10 dati che convincono che il mobile marketing è indispensabile

martedì, 3 marzo, 2015

Burke, Inc ha realizzato uno studio “Local Media Tracking Study” per analizzare il comportamento degli utenti nell’utilizzo del mobile in relazione agli elementi geolocalizzati. I dati ci  mostrano una notevole crescita delle ricerche tramite dispositivi mobile (dal 34% del 2013 al 42% del 2014), cosa che, non ci stancheremo mai di dire, obbliga le aziende a rivedere o implementare una strategia di mobile marketing solida e ben strutturata.

#1 – Il mobile marketing è irrinunciabile

Ancora siamo in tempo per attuare una strategia mobile, ma il tempo si sta esaurendo. Si tratta di prendere coscienza di una realtà che ci è vicina e che fa parte delle nostre azioni quotidiane. Tutti quelli che hanno uno smartphone di certo avranno cominciato a utilizzarlo più spesso, anche per compiere azioni che normalmente facevano da pc. Il computer rimarrà spento un po’ più spesso e lo smartphone si scaricherà sempre un po’ più velocemente. Basta questo per farci capire che chiudere gli occhi di fronte all’ascesa del mobile significa perdere delle opportunità di business notevoli.

Il divario fra le ricerche da mobile e quelle da desktop si sta accorciando sempre di più, anche se gli utenti continuano a utilizzare dispositivi fissi, di certo non disdegnano l’utilizzo di smartphone e tablet per cercare informazioni, concludere acquisti e comunicare con altri utenti.

Secondo lo studio le ricerche da desktop sono passate dal 73% del 2013 al 66% del 2014, mentre le ricerche da smartphone sono passate dal 25% del 2012 al 34% del 2013, fino al 42% nel 2014. Se la tendenza non subisce variazioni entro il prossimo anno le ricerche da mobile supereranno quelle da desktop definitivamente.

ricerche mobile vs desktop 2014

#2 – Presto aumenteranno gli acquisti da mobile

Ad oggi sono ancora pochi gli utenti che finalizzano gli acquisti da mobile, spesso per un’inefficienza generale dei sistemi. Per chi gestisce il commercio online è arrivato il momento di rivedere la propria capacità di vendere da mobile, implementando soluzioni più efficaci e progettate appositamente per chi naviga da mobile.

I dati ci dicono che la spesa pubblicitaria su mobile non ha avuto numeri straordinari in passato, anche per una risposta negativa da parte dei consumatori. Le cose stanno, però, cambiando, si prevede che la spesa per la pubblicità su  mobile raddoppierà nei prossimi 3 anni, per arrivare a 59 miliardi di dollari nel 2018 (eMarketer’s US Ad Spending Q4 2014 Forecast). Il 55% dei consumatori ha cliccato un annuncio da mobile e di questi il 53% ha completato un acquisto (Thrive Analytics’ 2015 Local Search Report).

#3 – Crescono le ricerche geolocalizzate da mobile

Altro aspetto determinante del mobile sta nelle ricerche geolocalizzate, cioè quelle query che includono un’indicazione geografica. Con il mobile questo tipo di ricerca è aumentato notevolmente, poiché è diventato possibile reperire informazioni mentre si è per strada, lontano da uffici e case. Tanto che il 52% delle ricerche mobile è geolocalizzato. Ecco perché le aziende, specie quelle che hanno negozi fisici, devono puntare tutto sulla local search per intercettare un pubblico potenzialmente interessato e pronto ad acquistare in breve tempo.

#4 – Utilizzo del mobile durante lo shopping

Il 60% dei consumatori utilizza lo smartphone anche mentre sta facendo acquisti nei negozi, per  cercare informazioni e comparare prezzi (Thrive Analytics’ 2015 Local Search Report), spesso per finalizzare acquisti online a prezzi più bassi. D’altra parte solo il 7,7% delle vendite al dettaglio avviene via ecommerce (Census Bureau of the U.S. Department of Commerce) . Il 52% degli acquisti da mobile hanno incluso, nel percorso di acquisto, una visita al negozio fisico, di questi due terzi (64%) sono stati completati online (Nielsen, xAd and Telmetrics’ 2014 Mobile Path to Purchase ).

ricerche mobile in negozio

Un problema non da poco per chi vende in un negozio fisico, ma se ne può trarre vantaggio. Utilizzando strategie pubblicitarie mirate all’area geografica, come quelle di tipo geo-conquesting, una forma pubblicitaria che indirizza il consumatore verso una certa azienda, mentre questo si trova fisicamente presso un competitor. Ad esempio un bar potrebbe mostrare la propria pubblicità mentre un potenziale cliente si trova nel bar a 200 metri, diretto concorrente, proponendo sconti o offerte speciali.

#5 –I consumatori rispondono bene al mobile marketing se rilevante per la decisione di acquisto

Secondo il 2015 Local Search Report il 56% dei consumatori clicca su un annuncio da mobile se questo è rilevante per un acquisto che hanno già deciso di compiere e di questi il 50% lo fa perché l’annuncio propone un’offerta o uno sconto interessante.

Questo ci dice che le campagne di mobile ads dovrebbero essere incentrate non solo sulla brand awarness, ma anche e soprattutto sull’intercettazione del pubblico in momenti cruciali, ad esempio coupon digitali non appena il consumatore arriva in negozio o offerte a tempo quando fanno una ricerca specifica.

#6 – Puntare anche sulle azioni secondarie

Gli annunci mobile geolocalizzati, oltre a portare conversioni come azione primaria, hanno un ottimo riscontro anche in termini di azione secondaria. Le azioni secondarie sono le telefonate o l’invio di email a seguito del click sull’annuncio. Per gli annunci mobile il tasso di azioni secondarie è 2.5 volte superiore rispetto alla media di settore (Local Search Association’s LSA Insights database). Questo ci indica che gli utenti che navigano da mobile tendono a compiere più facilmente azioni, rispetto a quelli desktop e anche che è indispensabile facilitare il compimento di queste azioni secondarie, ad esempio sfruttando il click to call o implementando form di contatto facili da compilare anche da mobile.

#7 – Le ricerche mobile geolocalizzate sono giovani

La generazione Y (18-29 anni) ha probabilità 4 volte superiori di utilizzo del mobile per le ricerche rispetto agli Older Boomers (sopra i 54 anni). Minima invece la differenza con la generazione X (30-43 anni).

ricerche mobile generazioni

Questo ci indica chiaramente che chi ha un target giovane o giovanissimo deve puntare al mobile, perché è con questo mezzo che catturerà maggiormente la loro attenzione.

#8 – Targettizzazione mirata per i mobile ads

La targettizzazione delle campagne consente di massimizzare l’investimento. Si può indirizzare la campagna per posizione geografica, ma anche per orario, giorno della settimana, in concomitanza di eventi o stagioni… Scegliere qual è il momento ideale per avviare una campagna, basandosi su dati reali e specifici, consente di avere il massimo ritorno dall’investimento fatto.

#9 – Meglio il sito mobile che l’app

Anche se spesso si parla delle due cose come alternative tra loro, in realtà non è così. Innanzitutto è necessario che il sito sia correttamente navigabile da mobile (tra l’altro è recente la notizia che Google considererà la compatibilità con il mobile un fattore di ranking) e poi si può decidere di sviluppare un’app per offrire un servizio aggiuntivo. Secondo LSA’s Local Media Tracking Study del 2014 7 consumatori su 10 preferiscono il sito mobile all’applicazione. Nonostante ciò 9 siti su 10 non sono ottimizzati per mobile (Yodle survey sulle PMI).

Il sito responsive e navigabile da mobile è un obbligo, l’applicazione un accessorio, di valore, ma non indispensabile. Il sito web deve fornire informazioni immediate e utili, che portano conversioni nell’immediato e deve offrire un’esperienza utente positiva, in maniera da incoraggiare le visite successive.

#10 – Gli utenti mobile hanno intenti locali

Google lo scorso anno ha rilevato che il 56% delle ricerche da smartphone fatte in mobilità o in negozio hanno un intento locale, contengono cioè un’indicazione geografica. Il 50% dei consumatori che ha effettuato una ricerca geolocalizzata ha poi visitato il negozio entro la giornata, mentre solo il 34% delle ricerche da tablet e desktop danno lo stesso risultato. Importante quindi ricordare di inserire tutte le informazioni riguardanti la posizione geografica: numero di telefono fisso, indirizzo, mappe e completare tutti i profili online che riguardano l’azienda con queste informazioni.

Fonte: Search Engine Land

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