vendita online

Cosa serve per vendere online? 4 consigli e 1 avvertimento

mercoledì, 1 ottobre, 2014

Tutti i giorni ci troviamo a rispondere, per email o per telefono, a domande più o meno complicate provenienti dal nostro target, che sono essenzialmente le Piccole e Medie Imprese. Ci sono le imprese che non hanno la minima idea di come aprirsi all’online e quelle che, invece, hanno o pensano di avere le idee chiarissime, ci sono quelle che pur avendo il sito web online da molto tempo non hanno mai registrato un reale beneficio. Le problematiche e le opportunità sono sempre diverse anche nel caso di imprese dello stesso settore, figuriamoci nel caso di imprese di settore diverso.
Quello che notiamo è che molto spesso il concetto di vendita online viene generalizzato e si finisce per credere che basta un e-commerce per vendere online.
Non è così.

Non stiamo qui a elencare le pratiche di natura “amministrativa” e gli obblighi fiscali da espletare, la premessa necessaria affinchè un progetto possa tradursi in un risultato efficace è che occorre lavorare sodo e occorre collaborazione tra l’impresa e la Web Agency, insomma, non è un’attività unilaterale.

1. Brand

Il sito web principale dovrebbe essere quello della vostra Azienda, poi (se necessario) si può pensare a una serie di terzi livelli o di domini ad hoc per i vostri prodotti ma è in primis sulla costruzione di un brand affidabile che dovreste investire tempo. Non sottovalutate il “Chi siamo”, è molto più potente di una pagina web ben posizionata.

2. SEO

La SEO non è un’optional, per cui preventivi distinti che prevedono da una parta la realizzazione sito e dall’altra (se proprio volete) l’ottimizzazione, sono da scartare a priori. La SEO vi aiuterà a realizzare l’architettura informativa (menù, categorie, tag cloud, tematiche) che diventerà il ponte tra i motori di ricerca e gli utenti.

3 Target

Dedicate tempo allo studio del vostro target. Almeno in una prima fase non sarà necessario, per forza, spendere chissà quanti soldi per avviare un’indagine statistica internazionale :) . Il web ci offre strumenti anche gratuiti che, utilizzati in un modo costruttivo, possono aiutarvi a delineare il profilo del nostro target.

4 Risorse umane

Pensare di poter avviare un sito di vendita online davvero vincente senza puntare sulle risorse umane è medievale. Non occorre, all’inizio, creare un team di 10 persone, ne basteranno anche 3 o 4 ma che siano professionisti del settore (il vostro settore).

L’avvertimento che vogliamo darvi può sembrare vada contro i nostri stessi interessi, ma chi ci conosce sa perfettamente che il nostro obiettivo è raggiungere – sempre e comunque – la qualità dei risultati.
Non pensate nemmeno di avviare un e-commerce se ritenete di non avere tempo e attenzione da dedicare a questo progetto.
Onestamente? Sarà una remissione.
La competition è piuttosto alta (praticamente quasi in tutti i settori) ed è alta perché tutti sanno che oramai le persone acquistano (e acquisteranno sempre di più) online.

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Furto dei contenuti

Come difendersi dal furto dei contenuti

mercoledì, 1 ottobre, 2014

Per rubare un contenuto online basta veramente poco. La Rete offre una quantità infinita di articoli, notizie e approfondimenti che ogni giorno vengono pubblicati e messi a disposizione di tutti. Per prenderli e spacciarli per propri non occorre far altro che copiare e incollare.

Su Search Engine Journal sono stati raccolti alcuni consigli su come evitare che un contenuto venga rubato e pubblicato altrove, con la promessa che non si tratta di metodi infallibili e che non necessariamente devono essere applicati tutti insieme. Tra i consigli indicati c’è quello di inserire la biografia in ogni articolo. Si raccomanda di utilizzare la stessa biografia su ogni sito e di contrassegnarla con rel=”author”.

Altro consiglio consiste nell’utilizzare molti link interni L’attività di linking non solo rafforza la struttura del sito e migliora l’indicizzazione, ma ha anche un potenziale in grado di contrastare un eventuale furto. Anche le immagini uniche possono contribuire a proteggere l’articolo. È buona norma realizzare immagini personalizzate per ogni articolo, aggiungere un logo o un’identità specifica all’immagine.

Altre azioni che si possono compiere per evitare il furto:

  • scrivere in prima persona
  • fare riferimento in modo chiaro e specifico al sito su cui si sta scrivendo
  • compilare un modulo per registrare il copyright
  • impostare un Google Alert dicendo a Google di inviare un’email ogni volta che il contenuto compare in Rete
  • contattare chi ha rubato l’articolo e chiederne la rimozione
  • informare la società di hosting del plagio appena avvenuto

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seo redirect 301

Come creare una mappa di redirect 301 per il restyling del sito

mercoledì, 1 ottobre, 2014

Nel momento in cui si effettua un restyling di un sito web, specie se si cambia dominio o se si fanno delle modifiche all’architettura informativa, è necessario programmare dei redirect 301. Questo tipo di redirect indicano al motore di ricerca che il contenuto presente a una data URL x sono stati spostati definitivamente a una URL y. Diverso quindi dal redirect 302 che indica uno spostamento temporaneo.

Vediamo quindi come creare una mappa di redirect 301 seguendo i suggerimenti di Search Engine Land.

Il ruolo dell’esperto SEO in questa fase è la creazione della mappa, per l’implementazione è solo una fase successiva, che può essere eseguita da uno sviluppatore seguendo le indicazioni SEO.

In realtà non c’è nulla di difficile nella creazione di una mappa di redirect 301, ci vuole un foglio di calcolo (Excel) e tanto tempo. Per siti piccoli può essere utilizzato anche Google Spreadsheets, ma Excel offre una più ampia gamma di funzioni che possono essere utili quando si sta trattando un sito con molte pagine.

#1 – Raccogliere tutte le URL

La prima cosa da fare è elencare tutte le URL del nuovo sito e del vecchio sito. Screaming Frog, ad esempio, consente di estrarre tutte le URL di un sito, ma esistono anche altri software di crawling, per questa operazione conviene farsi consigliare da uno sviluppatore.

#2  - Mappare URL vecchie e nuove

Ad ogni vecchia URL ne andrà abbinata una nuova, quella della pagina corrispondente. Per alcune sarà molto semplice, per altre bisognerà essere il più accurati possibile bnell’individuare la pagina che ha un contenuto se non uguale, almeno affine. Per i siti di milioni di pagine questo processo deve essere automatizzato, è impossibile da gestire manualmente

#3 – Implementare la mappa dei redirect

A questo punto basta consegnare la lista così composta agli sviluppatori per implementare i 301. Ovviamente questa operazione andrà fatta non appena il sito verrà messo online. Su SEO.roma.it trovi i metodi principali per l’implementazione dei redirect 301.

Dopo aver implementato i 301 il compito del SEO non  si conclude, bisogna infatti monitorare i risultati, controllare che non ci siano cali di visite e che non vengano segnalate 404. Il primo test avviene subito dopo l’implementazione, attraverso un crawler che sia in grado di analizzare lo status code di ogni pagina. Se si riscontrano errori bisogna ricontrollare la mappa e apportare le dovute correzioni.

Successivamente si passa all’analisi di Webmaster Tools, il report Scansione > Errori di scansione > Non trovato. Qui vengono raccolte tutte le 404 che appartengono al sito, alcune possono essere frutto dell’errore di un utente che ha digitato male la URL, oppure di qualcuno che ha inserito erroneamente un link al sito. Ci possono essere, però, delle 404 la cui URL appartiene alla vecchia versione del sito, in quei casi vuol dire che c’è stato un errore nella mappatura dei 301. Il report di Webmaster Tools può essere scaricato in formato Google Docs o in CSV, per essere poi aperto con Excel. Il controllo deve durare nel tempo e non è mai consigliabile eliminare i redirect, se non dopo che il nuovo sito è online da molto tempo.

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social media marketing

I social media hanno trasformato la fruizione delle notizie

mercoledì, 1 ottobre, 2014

La fruizione delle news è notevolmente cambiata con la rivoluzione digitale: secondo i dati americani del Pew Reserch Center le persone impiegate in lavori correlati al settore delle notizie a livello digitale sono oltre 5.000. Le organizzazioni e le agenzie enfatizzano molto il ruolo dei social media nello storytelling e nel coinvolgimento del pubblico.

Il social che dirige più traffico

Se si calcola il traffico proveniente dai social ai siti di notizie, quello che porta più traffico è sicuramente Facebook, seguito da YouTube e Twitter.
Nella classifica ci sono anche LinkedIn, Pinterest e Google +.
social media news

Partecipazione

La metà degli utenti dei social network condivide storie e notizie, immagini e video e circa la metà intavola discussioni sulle news o gli eventi. Nel 2014 gli utenti hanno postato anche foto e video correlate alla news oltre alla condivisione.
Social Media News partecipazione

Modalità di fruizione

Facebook rappresenta la fonte principale di referral per molti siti di notizie ma gli utenti che provengono dal social sembrano spendere meno tempo sul sito e non proseguono la navigazione nelle altre pagine del sito. Ciò significa che ci si sofferma su quella news e basta. Secondo i dati ComScore invece gli utenti che navigano direttamente il sito di news spendono almeno il triplo del tempo nella navigazione . Il più alto livello di coinvolgimento è dunque tangibile per i visitatori diretti piuttosto che per quelli provenienti dal social.

Tipologia di news su Facebook

La fruizione delle notizie su Facebook è riassumibile in 6 categorie principali:

  1. Divertimento (73%) diversamente da Twitter che ha le notizie dell’ultima ora
  2. Personaggi ed eventi della propria comunità (65%)
  3. Sport (57%)
  4. Politica e Governo (55%)
  5. Crimini (51%)
  6. Salute e medicina (46%)

I dati sono del Pew Research Center e fanno riferimento a un campione americano, tuttavia anche in Europa e in Italia si riscontrano trend molto simili relativi alla fruizione di news dai social network. È per questo fondamentale presidiare questi canali che possono dare notevole visibilità.

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Contatti Marketing PMI Servizi

Per approfondire: Pew Research Center

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Nuovi formati annunci

Google lancia nuovi formati per gli annunci display su mobile

martedì, 30 settembre, 2014

Google ha annunciato che a partire dai prossimi mesi saranno lanciati nuovi formati per gli annunci display destinati ai dispositivi mobile. I diversi formati per gli annunci display su mobile saranno disponibili sulla Rete Display di Google AdWords, la rete di AdMob e DoubleClick e saranno in grado di aiutare gli inserzionisti che hanno necessità di creare annunci che funzionino su più schermi.

La novità introdotta da Google sarà disponibile nei prossimi mesi e riguarda formati che sono stati progettati specificatamente per ambienti mobile. Vediamo quali sono questi formati.

Gli annunci di grandi marchi, realizzati per il mobile e ridimensionati per ogni schermata: si tratta di Engagement Ads, un formato che consente di utilizzare le risorse del brand esistenti per creare automaticamente annunci coinvolgenti in HTML5 che funzionano perfettamente su qualsiasi dispositivo e schermo. Gli annunci saranno ridimensionati dinamicamente per adattarsi a qualsiasi dimensione dell’annuncio.

Gli annunci video per la rete AdMob che le persone possono decidere di guardare: con TrueView Ads (già disponibile per alcune applicazionim, presto esteso a tutte) gli annunci possono raggiungere i consumatori mentre sono impegnati a utilizzare le loro applicazioni preferite. Il pagamento avviene solo quando un utente sceglie di non ignorare l’annuncio.

Gli annunci che restano quando una persona fa lo scroll sulla pagina: Anchor ad format è un formato pubblicitario che compare nella parte inferiore dello schermo su un dispositivo mobile. Nel momento in cui un utente scorre in fondo alla pagina, l’annuncio resta “ancorato” al fondo dello schermo. L’utente può eliminare l’annuncio in qualsiasi momento.

Gli annunci in formato magazine per quelli già esistenti: Magazine style text ad format, precedentemente lanciato per i siti web nella versione mobile, ora sarà esteso alla rete AdMob e alla rete display degli annunci AdWords. Il testo dell’annuncio, in pratica, prende lo stile di una rivista stampata.

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Panda

Vincitori e perdenti dopo l’aggiornamento 4.1 di Google Panda

martedì, 30 settembre, 2014

La scorsa settimana Google ha rilasciato l’aggiornamento di Panda 4.1, ricordiamo brevemente le novità salienti di questo aggiornamento:

  • miglioramento di Panda per identificare meglio i contenuti di bassa qualità;
  • interessa il 3-5% delle query;
  • è iniziato settimana scorsa;
  • procederà in modo lento e graduale;
  • ed è stato rilasciato grazie ai feedback di utenti e webmaster.

Come sempre succede in questi casi, la community SEO mondiale entra in fermento per capire cosa realmente sta succedendo e quali saranno gli effetti sul posizionamento dei siti. E bene, a una settimana dall’avvio di Panda 4,1 iniziano a vedersi i primi risultati: SearchMetrics ha pubblicato una lista di siti americani colpiti da Panda 4.1 corredata da una lista di siti che, invece,  hanno beneficiato dallo stesso update.

Si tratti di vincitori e perdenti, una lista molto lunga e dettagliata di siti.
Tra i vincitori, in questo primo report, ci sono sicuramente i portali del settore delle informazioni e delle news con contenuti, notizie e download mentre tra i grandi perdenti siti di giochi, testi di canzoni e siti contenenti contenuti del settore medico.

In sostanza tutti i siti con contenuto povero e breve, poco utile all’utente. Gli aggregatori non forniscono contenuti originali e importanti per gli utenti.
A quanto pare non sembra rilevante per Google, inserire nella lista i siti che al momento sono “down” un dato misurabile già con Panda 4.0.
Dall’altra parte i siti che contengono contenuti di alta qualità sono sicuramente i vincenti e ottengono un balzo nella visibilità. Un esempio è Babble.com colpito da Panda 4.0, si è ora ripreso.

Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo sono sempre più volti a fornire all’utente contenuti originali, utili e interessanti, d’altronde non è una novità, già con l’aggiornamento di colibrì se ne parlava: Google favorisce i siti con contenuti originali e che forniscono un valore all’ utente, d’altronde Contenti s the king.

Se il tuo sito risponde alle linee guida di Google non devi assolutamente preoccuparti! Se invece hai notato una perdita di posizionamento, allora magari è il caso di consultare i professionisti della SEO!

contatti e preventivi

Per approfondire: Search Engine Land e Cronologia aggiornamenti di Google Panda

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Facebook Atlas pubblicità

Atlas di Facebook, un modo rinnovato di fare pubblicità

martedì, 30 settembre, 2014

Facebook annuncia ufficialmente sul suo blog l’arrivo di Atlas, il servizio acquistato da Microsoft lo scorso anno, che ora è stato ristrutturato ed è pronto per mettersi al servizio degli inserzionisti. Scopo della piattaforma è consentire agli inserzionisti di raggiungere gli utenti attraverso i vari device, e di colmare il divario tra impression online e acquisti offline.

facebook atlas

Gli utenti utilizzano sempre più dispositivi e sempre con più costanza,  se non è lo smartphone è il tablet, altrimenti c’è il pc o i vari smartTV, smartWatch e Google Glass. Un recente studio ha mostrato che il 60% degli utenti (campione US) utilizza almeno due device ogni giorno. Il mondo è tutto connesso e il comportamento di acquisto è notevolmente cambiato, con un passaggio fluido da online a offline e viceversa, ovviamente questo rappresenta un’opportunità di marketing da sfruttare al massimo delle sue potenzialità. Facebook vuole dare questa possibilità ai suoi inserzionisti attraverso Atlas.

La tecnologia che c’è oggi per pubblicazione e misurazione tramite cookie non è efficace, non funziona su smartphone, non consente un targeting demografico preciso e ha difficoltà nell’analizzare il passaggio online-offline. Atlas sfrutterà un altro tipo di tecnologia che consentirà misurazione, analisi, targeting più precisi e adeguati ai nuovi strumenti esistenti e basati sugli interessi reali degli utenti.

Atlas è stata riconfigurata per consentire agli inserzionisti Facebook Ads a raggiungere persone reali attraverso i vari device. Sarà possibile misurare e analizzare il targeting anche attraverso diversi dispositivi, verificare il processo di acquisto online-offline. L’interfaccia è stata ridisegnata, è semplice, intuitiva e consente di lavorare rapidamente e trovare facilmente i vari report.

Facebook parla di people-based marketing, con questo termine si intende probabilmente che gli inserzionisti potranno seguire gli utenti attraverso i vari dispositivi che utilizzano, ad esempio dicendo all’inserzionista che un utente che ha visto l’annuncio da smartphone ha poi terminato l’acquisto da desktop. Gli annunci, inoltre, non saranno pubblicati solo all’interno di Facebook, ma anche su altri siti e applicazioni, un po’ come a dire che Atlas è l’ennesimo guanto di sfida per Google.

Non si hanno molte più informazioni, attualmente la piattaforma è in fase di test con Pepsi e Intel e si stanno selezionando alcuni partner per offrire ulteriori funzioni.

Fonte: blog ufficiale Facebook Atlas

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Natale

Festività, inizia adesso per vendere bene a Natale

martedì, 30 settembre, 2014

Le migliori strategie per la promozione e/o vendita online sono quelle che hanno avuto il tempo necessario per essere pensate, modificate, perfezionate. Tempistiche come un paio di mesi sono già poca cosa se considerate nel contesto “web”.
Certo, se oggi, 30 settembre 2014, trovandoci a passeggiare per la via principale della nostra città, ci imbattessimo in una vetrina piena di addobbi natalizi e promozioni per l’occasione, probabilmente penseremmo a qualche buco temporale, nostro o del commerciante.

Sul web è diverso, per una serie di ragioni come per esempio e in primis l’elevata competition. Basti pensare che a ogni ricerca su Google possiamo arrivare ad avere davanti ai nostri occhi anche 20 “negozi” contemporaneamente, tra posizionamenti organici e annunci AdWords … e questo solo per la prima pagina.

Le tempistiche, dicevamo, sono diverse e le persone già hanno già iniziato a cercare quello che probabilmente vendi anche tu.

google suggest capodanno 2015Per verificarlo basta osservare il suggest di Google e anche Google Trends.

google trends capdonanno 2015

Questo è solo un esempio che certifica quanto chi come noi che lavoriamo nel settore da oltre 10 anni, sa già perfettamente.

Che cosa significa?

Se vendi online (più o meno qualsiasi cosa) puoi (dovresti) già adesso impostare delle campagne di promozione delle tue offerte speciali per le feste natalizie, utilizzando tanto strategie SEO quanto l’advertising e facendo leva sui punti di forza – indiscutibili – dei tuoi prodotti/servizi.
Anche grazie all’aiuto dei Social, in questi due mesi potrai costruire intorno alla tua offerta speciale una solida community in grado di veicolare il tuo messaggio in modo spontaneo e virale.

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Infografica su responsive design

Responsive design: Verve spiega cos’è in un’infografica

lunedì, 29 settembre, 2014

Il 25% degli utenti Internet accede alla rete attraverso un dispositivo mobile. L’importanza di avere un sito web ottimizzato per tutti i dispositivi è quindi oggi fondamentale. Verve ha realizzato un’infografica per definire cosa si intende per responsive design e quanto incide sulle performance di un sito web.

Con responsive web design si intende un sito web realizzato per essere adattabile a qualsiasi dispositivo utilizzato dall’utente (pc, smartphone e tablet). Un sito con responsive design è più semplice da leggere e navigare e non richiede lo scrolling o il ridimensionamento. Un sito responsive, inoltre, ha l’abilità di rispondere a ogni movimento effettuato e si adatta allo schermo senza compromettere le funzionalità o l’estetica del sito.

Come funziona? Un sito web realizzato con responsive design ha un’unica URL, un contenuto valido per tutti i dispositivi e un codice. Perché scegliere il responsive design? Nel 2015 si stima che gli utenti desktop saranno oltre 1,6 milardi mentre gli utenti mobile passeranno da 800 milioni a 1,9 miliardi.

Gli utenti mobile usano il loro dispositivo 150 volte al giorno e prima della fine del 2014 sorpasseranno gli utenti desktop. Altri dati riportati nell’infografica:

  • il 46% degli utenti mobile ha affermato di aver avuto problemi nel visitare un sito statico;
  • il 44% ha dichiarato di considerare problematica la navigazione da dispositivi più piccoli;
  • il 69% ha effettuato un acquisto da tablet negli ultimi trenta giorni.

Il responsive design consente, infine, di risparmiare denaro, migliorare la SEO e ottenere migliori performance.

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Mobile marketing

Acquisti online: l’influenza del mobile nelle vendite

lunedì, 29 settembre, 2014

Grazie a dispositivi mobile i consumatori iniziano le ricerche sui prodotti da acquistare molto prima di giungere nei negozi o addirittura non ci si recano proprio ed effettuano acquisti direttamente online negli e –commerce.

Secondo uno studio americano condotto a giugno 2014 da Ninth Decimal l’81% dei consumatori americani utilizza i dispositivi mobile, smartphone e tablet, per effettuare ricerche sui prodotti da acquistare direttamente a casa o a lavoro mentre un 19% effettua questa operazione nel viaggio verso lo store.

e-commerce study mobile tabella dati

Ricerche mobile

Le ricerche online sui prodotti iniziano molto prima di effettuare l’acquisto, in media circa 45 giorni, anche per acquisti di entità minore. L’utente ha bisogno di informazioni dettagliate e recensioni degli altri utenti prima di completare il processo d’acquisto del prodotto. Più comunemente invece le ricerche iniziano 10 giorni prima di completare e portare a termine l’acquisto.
Le implicazioni a livello di marketing sono quindi facilmente intuibili, oltre alla realizzazione di siti e-commerce per l’acquisto online è necessario ottimizzare le schede prodotto dell’e-commerce per avere maggiore visibilità e conversioni.

Pubblicità

Anche la pubblicità gioca un ruolo molto importante; lo stesso studio conferma che il 73% degli utenti mobile entrava in contatto con un annuncio pubblicitario è per questo fondamentale effettuare campagne pubblicitarie targetizzate per tipologia di utente ed effettuare annunci mobile. Mentre il restante 27% degli utenti visualizzava l’annuncio sempre nel tragitto verso il negozio.
I rivenditori utilizzano gli annunci mobile anche per offrire agli utenti sconti e offerte a loro dedicate e questa risulta essere una delle maggiori attrattive per gli utenti mobile e un modo per catturare la loro attenzione e fidelizzarli. La percentuale degli utenti di questo tipo aumenta fino al 60%, sempre secondo lo studio americano.

e-commerce mobile influence dati

Le opportunità di raggiungere questa porzione di utenti mobile sono numerose, basti pensare che negli Stati Uniti ammontano a 145.900 milioni gli utenti che acquistano da mobile o utilizzano i dispositivi mobile nel processo decisionale d’acquisto del prodotto. In questa percentuale anche utenti giovani, di età inferiore ai 14 anni e utenti che effettuano ricerche via web mobile e applicazioni.

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Fonte: emarketer.com

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