Novità su Twitter Ads

Novità per gli audience insights su Twitter Ads

venerdì, 3 luglio, 2015

Twitter ha introdotto dei miglioramenti nella dashboard degli audience insights disponibili per gli inserzionisti che realizzano campagne pubblicitarie con Twitter Ads. I miglioramenti consentono di ottenere informazioni più dettagliate sulla tipologia di utente raggiunto dalla campagna, attraverso dati che riguardano tra gli altri gli interessi e i comportamenti d’acquisto.

La novità di Twitter consente, quindi, di individuare e indirizzare un nuovo pubblico, mantenendo in ogni caso private le informazioni sugli utenti. All’interno della dashboard della campagna basta cliccare su visualizza audience insights per saperne di più sul pubblico a pagamento e utilizzare le informazioni per ottimizzare il targeting e il contenuto degli annunci.

È inoltre possibile fare un confronto dei dati relativi al pubblico raggiunto con quelli relativi al pubblico che ha interagito. Il pubblico raggiunto è l’utenza che ha visualizzato la campagna mentre il pubblico impegnato include gli utenti che hanno interagito in maniera attiva con gli annunci (con una risposta, un retweet o l’aggiunta ai preferiti). Se è attivo il monitoraggio delle conversioni è possibile conoscere anche gli utenti che hanno effettuato una conversione in passato.

Un’altra novità riguarda la possibilità di accedere a dati approfonditi ad esempio sulle persone che hanno visitato il sito web, sui clienti presenti nel database o su coloro che hanno compiuto un’azione all’interno di un’applicazione, come la registrazione, l’acquisto o l’installazione.

Sono stati, infine, introdotti i dati relativi alla personas come, ad esempio, genitori o millennials o datore di lavoro. In questo modo, l’inserzionista è in grado di indirizzare la nuova campagna alla tipologia di target individuato con un solo click su personas e aggiungere altri tipi di targeting per perfezionare il pubblico.

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checklist pagina prodotto ecommerce

Checklist – 15 elementi immancabili in una pagina prodotto

venerdì, 3 luglio, 2015

Chi è abituato a lavorare online e a progettare siti web dà spesso per scontati alcuni elementi, la cui presenza, per l’utente medio, fa realmente la differenza. Nella pagina prodotto di un ecommerce ci sono una serie di caratteristiche che non possono e non devono mancare affinché quella pagina sia efficace e consenta all’utente di raggiungere il suo obiettivo: acquistare sentendosi sicuro.

sito e-commerce

Vediamo quali sono gli elementi indispensabili e quali invece possono far fare quel salto di qualità in più.

Caratteristiche indispensabili di una pagina prodotto

  • Nome del prodotto: il nome del prodotto deve essere caratterizzato dal tag H1, importante a livello SEO. Deve essere esemplificativo del prodotto stesso e scelto anche in funzione di una selezione di parole chiave. L’utente leggendolo, anche al di fuori della pagina in cui si trova, deve capire immediatamente di che prodotto si parli.
  • Immagini: nessun prodotto può essere vebnduto online senza immagini. Anch’esse devono essere ottimizzate a livello SEO, ma soprattutto devono rappresentare il prodotto in tutte le sue parti, anche contestualizzandolo in un ambiente.
  • Pulsante Aggiungi al carrello: il pulsante per aggiungere il prodotto al carrello deve essere above the fold, possibilmente in alto a destra, immediatamente visibile e in un colore che contrasti con il layout, ma in maniera armonica. Uno dei colori più efficaci è l’arancione. Tutti gli altri pulsanti della pagina devono essere in posizione diversa, devono essere più piccoli e di diverso colore.
  • Prezzo: deve trovarsi nei pressi del bottone per aggiungere al carrello, deve essere chiaro, anch’esso ben visibile e nel caso in cui quello non sia il prezzo finale (ad esempio occorre aggiungere l’IVA o le spese di spedizione) deve essere indicato.
ecommerce prodotto

Amazon

  • Disponibilità: la disponibilità del prodotto deve essere subito chiara, perché evita all’utente di soffermarsi sulla possibilità di acquistare un prodotto se questo non è presente nello stock. Qualora all’ecommerce corrisponda anche un punto vendita fisico è consigliabile dare la possibilità all’utente di controllare la presenza del prodotto anche in negozio. Il non plus ultra sarebbe che tramite la geolocalizzazione dell’utente (specie da mobile) sia automaticamente visibile la disponibilità nei punti vendita più vicini.

ecommerce disponibilita

  • Metodi di pagamento: l’utente deve sapere subito, sin dall’homepage, come potrà pagare. Non tutti sono disposti a usare la carta di credito e quindi preferiscono il contrassegno, molti preferiscono utilizzare PayPal e non inerire i propri dati. Sono molti i meccanismi mentali legati al pagamento. Non che questa debba essere un’informazione preminente, ma deve restare comunque visibile. Generalmente nel footer di tutto il sito è possibile visualizzare i loghi dei metodi di pagamento accettati.
ecommerce modalita pagamento

Zalando

  • Spedizione: sui costi e i tempi di spedizione è bene essere sempre chiari, anche nella pagina prodotto. L’utente non deve rimanere sorprese se nel finalizzare il pagamento si trova con 10€ in più nel carrello a causa delle spese di spedizione, né tantomeno deve avere dubbi su quando e come gli verrà consegnato il pacco. C’è molta differenza fra il ricevere un prodotto in 3 giorni e in 10.
  • Politica di reso: è un altro di quegli elementi che serve a infondere sicurezza. Se il prodotto non funziona come faccio? Se l’abito non mi sta bene posso cambiarlo? Se la merce che ricevo non è come la immaginavo come devo procedere? Sono le domande che normalmente una persona si pone in negozio, ancor di più se sta comprando online e non ha un addetto alle vendite a cjui rivolgersi. Prima delle domanda meglio dare la risposta e chiarire immediatamente qual è la politica di reso. Non tutto il testo, che occuperebbe troppo spazio, ma indicando il link alla pagina di approfondimento ad essa dedicata (Per approfondire: Come gestire le politiche di reso su un ecommerce).
  • Descrizione del prodotto: l’ideale è scrivere un testo personalizzato per ogni prodotto, evitando le descrizioni prese direttamente dal catalogo del produttore. Oltre a favorire il posizionamento della pagina web, è anche un modo per dimostrare che si fa attenzione a ciò che si vende e che si conosce quel prodotto. Una descrizione accurata è senz’altro un valore aggiunto per ogni scheda prodotto.
  • Dettagli sul prodotto: per ogni prodotto dovrebbe essere presente una scheda tecnica per indicare, nell’elettronica ad esempio, quali sono le caratteristiche tecniche o, nell’abbigliamento, i materiali, la vestibilità, le modalità di lavaggio. Sono tutti dettagli che servono per copmpiere la scelta finale.
ecommerce caratteristiche tecniche

Amazon

  • Guida alle taglie: questo elemento serve negli ecommerce di abbigliamento. Le taglie non sono tutte uguali, specie se si vendono prodotti di diversi marchi o provenienti da stati esteri. È importante guidare l’utente nella scelta della taglia corretta, sia per consentirgli di scegliere il prodotto giusto, sia per evitare che ci siano resi.
ecommerce guida taglie

Bonprix

  • Colori disponibili: se il prodotto è disponibile in diverse colorazioni questo deve essere indicato nella pagina stessa, a volte vengono create più pagine per lo stesso prodotto, differenziate dal solo colore. In realtà per l’utente è più comodo sapere immediatamente quali sono le opzioni che può scegliere.
ecommerce colori

Zalando

  • Contenuti degli utenti: i contenuti generati dagli utenti (voto e recensione) non solo hanno un valore SEO, poiché differenziano la pagina da web da una qualsiasi altra pagina che proponga lo stesso prodotto e arricchiscono il contenuto testuale della paghina. Le recensioni hanno un forte impatto sull’utente che desidera conoscere l’opinione di chi ha già compiuto quella scelta prima, vuole sapere se quel prodotto è esattamente come lo immagina e come gli viene proposto. Dovrebbe anche esserci la possibilità di filtrare recensioni e voti. In molti ecommerce di successo (leggi Amazon) viene anche fornita la possibilità di votare la recensione dlel’utente, contrassegnandola come più o meno utile.
ecommerce recensioni voti

Bonprix

  • Wishlist: la lista desideri è uno strumento potentissimo, per l’utente ma soprattutto per chi gestisce l’ecommerce. Consente di tracciare i gusti degli utenti, consente di creare offerte personalizzate (tramite email marketing o remarketing), consente di assicurarsi un ritorno sul sito, perché se un utente salva dei prodotti prima o poi torna a guardarli e forse anche ad acquistarli. Un ecommerce che non ha la wishlist perde una grossa opportunità di marketing.

Per approfondire: Tutti gli articoli di PMI Servizi sugli e-commerce

Scarica e stampa la nostra checklist da usare mentre progetti la tua pagina prodotto

infografica checklist pagina prodotto ecommerce
Fonte: blog econsultancy

saldi

Tempo di saldi, come promuoverli grazie all’Internet Marketing

venerdì, 3 luglio, 2015

Se mai fosse sfuggito a qualcuno (cosa piuttosto improbabile visto che se ne parla da tempo) i saldi estivi iniziano oggi in Campania e Basilicata e domani, 4 luglio, nel resto d’Italia. Se ne parla sempre con una certa enfasi anche perché i saldi possono di fatto rappresentare un’opportunità per quelle attività commerciali che durante l’anno “hanno sofferto” e che in poco più di un mese potrebbero vedere aumentare, non di poco, gli incassi.
Per intenderci, l’immagine sotto riportata, di Google Trends, è relativa alla ricerca “saldi estivi” dal 2004 ad oggi e i picchi corrispondono tutti al mese di giugno.

google trends "saldi estivi"

Per l’online c’è il vantaggio che le attività da mettere in atto (Internet marketing) sono davvero tantissime e tutte in qualche modo integrabili fra loro.
Vediamone alcune.

A meno che non abbiate già una bella categoria all’interno del sito, interamente dedicata ai saldi, che aggiornate e curate da tempo, non pensate di poter posizionarvi sui risultati organici nel giro di un giorno con una parola come “saldi online” (questo detto molto, ma molto in linea generale, è bene sottolinearlo).
Quindi, il primo consiglio è: non attendere il giorno dei saldi per promuovere i saldi! (almeno dal punto di vista SEO).

I Social Network sono quasi un dovere in questo ambito.
A parte l’inevitabile hashtag (#saldi, #saldiestivi, #saldi2015) queste piattaforme consentono di poter impostare annunci piuttosto efficaci proprio e anche in questo periodo. Si pensi ai Facebook dynamic product ads , messaggi pubblicitari “al momento giusto”, proprio quando l’utente è potenzialmente interessato ad acquistare. Per esempio, se un utente ha navigato su un particolare prodotto in saldo all’interno del tuo sito web, la prossima volta che accederà a Facebook potrà trovare un annuncio pubblicitario proprio su quel prodotto o una serie di prodotti a esso correlati.
Su Twitter potremmo utilizzare addirittura un hashtag “codice promo” per consentire agli utenti di usufruire di uno sconto aggiuntivo o accumulare punti per un acquisto durante la stagione invernale.

Se parliamo di “annunci dinamici” non possiamo non citare AdWords.
Gli annunci dinamici firmati Google sono infatti una soluzione ideale, è infatti possibile automatizzare la pubblicazione degli stessi chiedendo al sistema di promuovere solo quelle pagine il cui contenuto contenga determinate parole (per esempio “saldi“) e potendo escludere quelle parole che non ci interessano.

Lato mobile marketing pensiamo alle c.d. push notifications delle quali abbiamo ampiamente parlato nel post del 20 aprile  e qui riportiamo solo alcuni dati:

  • le accettano se provenienti dalle app preferite: 50%;
  • le disattivano quando in numero eccessivo: 68%;
  • Preferiscono push notification con specifiche call to action per usufruire di uno sconto, promozione o informazioni utili: 70%.

Al netto di ciò (e molto altro ancora) restano poi le regole “base” di un buon sito e-commerce che deve sempre tenere conto che le persone non sono algoritmi.
Dunque una buona esperienza di navigazione è fondamentale per aumentare le conversioni, le immagini dei prodotti non devono essere “fatte in casa” o comunque devono essere di qualità, la chiarezza nei vari passaggi di acquisto e riempimento del carrello è piuttosto vitale, la sicurezza dei pagamenti e perché no, se possibile e soprattutto se è vero, evidenziare il fatto che il vostro packaging è ecologico: farà sentire tutti noi “saldi addicted” meno in colpa nello spendere i nostri tanto sudati euro :) .

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Qui ti abbiamo parlato di molti servizi (non di tutti) che possiamo offrire alle aziende che vogliono DAVVERO vendere online, puoi trovare maggiori informazioni:

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Twitter Ads

Sei consigli per utilizzare bene gli strumenti di Twitter Ads

giovedì, 2 luglio, 2015

Twitter Ads è la piattaforma di Twitter per la realizzazione di campagne pubblicitarie. Negli ultimi tempi, Twitter ha lanciato una serie di modifiche agli strumenti a disposizione degli inserzionisti, con l’obiettivo di guidarli nella realizzazione di campagne più efficaci possibile.

Analizzando alcuni casi di successo, tra cui le campagne pubblicate da eBay e Hostgator, Twitter ha individuato sei consigli utili per realizzare con successo annunci sponsorizzati sulla piattaforma.

1. Utilizza gli obiettivi click sul sito o conversioni

Quando si crea una nuova campagna su Twitter, da poco è possibile scegliere tra diversi obiettivi. Scegliendo come obiettivo il click verso il sito o la conversione, è possibile creare un annuncio creativo più adatto a generare traffico verso un sito. Il pagamento avviene per CPLC (cost per link click), ossia l’inserzionista paga solo quando gli utenti fanno click per visitare il sito web.

2. Inserisci il codice di monitoraggio sul sito per tracciare le conversioni

Senza un segnale di conversione chiaro, ottimizzare una campagna è praticamente impossibile. Il monitoraggio delle conversioni per il web consente di misurare il numero di utenti che convertono sul sito dopo aver visualizzato un tweet sponsorizzato. Per iniziare, basta generare il codice su Twitter Ads e inserirlo su una pagina web che si vuole monitorare.

3. Separa le campagne mobile da quelle desktop

Quasi l’80% degli utenti accede a Twitter da cellulare. L’utilizzo del mobile è caratterizzato da frequenti sessioni rapide e questo potrebbe determinare un tasso di conversione diverso rispetto a quello generato da desktop. Per questo motivo, Twitter raccomanda di realizzare campagne per mobile e desktop separatamente, con pagine di destinazione ottimizzate a seconda del dispositivo utilizzato.

4. Testa annunci immagini + link e le website card

Per le campagne con obiettivo click verso il sito web è possibile scegliere tra due opzioni per creare annunci creativi:

  • immagine + link, utilizzata per catturare l’attenzione dell’utente su una particolare immagine e spingerlo così a fare click;
  • website card, utilizzata per sfruttare il layout pre-costruito di Twitter che mostra un’immagine compatta con un pulsante di chiamata all’azione.

5. Testa gli interessi e il targeting per parola chiave

Gli utenti di Twitter dichiarano i loro interessi grazie agli account che decidono di seguire e ai tweet che condividono. Un buon metodo per raggiungere utenti specifici è utilizzare il targeting per parola chiave, ossia raggiungere gli utenti sulla base delle parole chiave utilizzate nei loro recenti tweet.

In pratica, con il targeting per interesse si raggiungono più utenti, mentre con il targeting per parole chiave si raggiunge un’utenza più precisa. Molti inserzionisti di Twitter utilizzano entrambi, così da testare quale tipologia di targeting risulta più idonea all’obiettivo che intendono raggiungere.

6. Usa il targeting per visitatore del sito web

Per completare il discorso sul targeting, oltre a interessi e parole chiave è possibile utilizzare il targeting per visitatore del sito web. Per avere dei dati sul tipo di utenza che visitano il sito è necessario inserire un codice nella pagina che si intende monitorare. Una volta inserito, bisognerà attendere almeno due giorni per poter avere una prima valutazione.

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facebook marketing estate

Facebook for Summer per commercio, intrattenimento e turismo

giovedì, 2 luglio, 2015

Siamo ufficialmente in estate, ce lo dicono i condizionatori accesi in auto, i ventilatori che fremono sulle scrivanie, gli aperitivi al mare, le foto condivise dagli amici fortunati che sono già in ferie, le lunghe giornate e anche Facebook. In questi giorni è stata pubblicata una guida pensata proprio per chi non vuole smettere di fare social media marketing in estate, sfruttando proprio Facebook come principale piattaforma. I dati che vengono forniti parlano da soli, gli utenti in estate non smettono di utilizzare il social, anzi se possibile lo fanno ancora di più, sempre connessi da smartphone e tablet vari.

social media pmi servizi

Vediamo, dunque, quali sono i consigli di Facebook for Summer.

L’Italia su Facebook in estate

Cominciamo dicendo che ogni giorno in Italia ci sono 18 milioni di utenti attivi da mobile, ovvero un terzo di tutta la popolazione italiana. Il 68% degli utenti che si connettono a Facebook in estate lo fa da mobile e il 66% dei post pubblicati nello stesso periodo viene da un dispositivo mobile. Ogni giorno vengono pubblicati 43.200 contenuti, per un  totale di 5,3 miliardi durante tutta l’estate. Le foto superano di gran lunga i contenuti testuali (1.64 volte in più). Anche i video hanno cominciato a prendere piede, tra maggio e luglio 2014 sono cresciuti del 50%. A dare man forte a tutto ciò c’è Instagram, il social più amato in estate e che offre un gran numero di hashtag perfettamente pensati per esprimere la gioia di questa stagione.

Analizzando il tipo di utente: nel 58% dei casi è donna e il range di età più attivo è tra 18 e 34 anni.

facebook foto estate

Consigli per il Facebook marketing in estate

Vediamo ora come sfruttare questi dati a favore di una strategia di marketing su Facebook.

Per chi vende in negozio

Ci sono alcuni prodotti (gelati o bevande) che seguono molto l’andamento del tempo, più salgono le temperature più crescono le condivisioni su Facebook che li riguardano. Inoltre le persone usano lo smartphone anche in negozio (68%) e naviga sui social (39%), di questo 39% ben il 96% usa Facebook.

Cosa fare –  Bisogna programmare le campagne Facebook in funzione del tempo, ma non solo, si devono sfruttare i dynamic product ads (ovvero annunci dinamici che propongono diversi prodotti del catalogo in funzione dell’utente che li vedrà) per poter colpire l’utente proprio quando è più pronto ad acquistare.

facebook marketing commercio

Per il settore turistico

L’estate è il periodo perfetto per promuovere pacchetti turistici, località, attrazioni e tutto ciò che è correlato al fatto che in questo periodo la gente viaggia, scopre, si muove e soprattutto prenota. Il 95% degli utenti afferma di utilizzare Facebook per tutte le attività correlate al viaggio prima di prenotare. L’87% degli italiani in estate resta in Italia e i 5 Paesi stranieri preferiti sono: USA, Romania, UK, Germania e

Francia. Le conversazioni riguardanti viaggi e vacanze  cominciano a crescere a Maggio, per raggiungere un picco ad Agosto.

Cosa fare – Occorre sfruttare a proprio favore questa crescita delle connessioni e dell’uso del social per promuovere la propria attività. La prima cosa da fare è creare una Custom Audience a cui rivolgersi, costituita da chi ha già prenotato altri servizi in zona oppure da chi negli scorsi anni aveva già prenotato nella vostra struttura, ma quest’anno ancora non lo ha fatto. A questo è importante aggiungere una buona e costante presenza sulla fan page e su gruppi dedicati all’area geografica, in maniera da accrescere la visibilità dell’attività proponendo contenuti utili.

facebook marketing turismo

Per l’intrattenimento

L’estate è anche uno dei periodi in cui le persone sono più portate a uscire e divertirsi, ma anche in estate esiste del tempo da trascorrere in casa, durante i famosi temporali estivi. È proprio questo il momento in cui chi si occupa di intrattenimento (musica o film), che generalmente in inverno ha picchi di maggior interesse, può inserirsi e proporre i propri prodotti. Il 60% degli utenti cerca prodotti di intrattenimento online, il 36% degli utenti vede film solo da mobile e il 46% degli utenti ascolta musica solo da mobile. Come gelati e bevande si vendono di più quando c’è il sole, così le giornate piovose portano contatti ai siti di intrattenimento e crescono le menzioni delle parole “cinema” e “movies”.

Cosa fare – Oltre a intensificare l’attività promozionale nei giorni piovosi dell’estate, bisogna anche sfruttare al massimo le potenzialità dei video (dei quali dispone abbondantemente chi si occupa di intrattenimento). I video sono i contenuti che richiamano le più alte percentuali di engagement e consentono di profilare il pubblico in maniera da riproporre alla stessa audience (o a una similare e correlata) i propri prodotti, in maniera da massimizzare l’investimento pubblicitario.

facebook marketing intrattenimento

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Monitoraggio URL Google AdWords

Google AdWords, da oggi sistema aggiornato monitoraggio URL

mercoledì, 1 luglio, 2015

A partire da oggi gli inserzionisti che usano Google AdWords sono obbligati a utilizzare il sistema aggiornato di monitoraggio degli URL, sistema che va a sostituire gli URL di destinazione.

In pratica, da oggi 1° luglio non è più possibile modificare né creare gli URL di destinazione. I nuovi URL devono essere creati utilizzando esclusivamente i campi relativi agli URL aggiornati. Gli annunci che contengono URL di destinazione e che non sono stati aggiornati verranno automaticamente rimossi nel giro di qualche mese. L’inserzionista riceve comunque un avviso che gli indica tutti i gruppi di annunci su cui non è stato effettuato l’aggiornamento.

Se l’inserzionista non utilizza già il sistema di monitoraggio degli URL, il passaggio automatico al sistema aggiornato di monitoraggio sarà visibile a partire da oggi. In sostanza, Google sposterà automaticamente gli URL di destinazione nei nuovi campi relativi all’URL finale.

Alcuni tipi di URL non subiranno l’aggiornamento automatico e cesseranno di essere pubblicati. Si tratta degli URL che contengono:

  • reindirizzamenti interdominio;
  • il parametro ValueTrack “{copy}”;
  • i parametri di monitoraggio che utilizzano “{}”.

Chi utilizza il monitoraggio dinamico degli annunci negli URL deve eseguire manualmente l’aggiornamento degli URL utilizzando il metodo di base.

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ecommerce farmacie

Novità per le farmacie, ora i farmaci da banco si vendono online

mercoledì, 1 luglio, 2015

Da oggi, primo luglio, sarà possibile per le farmacie vendere online farmaci da banco ovvero quei farmaci che, per essere acquistati, non richiedono alcuna prescrizione medica (OTC).
Questa apertura, che nasce dall’esigenza di contrastare la vendita online di medicinali falsificati, è stata possibile grazie al recepimento da parte del nostro Paese della Direttiva europea 2011/62/EU.

A certificare la “bontà” dell’esercizio online ci sarà il logo, sotto riportato, che l’Unione ha già adottato il 24 giugno 2014, e le cui specifiche tecniche, quali ad esempio grandezza, colori e font, sono contenute nella pagina web dedicata dell’Unione europea.

logo ufficiale farmaci online

Non finisce qui ovviamente, perché cliccando sul logo si arriverà al registro dei rivenditori online del paese in cui si trova ed è registrato il rivenditore:
Infatti la UE avvisa: Do not continue with your purchase if the retailer is not on the list .. e aggiunge A site that displays the logo is not necessarily an authorised retailer. Just seeing the logo on a website is not enough to keep you safe. You need to click on it ...

L’utilizzo dei farmaci in Italia

Secondo il Rapporto OsMed: L’uso dei farmaci in Italia sui dati gennaio – settembre 2014 (scaricabile in formato PDF a questo link) dell’Agenzia Italiana del Farmaco, nei primi 9 mesi del 2014 la spesa farmaceutica nazionale, pubblica e privata, è stata pari a 19,9 miliardi di euro con alcune differenze importanti a livello regionale e per tipologia di classe.
Per esempio le regioni che hanno fatto registrare la spesa farmaceutica convenzionata di classe A-SSN più elevata sono state la Campania (168,2 euro pro capite), la Puglia (163,1 euro) e la Calabria (160,2euro).
Mentre la spesa pro capite dei farmaci di classe c con ricetta, vede al primo posto la Liguria, seguita dalla Toscana e poi dal Lazio; quella per i farmaci per l’automedicazione aumenta in Molise, Campania e Basilicata.

Il web e le farmacie

Chi tra i titolari di farmacie ha già provato a “utilizzare il web”, per esempio AdWords, sa bene che ci sono alcune condicio sine qua non, per esempio per poter pubblicare annunci, le farmacie online devono essere certificate da Google … Per essere certificate da Google, le farmacie online devono essere registrate presso le autorità farmaceutiche competenti nei Paesi di destinazione delle relative campagne pubblicitarie… e ovviamente c’è un modulo di registrazione per Google.

Senza entrare nello specifico, possiamo comunque dire che la vendita online (a prescindere dalla tipologia di prodotto venduto) richiede una pianificazione delle attività che non può essere lasciata al caso, a maggior ragione per questa tipologia di prodotto dove la questione “credibilità” del Brand è assolutamente fondamentale.
La credibilità online di un Brand che opera nel settore farmaceutico si costruisce non solo con un logo ufficiale ma anche con un processo di analisi che deve interessare ogni singolo passaggio: dallo studio del target, alla redazione dei contenuti, dall’architettura informativa del sito, all’usabilità fino alla realizzazione e promozione online.

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marketplace online

Ecco perché vendere su Amazon, opportunità e vantaggi

martedì, 30 giugno, 2015

Possiamo dire, parlando di Amazon, che è “un mondo a parte”, dove ovviamente ci sono regole diverse ma dove, per esempio, è possibile pubblicizzare i propri prodotti in modo molto simile a quanto viene fatto con le campagne AdWords.

Su Amazon è possibile vendere piccole quantità (meno di 40 articoli al mese) come venditore individuale o anche grandi quantità, come venditore Pro.
C’è ovviamente una differenza di costi, nel primo caso si paga solo quando si vende (0.99 euro) e a questo importo si aggiunge la commissione che varia a seconda dell’articolo venduto; nel caso di venditore Pro si il costo dell’abbonamento è di 39 euro al mese, a cui si aggiunge la commissione (bisogna considerare che i primi 3 mesi sono gratuiti).

La prima differenza in termini di opportunità offerte da Amazon riguarda il fatto di poter vendere in molte più categorie qualora si scegliesse l’account pro (anche orologi, scarpe e borse, e categorie aggiuntive disponibili per la vendita su altri marketplace europei Amazon quali abbigliamento, generi alimentari, salute e bellezza), fermo restando che per alcune categorie è necessaria comunque un’approvazione.
Inoltre il venditore individuale non può:

  • proporre acquisti 1-click
  • accedere ai report sugli ordini
  • utilizzare strumenti automatizzati per caricare l’inventario
  • acceder al Seller Central API e Web Services.

La soluzione più completa per i venditori è sicuramente quella che prevede l’utilizzo anche della logistica di Amazon (stoccaggio, imballaggio, spedizione e assistenza clienti anche in caso non si venda su alcun market place di Amazon) con enorme vantaggio per il venditore, se pensiamo alle incombenze che può avere la gestione di un magazzino, considerando, per altro, che tale servizio offerto da Amazon è a consumo e non richiede un numero minimo di articoli.

È possibile anche promuovere i prodotti messi in vendita su Amazon utilizzando annunci pubblicitari mirati (Prodotti Sponsorizzati su Amazon) sullo stile AdWords. Anche per gli annunci interni ad Amazon, infatti, è previsto il pagamento solo quando un cliente cliccherà sull’annuncio.

Detto questo e al netto di tutte le possibilità che Amazon può offrire a un venditore, ci sono alcune considerazioni molto pratiche da fare, in primis il fatto che vendere su Amazon può essere un test piuttosto indicativo: “i nostri prodotti piacciono?”
È più o meno quanto accade con i temporary store, molti utilizzano questi “negozi a tempo” al fine di capire se la tipologia di prodotto venduto e la zona scelta dove venderli “funzionano”.

Amazon è un canale certamente importante per vendere (si pensi solo a quante volte nelle ricerche su Google abbiamo visto uno o più risultati Amazon) ma è un canale assolutamente utile anche per iniziare a far conoscere e apprezzare un brand.

Come possiamo aiutarti?
Raccontaci la tua idea di business, i tuoi obiettivi e desideri, ti aiuteremo innanzitutto a capire se davvero può essere un’occasione o se forse è solo una “speranza”.
Non tutti i sogni possono avverarsi e nel marketing online la competition è altissima, le Piccole e Medie Imprese hanno bisogno di soluzioni pratiche che possano farle fatturare e crescere.

Marketing PMI Servizi, al fianco delle PMI italiane

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Immagini e social media, 5 consigli

5 consigli per creare immagini efficaci sui social network

martedì, 30 giugno, 2015

Le immagini sono fondamentali per i social media, per questo scegliere quelle giuste e utilizzarle nella maniera corretta può fare la differenza. Un articolo pubblicato su Socialmouths.com ci spiega, attraverso x consigli, come creare immagini efficaci per i social network.

Non usare troppo testo

Quando creiamo elementi visuali dobbiamo evitare di dare troppo spazio al testo: è molto più importante lasciare che siano forme, colori e texture ad avere visibilità.
Un breve testo può avere senso, ad esempio il titolo del post di un blog. In questo caso realizzeremo un’immagine che rappresenti la tematica trattata e contenga il titolo dell’articolo per poi inserire l’immagine proprio all’inizio del testo.

Il testo va sempre inserito in porzioni dell’immagini vuote, che creino uno sfondo per il testo che risulterà ben visibile e leggibile.

Usare immagini di qualità

È molto importante capire che le immagini che condividiamo sui social a nome di un brand lo rappresentano, per questo immagini di qualità faranno pensare a un brand di qualità.

Utilizzare archivi fotografici professionali è quindi la scelta giusta: non solo otterremo più clic dagli utenti che saranno attratti da immagini di qualità ma anche il nostro brand ne trarrà beneficio in termini di credibilità.

Usare diversi tipi di visual content

Indubbiamente utilizzare le immagini giuste porta a ottenere più like e condivisioni però è importante non diventare ripetitivi rischiando di annoiare gli utenti.
Ecco 4 tipi di contenuto visuale da pubblicare per creare una varietà di elementi da condividere

Citazioni

Le citazioni non sono legate al prodotto/servizio ma comunicano il messaggio e la filosofia del brand. Gli utenti amano molto condividere le citazioni che sono in linea con il loro pensiero perché ne sono motivati e vogliono ispirare anche i propri amici social.

Infografiche

Lo storytelling è un modo molto efficace per creare engagement e il modo migliore per farlo attraverso un contenuto visuale è quello di utilizzare le infografiche.
Per realizzare un’infografica efficace da condividere sui social network è importante creare un’infografica che sia facile da interpretare, dove siano ben visibili fatti e immagini organizzati in sequenza logica. L’uso dei colori è fondamentale per focalizzare l’attenzione sugli elementi più importanti.

Screenshots

Gli screenshot sono l’ideale per rispondere, ad esempio, ad un cliente che chiede assistenza, oppure per mostrare ai fan/follower un progetto su cui si sta lavorando: in questo modo avranno la percezione di avere delle informazioni esclusive sulle attività del brand.
Con gli screenshot è possibile, in generale, creare delle guide visuali che spieghino agli utenti quali passaggi devono effettuare per ottenere un determinato risultato. Le guide e i tutorial, come ben sappiamo, sono molto apprezzate e condivise tra gli utenti social.

Fotografie

Mostrare la propria realtà attraverso fotografie scattate e condivise in tempo reale è qualcosa che piace molto a fan e follower e oggi, grazie ai dispositivi mobile, è possibile condividere il proprio mondo con pochi clic.

Analizzare i visual trends

Se si è a corto di idee o ci si accorge che la propria strategia visuale non funziona al meglio cosa fare? Cercare ispirazione tra i trend visuali del momento può essere una soluzione e la piattaforma giusta per farlo è Pinterset, il social dedicato alle immagini.
Qui, effettuando qualche ricerca, possiamo trovare elementi visuali come illustrazioni, foto, citazioni e infografiche di grande effetto dalle quali prendere spunto. Osserviamo con attenzione le immagini che hanno ricevuto più repin e cerchiamo di capire quali componenti le rendono così apprezzate tra gli utenti.

Personalizzare la grafica

Il motivo principale per cui vengono create immagini da utilizzare per le strategie di social media marketing è quello di portare traffico al sito web del brand di riferimento ma troppo spesso si trovano in rete immagini che non permettono facilmente di risalire alla fonte che le ha generate.
È fondamentale quindi inserire nelle immagini un watermark che ne indichi la proprietà e non è necessario eccedere inserendo loghi colorati, basterà un semplice link sul bordo dell’immagine che rimandi al sito web di riferimento.

Anche lavorare su dei modelli permette di creare una grafica sempre riconoscibile che farà subito pensare al brand. Non importa se stiamo usando grafica, citazioni o infografiche: utilizzare un template di riferimento ci aiuterà a creare dei contenuti visuali efficaci e legati al brand. Cerchiamo quindi di utilizzare sempre gli stessi elementi: font, dimensioni, filtri e palette di colori e proponiamo dei messaggi emozionali sempre coerenti.

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strumenti content marketing

6 fonti per trovare idee per i contenuti web

lunedì, 29 giugno, 2015

La scrittura di contenuti per il web non è un processo che può essere automatizzato, non esistono tool in grado di sostituire l’uomo nella redazione di testi ottimizzati, interessanti e originali (ovvero le caratteristiche che DEVE possedere un testo per il web). Esistono però dei tool che possono aiutare i web copywriter a trovare idee, velocizzare il proprio lavoro e gestire la diffusione dei contenuti stessi. Eccone alcuni.

Marketing.pmiservizi.it

Trapit

Trapit è una piattaforma per rafforzare l’Employee Advocacy e favorire la diffusione di contenuti attraverso i social. Consente infatti di:

  • Scoprire nuovi contenuti inerenti alle tematiche aziendali grazie a più di 100.000 fonti. I contenuti così ottenuti possono essere filtrati e nel tempo le proposte si modificheranno in funzione delle scelte fatte in precedenza.
  • È possibile programmare e personalizzare la condivisione dei contenuti sulle varie piattaforme social, in maniera da rendere il messaggio sempre coerente con il tono di voce del brand.
  • I risultati ottenuti possono essere misurati grazie a un tool di analisi interno e grazie all’integrazione con Google Analytics.

Trapit è a pagamento, ma i costi non sono pubblici, si èuò però richiedere una demo.

Bottlenose

Bottlenose consente di esplorare il web attraverso una mappa concettuale di parole, nell’immagine vediamo ad esempio quali sono le parole/tematiche collegate ad Obama. Permette di identificare trend emergenti, anticipandoli e quindi rimanendo sempre sulla notizia e ha un tool integrato di analisi. Le potenzialità sono molteplici: dal monitoraggio della brand reputation fino all’individuazione di nuovi trend di mercato da usare per identificare nuovi prodotti o servizi da proporre.

Dal punto di vista della produzione dei contenuti lo strumento più utile è la mappatura dei termini, permette infatti di individuare tematiche emergenti legate a un dato settore, ottenendo così spunti che possono destare l’interesse del pubblico.

Per conoscere i costi del servizio bisogna inviare una richiesta tramite l’apposito form.

bottlenose

Twitter

La ricerca avanzata di Twitter è una funzione che pochi conoscono ma che in realtà consente di navigare più agilmente nel mare di informazioni che ogni giorno vengono pubblicate su questo social. È possibile cercare hashtag e parole, menzioni di utenti specifici, intervalli di date e anche la suddivisione per sentiment (ovvero la presenza di emoticon) e domande. Conoscendo bene il proprio settore e anche gli influencer è possibile individuare nuove tematiche. Inoltre selezionando solo domande si potrà avere un prospetto di ciò che interessa agli utenti e produrre contenuti che rispondano a tali curiosità.

Soovle

Soovle è un tool semplicissimo da usare e anche efficace, non solo per il content marketing ma anche per la selezione di parole chiave per la SEO. Basta inserire un termine e si avrà un prospetto delle ricerche ad esso correlate non solo su Google, ma anche su Wikipedia, Amazon, Yahoo, eBay, Bing, YouTibe, Answers, Netflix… Una bella fucina di long tail da presidiare e da cui prendere spunto per scrivere e ottimizzare le pagine web. L’unico problema è che sono tutte in inglese, quindi per l’italiano occorrerà utilizzare un ulteriore controllo.

soovle

AllTop

AllTop è un aggregatore che mette in evidenza le principali notizie che si trovano online su alcune tematiche di spicco (salute, cultura, tecnologia, sport…). Inoltre consente di filtrare i risultati per parole chiave, in maniera da poter analizzare più da vicino il settore che ci interessa. È sicuramente un modo facile e veloce per trovare nuovi argomenti e anche per individuare link utili e interessanti da condividere sui propri canali social.

Spundge

Spundge aggrega contenuti da diverse fonti che consentono di trovare idee e spunti per scrivere nuovi contenuti o per avere sempre materiale da condividere sui social network. Una volta creato il profilo si possono associare i link agli account sui social network, in maniera da profilare più accuratamente le tematiche di interesse. Nella schermata Follow Notebooks si potranno selezionare delle macrotematiche di interesse, che non sono nient’altro che le bacheche create da altri utenti. Dal profilo si potranno creare storie e notebook, da condividere con gli utenti della community. Il principio è molto simile a quello di  Scoop, solo che non ci sono limitazioni.