Social network e vertigini digitali: la visione di Andrew Keen

venerdì, 13 luglio, 2012

Qualche tempo fa profetizzava: “Il Web 2.0, distruggerà le personalità originali ed uniche” e ancora: “Facebook resta un progetto che non può assolutamente avvicinarsi all’identità umana”, perché troppo più complessa; un semplice Social Network non potrà mai riuscire ad inglobare in un’unica “integrità” le caratteristiche multiformi degli esseri umani.

A parlare è Andrew Keen, recentemente ospite anche in Italia all’evento State of the Net, critico, opinionista e studioso delle tendenze di Internet (quelle grosse) in grado cioè di influenzare realmente la cultura sociale.

Keen, recentemente ha pubblicato un nuovo libro intitolato “Digital Vertigo” ed è proprio in questa opera che analizza l’impatto negativo che, senza una coscienza collettiva, potrebbero avere determinati fenomeni Web (come Facebook e i social in generale) nel prossimo futuro.

Le Vertigini:

Sempre più aziende utilizzano i social per le proprie strategie di marketing, utenti lo utilizzano per costruirsi una reputazione “professionale” online (è il caso dei così detti opinion leader), altri ancora lo utilizzano senza un senso ben preciso, o meglio, come afferma Keen, molti iniziano a pensare che i social siano uno strumento talmente “sociale” da poter sostituire completamente i rapporti “reali” o “sani” come Keen li intende.

Probabilmente, la visione di Keen è troppo apocalittica e contraria a prescindere (soprattutto al fenomeno Facebook), ma nel suo libro, si può cogliere una delle caratteristiche intrinseche della vita digitale e a nostro avviso interessante che lo stesso Keen più volte sottolinea ovvero: la possibilità tramite i social di potersi “reinventare in continuazione”.

Questo, per l’autore è da un lato un problema dal punto di vista delle “vertigini” appunto perche:

  1. non abbiamo mai la certezza che quello che dice un profilo, effettivamente corrisponde alla realtà
  2. questo ci porta a banalizzare spesso quello che leggiamo e ci rende molto vulnerabili.

Dall’altro lato, lo stesso Keen ammette (tra le righe) che, il suo trasferimento dall’Inghilterra agli Stati Uniti è avvenuto proprio perché nella terra del “sogno americano” puoi reinventarti in continuazione e ripartire sempre daccapo… un pò come avviene nei social.

Vi invitiamo a leggere una recente intervista rilasciata da Keen all’Espresso.it che spiega ed approfondisce meglio il suo reale punto di vista sui nuovi fenomeni della comunicazione digitale.

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