Twitter keyword targeting

Cinque consigli per utilizzare il keyword targeting su Twitter

giovedì, 18 dicembre, 2014

Twitter nel 2013 aveva lanciato il keyword targeting nella timeline, come strumento per pianificare campagne pubblicitarie sulla piattaforma a partire dalle parole chiave. Il keyword targeting, in pratica, consente all’inserzionista di raggiungere gli utenti in base alle parole chiave che hanno più utilizzato nei loro recenti tweet, retweet o preferiti. L’obiettivo di Twitter è consentire all’inserzionista di raggiungere gli utenti al momento giusto e nel giusto contesto.

Twitter ha ora pubblicato cinque suggerimenti per utilizzare questa funzione in modo da rendere le campagne ancora più efficaci. Vediamoli di seguito.

1) Usare quello che hai imparato dalla ricerca, ma non fermarti lì

La ricerca su motore di ricerca è cosa ben diversa rispetto alla ricerca su Twitter. Quando le persone inseriscono una query di ricerca in un motore di ricerca, queste stesse persone sanno che si stanno rivolgendo a una macchina. Su Twitter è diverso. Quando si fa un tweet con una parola chiave, l’utente sa che sta parlando alle persone.

L’inserzionista deve essere quindi in grado di individuare il peso che determinate parole chiave hanno per Twitter.

2) Identificare quando gli utenti saranno più aperti al tuo messaggio

Ogni tweet è una manifestazione di ciò che la persona che lo ha scritto sta pensando, sentendo o vivendo in quello specifico momento. Un marchio può così facilmente intuire quando l’utente è più propenso all’acquisto se ha inserito nel tweet parole che rimandano a un determinato prodotto.

Il suggerimento consiste nell’identificare il momento più adatto per organizzare la campagna pubblicitaria sulla base dei momenti di vita delle persone.

3) Usare analisi a livello di parole chiave per massimizzare le prestazioni

L’analisi keyword-level offre delle intuizioni su cosa si ha bisogno per trovare sistematicamente le parole chiave più performanti. Ad esempio, è possibile creare una campagna con una serie di parole chiave strettamente tematiche e dopo la prima settimana, una volta che si hanno dati a sufficienza, visualizzare il tasso di coinvolgimento per ciascuna parola chiave.

In questo modo sarà possibile rimuovere le parole chiave le quali i tassi di coinvolgimento sono inferiori rispetto al tasso per l’intera campagna.

4) Trovare il giusto equilibrio tra precisione e portata

Per ogni parola chiave che si utilizza ci potrebbero essere varianti o parole simili che rivelano la stessa apertura al messaggio. La corrispondenza generica può essere un ottimo modo per scalare le campagne pur mantenendo la precisione.

5) Riconnettersi agli utenti che di recente hanno mostrato un coinvolgimento con un tuo tweet

Quando si indirizza una parola chiave, si raggiungono gli utenti che hanno recentemente twittato quella parole chiave o hanno mostrato un qualsiasi tipo di impegno con un tweet, come una risposta, un retweet, l’aggiunta ai preferiti o un clic su un link.

Per questo motivo, è possibile utilizzare il targeting per parola chiave per fare remarketing con gli utenti che di recente hanno compiuto una qualche azione su un tweet sponsorizzato.

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comportamento acquisto online 2014

Il percorso di acquisto degli utenti analizzato da Google nel 2014

giovedì, 18 dicembre, 2014

L’anno scorso vi avevamo parlato del Customer Journey tracciato da Google, nell’area Think With Google. Un interessante viaggio che traccia i canali che aiutano i consumatori a decidere cosa e dove acquistare un bene e soprattutto uno spunto per chiunque abbia canali di vendita online da ottimizzare. Come tutti i servizi offerti da Google è interattivo e completo, attraverso una grafica minimal consente di comprendere i dati forniti. Trovate l’articolo dello scorso anno a questo link: The Customer Journey to Online Purchase – Google 2013.

La settimane scorsa è stato annunciato ufficialmente l’aggiornamento dei dati e dell’intero tool, grazie all’introduzione di nuove funzionalità: dati aggiornati in base al tracciamento di milioni di interazioni da parte dei consumatori, aggiornamento della classificazione dei settori e separazione delle ricerche a pagamento in modo da poter analizzare l’influenza del marchio e dei termini generici di ricerca sulla decisione di acquisto. In ogni settore ora si possono visualizzare i dati relativi a piccole, medie e grandi imprese. Purtroppo l’Italia continua a non essere presa in considerazione, quindi per i nostri esempi dovremo fare riferimento a Paesi stranieri.

I grafici che seguono fanno riferimento al mercato francese nel settore dei prodotti per animali.

Il primo riguarda le piccole imprese, come vediamo della categoria Assist Interaction, ovvero quei canali che si trovano all’avvio del processo e costruiscono consapevolezza, riflessione e scopo dell’acquisto, ci sono gli annunci a pagamento basati sul nome del brand proprio all’avvio del processo. Questo perché le piccole imprese molto spesso hanno un brand non molto conosciuto dagli utenti e quindi il primo passo è rafforzare la brand awarness. Per una piccola impresa che si occupa di prodotti per animali questo dato è fondamentale per capire che deve programmare annunci a pagamento sul proprio brand, oltre che quelli generici, come vediamo dallo step successivo. La ricerca organica e i social network si trovano a metà, tra Assist Interaction e Last Interaction, hanno quindi un ruolo importante nella decisione finale di acquisto. I canali più importanti sono però il traffico diretto (che indica conoscenza del marchio già prima di avviare la ricerca) e i referral (link trovati su siti specializzati, blog ecc…).

prodotti animali Francia - piccole imprese

Il secondo grafico è sulle medie imprese dello stesso settore. La situazione cambia totalmente, all’inizio del processo ci sono i social network mentre gli annunci a pagamento sul brand si spostano alla fine del processo insieme all’email marketing e subito prima di annunci display e traffico diretto.

prodotti animali Francia - medie imprese

Il terzo grafico è sulle grandi imprese, anche qui i social sono all’inizio del processo di acquisto, mentre per la decisione finale i canali più utilizzati sono brand paid search, traffico diretto e annunci display.

prodotti animali Francia - grandi imprese

Proseguendo nell’analisi dei grafici vedremo che è stata introdotta una nuova tipologia di grafico, che consente di analizzare l’influenza in percentuale di ogni canale. Selezionando i canali sotto al grafico verrà riportata una spiegazione semplificata del possibile significato del grafico. Ad esempio la ricerca organica all’inizio del percorso serve ai consumatori per guadagnare consapevolezza del brand e dei prodotti; nel mezzo per creare desiderio e incoraggiare l’interesse; alla fine per chiudere l’acquisto.

Di seguito il grafico sulla ricerca organica nel settore animali in Francia per le imprese piccole, medie e grandi.

Ricerca organica per prodotti per animali 2014

Ricerca organica nel settore animali in Francia per le imprese piccole, medie e grandi.

I grafici mostrati finora riguardano le azioni degli utenti che si traducono in click, ma non prendono in considerazione le impression, ovvero le visualizzazioni. Ad esempio la sola visualizzazione degli annunci display, senza click, ha un’influenza del 33% all’inizio del percorso, del 45% nel mezzo e del 23% al termine.

Fonte: The Customer Journey to Online Purchase 2014

Annunci personalizzati AdWords

Come utilizzare annunci personalizzati AdWords durante le feste

mercoledì, 17 dicembre, 2014

Su Google AdWords è stata aggiunta nei mesi scorsi la personalizzazione degli annunci con aggiornamenti in tempo reale. Le personalizzazioni degli annunci si adattano a tutto il contesto della ricerca o della pagina web che è visualizzata da un utente. Si può, ad esempio, inserire una parola chiave, il tempo di attesa o un qualsiasi testo che è stato precedentemente definito dall’inserzionista.

Come utilizzare gli annunci personalizzati per migliorare le prestazioni durante questo periodo di festa? La personalizzazione degli annunci può portare una serie di vantaggi, a seconda di come viene utilizzata. Tra i vantaggi:

  • gli annunci pososno essere mirati a ciascuna ricerca o pagina web visualizzata;
  • gli annunci si modificano automaticamente grazie alla funzione countdown che cambia il testo a seconda del comando dato dall’inserzionista;
  • la personalizzazione consente di creare diverse varianti del singolo annuncio di testo.

Gli annunci personalizzati si attivano grazie alla ricerca di un utente. La personalizzazione è un parametro che viene indicato tra parentesi graffe e sostituito da testo dinamico ogni volta che l’annuncio si attiva.

Nelle prossime settimane sarà, inoltre, inserito un nuovo widget per il countdown che aiuterà l’inserzionista a fare il conto alla rovescia in maniera più dinamica. Per impostarlo basterà digitare “{=” in ogni riga di testo. Sarà possibile anche visualizzare un’anteprima del conto alla rovescia associato all’annuncio.

Durante questi giorni di festa, Google raccomanda di utilizzare la personalizzazione degli annunci per mostrare agli utenti:

  • il numero di giorni, ore e minuti alla scadenza della promozione;
  • le promozioni e gli sconti giornalieri;
  • la disponibilità in magazzino del prodotto;
  • i tempi di consegna.

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google infografica app

Infografica sulle app mobile più popolari del 2014 in Google Play

mercoledì, 17 dicembre, 2014

Il 2014 può definito come l’anno delle applicazioni mobile, almeno a guardare le ultime statistiche InMobi che hanno registrato un +32% di download rispetto solo al periodo precedente. A dirlo c’è anche Google con il post pubblicato sul Android Official Blog intitolato Your favorite apps, games, movies and more in 2014 .

L’anno dell’entertainment, con moltissime app scaricate soprattutto dalle categorie Education, Health & Fitness, Music, Photography, Social, Entertainment, Sports e Travel. A vincere sono, rispettivamente, le applicazioni quali Duolingo, MyFitnessPal, Pandora, Flipagram, Facebook, Netflix, NFL Mobile e TripAdvisor.

Google Play End Year Infographic 2014

Le “questioni” sulle applicazioni mobile

Il dato di fatto è questo: a tutti piace utilizzare le applicazione mobile e questo le Aziende lo sanno piuttosto bene. Ciò che talvolta manca, invece, è la consapevolezza del “prodotto” che si vuole realizzare.

Se dovessimo stilare un elenco delle domande sulle app mobile che più di frequente ci arrivano per email o per telefono, questo sarebbe l’ordine gerarchico:

  1. Quanto costa un’applicazione mobile?
  2. Mi conviene fare l’app o il sito responsive?
  3. Come posso rendere più popolare l’applicazione mobile della mia azienda?

Qui trovate le risposte:

  1. Applicazioni mobile: quanto costa realizzarle? Dipende
  2. Il grande dubbio: applicazione mobile o sito responsive?
  3. Checklist per il successo di un’app mobile, infografica

app store optimization

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ebook data visualization

In un ebook gratuito i vantaggi della Data Visualization

martedì, 16 dicembre, 2014

Tutti noi quotidianamente, a prescindere dal tipo di lavoro che svolgiamo, abbiamo a che fare con i dati.
Questi dati provengono da molteplici fonti tra loro diverse, vendite, acquisti, indicatori di performance delle campagne marketing, andamenti del fatturato ecc. e per questo la loro interpretazione risulta piuttosto complicata.

Ma “dietro ogni dato c’è una storia” la cui comprensione ci aiuta a prendere decisioni importanti e a scoprire, per esempio, come aumentare il fatturato, gestire al meglio la rete vendita, capire le performance dell’ultima campagna di marketing e mettere in correlazione informazioni che non avremmo mai pensato potessero essere correlate, prevedere i trends del settore. L’analisi del dato e le soluzioni di Business Analytics si chiamano, appunto, Data Visualization: un vero e proprio mezzo a nostra disposizione, attraverso il quale conoscere, decidere, prevedere, condividere e innovare.

Cosa è nello specifico la Data visualization, perché serve al nostro cervello, come si relaziona con i big data e soprattutto perché è indispensabile alle aziende che vogliono crescere? A queste domande risponde l’ebook gratuito intitolato “4 motivi per cui non puoi più fare a meno della Data Visualization” che è possibile scaricare liberamente rilasciando i vostri dati, cliccando sull’immagine sottotante:

form per scarire l'ebookL’ebook, realizzato da SAS Italy, un’azienda americana che si occupa di Data Visualization, ci racconta in 34 pagine i vantaggi indiscutibili di questo tipo di analisi. In primis il fatto che proprio grazie all’esplorazione di tipo visuale, tutti, anche chi non è del reparto IT, possono comprendere i dati in modo semplice e intuitivo e ottenere anche suggerimenti.
Altri spunti interessanti provengono anche da coloro che hanno già scelto SAS Visual Analytics, come il Responsabile di Telecom Italia Security Lab, il Responsabile Marketing Cliente di Auchan, l’Amministratore Delegato di Oney, il Direttore Scientifico CRISP dell’Università di Milano Bicocca.

meme marketing

Come usare i meme per il web marketing

martedì, 16 dicembre, 2014

I meme sono fra gli elementi del web che più spesso ci siamo abituati a vedere, portatori di significati, umorismo e ironia spesso accompagnano post sui social network, post sui blog, bacheche Pinterest e in generale molte attività sul web.

In realtà il meme esiste da molto prima del web, come ci ricorda wikipedia:

“Il meme (dall’inglese meme, dal greco mímēma «imitazione») è un’entità consistente in un’informazione riconoscibile dall’intelletto, relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, per esempio un libro, ad un’altra mente o supporto. In termini più specifici, un meme sarebbe “un’unità auto-propagantesi” di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione.”

Meme può essere un’espressione linguistica, un capo di abbigliamento (la minigonna, i pantaloni a zampa di elefante…), una canzone…tutto ciò il cui significato culturale è riconosciuto universalmente e va ben oltre quello del semplice oggetto.

Il primo  parlarne fu  Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista del 1976, usando il concetto di meme per spiegare le modalità in cui le informazioni culturali si diffondono. Christopher Poole nel 2003 fondò 4chan, sito web dove per la prima volta appaiono i meme e da cui alcuni dei più famosi hanno cominciato a diffondersi. Anche se alcuni considerano Poole l’inventore dei meme, in realtà i meme sono un’invenzione del popolo del web, che li crea, li diffonde e decreta il loro successo. Impossibile dire chi sia l’inventore dei meme che vediamo oggi circolare online, poiché siamo tutti loro inventori.

Detto ciò, i meme possono essere un ottimo mezzo per promuovere il proprio brand online, sfruttando quelli che sono già elementi amati e riconosciuti dagli utenti.

  • I meme sono facili da creare, esistono numerosi meme generator online, basta scegliere l’immagine e personalizzare il messaggio.
  • In molti casi la creazione di un meme è gratuita, anche se alcuni di essi possono essere coperti da copyright.
  • Il meme porta con sé umorismo e ironia, chi vede un meme sa che probabilmente potrà sorridere (non bisogna deludere questa aspettativa, ma comunque si predispone l’utente in maniera positiva).
  • È un’ottima strategia per permettere a un brand di essere moderno e al passo con i tempi.
  • L’utilizzo dei meme favorisce la condivisione dei contenuti, un meme ben costruito potrebbe portare una buon popolarità sui social anche a distanza di tempo e senza troppo sforzo.
  • I meme sono immagini e in più portano con sé numerosi significati, accompagnare i propri post con un meme significa sfruttare quel potere delle immagini che abbiamo tante volte menzionato.

3 consigli per usare i meme nel marketing

Prima di accingersi a utilizzare i meme nel marketing occorre prepararsi, per evitare clamorose figuracce:

  • Studiare il significato dei meme e assicurarsi che rappresentino esattamente ciò che vogliamo dire. In questo ci aiuta uan risorsa che ho trovato incredibile e che ho scoperto da poco, una wiki creata da meme-Italia.it in cui vengono raccolti e spiegati i meme più famosi che si aggirano nel web. Una fonte incredibile di informazioni, indispensabile se si sta approcciando al loro utilizzo per promuovere un’azienda.
  • Focalizzarsi su un elemento che sia memorabile ma che abbia anche uno stretto legame con il proprio marchio. Solo in questo modo sarà possibile sfruttare la correlazione positiva tra meme (per definizione qualcosa che viene ricordato) e il proprio brand.
  • Evitare di stravolgere il meme originale, anzi l’ideale sarebbe lasciarlo così com’è, modificando sensibilmente ciò che lo circonda. D’altronde qualsiasi meme è una formula di successo già comprovata, perché modificarne gli elementi?

Esempi di utilizzo dei meme nel marketing

Vediamo alcune case history di brand che hanno utilizzando i meme per promuovere i propri prodotti.

HipChat per promuovere il proprio servizio ha scelto “YU NO, un meme che con aria frustrata si pone come se volesse avere spiegazioni rispetto a qualcosa di assurdo. Il messaggio di HipChat è quindi “Come’è possibile che tu non stia usando HipChat?”, facile ed efficace, perfetto per un marchio ce si rivolge a un pubblico giovane che senz’altro utilizza web e mobile quotidianamente.

YU NO Hipchatyu no max pezzali

Diamond Envy si è affidata a “Foul Bachelor Frog” associata a comportamenti disgustosi e tipici degli scapoli. Diamond Envy vedne diamanti e anelli di fidanzamento, ha perciò pubblicato un post con una serie di consigli ironici rivolti ai giovani scapoli.

foul bachelor frog floor the largest shelffoul bachelor frog

Worldventures è un club di viaggi e ha usato i meme per fornire consigli di viaggio. Oltre alla Foul Bachelor Frog, anche Socially Awkward Penguin, Condescending Wonka , Confession Bear, Grumpy Cat

Socially Awkward Penguin rappresenta chi non ha competenze sociali e autostima, rappresentando chiunque affronti le situazioni in maniera del tutto maldestra.

Socially Awkward Penguin First ClassSocially Awkward Penguin

Condescending Wonka rappresenta Gene Wilder in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Il suo significato è sarcastico e paternalistico.

Willy Wonka meme

Willy Wonka meme seo

Confession Bear serve a rappresentare la confessione di segreti inconfessabili.

Confession Bear HeadphonesConfession Bear facebook

Grumpy Cat è uno dei gatti più famosi del web, la sua padrona sta guadagnando milioni di dollari e il suo gatto dalla tipica espressione imbronciata rappresenta chi è arrabbiato e ce l’ha con il mondo.

Grumpy Cat Disneygrumpy cat christmas

AdWords nuovo report

Campagne video AdWords: nuovo report per misurare il rendimento

lunedì, 15 dicembre, 2014

Google ha annunciato di aver inserito una novità nel report dedicato alle campagne video realizzate con AdWords. Il nuovo report definisce le performance e il grado di coinvolgimento. In particolare, riporta dati su tutte le visite, il numero di apprezzamenti ottenuti dal video, il numero delle condivisioni e le sottoscrizioni.

Oltre a questi dati, è disponibile un nuovo grafico che suddivide le informazioni per “non a pagamento”, “altre campagne” e “campagne brand”. Il nuovo strumento permette di vedere quali video sono poco efficienti in tutte le campagne e raffigura in maniera più dettagliata come il video sta aiutando a costruire il pubblico su YouTube.

Tutte le visite” consente di confrontare le visualizzazioni a pagamento del video con quelle non a pagamento. I “Mi piace” indicano il totale degli apprezzamenti associati ai video. Le “Condivisioni” riportano, invece, il numero totale di volte in cui le persone hanno condiviso il video e infine le “Iscrizioni” mostrano il numero totale di volte in cui le persone hanno eseguito l’iscrizione al canale mentre guardavano il video.

Nell’account AdWords è possibile monitorare i seguenti elementi per gli annunci video:

  • rendimento del video e livello di coinvolgimento degli utenti;
  • percentuale di visualizzazioni e di costo di ciascun video;
  • fidelizzazione del pubblico di ciascun video;
  • dati demografici per ciascun video.

I dati demografici di ciascun video mostrano il dettaglio delle visualizzazioni a pagamento e non a pagamento in base al sesso (uomo, donna o sconosciuto). Mentre per la fidelizzazione è possibile vedere la percentuale media di utenti in tutte le visualizzazioni del video.

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Pubblicità online

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strumenti seo avanzata

SEO tool per l’ottimizzazione avanzata delle pagine web

lunedì, 15 dicembre, 2014

Sul blog di Moz è presente un articolo completo ed esaustivo sull’ottimizzazione avanzata di una pagina web, si parla di topic e keyword, ma anche di frequenza, posizione, link ed entità.

Prima di andare avanti occorre chiarire il concetto di entità, strettamente legato alla ricerca semantica. Le entità, per semplificare, sono nomi, cose e luoghi e un esempio di uso delle entità da parte di Google è il Google Knowledge Graph (semantic search o entità search). In parole povere le entità consentono al motore di ricerca di comprendere meglio la richiesta dell’utente e rispondere in maniera adeguata. La ricerca semantica viene definita da Tamas Doszkocs of WebLib:

“Semantic search is a search or a question or an action that produces meaningful results, even when the retrieved items contain none of the query terms, or the search involves no query text at all.”

L’utilizzo di schema.org, ormai introdotto da diversi anni nei principali motori di ricerca, consente al motore di interpretare in maniera più appropriata le informazioni contenute nelle pagine web.

L’articolo di Moz, oltre a spiegare in maniera approfondita come sfruttare le entità e le relazioni tra keyword per l’ottimizzazione onpage di una pagina web, indica anche 5 tool che possono facilitare questo compito.

Alchemy API

Questo strumento consente di estrarre le entità, di analizzare il collegamento tra i dati e di individuare un target:

  • Sentiment Analysis: è possibile estrarre il sentiment di una pagina web, ovvero capire se il contenuto si riferisce on maniera positiva o negativa all’argomento, o al brand, di cui tratta.
  • Entity Types: come abbiamo visto un’entità può essere una persona, una città o un brand. Molte entità hanno sottotipi che forniscono una descrizione più dettagliata dell’entità stessa, ad esempio un aparola può indicare una città ma anche un nome proprio di persona. Con AlchemyAPI si possono identificare centinaia di tipi di entità e di relativi sottotipi.
  • Linked Data: i dati collegati ad ogni entità consentono di accedere a ulteriori informazioni semantiche e migliorando i contenuti proposti.
  • Disambiguation: spesso i contenuti possono essere ambigui, si può parlare di Michael Jackson la pop star o di Michael Jackson lo scrittore, il tool analizza il testo che circonda l’entità per individuare correttamente di quale si stia parlando nel contenuto.
  • Quotation extraction: AlchemyAPI estrae e identifica le citazioni, attribuendole a una data entità. La funzione è attiva solo in inglese e francese.
  • Language Support: il tool supporta 8 lingue – inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese, russo, spagnolo, svedese e tedesco – coprendo 1,3 miliardi di persone.

alchemy api

SEO Review Tools

Questo tool  restituisce parole chiave correlate primarie e le relative secondarie, filtrando i risultati anche in funzione di sinonimi e Paese, l’italiano non è supportato quindi per ora per noi è difficile che questo tool possa essere utile.

Di seguito i risultati per SEO tools, per ogni parola chiave primaria legata a quella inserita è possibile visualizzare le secondarie cliccando sull’apposito link ” Skip to suggestions”.

seo review tool

LSIKeywords.com

Il tool restituisce i Latent Semantic Indexing (LSI) per le pagine principali restituite da Google in funzione di una keyword phrase. Una sezione dell’algoritmo dei motori di ricerca serve per identificare i termini semanticamente correlati, per individuarli vengono effettuate delle analisi sulle pagine web che vengono restituite e sulle tematiche collegate. Grazie ai LSI il motore di ricerca sa, ad esempio, che Michael Jordan è un giocatore di basket. Grazie ai LSI i motori di ricerca riescono a decifrare meglio le pagine web per fornire risultati di ricerca più rilevanti con contenuti di qualità.

Oggi il tool segnalato da Moz non funziona, perciò ne abbiamo individuati altri che possono aiutare in questo senso InboundWriter (servizio a pagamento), WordStream (a pagamento) e il Google Sets Method (componente aggiuntivo per i fogli di calcolo di Google Drive).

Social Mention

Social Mention gestisce oltre 80 siti di social media, tra cui Facebook, Twitter e YouTube. Con Social Mention è possibile ricevere quotidianamente un’email riassuntiva e consente di avere un quadro su discussioni che riguardano il proprio brand presenti sui social; il numero di menzioni e un’analisi del sentiment delle stesse. Oltre a queste caratteristiche molto utili per la brand monitoring, offre anche la possibilità di estrarre keyword correlate, basta cercarne una e visualizzare il grafico nella sidebar sinistra “Top Keywords”.

Google Trends

È uno strumento performante e gratuito offerto da Google, grazie al quale è possibile avere un prospetto dell’’andamento delle ricerche relative a una parola chiave in un determinato lasso di tempo e in un’area geografica predefinita, effettuando anche confronti tra più termini. Fra i risultati che vengono restituiti c’è anche un elenco di parole correlate e scaricando il CSV l’elenco arriva fino a 50 keyword, a cui si aggiunge un prospetto di quelle in crescita.

Fonte: Blog Moz

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mobile search

Italiani popolo mobile addicted, 4 statistiche lo dimostrano

lunedì, 15 dicembre, 2014

Gli italiani sono un popolo mobile addicted ma anche multi-screen addicted, insomma pur di trovare online quel prodotto che tanto ci piace, utilizziamo un po’ tutto, magari in momenti e in luoghi diversi. Se poi un sito web, da smartphone e/o tablet, non ci soddisfa (è lento, caratteri piccolissimi, elementi di disturbo) ci mettiamo un nanosecondo a passare a un altro sito web; la dura legge della competition!

Per farci un’idea andiamo a dare un’occhiata alle statistiche di Consumer Barometer di Google, selezionando, appunto, nel filtro, il nostro paese: Italy.

1. Quale device utilizzano gli italiani maggiormente?

utilizzo device

  • 91% Mobile Phone
  • 53% smartphone
  • 70% computer.

2. Quanto spesso vanno su Internet per cercare informazioni e/o prodotti?

internet da mobile

  • 53% più volte al giorno
  • 23% una volta al giorno
  • 15%. 2-6 volte a settimana.

3. Cosa fanno gli italiani quando utilizzano il proprio smartphone?

attivitàIn top tre troviamo: utilizzo dei motori di ricerca 15%, social network 8% ed email 11%.

4. I video

A guardare, invece, l’oggetto in assoluto più “deisderato” e di interesse dei mobile addicted, a farla da padroni sono sicuramente i video: il 26% guarda un video online dalle 2 alle 6 volte a settimana.

video mobile

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Campagne mobile Facebook

Cinque suggerimenti per migliorare le campagne Facebook su mobile

venerdì, 12 dicembre, 2014

Alla diffusione massiccia dei dispositivi mobile ne consegue l’importanza di creare campagne pubblicitarie che siano in grado di arrivare al target giusto. Data la prossimità delle festività natalizie, periodo in cui gli utenti saranno più propensi a fare acquisti, Facebook ha deciso di pubblicare cinque suggerimenti per migliorare le campagne per applicazioni mobile durante le vacanze.

Prima vediamo le più recenti novità.

La frequenza

A partire da questa settimana, gli inserzionisti possono acquistare annunci Facebook per app mobile con portata e frequenza altamente prevedibili. Questo consente agli inserzionisti di aumentare la consapevolezza controllando quanto spesso qualcuno vede un annuncio.

Un esempio, l’inserzionista può impostare la sua campagna pubblicitaria per il mobile in modo che raggiunga 5 milioni di persone, con un limite di frequenza di tre impressioni a persona per una settimana.

I video nel news feed

È in crescita il numero delle persone che caricano, condividono o scoprono video su Facebook. L’inserzionista è sempre più consapevole dell’importanza del video in ogni fase del processo di acquisto e deve esserlo ancora di più nel periodo delle festività natalizie.

Grazie al Power Editor, inoltre, l’inserzionista può acquistare annunci per app mobile con creatività video.

Nuovo targeting per dispositivo Amazon

Il targeting su Facebook è stato esteso per includere anche gli utenti che utilizzano il tablet di Amazon. Durane la creazione degli annunci, l’inserzionista può puntare a questo nuovo targeting definendolo nella scheda Comportamenti.

Vediamo ora i cinque suggerimenti per il periodo di Natale.

  1. Trovare nuovi proprietari di dispositivi. Nuovi dispositivi significano nuove opportunità per installare le applicazioni mobile.
  2. Raggiungere dispositivi specifici. Con le campagne è possibile raggiungere persone che, ad esempio, utilizzano modelli di dispositivi più recenti.
  3. Ottimizzare le campagne per il vostro obiettivo di business.
  4. Identificare gli utenti migliori e trovare persone che hanno caratteristiche simili. È possibile costruire un pubblico personalizzato sulla base del 25% degli utenti considerati top.
  5. Testare le campagne pubblicitarie creative, ad esempio utilizzando i video.

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