5 report di analytics utili per il content marketing

venerdì, 17 gennaio, 2014

Dan Norris, scelto come Australia’s top small business blogger dalla rivista Smarter Business Ideas in 2013, ha condiviso i cinque report di Google Analytics che ritiene più utili ai fini del monitoraggio del content marketing. Già, perché come abbiamo detto più e più volte, se la tecnica è importante, il suo monitoraggio lo è ancor di più. Seguire gli sviluppi di una strategia, seppure studiata attentamente a tavolino, consente di comprenderne gli errori, ma anche i punti di forza, da riutilizzare in altre occasioni. Vediamo come sfruttare le potenzialità di Google Analytics per rafforzare la strategia di content marketing che hai scelto per il tuo business.

Individuare il post migliore

Per visualizzare questo report occorre andare in Comportamento > Contenuti del sito > Pagine di destinazione > Riepilogo (di default)

L’elenco che risulta è di tutti i contenuti che hai pubblicato  e possono essere ordinati per numero di visite ricevute, per obiettivi raggiunti (qualora siano stati impostati), frequenza di rimbalzo o altro ancora. L’elenco corrisponde alle pagine attraverso cui gli utenti raggiungono il sito a seguito di una query, di un link, di una condivisione social o di un accesso diretto. Ora che i report sulle parole chiave sono pressoché inutili questo dato può aiutare a comprendere meglio da dove arriva la visibilità che abbiamo sul web.

Ad esempio una percentuale alta di nuove visite può indicare un buon posizionamento in SERP. Il tempo di permanenza invece dà un’idea del tipo di visitatori, se è molto basso, associato a un’alta frequenza di rimbalzo, è probabile che ci si trovi a un contenuto che non soddisfa le aspettative dell’utente. Capire questo particolare aiuta nella scelta degli argomenti futuri, oltre che nella compilazione di metatag che rispettino il contenuto e che non creino false speranze nell’utente che trova il risultato in SERP.

Chiaramente anche le conversioni sono un aspetto molto importante. Un contenuto che ha un’alta percentuale di conversione è un contenuto ottimo. Conversione può essere l’iscrizione alla newsletter, piuttosto che a un corso, piuttosto che un contatto commerciale. Questo dipende sempre dagli obiettivi di marketing che ci siamo prefissati.

Contenuto che converte

Per visualizzare questo report bisogna seguire questo percorso:

  1. Comportamento > Contenuti del sito > Pagine di destinazione > Riepilogo (di default)
  2. Fare clic sulla colonna tasso di conversione per ordinare i risultati in base ad esso
  3. Fare clic su “Avanzate”
  4. Modifica “Includi” in “Escludi”
  5. Poi scegli “Visite” sotto “Uso del sito”
  6. Scegliere “Minore di” ed insrire 10
  7. Infine cliccare su “Applica”.

conversione contenuti analytics

Da questo report si possono ricavare i dati relativi ai contenuti che hanno maggiore probabilità di convertire. È probabile che si possano dividere in tipologie: guide, risorse gratuite, sconti, news, informazioni… dipende dal tema del blog/sito che si sta analizzando. Conoscere quel tipologia di contenuto porta un maggior numero di conversioni permette di indirizzare la strategia di content marketing verso l’obiettivo che ci siamo prefissati, ovvero vendere e promuovere prodotti, che ci fanno guadagnare, attraverso la produzione di contenuti di valore, che hanno un valore aggiunto per gli utenti.

I referral migliori

Il percorso da fare è Acquisizione > Tutti i referral

Grazie a questo report si possono conoscere quali sono i referral che portano maggiore traffico al sito e quali sono quelli che aiutano maggiormente nelle conversioni. Nell’elenco sono compresi anche i social network, si potrebbe ad esempio capire che gli utenti che ci raggiungono da Facebook sono più superficiali e poco interessati ai nostri contenuti, in quanto c’è un basso tasso di conversione, un’alta frequenza di rimbalzo e una bassa permanenza. Gli utenti di Twitter, invece, potrebbero essere più interessati e coinvolti. Il risultato di questa analisi ci permette di capire su cosa concentrare gli sforzi di ottimizzazione off-site.

I contenuti che attraggono i visitatori

Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine

Qui si ottengono i numeri delle pagine che ottengono un numero maggiore di visite. La differenza con il primo report è che queste non sono le pagine attraverso cui gli utenti arrivano al nostro sito, ma sono quelle che visitano anche navigando e spostandosi da una pagina all’altra.

Conoscere quelle che hanno i numeri migliori consente di direzionare gli sforzi di marketing all’interno di esse.

Ad esempio, se dobbiamo decidere dove inserire una promozione, un nuovo servizio, una richiesta di contatto a fini commerciali, il posto migliore è sicuramente una delle pagine che si trova nelle prime posizioni in questo report.

Migliorare le conversioni

Il percorso è Conversioni > Obiettivi > Panoramica

Anche se spesso i dati complessivi non sono esaustivi e non offrono la vera portata dei dati, a volte possono aiutare a dare uno sguardo generale. Se il tasso di conversione è molto basso, la strategia da adottare è facile: cambiare strategia. Evidentemente quella che si è scelta finora è risultata poco convincente, quindi:

  • Utilizzare formule che danno un valore aggiunto a chi visita il sito, con contenuti utili e pertinenti
  • Usare pagine di destinazione per promuovere corsi, download, presentazioni e molto altro.
  • Per i post che hanno il maggior numero di visite bisogna creare delle richieste di contatto specifiche e studiate per il contenuto di quella pagina.
  • Aggiungere alcune forme di acquisizione più aggressive, ad esempio i pop-up.
  • Aggiungere un form nella parte superiore dell’homepage grazie al quale l’utente può ricevere qualcosa di utile (guida, plugin, tutorial…).

Fonte: bluewiremedia.com.au

Articoli correlati