5 errori SEO nell’uso di backlink e contenuti

venerdì, 2 ottobre, 2015

Ottimizzare un sito web è una faccenda complessa, primo perché non esistono regole incontrovertibili, secondo perché quelle poche certezze che ci sono potrebbero essere distrutte da un momento all’altro, terzo perché ogni sito web, ogni settore, ogni brand è una storia a sé, perciò quello che va bene per un cliente potrebbe non andar bene per un altro.

Fare SEO è una sfida continua che spesso può trarre in inganno e farci fare degli errori, reiterandoli anche nel tempo. SearchEngineLand ce ne ricorda 5 riguardanti l’uso dei link e dei contenuti.

Tutti i backlink all’homepage

Mettere tutti i link all’homepage può essere una tentazione forte, è proprio lì che si trovano tutte le caratteristiche del brand, tutti i prodotti in vendita, tutti i servizi che si possono offrire. Ma in realtà è una strategia SEO sbagliata. La maggior parte dei siti ha più backlink all’homepage che altro, ma questo non ne fa un buon modo di agire. Portare l’utente direttamente al contenuto che vogliamo che veda è giusto e porta profitto, senza contare che aiuta nel posizionamento. Neil Patel ci fa l’esempio di Wikipedia, per la quale solo l’1% dei backlink punta all’homepage e infatti si posiziona con praticamente qualsiasi query.

I backlink alle pagine interne aumentano il valore del sito nel suo complesso e questo significa che ci sono più possibilità di posizionamento perché di più sono le pagine rilevanti.

Fermare la link building arrivati in prima pagina

L’arrivo in prima pagina non è per sempre, anche i record del mondo possono essere superati, figuriamoci il posizionamento sui motori di ricerca. Esattamente come nelle discipline sportive ci vuole un allenamento costante e un’attenzione che perduri nel tempo a tutto ciò che ha a che fare con il sito, ma soprattutto con la link building. Bisogna continuare a ricevere backlink, a mantenere vivo l’interesse di Google verso le pagine del nostro sito, altrimenti arriverete in prima pagina ma ve ne andrete presto.

Non utilizzare il blogging

È un errore diffuso, perché in realtà le aziende credono ben poco nel valore di quelle quattro parole pubblicate online, perché pensano che non essendo scritte per vendere non portano guadagno. In realtà se per vendere bisogna avere un buon posizionamento (altrimenti non si farebbe SEO), per avere un buon posizionamento è importante che il sito sia aggiornato e per aggiornare il sito con una certa frequenza occorre avere un blog. Non possiamo pensare di aggiungere contenuto alla pagina dei Servizi una volta al mese o di modificare il Chi siamo una volta a settimana. L’unico modo per dare sempre una nuova pagina al motore di ricerca è pubblicare dei post sul blog. Ovviamente non parliamo di quattro parole, i post del blog aziendale devono essere curati, interessanti, originali, devono essere di qualità.

Per Hubspot il 70% del traffico viene da vecchi blog post e per loro fare blogging è uno degli strumenti principali per attirare nuovi clienti. Ora, avere una redazione come quella di Hubspot e produrre contenuti nuovi e interessanti ogni giorno è molto oneroso, ma avere una sezione interna al sito, dove pubblicare almeno due volte al mese un nuovo testo è meglio di niente.

blogging seo hubspot

L’importanza della rilevanza

Pensare che la gente (gli utenti) o i motori di ricerca siano stupidi e ingannabili è il primo passo per avere una strategia SEO stupida e soprattutto inutile. Quando scriviamo contenuti per il sito dobbiamo considerare entrambi gli elementi intelligenti, furbi e attenti. Il motore e l’utente vogliono la qualità, vogliono fidarsi e nel caso dell’utente affidano i propri soldi a qualcuno solo se pensano che ne valga la pena.

Per fare SEO occorre tenere in forte considerazione la pertinenza e la rilevanza del contenuto, perciò bisogna chiedersi:

  • Quello che sto scrivendo è pertinente con il tema del sito?
  • Questo che sto scrivendo è un valore aggiunto per l’utente?
  • La tematica scelta si adatta alle parole chiave scelte?
  • Ha senso che ottenga dei backlink?
  • Contribuisce alla qualità del sito?

Anchor text senza brand

L’importanza dell’anchor text è una delle costanti nel lavoro SEO e probabilmente lo rimarrà, proprio per questo non può mai essere sottovalutato. Innanzitutto deve essere naturale, il più possibile. Inoltre non può essere affatto sottovalutato l’anchor text brandizzato, ovvero che contenga il nome del brand, specie se quello che vogliamo è incrementare la brand awarness e rendere il nostro marchio visibile sul motore di ricerca. Ovviamente non sempre bisogna usare un anchor text con il brand, ma ogni tanto è una scelta da fare e sarà uno dei backlink per l’homepage, che come abbiamo visto vanno usati con parsimonia.

 

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