3 metriche Google Analytics importanti per il content marketing

giovedì, 23 aprile, 2015

Una volta deciso che il content marketing è la scelta giusta per la tua azienda, una volta valutato che i contenuti di qualità sono indispensabili oggi per avere visibilità sul web, una volta ascoltati gli esperti di web marketing che ripetono come un mantra “content is the king”. Fatto tutto ciò si può cominciare a organizzare un team che si occupi di produrre questi contenuti e non basta che siano dei bravi scrittori, chi scrive per il web oltre a innegabili capacità lessicali e oltre alla conoscenza della lingua, deve anche avere uno stile di scrittura che sia adatto al supporto, sia nella forma sia nel contenuto. Neanche questo è sufficiente, scrivere contenuti per il web significa anche avere capacità di analisi, in particolare saper interpretare correttamente alcuni dati che possono fornire spunti di miglioramento. Google Analytics, fra tutti gli strumenti di web analytics, è probabilmente il più accessibile e non solo perché è gratuito, ma anche perché ha un modo di presentare i dati intellegibile anche al meno avvezzo all’interpretazione dei numeri. Vediamo tre metriche che ogni scrittore per il web dovrebbe saper leggere e interpretare.

Definizione e interpretazione degli obiettivi

Sapere qual è l’obiettivo è l’unico modo per definire il percorso giusto per raggiungerlo. Se saliamo in macchina e partiamo senza conoscere esattamente dove sia il luogo che dobbiamo raggiungere è molto probabile che sbaglieremo strada, che faremo un percorso più lungo e anche che non raggiungeremo mai la nostra meta. Il marketing senza obiettivi è la stessa cosa. Quindi a priori da qualsiasi strategia di content marketing o altro è importante stabilire gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Non sono i macro (compilazione del form, acquisti, telefonate…), ma anche obiettivi apparentemente più piccoli, ma molto positivi, ad esempio il tempo di permanenza su alcune pagine, la visualizzazione di video, la visualizzazione di alcune pagine chiave.

Fatto un elenco di obiettivi si può passare a impostarli su Google Analytics. Entrare in Amministrazione e poi dalla sezione Vista cliccare su Obiettivi e quindi su Nuovo obiettivo. Si possono scegliere quelli reimpostati (pagina di destinazione, durata della visita, numero di pagine visualizzate, evento oppure un obiettivo personalizzato.

obiettivi google analytics

Definire i segmenti avanzati

Attraverso la definizione dei segmenti è possibile suddividere il pubblico di un sito in funzione della sua qualità e per farlo è possibile creare dei segmenti che si basano sull’obiettivo raggiunto (o non raggiunto), ad esempio un segmento potrebbe includere tutti gli utenti che hanno compilato un form di richiesta e un altro quelli che sono arrivati sul sito e l’hanno lasciato immediatamente.

Una volta segmentato il pubblico in funzione degli obiettivi è possibile conoscerne le caratteristiche demografiche, ma anche i dispositivi usati. Ad esempio potremmo scoprire che chi converte di più è un segmento di età compresa tra 25 e 34 anni che naviga da mobile. Essendo a conoscenza di queste informazioni potremmo rivedere le nostre strategie, puntando su tematiche più interessanti per quel segmento di pubblico e ovviamente (ma questo ormai dovrebbe essere assodato) fare in modo che tutto il sito sia navigabile e utilizzabile da mobile.

Per impostare un obiettivo andare in Amministrazione, sezione Vista e quindi scegliere Segmenti. Esiste una raccolta di segmenti per analytics che possono essere importati negli account, visualizzabile da Importa da galleria.

segmenti google analytics

Analisi delle Conversioni indirette

Il rapporto sulle conversioni indirette (Conversioni > Canalizzazioni Multicanale > Conversioni indirette) riassume il contributo di ogni canale al raggiungimento degli obiettivi (se stiamo analizzando i risultati di un ecommerce), quindi alla conversione finale. Un canale può contribuire come:

  • Ultima interazionequindi è il passaggio che precede direttamente la conversione.
  • Interazione indiretta quindi è uno dei passaggi che hanno portato alla conversione, ma non l’ultimo.
  • Prima interazione quindi è il primo passaggio del percorso che porta alla conversione.

Un esempio potrebbe essere. Tizio vuole acquistare un ombrellone per il suo terrazzo e comincia  informarsi sui prezzi effettuando una ricerca su Google, perché vuole spendere poco ma comprare un prodotto di media qualità. Visita il nostro sito perché vendiamo ombrelloni da giardino e terrazzo, ma al momento non abbiamo offerte in corso. Dopo qualche tempo decidiamo di effettuare una campagna remarketing perché è appena arrivata la primavera e abbiamo deciso di mettere in offerta alcuni dei nostri ombrelloni. Tizio ancora non ha comprato l’ombrellone, visualizza il nostro annuncio e si ricorda che avevamo dei buoni prodotti e nota che ora i prodotti sono concorrenziali. Raggiunge il sito e finalizza l’acquisto. La ricerca organica che ha portato Tizio nel nostro catalogo la prima volta fa parte delle Conversioni indirette, poiché ha contribuito al percorso di acquisto ma non nell’immediato.

Conoscere questi meccanismi ci consente di capire meglio quali sono i contenuti che hanno maggiore successo dal punto di vista della conversione e anche comprendere meglio il nostro pubblico e i meccanismi che stanno alla base del loro comportamento.

Fonte: MarketingLand