Tutto quello che bisogna considerare per scegliere il font giusto

martedì, 28 aprile, 2015

Uno dei compito più complessi che deve affrontare chi si occupa di design, per il web o per la stampa, è la scelta del font. Se per la stampa i testi sono generalmente in nero su sfondo bianco, poiché è questa la formula che li rende più leggibili, sul web spesso si utilizza il grigio scuro, sempre su campo bianco, perché è più elegante e bello, rimanendo leggibile. Il fatto è che non esistono regole precise, molto è negli occhi di chi guarda, specie in quelli del designer. Per le scelte tipografiche su web altro problema è dato dalle differenze che si possono riscontrare tra la visualizzazione desktop e quella mobile. Insomma tante variabili a cui pensare mentre si sta facendo una scelta che è apparentemente solo estetica. In realtà il font è una delle tante espressioni che si possono fornire del proprio marchio.

realizzazione siti mobile

Dimensioni del testo e lunghezza della riga

Anche avendo una vista perfetta è difficile seguire un testo scritto piccolo, con le righe troppo vicine tra loro o composte da troppi caratteri che obbligano l’occhio a fare movimenti poco naturali, il problema si accentua per chi ha difetti più o meno gravi alla vista. La regola generale è che la dimensione del font dovrebbe essere minimo di 16pt e che ogni riga dovrebbe contenere circa 50-75 caratteri.

A maggior ragione se si parla di versione mobile, dove un carattere piccolo unito a uno schermo retroilluminato possono far stancare la vista. Da mobile le righe dovrebbe contenere non più di 40 caratteri e il layout, ma questo è ovvio, dovrebbe essere responsive e non riproporsi come da desktop (obbligando l’utente allo zoom).

Per definire la misura del font è consigliabile utilizzare come unità di misura la percentuale o gli em. Entrambe sono misure scalabili, strettamente legate alla misura base che è stata indicata nel sito. Se ad esempio la misura base è 16pt, questi corrisponderanno a 1em o al 100%, in proporzione potrò variare la misura del font in funzione di accessibilità e mobile.

Colore del testo

La scelta del colore del testo dà adito a numerosi dibattiti. C’è chi dice che nero su bianco sia l’ideale, chi preferisce il grigio per evitare un eccessivo contrasto che può affaticare la vista. Inoltre molto dipende dal device da cui gli utenti guardano il sito, da uno smartphone basta che ci sia poco contrasto o che ci si trovi in un ambiente molto luminoso, per non riuscire più a leggere un testo grigio su bianco.

WC3’s Web Content Accessibility Guidelines forniscono delle informazioni sul contrasto che deve mantenere un testo affinché possa essere letto anche da ipovedenti. Qui c’è un tool con cui testare il contrasto testo-sfondo, che fornisce anche un punteggio diversificato in funzione della dimensione del font. In alternativa al grigio e al nero assoluto, si possono usare nelle sfumature di nero (nero reale come #0D0D0D, #0F0F0F o #141414 e non puro #000000) che garantiscono un buon risultato in termini di leggibilità e contrasto.

Il colore ha anche una valenza psicologica (Come i colori parlano del tuo brand) ma è un discorso che vale in particolare per frasi brevi (come call to action o titoli) più che per testi lunghi, per i quali bisogna dare più ampio spazio alla leggibilità e alla comprensione, piuttosto che alla valenza psicologica.

Serif vs Sans-Serif

Non esistono evidenze scientifiche che provano che uno sia migliore dell’altro. La velocità di lettura e le capacità di comprensione rimangono pressoché invariate tra un tipo e l’altro. Il problema principale dei font serif sta nel fatto che le linee che li contraddistinguono possono non essere visualizzate bene su schermi a bassa risoluzione e possono creare confusione in chi è affetto da disabilità visiva o da dislessia. Questo non significa che i font serif debbano essere aboliti dal web, l’importante è che venga scelto un web font netto e preciso e che si facciano dei test per verificarne la leggibilità.

Font e brand image

La scelta del font influisce sull’immagine del brand e sulla prima impressione che il marchio fa quando un utente/cliente entra in contatto con la vostra realtà. Se volete essere moderni e minimalisti dovrete scegliere un font che rispecchi questa realtà, se il vostro marchio vuole riproporre la tradizione, il passato e avere un’aria vintage dovrete scegliere un altro tipo di font. Sembra assurdo ma ogni font racconta una storia, dietro ai caratteri e alla forma che assumono c’è già un racconto e per questa ragione è importante che fra la realtà e l’immaginario ci sia coerenza.

Fonte: UserTesting

 

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