4 domande e 4 consigli: Luca Bove ci parla di Local Strategy

martedì, 22 aprile, 2014

Sfiniti dalle richieste dei clienti di posizionarsi per query geolocalizzate (Roma, Firenze, Milano ecc) senza avere però una reale sede fisica nelle stesse città, noi della Divisione SEO e SEM di PMI Servizi abbiamo sentito, tutti, l’esigenza di avere un confronto con il massimo esperto italiano della Local SEO, Luca Bove, ormai un veterano della materia. Speriamo di fare chiarezza una volta per tutte.

Intanto 2 righe su di te (cosa fai, tuo sito ecc)

Sono Luca Bove (http://luca.bo.ve.it), opero come SEO professionista dal 2000. Dal 2007 (quando apparve su Google la Universal Search) un po’ per caso mi sono trovato a smanettare parecchio sulle mappe di Google soprattutto per la promozione di strutture locali. E da lì ho iniziato un lungo percorso di studio, approfondimento, sperimentazione e confronto, che poi è sfociato nel progetto verticale: www.localstrategy.it

Una breve (per quanto possibile) introduzione su cosa è – veramente – la local SEO

In pratica è una parte della attività SEO limitata alle ricerche di tipo locale (o come si dice con Intenti Locali), ovvero quelle query che hanno dei limitatori come località, CAP (Codice di Avviamento Postale). In soldoni sono i risultati di ricerche come “Corsi di cucina a Milano”.
In realtà oramai una parte dei risultati sulle SERP dei motori di ricerca sono locali anche quando non esplicitamente richieste.

Google (ma anche altri) riescono a prelevale le informazioni delle coordinate geografiche in cui ci troviamo (riconoscono ad esempio l’IP di collegamento della nostra Adsl, oppure prendono informazioni dall’antenna GPS degli smartphone o dai dati Wi-Fi) e per quelle query restituiscono i risultati di business nei dintorni.
La local search è importante perché tra il 25% e il 33% di tutte le query fatte sui motori hanno intenti locali. Per le ricerche da smartphone questa percentuale sale di parecchio arrivando anche al 50%. Per alcune attività (ad esempio i ristoranti, le strutture ricettive, i negozi, i servizi di emergenza) diventa poi vitale.

In particolare la local serch si lega a doppio filo con la mobile search: chi ha uno smartphone fa molte ricerche con intenti locali. E’ la sua forza. Quindi bisogna tener conto di questa aspetto quando si vuole operare in questo campo.

Per chiudere questa domanda, è importante comprendere che una parte consistente delle ricerche locali vengono effettuate nella fase finale del processo di acquisto. Io sono deciso ad acquistare quel prodotto particolare offline e cerco una attività nei dintorni, oppure cerco le direzioni sul navigatore per arrivarci, oppure gli orari di apertura. E vogliamo perdere sto cliente proprio quando è vicinissimo a noi?

Quindi quando si parla di SEO si deve intendere come Search Experience Optimization, ottimizzazione dell’esperienza della persona che effettua una ricerca. E l’esperienza in caso della local search è importante perché Google (e gli altri competitor) mostrano, oltre che i dati dell’esercizio, anche foto, orari, recensioni delle persone che le hanno provate.

Perché senza una sede fisica reale è impossibile posizionare le proprie pagine web per quella query geolocalizzata?

Le Mappe virtuali sono il punto di unione tra online e offline. Bisogna quindi comprendere bene il comportamento di chi le usa e le regole imposte dai vari player.

Google in un post ufficiale dichiarò qualche anno ha (la traduzione è libera mia): “Il nostro obiettivo è di creare una rappresentazione digitale del mondo reale […]. Significa fornire un vista locale, e strumenti come Google Places che aiutino le persone del mondo a conoscere e a connettersi con i luoghi e i business nelle loro immediate vicinanze.”

Ancora, qui support.google.com/places/answer/107528 afferma che “Google Places unisce gli utenti alle loro attività commerciali locali, sia online che nel mondo reale” e “Non creare una scheda di attività commerciale o non collocare il tuo indicatore in una posizione in cui l’attività commerciale non esiste fisicamente. ”

Quindi se non ci sei nel mondo reale, non puoi esserci in quello virtuale (almeno rispettando le policy di Google).

Andando poi sul tecnico, Google costruisce la presenza virtuale di un esercizio X partendo dalle tracce che trova online, ad esempio la presenza su siti autorevoli (e magari pagati profumatamente) come le Pagine Gialle, dal fatto che molte persone parlano di X, ne fanno foto e lo recensiscono. Poi ci sono anche directory che pubblicano i dati provenienti dalle camere di commercio che sono pubblici.

Creare quindi informazioni fasulle richiede un discreto sforzo.
E poi Google riesce ad accedere ad un sacco di dati, per cui cercare di fregarlo è possibile, ma non è facile per niente.

Se un cliente di Milano ti chiede il posizionamento con una query del tipo “corsi a Roma” ma non ha una sede fisica nella capitale, come cerchi di fargli capire che è sbagliato?

Se ha la sede a Milano tiene effettivamente dei corsi a Roma ci sono ancora delle possibilità di visibilità. Legate alla local search senza mappe, che Google ha implementato con il “Venice Update” un paio di anni fa. Quello che è sbagliato quindi è voler apparire con le MAPPE, ma la SEO si riesce.

Google si rese conto che i risultati delle mappe non riuscivano a soddisfare tutte le query con intenti locali, perciò quando riesce ad individuarle mostra anche i risultati organici geolocalizzati.

Ecco un esempio della stessa query fatta in 2 comuni differenti, i risultati (organici) sono tutti diversi ! Questo è Venice Update.

esempio serp local

4 consigli vitali (lo so è complicato) per chi vuole iniziare una strategia local

  1. Alla base c’è sempre un buon sito ottimizzato lato SEO (quello classico), con uso dei microdati in particolare schema.org/LocalBusiness. L’attività SEO tradizionale serve comunque anche in ambito local;
  2. rivendicare la scheda Google Places e anche le altre al di fuori di Google (ad esempio Yelp, Nokia Here, BingPlaces, FourSquare ecc. ) curando bene tutti i dati, in particolare il numero di telefono, le categorie merceologiche di riferimento;
  3. far parlare di sé, basta che se ne parli, anche senza link. Le citazioni sono molto importanti. Vanno intese nel senso letterale del termine. Quando ci sono delle pagine web che riportano il nome della struttura, l’indirizzo e/o il telefono anche senza link vengono lette da Google e usate come fattore di ranking. E’ importate che le citazioni sul web siano tutte uguali per evitare di confondere Google;
  4. offrire buoni servizi e/o prodotti e stimolare le opinioni dei propri clienti. Le recensioni oltre che essere utili per la conversioni, sono usate anche come fattore di ranking.

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