Introdotti in Google AdWords nuovi report

Google AdWords, nuove colonne su interazione annunci

giovedì, 3 settembre, 2015

Su Google AdWords sono ora disponibili tre nuove colonne che riportano alcune delle più interessanti interazioni tra gli utenti e gli annunci. I nuovi report sono utili per gli inserzionisti che hanno la necessità di realizzare campagne per più canali, come video, shopping o rete Display.

Le nuove colonne introdotte in AdWords consentono quindi all’inserzionista di analizzare rapidamente alcune interazione tra utenti e annunci che si verificano su tutti i tipi di campagne. Le nuove colonne sono le seguenti:

  • interazioni, che identifica l’azione principale che l’utente compie una volta visualizzato l’annuncio, come ad esempio il clic su un annuncio di testo o la visualizzazione di un annuncio video
  • tasso di interazione, utilizzato per misurare la frequenza con cui le persone interagiscono con l’annuncio dopo che lo hanno visualizzato
  • costo medio è l’importo medio che l’inserzionista ha sostenuto, ad esempio il clic diviso per il costo o le visualizzazioni divise per il costo totale.

Durante la visualizzazione di report relativi a diversi tipi di campagne, le nuove colonne consentono di effettuare un’analisi più uniforme e rapida. Ad esempio, per una campagna impostata per la rete di ricerca, il principale parametro che si desidera visualizzare potrebbe essere il clic, mentre per una campagna video la visualizzazione.

Inoltre, tutti i dati sono ora suddivisi per tipologia di campagna, anziché per la rete utilizzata.

Devi realizzare una campagna Google AdWords? Contattaci ora

Tag: , |
punteggio qualità twitter ads

3 consigli per migliorare il punteggio di qualità dei Twitter Ads

giovedì, 3 settembre, 2015

La maggior parte delle piattaforme pubblicitarie online (vedi AdWords e Facebook in primis) utilizzano un valore, detto punteggio di qualità, per fornire all’inserzionista una valutazione sulla qualità dell’annuncio e quindi sulle probabilità che lo stesso possa portare risultati soddisfacenti. Un punteggio di qualità basso suggerisce perciò la necessità di modifiche alla campagna (annuncio, target, budget), al contrario un punteggio alto ci dice che siamo sulla buona strada. Non è tutto così rigido ovviamente, ma in generale i calcoli algoritmici effettuati dalle varie piattaforme vanno tenuti in considerazione.

Anche nella gestione delle campagne Twitter Ads dobbiamo tenere in considerazione il punteggio di qualità, il problema è che attualmente tale dato viene nascosto agli inserzionisti, siamo a conoscenza della sua esistenza solo grazie a una sezione dell’area di Aiuto di Twitter, dove viene esplicitamente menzionato.

pubblicità twitter in italia

Al fine di determinare quali annunci visualizzare su Twitter, prendiamo in considerazione sia l’offerta sia il punteggio di qualità del tuo annuncio. Un punteggio di qualità è generalmente costituito da tre grandi elementi, le tre R:

  • Resonance: gli utenti interagiscono con il tuo tweet? Spesso fanno retweet, inseriscono tra i preferiti o rispondono?
  • Pertinenza: l’annuncio è coerente con gli interessi degli utenti?
  • Recency: il tweet è recente? Twitter è una piattaforma in real time, perciò i tweet più recenti hanno priorità.

Come su Google AdWords aumentando il punteggio di qualità dei Twitter Ads si spende meno per i click, il quality score si riflette direttamente sul tasso di interazione, metrica che si può analizzare dalla piattaforma pubblicitaria. Si ha circa il 5% in meno del cost per interazione (cost per engagement) per ogni punto in più nel tasso di interazione. Ad esempio con una percentuale del 60% del tasso di interazione, il cost per interazione diventa di 1 centesimo; al contrario se il tasso di interazione è del 7% il cost per interazione arriva a 8 centesimi.

Ora dobbiamo capire come migliorare il punteggio di qualità e riuscire a spendere meno per le campagne su Twitter.

#1 – Tweet freschi di giornata

Per Twitter è importante mantenere la connotazione di piattaforma che si occupa di fatti in real time, per cui tende a preferire tweet recenti, come abbiamo visto la recency influisce sul punteggio di qualità, perciò bisogna fare in modo di rinnovare costantemente i tweet che vengono proposti come ads. Per farlo è sufficiente creare molte varianti di uno stesso annuncio. Grazie a questo escamotage si riuscirà a mantenere alta anche la percentuale di impression e quindi le possibilità di interazione.

#2 – Riciclo di tweet

Anziché arrivare a spendere cifre piuttosto alte prima di trovare un tweet che soddisfi i requisiti richiesti da Twitter si possono individuare quelli che già naturalmente stanno riscuotendo un buon successo e utilizzarli per creare una campagna. Ovviamente non bisogna prendere tutti i tweet di successo e promuoverli, bisogna selezionarne una minima percentuale tra quelli che hanno ottenuto i risultati migliori.

#3 – Selezionare attentamente il pubblico

Raggiungere un pubblico ampio richiede molto più impegno di un pubblico limitato. Twitter offre ampie possibilità di targeting e vanno sfruttate per definire il pubblico delle campagne e indirizzare quindi gli annunci a un numero ristretto di persone ma potenzialmente molto interessate. Solo in questo modo aumenteranno le probabilità di ottenere interazioni (resonance) e quindi un miglior punteggio di qualità.

Fonte: SocialMediaExaminer

Tag: |
usabilità siti mobile

App interstitial ads, dal 1° novembre a rischio i posizionamenti

mercoledì, 2 settembre, 2015

Google ha ufficialmente annunciato sul suo blog che dal primo novembre quei siti che da mobile utilizzano app interstitial ads che coprono gran parte del contenuto della pagina web, saranno considerati non mobile friendly e, aggiunge, will not rank as well as mobile-friendly Web pages.

Quali sono gli annunci app interstitial “bannati” da Google?

Vi è mai capitato di effettuare una ricerca su Google utilizzando il vostro device mobile, cliccare sul risultato e trovarvi davanti a una pagina web che mostra un gigantesco annuncio per scaricare l’app del sito? Ecco, questa è la tipologia di ads di cui parla Google. Attenzione quindi, Google non sta dicendo che questi annunci comprometteranno il posizionamento delle pagine web, sta dicendo che questi annunci – utilizzati in questo modo – comprometteranno il posizionamento.

Questo è l’esempio che mostra Google:

annuncio che copre contenuto

Come si vede sopra, questo annuncio è piuttosto grande e copre il contenuto.

annuncio normale

Questo annuncio ha dimensioni normali e infatti non copre l’intera pagina.

Perché?

Anche questa decisione deriva dalla necessità di migliorare l’esperienza utente. Abbiamo già visto in passato e lo vedremo sempre più spesso in futuro che la user experience è uno dei fattori più importanti in grado di condizionare fortemente non solo “l’opinione” che Google ha di un sito web ma soprattutto quella che hanno gli utenti.
Google ha tutto l’interesse a offrire ai suoi utenti risultati di qualità, dovremmo guardare ai nostri siti web come ai fornitori di Google, se un fornitore non offre “prodotti” soddisfacenti per i clienti del “rivenditore”, quest’ultimo non avrà alcun interesse a mantenere con esso rapporti commerciali.

Cosa fare

Per migliorare l’esperienza utente su un sito web (e non solo da mobile) è ovviamente necessaria un’analisi dello stesso e del percorso interno al sito che l’utente compie al fine di rintracciare gli ostacoli ed eliminarli. Ci sono strumenti di analisi come l’eye tracking (del quale abbiamo parlato al Convengo GT del 2014) che possono fare davvero la differenza e, insieme alle azioni sopra descritte, aiutarci a disegnare un’esperienza di navigazione che può rasentare la perfezione.

home marketing.pmiservizi.it

Approfondimenti dedicati all’usabilità

Tag: |
Annunci per Gmail da AdWords

Annunci Gmail ora disponibili per tutti direttamente in AdWords

mercoledì, 2 settembre, 2015

A partire da ora tutti gli inserzionisti hanno la possibilità di creare annunci per Gmail direttamente dalla piattaforma Google AdWords. Google aveva già testato degli annunci da visualizzare su Gmail, per trovare e scegliere il formato che l’utente ritenesse più coinvolgente. La novità consiste quindi nella creazione di un annuncio con un formato pensato esclusivamente per essere visualizzato su Gmail.

Gli inserzionisti possono quindi gestire gli annunci Gmail direttamente da AdWords attraverso la creazione di una campagna destinata alla Rete Display e la scelta di un formato di annunci per Gmail dalla Galleria di annunci.

Gli annunci possono essere visualizzati in due modi:

  • annuncio compresso che gli utenti vedono inizialmente e che corrisponde nella grafica alla casella di posta di Gmail. Gli utenti possono fare clic per espanderlo;
  • annuncio esteso che viene attivato da un clic su un annuncio compresso. L’annuncio in questo caso ricrea la ricchezza informativa e visiva di una pagina di destinazione.

Per questi annunci, l’inserzionista paga solo per i clic effettuati dagli utenti sugli annunci compressi.

È possibile scegliere tra diversi livelli di personalizzazione dell’annuncio esteso. L’annuncio esteso può contenere una sola immagine, evidenziare una promozione abbinata a un’immagine con una descrizione e un pulsante per la call-to-action. Il formato HTML personalizzato garantisce una maggiore flessibilità grazie alla possibilità di inserire video, numeri di telefono, link e call-to-action.

Gli annunci per Gmail non sono compatibili con alcuni metodi di targeting, ossia:

  • targeting per segmenti di pubblico in-market
  • elenchi per il remarketing
  • posizionamenti diversi dalla casella di posta in arrivo di Gmail (ossia mail.google.com)

Crea con noi la tua campagna Google AdWords. Contattaci ora e richiedi un preventivo gratuito

Tag: , |
Conoscere i formati immaggine

JPEG, GIF e PNG: le differenze in un’infografica

mercoledì, 2 settembre, 2015

Chi si occupa di grafica web conosce bene i diversi formati immagine e le principali caratteristiche che li contraddistinguono ma può capitare di dover preparare delle immagini ad hoc per un progetto online anche a chi si occupa di web marketing o a chi gestisce un blog e non ha conoscenze di grafica.
In questi casi può tornare molto utile capire cosa cambia tra un formato immagine e l’altro: un’infografica, realizzata da Whoishostingthis.com, illustra nel dettaglio le differenze tra i formati immagine più comuni.

JPEG, GIF e PNG: i formati immagine più diffusi

Cosa cambia tra dei file immagine con estensione .jpg, .gif e .png? Quando usarli?

Il formato JPEG (che può avere un’estensione .jpg o .jpeg) nasce nel 1986 ed è l’acronimo di Joint Photographic Experts Group.
Si tratta di un formato standard adatto alla maggior parte delle piattaforme e dei programmi, può mostrare milioni di colori e permette di comprimere le immagini ottenendo dei file molto leggeri perfetti per il web poiché riducono sensibilmente il tempo di caricamento delle immagini.
Questo formato è perfetto per fotografie e immagini ricche di toni di colore, sfumature, luci e ombre.

Il formato GIF (acronimo di Graphics Interchange Format) è stato creato nel 1987. Le immagini con estensione .gif sono molto leggere e sono ideali per creare semplici animazioni, hanno una palette di colori limitata a 256 e permettono di utilizzare anche l’effetto della trasparenza. L’uso del formato GIF è quindi consigliato per grafica web con pochi colori, piccole icone, immagini semplici e animazioni.

Il PNG (Portable Network Graphics) arriva in un secondo momento rispetto ai formati appena descritti come alternativa al GIF e riporta i vantaggi sia dei file .gif che di quelli .jpg.
Esistono due standard di questo formato: il PNG-8 e il PNG-24. Il primo somiglia molto al formato GIF ma permette di ottenere file ancora più leggeri, il secondo è invece simile al formato JPEG ma, poiché non c’è compressione e quindi perdita di dati, le immagini hanno un peso maggiore di quelle .jpeg.
Grazie all’alpha-channel le immagini salvate in PNG permettono di ottenere dettagliati effetti di trasparenza.
Il formato PNG è perfetto, ad esempio, per loghi con effetti di trasparenza e ombreggiatura e immagini particolarmente complesse e ricche di dettagli.

Conoscere i formati immaggine

marketing pmiservizi

Strumenti Content Marketing

8 strumenti per il content marketing perfetti per chi lavora in team

martedì, 1 settembre, 2015

Utilizzare tool specifici può rendere molto più veloce ed efficiente il lavoro, soprattutto se si lavora in team per cui è importante condividere e sincronizzare i documenti con tutti i collaboratori.
Di seguito una selezione di 8 strumenti realizzata da Socialmediaexaminer.com pensati proprio per ottimizzare la collaborazione online di chi si occupa di content marketing.

#1 – Creare mappe dei contenuti con MindMeister

MindMeister è un valido strumento per creare mappe mentali e condividere quindi schemi visuali che raccolgono idee e concetti complessi. Con questo tool, in versione browser-based e app per mobile, è possibile creare e condividere con il proprio team di lavoro le strategie per la creazione di nuovi contenuti.

MindMeister

#2 – Fare brainstorming con Scribblar

Scribblar è un tool molto utilizzato da studenti e insegnanti per fare brainstorming in tempo reale e può rivelarsi un ottimo strumento anche per chi collabora alla creazione di contenuti web.
Tra le caratteristiche peculiari di questo strumento troviamo la possibilità di creare diverse “stanze” di discussione e quella di interagire con gli altri utenti attraverso una chat o il caricamento di file audio.

Scribblar

#3 – Organizzare dati con Cyfe

Cyfe è una piattaforma che permette di collaborare in cloud e gestire numerosi dati. Offre molte funzioni tra le quali quelle di creare to-do list, archiviare risultati di ricerca e fare brand monitoring sui social media.

Cyfe

#4 – Piani editoriali GatherContent

Ottimo per social media manager e gestori di blog questo strumento permette di gestire progetti e creare calendari editoriali nella stessa piattaforma.
Semplice da usare permette di gestire efficacemente gruppi di lavoro su un’unica dashboard e ottimizzare la condivisione di informazioni.

GatherContent

#5 – Gestire progetti con Trello

Trello è il modo migliore per creare e gestire task da assegnare al gruppo di lavoro. Una volta creato un progetto vengono create delle board tematiche nelle quali inserire i task che possono essere assegnati ai vari membri del team. È anche possibile taggare i membri sui task per attirare la loro attenzione su specifici passaggi e allegare file ai vari compiti assegnati.

Trello

#6 – Condividere file e idee con DivvyHQ

Con DivvyHQ è possibile creare delle dashboard con tutto ciò che serve per gestire online un team di lavoro e condividere con il gruppo file media, calendari e idee che possono essere modificati e commentati dai vari membri.

DivvyHQ

#7 – Condividere documenti con Google Drive

In molti già utilizzano questa piattaforma di Google che può rivelarsi molto utile per ottimizzare il lavoro di un team: grazie a Google Drive è possibile organizzare documenti (testi, fogli di calcolo, presentazioni, ecc) in apposite cartelle da condividere con i membri del gruppo.

Google-Drive

#8 – Correggere bozze con Medium

Questo tool permette di condividere con il proprio team di lavoro un progetto ancora in fase di verifica per dare la possibilità ai collaboratori di intervenire e modificare il contenuto condiviso: le modifiche approvate verranno aggiunte al testo.

Medium

Content Marketing per le aziende: contattaci per un preventivo gratuito!
marketing pmi servizi

tool web marketing

6 tipologie di tool utili per le strategie di web marketing

martedì, 1 settembre, 2015

Nella gestione di un sito web sono moltissimi gli strumenti che possono essere utili per velocizzare e facilitare il lavoro. Chi fa SEO è abituato, generalmente, a utilizzare tool che hanno il preciso scopo di focalizzarsi su keyword, tag e specifiche parti e caratteristiche della pagina, ma in realtà esistono anche tool non-SEO che possono essere utilizzati dai SEO in diverse occasioni. Vediamo quali ci suggerisce SearchEngineLand.

marketing.pmiservizi.it

#1 – Controllo grammaticale

Navigando chiunque si sarà imbattuto in un testo che presenta errori grammaticali, rendendosi conto di quanto un uso errato della sintassi possa rovinare anche un contenuto interessante e originale. Quando pubblichiamo qua.lcosa nella Rete dobbiamo fare attenzione che rispetti i canoni minimi di decenza, quelli che ci vengono insegnati sin dalle scuole elementari. Se il correttore integrato in Google o nel vari programmi di scrittura non è sufficiente si può ricorrere a dei tool online. Quello suggerito da SearchEngineLand si chiama InSite e costa 59.95$, il problema è che supporta solo la lingua inglese. Abbiamo fatto una ricerca per trovare tool validi che effettuino il controllo anche nella lingua italiana:

  • Orangoo: è un tool online semplice, ma abbastanza efficace. Basta copiare e incollare il testo nell’apposita casella e cliccare su Spell Check. Si hanno risultati del tutto simili a quelli del correttore ortografico integrato in Word.
  • Respelt: è più complesso e infatti si paga, il prezzo varia in funzione del umero di pagine web da scansionare. Il tool funziona online, quindi non è necessario scaricare nulla sul computer; si attiva automaticamente ogni giorno sul sito indicato controllandone i testi e funziona anche in italiano. Ha anche un servizio gratuito simile a quello di Organgoo, ma non supporta la lingua italiana.
  • LanguageTool: è un software da scaricare open source che consente di controllare i testi a livello grammaticale, anche complesso. Supporta fino a 20 lingue ed è disponibile anche per l’installazione come estensione del browser Firefox.

#2 – Collaborazione

Sappiamo bene che alla realizzazione di un sito web non lavora una sola persona, solitamente c’è un team che deve collaborare e per farlo un tool può essere molto utile. Fra i tanti che esistono, si può fare un pensierino su Attentiv. Esteticamente appare ben fatto e offre molte funzionalità, tutte gratuite fino a 10 utenti:

  • Possibilità di lavorare in maniera asincrona
  • Possibilità di votare decisioni da prendere
  • Possibilità di inserire commenti
  • Possibilità di fare una sorta di brainstorming online

#3 – Editing di immagini

Canva è il tool immancabile nelle liste di tool, perché è veramente comodo, utile e ben fatto. Consente in pochi minuti di modificare foto e immagini, ottenendo risultati più che soddisfacenti. Di seguito un paio di articoli che suggeriscono tool di editing di immagini del tutto simili a Canva:

#4 – Creazione infografiche

Le infografiche, oltre a essere amate in quanto contenuti versatili e spendibili anche a distanza di tempo, servono anche per raccogliere e illustrare dati che non necessariamente devono essere messi online. A volte può essere utile creare un’infografica anche solo per spiegare a un cliente i risultati raggiunti dal sito web. Esistono numerosi tool online per creare gratuitamente e velocemente infografiche. Fra tutti il più noto è Infogr.am. È gratuito il primo mese (poi 15$ al mese) e consente di scegliere più di 30 tipi di grafici, generati da fogli di calcolo (anche importati). L’infografica ottenuta può essere salvata in formato PNG o PDF oppure condivisa sui social network, integrata sul sito web o anche protetta da password.

#5 – Database di contatti

Molto marketing si basa sulle relazioni e costruire un database completo di contatti di persone che possono esserci utili per promuovere un servizio/prodotto richiede anni. Cision Media Database consente di avere una lista di contatti nel mondo dei media, completa di indirizzi email, profili social e argomenti trattati. Il prezzo è di certo alto e non ci è dato saperlo, bisogna compilare un modulo per ricevere informazioni. In realtà in Italia non è utile, dato che il database raccoglie solo contatti americani.

Da una rapida ricerca su Google è possibile individuare un servizio simile in Italia, Database Giornalisti, che promette 40.000 nomi ed email di giornalisti; 60.000 opinion leader; 15.000 professionisti della comunicazione e del marketing.

#6 – Testare i titoli

I titoli sono l’elemento fondamentale per convincere l’utente a leggere il contenuto, motivo per cui è fondamentale imparare (con tanta esperienza e tanti test) come scrivere quelli che colpiscono di più il pubblico. Esistono caratteristiche che deve avere un titolo per essere efficace e poi esistono dei tool che analizzano una serie di titoli e ci suggeriscono il migliore. TitleTester è fra questi e ricorre all’aiuto della propria rete online (gratuitamente) o della rete interna (a pagamento).  Si propongono diverse opzioni, proprio come un sondaggio, e si attende che gli altri votino. Ne esistono molti altri, ma sono in inglese quindi a meno che non scriviate contenuti in questa lingua dovrete affidarvi alla vostra capacità e al vostro intuito.

 

Consigli su come condividere su Pinterest

4 consigli per guidare le vendite online con i Pin su Pinterest

lunedì, 31 agosto, 2015

Su Pinterest ci sono oltre 70 milioni di utenti. Solitamente, quando un utente accede a Pinterest lo fa con l’intento di cercare nuove idee, che sia per una cena, un progetto, un trasloco o qualsiasi altra necessità. Non importa quale sia l’obiettivo, è importante sapere che gli utenti sono alla ricerca di brand che li supportino nella scelta del prodotto da acquistare online.

Se l’obiettivo di un marchio è guidare le vendite online, Pinterest è un ottimo strumento per raggiungerlo. A tal proposito, sul blog del social network sono stati pubblicati quattro suggerimenti su come guidare un acquisto online attraverso la condivisione di un Pin.

1. Rendere un Pin memorabile

Ogni giorno su Pinterest vengono pubblicati un numero consistente di Pin. Gli utenti sono quindi esposti a una miriade di contenuti e, per cercare di emergere, le aziende devono usare le schede di Pinterest con specifici criteri.

Per far sì che un Pin sia memorabile è necessario:

  • utilizzare delle belle immagini
  • aggiungere testo e descrizioni dettagliate
  • impostare i Rich Pin per aggiungere dettagli extra come il prezzo o le informazioni sullo stock del prodotto
  • utilizzare i Pin acquistabili
  • analizzare i competitor

2. Pubblicare Pin regolarmente

È opportuno prevedere una pubblicazione regolare e sistematica dei propri Pin. Non solo, è importante anche analizzare quali sono i momenti migliori per pubblicare. Ad esempio, un buon momento per aggiungere un Pin è a ridosso di specifici eventi, come San Valentino, il rientro a scuola o la festa dei lavoratori.

3. Conoscere il proprio pubblico

Analizzare il pubblico è sempre un ottimo punto di partenza quando si intende fare promozione online. Per farlo, è possibile ad esempio controllare i dati statistici su uno specifico Pin o verificare gli interessi che ha un particolare gruppo di utenti.

4. Creare annunci con i Pin più performanti

Se sono stati già individuati dei Pin più performanti, è utile provare a utilizzare per pubblicare Pin sponsorizzati, in modo da raggiungere una fetta di pubblico ancora più consistente.

Vuoi usare Pinterest per promuovere la tua azienda? Contattaci ora e richiedi subito un preventivo gratuito

Facebook ads news agosto

5 novità portate dall’estate per gli inserzionisti Facebook Ads

lunedì, 31 agosto, 2015

Per usare il web a scopo promozionale non si può stare neanche un giorno senza aggiornarsi. I cambiamenti che vengono ogni giorno proposti e i trend che spesso improvvisamente emergono obbligano i professionisti a informarsi continuamente. Fra le piattaforme più ferventi c’è sicuramente Facebook, dove è facile individuare una novità ogni giorno. Per ciò che riguarda la creazione di annunci pubblicitari vengono introdotte sempre nuovi strumenti che consentono di migliorare le performance delle campagne, per qualsiasi tipo di azienda dalla multinazionale alla PMI. Oggi vediamo gli ultimi 5 che gli inserzionisti possono cominciare a testare.

#1 – Chiama ora per dispositivi mobile

In generale la call to action è indispensabile per ricevere conversioni, da mobile una delle più efficaci è quella che consente all’utente di effettuare la chiamata direttamente. Se parliamo di un sito web è sufficiente creare un link sul numero di telefono, basterà un tap per far partire la telefonata. Su Facebook per gli annunci pubblicitari di attività locali è stato introdotto il pulsante Call Now (Chiama ora in italiano). Grazie al bottone l’utente che vedrà l’annuncio nella bacheca Facebook dal proprio cellulare potrà effettuare direttamente la chiamata, senza compiere nessun’altra azione. Molto simile è anche il pulsante Get Directions (Indicazioni stradali) che consente di avere subito l’itinerario per raggiungere l’attività, a differenza di Call Now questo funziona anche da deskyop, ma in realtà dal punto di vista delle conversioni è senz’altro più utile implementarlo solo per annunci mobile.

Facebook ads call now

#2 – Dynamic Product Ads

Facebook non poteva certo lasciarsi sfuggire l’occasione di entrare anche nel mercato di Google Shopping creando annunci pubblicitari dedicati appositamente alla promozione di cataloghi di prodotti. Ai product ads è stato aggiunta anche la possibilità di impostare annunci dinamici, che cambiano cioè in funzione del target e senza che l’inserzionista debba compiere alcuna azione. L’annuncio cambia in funzione dei parametri di targeting di Facebook o del comportamento del consumatore sul sito web o ancora sulle azioni svolte nell’applicazione. Tutte queste informazioni vengono utilizzate per scegliere il prodotto più appetibile da mostrare all’utente. L’inserzionista dovrà inserire solo le informazioni richieste per compilare i modelli, che dinamicamente mostreranno immagini, nome, descrizione… basandosi sulle keyord che sono state indicate.

facebook ads dynamic product

#3 – Carousel Ads per mobile

I carousel ads esistono già da diverso tempo, ma solo da pochi mesi è possibile creare annunci di questo genere dedicati al mobile. Gli utenti potranno scorrere le gallery di prodotti anche dall’applicazione. Secondo alcuni dati in media grazie ai carousel ads le conversioni crescono del 12% in confronto agli annunci tradizionali.

Facebook ads carousel mobile

#4 – Ristrutturazione di Facebook Ads manager e Power Editor

A giugno entrambe le piattaforme per la gestione degli annunci pubblicitari hanno subito delle modifiche per migliorare la produttività e facilitare la gestione. Power Editor oggi appare più logico nell’organizzazione, è stata migliorata la ricerca avanzata e le funzionalità di modifica delle campagne.

Facebook Ads manager mostra in maniera più chiara e immediata le statistiche e facilita la modifica degli annunci. Il tutto appare decisamente più ordinato e facile da leggere anche per i meno esperti. Inoltre grazie all’aggiornamento è possibile modificare il targeting e il budget per diversi annunci contemporaneamente e utilizzare Create Similar per duplicare gli annunci e campagne.

#5 – Gestione delle inserzioni da mobile

Facebook ads appA inizio anno è stata lanciata l’app per la gestione delle inserzioni, grazie ai recenti aggiornamenti gli inserzionisti potranno monitorare il rendimento e modificare gli annunci, rivedere il budget, modificare la programmazione e creare annunci. L’applicazione inoltre consente di ricevere le notifiche push, salvare le bozze degli annunci e creare annunci utilizzando le foto presenti sul telefono.

 

Fonte: Social Media Examiner

Tag: |
statistiche web agosto 2015

10 statistiche in pillole dal mondo del web

venerdì, 28 agosto, 2015

All’inizio del mese sono state pubblicate alcune interessanti statistiche riguardanti il mondo del digitale, informazioni importanti che servono a fare previsioni sulle strategie future da adottare, che servono a migliorare quelle in atto e che in generale ci aiutano ad avere una panoramica più chiara del mondo del web nel quale operiamo.

  • Gli utenti Internet attivi a livello globale sono 3.175 miliardi di dollari, ovvero quasi la metà della popolazione mondiale (7,357 miliardi).
  • Sui social media ci sono oltre 2.206 miliardi di utenti attivi, che corrisponde a una penetrazione globale del 30%.
  • Sono stati registrati 734 miliardi di utenti unici mobile nell’ultimo trimestre, ovvero una penetrazione del 51% in tutto il mondo.
  • 925 miliardi di utenti utilizzano gli smartphone per accedere ai social media.
  • Gli utenti dei social media sono aumentati di 176 milioni nel corso dell’ultimo anno.
  • 365 milioni di utenti di telefonia mobile sono diventati attivi sui social nell’ultimo anno.
  • Facebook aggiunge 500.000 nuovi utenti ogni giorno, che corrispondono a  6 nuovi profili ogni secondo. Dato da sottolineare per chi millanta una prossima decaduta di Facebook.
  • Gli utenti mobile costituiscono la metà della popolazione del mondo e 2 milioni di smartphone vengono veduti ogni giorno.
  • 12 nuovi utenti mobili attivi sui social vengono aggiunti ogni secondo, 1 milione al giorno.
  • WhatsApp ha guadagnato 300 milioni di nuovi utenti, una crescita del 60% rispetto allo scorso anno.  

Tutti i dati completi per agosto 2015 sono disponibili qui

marketing pmi servizi