Content Marketing e SEO, una checklist per sapere come fare

giovedì, 5 marzo, 2015

Lungi da noi ripetere per l’ennesima volta quanto sia importante il contenuto (e non solo per la SEO), lo abbiamo detto, lo leggiamo ovunque, tra un po’ lo insegneranno all’asilo e molto probabilmente le prime parole che i bambini della prossima generazione diranno, dopo mamma e papà, saranno “i contenuti sono importanti”.
Però si fa anche troppo presto a dire “scriviamo questo contenuto perché ci devono trovare per questa/quest’altra parola” (abbiamo volutamente semplificato la cosa…).

“Dietro” c’è, dovrebbe esserci, studio, analisi, redazione accurata (l’utilizzo di una corretta sintassi è alla base di qualsiasi tipo di comunicazione che mostri rispetto per il lettore) , conoscenza delle regole basilari della SEO on-page e ovviamente, sempre, il buon senso.

L’articolo che oggi abbiamo preso come esempio è quello di Search Engine Land (a questo link) che in poche e chiare parole presenta una checklist per ognuna delle fasi che tutte insieme compongono l’iter di produzione di un contenuto.

Capire come l’utente cerca

Qui non si tratta di posizionamento e basta, capire come il tuo cliente cerca i tuoi prodotti o servizi significa dargli in pasto un contenuto che lo spingerà a interagire con il brand:

  • analizza i dati a disposizione per identificare le tendenze, quindi tipologia di contenuti più condivisi, dati demografici, tipi di ricerca;
  • osserva i risultati che appaiono durante la ricerca delle parole chiave e correlate;
  • esamina le strategie adottate dai tuoi competitor per capire la tipologia di contenuti;
  • identifica cosa gli utenti si aspettano dal tuo brand;
  • crea, con i dati a disposizione che avrai ottenuto sin qui, una “storia” quella che parla delle “persone” (e non degli algoritmi).

Ottimizzare per gli utenti

Qui si parla di vere e proprie conversioni. Chi, nel 2015, pensa ancora a posizionarsi giusto per il gusto di “esserci” o solo con l’obiettivo di stare “sopra” a qualcun altro senza plasmare i propri contenuti per il suo target è un ciclope .
In sostanza:

  • identifica quale sarà il valore aggiunto del tuo contenuto;
  • supporta le tue idee con riferimenti, risorse esterne ufficiali per aumentare la credibilità di quanto redatto;
  • costruisci il contenuto “around the topics” (fate bene attenzione “topics”);
  • mantieni il tuo contenuto “umano”;
  • stabilisci quale dovrà essere il tono di comunicazione che poi utilizzerai per creare;
  • contenuti che davvero rappresentano e identificano il tuo brand;
  • esplora diversi canali di distribuzione per determinare quale è il migliore nel caso specifico;
  • ricordati che il tuo contenuto dovrà essere correttamente fruibile anche da mobile

Ottimizzare per i motori

Adesso sì, adesso (dopo aver pensato agli utenti) potrai pensare ai motori di ricerca; solo ricorda sempre che non saranno loro a: usare la carta di credito, telefonare, mandare email, condividere il contenuto …

  • crea un calendario editoriale per avere sempre bene a mente gli argomenti e le parole chiave;
  • valorizza i principali tag utilizzando le parole identificative;
  • utilizza strumenti e tool per tenere sotto controllo la parte SEO;
  • crea contenuti unici;
  • qui ci sarebbe un altro punto dedicato alla generazione dei link di qualità, ma non siamo concordi, o meglio, specifichiamo: scrivere questa semplice frase potrebbe generare fraintendimenti a chi non è esperto di SEO, occorrerebbe un intero post dedicato solo a questo ;
  • quando possibile ottimizza il contenuto per la local search;
  • crea una mappa XML;
  • amplifica la visibilità dei contenuto utilizzando l’adv.

Misurare e perfezionare i risultati

Solo chi non osa non sbaglia”. Sarà banale, ma è vero. Quindi ben vengano errori e ostacoli, il nostro lavoro è bello proprio per questo: non ci si annoia mai! :)

  • Idenfica modelli di engagmente e interesse estraendo dati e informaizoni da tutti i canali (a pagamento e non);
  • utilizza gli strumenti di analisi per trovare i contenuti che hanno generato più traffico;
  • analizza gli obiettivi (la traduzione non è fedele, anche in questo caso occorrerebbe un intero post, diciamo che sarebbe opportuno aver deciso a priori gli obiettivi);
  • monitora Google Webmater Tools;
  • osserva come gli utenti si muovono nel tuo sito utilizzando strumetni come cazy Egg (o l’eye tracking diciamo noi;
  • utilizza i dati per capire quale tipologia di contenuto genera il maggior engagment.

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