Markup semantico, Google spiega come

martedì, 17 luglio, 2012

Apparso su Google Webmaster Central Blog un post approfondimento sul markup intitolato, appunto, On web semantic che fornisce alcuni utili consigli e sottolinea, ulteriormente, l’importanza dell’utilizzo del markup in base al suo scopo. Verrebbe da dire: al posto e al momento giusto.
Per esempio, vi è mai capitato di vedere (ancora!) siti web il cui layout sia stato disegnato utilizzando tabelle?
Errato.
Nel senso che le tabelle devono ospitare dati tabellari, l’esempio classico che spesso facciamo è quello di una pagina che parla delle calorie degli alimenti, in questo caso nella pagina in questione ci sta a pennello una tabella che, magari, in tre colonne riporta: nome alimento, peso e calorie.

Sono almeno tre i vantaggi nell’utilizzo del markup semantico, si legge sul post di BigG redatto dal Senior Web Architect di Google, Jens O. Meiert: è maggiormente professionale, più accessibile e più gestibile.
Vi sono, poi, i casi “speciali” rappresentati da quegli elementi “neutri” il cui significato è ambiguo: b, i e i corrispettivi ormai utilizzati al loro posto, ovvero strong ed em.
Infine qualche accorgimento per l’accessibilità, la tabella contenuta nel testo mostra Don’t – Do - Reason per alcuni elementi e ne fornisce, appunto, anche la relativa motivazione.

Nessuna particolare novità quindi da Google ma un contenuto utile per “rinfrescare” le idee e per sapere se il nostro progetto ha preso la giusta direzione.
Diciamo che partire subito bene equivale a trovarsi quasi a metà strada.
Altra cosa, invece, se per noncuranza o, peggio ancora fretta, decidiamo di dare il via a un progetto web senza tenere presente tutte le necessarie indicazioni, cosa che, sicuramente, ci costringerà, in futuro, a dover rimettere mano su aspetti che avremmo potuto e dovuto prevedere.
Perdonateci la banalità, ma chi ben comincia è a metà dell’opera!

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