Content Construction Kit, lo sviluppo in Drupal, Joomla e WordPress

venerdì, 7 gennaio, 2011
CCK, come procede lo sviluppo

Lo sviluppo dei cck nei principali cms - i loghi sono di proprietà delle rispettive aziende

Sta prendendo sempre più piede fra gli sviluppatori dei CMS (Content Management System) più famosi (Drupal, Joomla e WordPress) lo studio e lo sviluppo dei cosiddetti CCK (Content Construction Kit), ossia moduli e/o componenti che permettono di aggiungere campi personalizzati a qualsiasi tipo di contenuto.

Drupal, va detto, li ha integrati con l’istallazione, gli altri si stanno via via adeguando e sono stati realizzati vari componenti da installare successivamente al setup del cms.

Il mondo e l’offerta dei cck è quindi in continua evoluzione.

CCK: cosa permettono di fare

Come spesso accade quando si ha a che fare con i cms e più in particolare con uno qualsiasi dei componenti, la grande flessibilità che caratterizza questi strumenti fa sì che lo stesso componente possa essere usato per gli usi più disparati.

Sì può creare una semplice vetrina prodotti divisi per categoria o un archivio più ricco e completo di quello che di base consentono di fare tutti i cms.

Il plus, come detto, risiede nel fatto di poter aggiungere campi per poter meglio personalizzare l’argomento trattato, ad esempio una scheda riepilogativa del tutto.

Joomla e i cck

Il cms sul quale è possibile reperire il maggior numero di cck è al momento Joomla!, per il quale sono state realizzati un numero di queste add ons veramente notevole.

Segnaliamo quelli che, per noi, sono i migliori:

  • jSeblod CCK, il più completo, supporta infatti tutta un’altra serie di funzionalità che molti altri non fanno;
  • K2, il più famoso, è stato il primo a consentire di lavorare anche da front-end
  • FlexiContent, uno degli ultimi nati, si fa apprezzare perché, a differenza di K2, si integra al setup di Joomla! aggiungendo funzionalità molto utili al core dello stesso.

Di seguito una tabella comparativa, presente su Google Docs, dei vari componenti realizzati fino a oggi per Joomla!

Leggi la tabella comparativa dei vari cck esistenti per Joomla! (Lingua: inglese – Fonte: Google Docs)

Il corretto uso di un componente sta anche nel capire bene cosa si vuole ottenere e quale sia il giusto strumento per farlo, nella tabella è presente, fra gli altri, anche Sobi2.

Non che non debba starci, ma il componente è pensato per realizzare directory, come ha fatto PMI Servizi, il fatto che abbia la possibilità di personalizzare i campi non ne fa in automatico anche un buon gestore di contenuti o cataloghi prodotti.

WordPress e i cck

Lo sviluppo su WordPress di questa tecnologia sta andando un po’ più a rilento, probabilmente perché l’uso del cms stesso è pensato per architetture informative non complesse.
Al momento se ne contano quattro, questa la pagina da cui si possono raggiungere:
Lista dei cck per WordPress

CCK: cosa non funziona

Trattandosi di una nuova tecnologia, soprattutto su Joomla! e WordPress, si trova poca documentazione su come usarli, problema non da poco perché spesso il singolo componente è più articolato e complesso dell’intero cms.

Fatto strano, c’è poca informazione anche sui siti ufficiali degli sviluppatori stessi, spesso si trova qualcosa, ma molto frammentato, su forum o siti non tematici.

Un problema più tecnico è invece legato alle url che questi componenti generano, avendo infatti un’architettura molto complessa, il collegamento da una voce di menù a un contenuto generato con uno qualsiasi di questi sistemi può creare una url molto lunga.

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