Cos’è e a che serve l’architettura informativa di un sito web

giovedì, 19 marzo, 2015

Su Marketing Land sono stati pubblicati due interessanti articoli che trattano dell’Architettura Informativa del sito web, andando a indagare le sue funzioni, le sue utilità e soprattutto la sua reale definizione. L’Architettura Informativa è lo scheletro del sito, ma non va confusa con altri elementi altrettanto importanti ma diversi. Entrambi gli articoli sono stati scritti da Shari Thurow, che fa parte del consiglio di amministrazione dell’Information Architecture Institute (IAI).

La definizione dell’Architettura Informativa è “information architecture is organizing, labeling, prioritizing, and connecting content to support usability and findability“. Le parole chiave sono quindi: organizzare, etichettare, stabilire le priorità e collegare i contenuti.

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Quando si comincia a progettare un’architettura informativa bisogna uscire dai panni del web designer, dello sviluppatore o del SEO ed entrare in quelli dell’utente. Nessun utente pensa ai contenuti sul sito come farebbe un professionista del web o come il motore di ricerca, la mente umana ragiona diversamente. L’architettura informativa deve essere fatta per gli esseri umani.

L’organizzazione dei contenuti, per una persona dipende da date, ordine alfabetico, argomenti, formati… ma non ha nulla a che fare con le parole chiave, con i dati analitici o con il Page Rank.

L’etichettatura, o la nomenclatura dei contenuti, in un sito viene espressa tramite: URL, titoli dei contenuti e voci di menu (breadcrumbs e link interni). Tutti dovrebbero esprimere uno stesso concetto, in maniera similare, solo i questo modo l’utente ha la possibilità di navigare agevolmente il sito e di capire dove si trova e come muoversi.

Assegnare la priorità ai contenuti è difficile, perché bisogna mediare tra gli interessi di business e le esigenze dell’utente finale.  Troppo e troppo poco sono entrambi scelte sbagliate. Un menu troppo ricco di scelte potrebbe far trascurare proprio il collegamento su cui punta il business, poche scelte potrebbero far desistere l’utente, perché sente che non ha il controllo della situazione o che non ci sono abbastanza informazioni per farlo giungere a una decisione.

Infine, il collegamento fra i contenuti deve basarsi sul significato degli stessi e a volte può coinvolgere la navigazione del sito, o la ricerca interna, ma non sono la stessa cosa. Costruire un’architettura informativa significa collegare fra loro i contenuti nella maniera in cui le persone naturalmente interagirebbero con quelle informazioni.

Louis Rosenfeld co-fondatore dell’Information Architecture Institute “If you think that IA is simply about navigating, and that search is an entirely different animal, I can guarantee that your users will suffer from a crappy finding experience.”

Ora vediamo cosa non è l’architettura informativa:

  • Non è la navigazione del sito: i due concetti sono strettamente legati tra loro, ma non sono corrispondenti. La navigazione del sito (il menu, l’etichettatura, il posizionamento degli elementi) è parte dell’interfaccia utente, l’architettura informativa non lo è. L’architettura informativa mostra, quindi, le relazioni tra i contenuti e spesso viene espressa tramite navigazione globale, locale, supplementare e contestuale. Globale per dire dove si trova l’utente (es. il titolo del contenuto); Locale, per mostrare in contenuti che fanno parte della stessa categoria (es. un menu in sidebar); Supplementare, per offrire una panoramica del sito (es. il link alla sitemap nel footer) e infine Contestuale, per mostrare contenuti che hanno una relazione con quello visualizzato (es. contenuti correlati).
  • Non è l’architettura tecnica: chi realizza un’architettura informativa non è un tecnico, ma è una figura professionale che conosce i modelli mentali degli utenti e li traduce nell’architettura informativa, che poi i tecnici dovranno seguire per realizzare un sito che sia tecnicamente corretto, ma anche comprensibile dall’utente.
  • Deve basarsi sui modelli mentali: i modelli mentali sono costruzioni del pensiero che consentono agli esseri umani di capire il mondo, anche quando si trovano in situazioni che non conoscono. Sul web un modello mentale, ad esempio, è il fatto che spesso i link sono blu e sottolineati. Se in un testo c’è una parte blu e sottolineata è probabile che l’utente tenti di cliccarla, il problema sorge nel momento in cui non è un link, poiché il modello mentale viene disatteso e crea confusione. Ogni sito web dovrebbe essere realizzato avendo come base di partenza i modelli mentali degli utenti.
  • Deve precedere la fase di web design: spessissimo la realizzazione dell’architettura informativa segue la realizzazione grafica del sito, questo perché i clienti hanno la tendenza a desiderare un prodotto prima bello che funzionale. In realtà l’aspetto estetico di un sito web deve adattarsi alla sua funzionalità, perché è in gran parte da quello che dipende la conversione e la capacità di guadagno (in termini economici o di visibilità) da un sito web.
  • È indispensabile per un’esperienza utente positiva: una buona architettura informativa non si fa notare, semplicemente perché consente all’utente di navigare comodamente il sito, senza intoppi e senza confusione. Un utente nota l’architettura informativa quando questa ha un problema, quando non riesce a trovare qualcosa che gli occorre, quando non si sente sicuro di quello che sta facendo. Un utente che si sente così è un utente che abbandona il sito, ed ecco perché l’architettura informativa è sempre fondamentale.

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