Capire lo user intent: quando la SEO arriva davvero all’utente

venerdì, 13 settembre, 2013

Se cinque o sei anni fa era ancora pensabile (per quanto inutile) sprecare tempo a collezionare parole chiave sulle quali poi redigere contenuti che nessuno avrebbe mai letto, ad oggi quel che accade è esattamente il contrario e, diremmo, per fortuna.

E’ innegabile che la qualità del lavoro del SEO, sia dal punto di vista tecnico che da quello contenutistico, è cresciuta nel tempo e molti professionisti comprendono perfettamente l’evoluzione in atto e fanno di tutto per istruire e condividere il proprio know how con i Clienti.
In questo ambito, la comprensione dello user intent è uno dei fattori principali che separa il passato dal presente e si presenta come pietra miliare per il futuro.

Cosa è lo user intent

La traduzione letterale di questa parola fa capire subito di cosa stiamo parlando, ovvero dell’intento dell’utente e risponde alla domanda: che cosa vuole trovare l’utente?

Nelle Linee Guida dei Quality Rater di Google troverete che questa parola non solo ricorre numerose volte ma c’è un intero paragrafo dedicato e già questo la dice lunga.
Per Google la comprensione da parte dei Quality Rater dello user intent è un fattore determinante per il proseguimento del loro task e la stessa cosa dovrebbe essere per i SEO, onesti o umili, che poi è la stessa cosa.

Per capire lo user intent è necessario “calarsi” nella mente dell’utente e riuscire a “tradurre in codice” la sua richiesta, in sostanza trasformare un’esigenza astratta in una risposta concreta, in una landing page.

SEO e user intent

La prima attività è la selezione della tematica (ovvero “selezione keyword”, ma ci siamo accorti, nel tempo, che parlarne in questi termini è riduttivo e soprattutto fuorviante per i Clienti che si avvicinano adesso al mondo della SEO).
Inutile dire che è un’assoluta perdita di tempo focalizzarsi su quelle parole chiave che non rispecchiano in pieno il business del Cliente, volendo puntare solo al mero posizionamento.

Il modo per verificare se esiste una corrispondenza tra la selezione chiave realizzata e quel che gli utenti cercano è, in primis, ovviamente, utilizzare uno strumento di web analysis e poi monitorare anche le ricerche effettuate nel motore di ricerca interno al sito web del Cliente: si possono scoprire tante cose interessanti.

Offrire contenuti utili e quindi anche un percorso di navigazione usabile a fronte di una ricerca specifica, significa, in sostanza, soddisfare l’intento dell’utente (e POI pensare a quello del motore).

E’ francamente molto difficile fare disastri se si utilizza il buon senso. :)

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