche il mobile, il c.d. Visual Marketing è ormai entrato a pieno nella to do list di Agenzie e team interni alle Aziende che guardano oltre la “semplice” acquisizione clienti ma puntano, anche, alla fidelizzazione e ad aumentare la brand awareness.
Oggi vi presentiamo uno Studio (che è possibile richiedere gratuitamente a questa pagina web) e relativa infografica, realizzati da DIGIDAY e CHUTE dedicati, appunto, al Visual Marketing: State of the Industry Visual Marketing: scale to win.

infografica visual marketing

Domande

Lo Studio ha indagato le considerazioni di ben 204 marketers tra Aziende e Agenzie in merito al Visual Content, ponendo domande quali, per esempio:

  • quanto ritenete sia più efficace il visual content rispetto al contenuto testuale?
  • quale budget pensate di allocare per la produzione di contenuto visuale nei prossimi anni?
  • In quale canale utilizzate maggiormente contenuti di tipo visuale quali fotografiche contenuti in archivi pubblici, fotografie professionali, visual content user-generated, illustrazioni originali e video?
  • quale tipologia di visual content performare meglio nel mobile?
  • quanto impegno vi richiede dedicare tempo alla cura del visual content?
  • quali sono le maggiori sfide nella creazione di contenuto visuale?
  • quale tipologia di dati e informazioni utilizzate nei contenuti visuali?

Risposte

E qui vediamo alcune delle risposte fornite che la dicono lunga sul futuro del visual content.

  • oltre il 20% ritiene che il visual content sia tre volte più efficace del contenuto testuale (il 9% 10 volte);
  • nel 2016 il budget allocato alla produzione di questi contenuti arriverà al 33% del budget totale annuale;
  • nei propri siti web il 78% preferisce utilizzare grafica originale;
  • il 77% utilizza, nei contenuti visuali, informazioni di tipo demografico quali età, sesso, stato socio-economico ecc.

Altri articoli dedicati al “visual content”

Di seguito una selezione di articoli dedicati a tool e informazioni utili  sul visual content.

Marketing.PMIServizi.it

banner marketing.pmiservizi.it

Indicizzazione tweet

Google indicizza i tweet nelle ricerche da mobile

mercoledì, 20 maggio, 2015

Google ha annunciato di aver introdotto l’indicizzazione dei tweet nei risultati di ricerca da dispositivi mobile. Così ora quando si effettua una ricerca dall’applicazione Google o da un qualsiasi altro browser presente su smartphone o tablet è possibile trovare contenuti in tempo reale da Twitter tra i risultati di ricerca.

Al momento disponibile per Google.com e su dispositivi Android e iOS, la novità di Google riporta i tweet indicizzati in tempo reale sulla destra dei risultati di ricerca, anche se tempi e modalità di visualizzazione potrebbero variare a seconda del Paese da cui si effettua la ricerca.

I tweet compariranno nella maggior parte dei casi correlati a ricerche effettuate su argomenti che stanno avendo popolarità in quel determinato momento (fatti di cronaca, eventi sportivi, ecc.). Toccando un tweet nei risultati di ricerca si aprirà automaticamente l’applicazione mobile di Twitter (in caso fosse già installata) o la versione web di Twitter.

indicizzazione-tweet

La novità di Google potrebbe avere il duplica vantaggio per Twitter di guidare gli utenti a effettuare un’iscrizione o a interagire con la piattaforma con maggiore frequenza.

Google afferma che presto la novità interesserà anche la ricerca da desktop e più lingue.

Strategie di mobile marketing. Contattaci ora e richiedi un preventivo subito

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9 Consigli per il web marketing

Web Marketing, 9 suggerimenti per aumentare la produttività

martedì, 19 maggio, 2015

Il tempo a disposizione non è mai abbastanza per gestire al meglio i propri progetti online: ecco 9 suggerimenti per ottimizzare al massimo tempo e risorse secondo un articolo pubblicato su RazorSocial.com.

Usare un calendario editoriale

Organizzare i contenuti del proprio blog grazie ad una attenta programmazione è fondamentale per guadagnare tempo e focalizzarsi sulle tematiche più attuali. Ogni giorno il calendario editoriale proporrà una serie di task da concludere: cosa pubblicare, gli articoli da preparare in bozza e quelli da revisionare.

Utilizzare i canali social che convertono

Dedicare tempo alla promozione attraverso i canali social ha senso solo se questi canali portano effettivamente visibilità al nostro business online, ma come capire quali sono effettivamente i social network sui quali vale la pena investire tempo? Un modo per valutare quali canali portano effettivamente più conversioni (e quindi meritano la nostra completa attenzione) è quello di analizzare i dati del traffico web individuando le visite che provengono dai social network.
Può essere molto utile, ad esempio, impostare degli obiettivi che in Google Analytics permettano l’analisi delle conversioni generate dai vari profili social per decidere su quali puntare davvero.

Analizzare le conversioni dai social network

Puntare sui contenuti giusti

Produrre contenuti che non portano risultati è solo una perdita di tempo, ecco come puntare su contenuti che funzionano davvero:

  • Facciamo attenzione all’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca: i post che rispondono alle esigenze degli utenti e si posizionano tra i primi risultati di ricerca porteranno al nostro sito molto più traffico;
  • Osserviamo i nostri competitor e prendiamo spunto dalle tematiche che generano loro più traffico e condivisioni;
  • Creiamo contenuti che generino condivisioni puntando quindi sul tipo di contenuto giusto: le infografiche ottengono, ad esempio, molte condivisioni, like e commenti.

Automatizzare alcune attività

Avvalersi di tool che automatizzino alcune attività del nostro lavoro non è sempre una cosa negativa. Certamente non è questo il modo di creare delle relazioni con gli utenti ma può tornare utile per altri aspetti: usiamo ad esempio i tool per la condivisione di contenuti in orari in cui il nostro target di riferimento è attivo online e in cui noi non  abbiamo la possibilità di dedicarci al nostro progetto oppure sfruttiamoli per condividere vecchi post che possono tornare periodicamente utili ai nostri follower.

Niente distrazioni

Mentre si lavora sui social è facile distrarsi, video e post interessanti possono catturare la nostra attenzione e farci perdere di vista i nostri obiettivi. Come evitarlo? Innanzitutto può essere utile usare una finestra del browser dedicata solo al nostro business dove controllare e gestire i relativi profili social. Altro suggerimento è quello di impostare un tempo preciso da dedicare alle nostre attività senza farsi distrarre da altro, ad esempio 30 minuti.

Analizzare i dati

Per ottimizzare tempo e risorse è fondamentale analizzare i dati attraverso strumenti di web analisi. Solo attraverso questi strumenti è possibile capire cosa sta funzionando e cosa invece ci sta solo facendo perdere tempo.

Sfruttare vecchi contenuti

Ci sono contenuti che possono risultare utili o interessanti esattamente come lo erano al momento della pubblicazione, anche se sono passati mesi. Perché non sfruttarli? Come già detto esistono degli strumenti che li condividono in maniera automatica per cui non è necessario investire tempo, selezioniamo però con attenzione i contenuti da ricondividere.

Individuare le tematiche giuste

Cercare idee e ispirazione leggendo contenuti online può portare via molto tempo, soprattutto se non si individuano velocemente le risorse giuste. Esistono diversi strumenti che permettono di individuare contenuti in base alle tematiche ed essere sempre aggiornati dalle community di riferimento, come ad esempio Triberr, Swayy e Scoopit.

Controllare le performance

È fondamentale controllare che i nostri sforzi producano risultati più o meno regolari, in caso contrario è importante capire cosa c’è che non va. Per analizzare le performance possiamo:

  • Utilizzare strumenti come Google Analytics per analizzare le performance confrontandole mese per mese;
  • Individuare i post che hanno generato più traffico;
  • Analizzare ogni canale social per capire se fan e follower crescono o diminuiscono.

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smartphone e applicazioni mobile

Ecco come gli utenti interagiscono con le applicazioni mobile

martedì, 19 maggio, 2015

Conoscere il target di riferimento, capire come si muove all’interno del nostro sito web, intercettare bisogni ed esigenze, monitorare gli umori, sono tutte attività basilari per lo sviluppo del proprio business. Questo è vero non solo per il sito web ma anche per le applicazioni mobile, considerando, inoltre, che queste, le applicazioni mobile, sono orami annoverate tra gli “oggetti” più desiderati in assoluto.

Il report di App Annie (Insights Into App Engagement – Q1 2015) che è possibile richiedere gratuitamente a questa pagina web, indaga il comportamento degli utenti su applicazioni mobile iOS e Android e le top categorie in 5 diversi mercati, ponendoli a confronto: Stati Uniti, UK, Germania, Giappone e Sud Corea.

  • Come interagiscono gli utenti con la mia applicazione?
  • Quali sono le top App categories per sessioni e quali quelle per tempo di utilizzo?

Sono solo alcune delle domande alle quali il report trova risposta.
Al primo posto delle categorie di app per maggior numero di sessioni troviamo sempre Social (Stati Uniti) e Communication (per tutti gli altri mercati)

applicazioni mobile categorie

Categorie di app che occupano i primi posti anche se andiamo a guardare il tempo impiegato nell’utilizzo, seppur con alcune differenze tra paesi.
Ai primi posi delle app dedicate alla comunicazione troviamo Facebook e WhatsApp, per il Giappone Line e Talk per il Sud Corea Kakao.

Una delle differenze più marcate tra Asia, Europa e Stati Uniti è rappresentata dal mobile gaming, in questo caso il Giappone stra-vince, quadruplicando il tempo impiegato (Android smartphone users).

Tiriamo le somme

Se ci seguite sapete già quanto siamo appassionati di applicazioni mobile (tutte le news sulle app) e mobile marketing (tutte le news sul mobile marketing). Al di là dei numeri e delle statistiche, le aziende devono comprendere che non stiamo parlando di futuro, ma di presente. Dire “il mobile marketing è il futuro” significa rischiare di perdere la corsa.
Realizzare un’applicazione mobile, però, non è un gioco da ragazzi, richiede impegno, studio, conoscenza del target, test e dedizione e una volta pubblicata richiede aggiornamento e monitoraggio. Nulla è facile, ma tutto è estremamente interessante :) .


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pinteret web marketing 2015

Il futuro di Pinterest per il marketing: ricerche 2015

martedì, 19 maggio, 2015

Pinterest sembra destinato a diventare, più di quanto sia già ora, una delle piattaforme più interessanti per chi guadagna attraverso la vendita online. Diversi studi e ricerche dimostrano che Pinterest sta crescendo non solo per numero di utenti, ma anche per tipologia di azioni svolte dagli utenti stessi, differenziandosi da altri social. Facebook, pur essendo un valido strumento di marketing, rimane sempre una piattaforma per connettere le persone; Twitter è dedicato alle news; LinkedIn agli scambi professionali mentre Pinterest sembra proprio votato alla vendita di prodotti. Non solo, ovviamente, ma il fatto che la maggioranza dei suoi utenti siano donne del gruppo 30-40 anni con famiglia contribuisce notevolmente a questa sua vocazione (dato che sono anche il gruppo che fa più shopping, online e non).

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Pinterest aiuta a vendere

Will Pinterest Reach Its Potential in 2015? è il report di eMarketer nel quale si rileva che gli utenti US di Pinterest arriveranno a 47.1 milioni nel 2015 (+11.4% rispetto al 2014)  e fino a 59.3 milioni nel 2019. Il report sul Q4 2014 di Shareaholic mostra Pinterest come secondo social referral (5.06%), dopo Facebook (24.635). Rispetto a quest’ultimo i numeri sono ovviamente esigui, mentre po’ sorprendente il confronto con altre piattaforme più longeve e sicuramente famose, come Twitter (0.88%) e Google+ (0.04%).

Pinterest viene definito da Nate Elliot (analista di Forrester) un vero e proprio dilemma. Da una parte sembra uno strumento di marketing incredibile: porta grosse quantità di traffico, trattiene gli utenti sulla piattaforma, potenzialmente consente una profilazione su gusti e preferenze ancor più accurata di Facebook. Dall’altra sembra che alcuni progetti su Pinterest proprio non riescano a prendere piede, caso esemplare è quella della Coca-Cola che ha solo 5477 follower e una media di repin davvero esigua. Inoltre la mancanza di una profilazione accurata per Promoted Pin sembra non soddisfare gli inserzionisti. Insomma Pinterest ha le carte in regola, ma ancora deve decollare,almeno dal punto di vista degli strumenti messi a disposizione per il marketing, cercando anche di attirare un pubblico più ampio e variegato.

I marchi, intanto, se vogliono davvero poter contare sulle potenzialità di Pinterest devono capire che devono investire in immagini di valore, fotografie professionali e costruzione di scenari accattivanti per proporre i prodotti che vendono. In poche parole, impossibile pensare di avere successo con l’immagine di una maglietta buttata su uno sfondo bianco. Ci vuole attenzione ai particolari e a questo proposito 5 stili di immagini che hanno successo su Pinterest.

Pinterest è cresciuto nel 2014

Un report di Global Web Index ha rilevato che il numero di utenti Pinterest è più che raddoppiato nella seconda metà del 2014, gli utenti attivi sono aumentati del 111% e i membri sono aumentate del 57%. Secondo il rapporto di Global web Index relativo al 2014 Pinterest è stato il social con il più alto tasso di crescita, superando Tumblr, Instagram e LinkedIn.

…e continuerà a crescere

Secondo le previsioni di eMarketer nei prossimi anni Pinterest registrerà una crescita costante, raggiungendo un pubblico complessivo di 60 milioni di utenti nel 2019. Senza contare che Pinterest deve ancora ampliare la sua demografia. A novembre 2014, secondo un’intervista rilasciata da Michael Lopp, gli utenti di sesso maschile che si sono iscritti a Pinterest sono raddoppiati nel 2014 e in India e Cina siamo vicini alla parità tra i due sessi. Insomma gli strumenti di Pinterest per il marketing aziendale devono ancora essere sviluppati del tutto, mentre Facebook offre già un panorama quasi infinito di possibilità, una quantità di utenti incredibili e delle dinamiche di utilizzo consolidate. Pinterest ha ancora dei grossi margini di cambiamento, sicuramente da osservare nei prossimi anni.

Pinterest può far crescere le vendite

La pubblicità su Pinterest non è consolidata, ancora sono pochi quelli che hanno accesso ai promoted pin (anche negli USA, in Italia attiva la possibilità di inserirsi nella waitlist). Sempre Nate Elliot di Forrester sostiene che nel 2016 Pinterest potrebbe superare Facebook e Twitter come piattaforma pubblicitaria. Il motivo è sempre nel tipo di dati raccolti. Facebook ragiona per affinità (a tizio piace X quindi potrebbe piacergli anche Y), Pinterest può ragionare per certezze. I pinner sono abituati a inserire nelle proprie bacheche solo ciò che è di loro gusto. Si parla quindi di una differenza fondamentale tra data affinity e data intent, cosa su cui gioca persino Google per le ricerche online. D’altronde lo scopo di Pinterest, si dalla sua nascita, è proprio quello di raccogliere interessi (Pin + Interest) e tutto questo immenso database di interessi espressi dagli utenti potrebbero essere il patrimonio che renderà Pinterest uno dei canali social più utilizzati per ottenere conversioni reali e non solo per fare branding o aumentare la popolarità dei marchi.

Fonte: SocialMediaExaminer

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