8 metriche da analizzare per il content marketing

venerdì, 6 febbraio, 2015

È ormai chiaro quanto sia importante includere la produzione di contenuti nelle strategie di marketing online. Il contenuto, nel tempo, ha acquistato una sempre maggiore importanza, sia per ciò che riguarda il posizionamento sui motori di ricerca (originale e utile) sia per ciò che riguarda la fidelizzazione dgeli utenti, sui social network come anche su siti web e blog.

La produzione di contenuti per il web fine a se stessa, però, ha poco valore. È fondamentale affiancargli un’attenta analisi dei risultati, per poter individuare tematiche che hanno maggiore successo fra i propri utenti e anche per evitare di spendere tempo su argomenti che invece non hanno i risultati sperati.

web marketing per aziende

Top Dog Social Media, in un suo articolo, ci consiglia 9 metriche da tenere sotto controllo, con analytics e altri strumenti, per valutare la strategia di content marketing.

#1 – Le pagine più popolari

Il primo dato può essere estratto dalle statistiche di Google Analytics nella sezione Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine

Qui vengono mostrate le pagine che hanno ricevuto più visite, ovviamente variando il periodo si avranno informazioni più specifiche o più generali. Diciamo che per valutare la potenza di un contenuto sarebbe il caso di considerare 3 mesi.

Questi dati sono da distinguere da quelli delle Pagine di destinazione, che sono le pagine attraverso cui gli utenti accedono al sito (dal motore di ricerca, dai social, dai referral…).

#2 – Visualizzazioni di pagina

Questo dato indica quante volte quella pagina è stata vista. Il numero di visualizzazioni può dipendere da diversi fattori. Ad esempio dal suo posizionamento per parole chiave molto ricercate, per la grande diffusione che ha avuto sui social network, perché ha ricevuto un backlink da un sito molto conosciuto… Il numero di visualizzazioni di pagina è comunque un indicatore del successo o dell’insuccesso di un contenuto.

Per questo dato è bene considerare gli articoli che hanno un numero basso di visualizzazioni e analizzare le possibili problematiche che possono presentare: l’argomento non è interessante? Il titolo non attira il lettore? C’è molta competitività su quella tematica? Sui social non è stato promosso a dovere?

#3 – Tempo medio sulla pagina

Questo dato indica quanto tempo gli utenti hanno trascorso sulla pagina, se il contenuto è interessante è probabile che ne abbiamo passato un po’ (valore variabile anche in funzione della lunghezza del contenuto), se invece il contenuto non rispecchia le loro aspettative è probabile che abbiano abbandonato rapidamente la pagina.

#4 – Velocità di caricamento delle pagine

La velocità di caricamento della pagina è un fattore che Google considera per determinare il ranking di una pagina web, ma è anche un fattore molto importante per l’utente. Gli abbandoni a causa di lentezza del caricamento sono frequenti, l’utente quindi non arriva neanche a considerare il tuo contenuto. Per questa ragione è bene effettuare dei test sui tempi di caricamento delle pagine e dell’intero sito. Ci sono numerosi strumenti, uno è PageSpeed Insights di Google che analizza la pagina sia per la navigazione da desktop che da mobile offrendo consigli sui miglioramenti da apportare.

#5 – Traffico Mobile

Per recuperare questi dati su Analytics ci spostiamo su Pubblico > Mobile > Panoramica. Qui vengono mostrati gli accessi dai diversi device, divisi in desktop, tablet e mobile, ovvero gli smartphone. Bisogna fare un confronto tra il comportamento degli utenti da mobile e da desktop. Da mobile la frequenza di rimbalzo aumenta? Il tempo di permanenza è molto basso? Ricordando che generalmente la durata della visita da mobile è sempre minore di quella da desktop, la differenza tra i due dati non deve essere enorme, altrimenti vuol dire che c’è un problema da analizzare e risolvere. Questa è una casistica frequente nei siti non responsive o che non hanno una versione mobile, l’utente non riesce a navigare il sito e quindi lo abbandona.

#6 – Condivisioni social

Le condivisioni sui social network per i contenuti web sono fondamentali, poiché rappresentano un’altra importante fonte di visite. Molte condivisioni indicano che il contenuto piace agli utenti e che sono attratti dalla sua presentazione.

Per questa ragione è importante installare i pulsanti di social sharing sul proprio sito/blog. Ci sono dei tool, come QuickSprout, che effettuano un’analisi completa del sito, comprensiva quella della presenza sui social. Altrimenti ci si può affidare ancora una volta a Google Analytics per avere dati riguardanti le visite provenienti dai social (Acquisizione > Social > Panoramica). Infine si possono utilizzare le statistiche di ogni profilo social, a parte Google Plus, per Facebook, Twitter, LinkedIn e Pinterest sono disponibili le piattaforme statistiche.

#7 – Frequenza di rimbalzo

Questo dato indica la percentuale di visite che hanno riguardato una sola pagina, ovvero quando un utente accede e lascia il sito dalla medesima pagina. Una frequenza di rimbalzo alta indica che non è stata catturata l’attenzione dell’’utente, che non ha voluto approfondire o visitare oltre il sito. Specie se l’alta frequenza di rimbalzo riguarda l’home page vuol dire che c’è una problematica da analizzare. Diciamo che una frequenza di rimbalzo buona è sotto il 50%.

#8 – Traffico dai referral

I referral sono i siti in cui è inserito un backlink verso una pagina web del vostro sito. I backlink sono per Google un fattore di ranking ed inoltre in genere rappresentano un’ampia fetta del traffico di un sito web.

Dall’analisi dei referral si può innanzitutto  individuare qual è il referral che porta più traffico, oltre al numero di pagine bisogna anche tenere conto della frequenza di rimbalzo. Se bassa vuol dire che quel referral è veramente ottimo. Se, viceversa, un sito porta tanto traffico, ma la frequenza di rimbalzo è del 90% vuol dire che non è così buono come si credeva.