Il futuro di Pinterest per il marketing: ricerche 2015

martedì, 19 maggio, 2015

Pinterest sembra destinato a diventare, più di quanto sia già ora, una delle piattaforme più interessanti per chi guadagna attraverso la vendita online. Diversi studi e ricerche dimostrano che Pinterest sta crescendo non solo per numero di utenti, ma anche per tipologia di azioni svolte dagli utenti stessi, differenziandosi da altri social. Facebook, pur essendo un valido strumento di marketing, rimane sempre una piattaforma per connettere le persone; Twitter è dedicato alle news; LinkedIn agli scambi professionali mentre Pinterest sembra proprio votato alla vendita di prodotti. Non solo, ovviamente, ma il fatto che la maggioranza dei suoi utenti siano donne del gruppo 30-40 anni con famiglia contribuisce notevolmente a questa sua vocazione (dato che sono anche il gruppo che fa più shopping, online e non).

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Pinterest aiuta a vendere

Will Pinterest Reach Its Potential in 2015? è il report di eMarketer nel quale si rileva che gli utenti US di Pinterest arriveranno a 47.1 milioni nel 2015 (+11.4% rispetto al 2014)  e fino a 59.3 milioni nel 2019. Il report sul Q4 2014 di Shareaholic mostra Pinterest come secondo social referral (5.06%), dopo Facebook (24.635). Rispetto a quest’ultimo i numeri sono ovviamente esigui, mentre po’ sorprendente il confronto con altre piattaforme più longeve e sicuramente famose, come Twitter (0.88%) e Google+ (0.04%).

Pinterest viene definito da Nate Elliot (analista di Forrester) un vero e proprio dilemma. Da una parte sembra uno strumento di marketing incredibile: porta grosse quantità di traffico, trattiene gli utenti sulla piattaforma, potenzialmente consente una profilazione su gusti e preferenze ancor più accurata di Facebook. Dall’altra sembra che alcuni progetti su Pinterest proprio non riescano a prendere piede, caso esemplare è quella della Coca-Cola che ha solo 5477 follower e una media di repin davvero esigua. Inoltre la mancanza di una profilazione accurata per Promoted Pin sembra non soddisfare gli inserzionisti. Insomma Pinterest ha le carte in regola, ma ancora deve decollare,almeno dal punto di vista degli strumenti messi a disposizione per il marketing, cercando anche di attirare un pubblico più ampio e variegato.

I marchi, intanto, se vogliono davvero poter contare sulle potenzialità di Pinterest devono capire che devono investire in immagini di valore, fotografie professionali e costruzione di scenari accattivanti per proporre i prodotti che vendono. In poche parole, impossibile pensare di avere successo con l’immagine di una maglietta buttata su uno sfondo bianco. Ci vuole attenzione ai particolari e a questo proposito 5 stili di immagini che hanno successo su Pinterest.

Pinterest è cresciuto nel 2014

Un report di Global Web Index ha rilevato che il numero di utenti Pinterest è più che raddoppiato nella seconda metà del 2014, gli utenti attivi sono aumentati del 111% e i membri sono aumentate del 57%. Secondo il rapporto di Global web Index relativo al 2014 Pinterest è stato il social con il più alto tasso di crescita, superando Tumblr, Instagram e LinkedIn.

…e continuerà a crescere

Secondo le previsioni di eMarketer nei prossimi anni Pinterest registrerà una crescita costante, raggiungendo un pubblico complessivo di 60 milioni di utenti nel 2019. Senza contare che Pinterest deve ancora ampliare la sua demografia. A novembre 2014, secondo un’intervista rilasciata da Michael Lopp, gli utenti di sesso maschile che si sono iscritti a Pinterest sono raddoppiati nel 2014 e in India e Cina siamo vicini alla parità tra i due sessi. Insomma gli strumenti di Pinterest per il marketing aziendale devono ancora essere sviluppati del tutto, mentre Facebook offre già un panorama quasi infinito di possibilità, una quantità di utenti incredibili e delle dinamiche di utilizzo consolidate. Pinterest ha ancora dei grossi margini di cambiamento, sicuramente da osservare nei prossimi anni.

Pinterest può far crescere le vendite

La pubblicità su Pinterest non è consolidata, ancora sono pochi quelli che hanno accesso ai promoted pin (anche negli USA, in Italia attiva la possibilità di inserirsi nella waitlist). Sempre Nate Elliot di Forrester sostiene che nel 2016 Pinterest potrebbe superare Facebook e Twitter come piattaforma pubblicitaria. Il motivo è sempre nel tipo di dati raccolti. Facebook ragiona per affinità (a tizio piace X quindi potrebbe piacergli anche Y), Pinterest può ragionare per certezze. I pinner sono abituati a inserire nelle proprie bacheche solo ciò che è di loro gusto. Si parla quindi di una differenza fondamentale tra data affinity e data intent, cosa su cui gioca persino Google per le ricerche online. D’altronde lo scopo di Pinterest, si dalla sua nascita, è proprio quello di raccogliere interessi (Pin + Interest) e tutto questo immenso database di interessi espressi dagli utenti potrebbero essere il patrimonio che renderà Pinterest uno dei canali social più utilizzati per ottenere conversioni reali e non solo per fare branding o aumentare la popolarità dei marchi.

Fonte: SocialMediaExaminer

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