10 tendenze SEO e web che caratterizzeranno il 2015

lunedì, 12 gennaio, 2015

La SEO, lo abbiamo detto tante volte, è una disciplina che si evolve in funzione delle modifiche del mercato, degli algoritmi, del web e della tecnologia. Ogni anno è perciò possibile fare delle stime su quello che potrà accadere nei mesi successivi, in funzione dell’osservazione di cambiamenti che hanno interessato il mondo online e non solo. Vediamo cosa con grande probabilità ci proporrà il 2015 da tenere in considerazione nella progettazione di strategie SEO.

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#1 – Acquisizione da traffico dall’organico

Non che questa sia una novità, si parla piuttosto di una conferma. La ricerca organica è e rimarrà la principale fonte di traffico per i siti web. La differenza sta nel fatto che le keyword continueranno a perdere di importanza, mentre le tematiche ne acquisiranno sempre di più. Ulteriore divario si verrà a creare tra i risultati di ricerca da desktop e quelli da mobile, che probabilmente saranno sempre più orientati all’aspetto local.

#2 – Il mobile sarà il discrimine tra vincitori e perdenti

Se lo scorso anno era ancora quasi plausibile non avere un sito mobile, l’anno che verrà vedrà i siti non responsive soccombere rispetto a quelli che sono stati progettati e rivisti in ottica mobile. Ormai non è più accentabile che un’azienda non abbia un sito mobile, lo dimostrano le statistiche e ce lo confermerà Google con i risultati di ricerca. Al semplice responsive design deve aggiungersi una progettazione basata sull’esperienza dell’utente e sull’usabilità del sito in generale.

#3 – Strategie User centriche

Google ha dimostrato di tenere sempre più in considerazione l’intenzione dell’utente, sta infatti sviluppando quella che viene chiamata “ricerca predittiva”. Attraverso i big data Google ha intenzione di offrire agli utenti le risposte che cercano, prima di cercarle. Lo dimostra, in minima parte, Google Now, l’applicazione dei sistemi Android che dà informazioni all’utente riguardo a eventi e interessi che sono stati registrati. Ad esempio, se è stato registrato un evento su calendar al quale è associato un indirizzo, in prossimità dell’inizio dell’evento da Google Now si riceverà una notifica che indica il tempo necessario per raggiungere l’appuntamento in orario secondo le condizioni di traffico attuali.

L’utente, come consumatore singolo e individuale, dovrà essere il punto focale di ogni strategia di marketing. I brand dovranno rassegnarsi all’idea che il tempo della comunicazione uno a molti è finito e cominciare ad ascoltare seriamente i propri clienti, offrendo loro esperienze personalizzate e create sulle sue aspettative, esigenze e desideri.

#4- Branding

Fare branding diventerà fondamentale e sarà il punto di partenza per associare al nome del brand una tematica ben definita, un settore merceologico e per affermarne la competenza e la qualità, aspetti che si rispecchieranno nei risultati di ricerca. A questo si assocerà il personal branding, ovvero la capacità di legare al nome di una persona competenze in un dato settore. Il personal branding sarà rilevante per ciò che concerne il successo dei contenuti.

#5 – Engagement  e social shopping

Per non tornare a parlare di social signals come di fattori di ranking, possiamo dire che l’engagement e il successo sui social network avranno sempre più peso anche per la visibilità di brand, siti, prodotti e servizi.

In stretta connessione con le piattaforme social sarà anche lo shopping, aumenteranno gli strumenti per facilitare l’acquisto tramite tweet e post. Pensiamo all’integrazione del pulsante Buy su Twitter e ai test nello stesso senso che stanno facendo facebbok e Tumblr.

#6 – Esperimenti sul knowledge graph

Strettamente legato al discorso della ricerca predittiva, il knowledge graph di Google continuerà a evolversi, grazie a esperimenti e implementazioni che di sicuro vedremo durante l’anno. È possibile che vedremo (secondo la visione di Rand Fishkin) risultati che non hanno alcun collegamento organico. In questo panorama è sempre più importante, per le aziende locali, ottimizzare il pannello di geolocalizzazione tramite Google My Business.

#7 – Contenuto: da re a imperatore

I contenuti affermano ancor di più la loro importanza per ciò che riguarda la visibilità sul web. L’unica problematica potrebbe derivare dal citato knowledge graph, che fornirà risposte agli utenti già in SERP. Le aziende saranno quindi costrette a rivedere la strategia di content marketing, basandosi più che sulle risposte generiche, sulle tematiche specifiche che possono essere di interesse del target di riferimento.

#8 – Aumentano gli investimenti in pubblicità

Il web è sempre più un mercato competitivo e per emergere sarà necessario aumentare i budget di investimento in advertising. Parliamo di campagne Google AdWords, ma anche e soprattutto in social ads, come i contenuti sponsorizzati su Facebook o i promoted tweet per Twitter. La nota positiva è che entrambe le piattaforme consentono di definire il target in maniera molto specifica, dando la possibilità agli inserzionisti di definire in maniera molto accurata il pubblico a cui vogliono rivolgersi.

#9 – Video sempre più diffuso

I video stanno ricoprendo sempre più importanza nella promozione delle attività sul web. Lo dimostra il fatto che sempre più piattaforme ne consentono l’integrazione nelle schede. Le statistiche prevedono che nel corso dell’anno il 77% degli utenti di tablet guarderà video almeno ogni mese.

#10 – Tecniche SEO rimangono fondamentali

L’ottimizzazione dei siti web, onpage e offpage, rimane un punto fermo di ogni strategia online. La SEO ovviamente cambia, ma rimane fondamentale per la visibilità dei contenuti. La sicurezza della privacy, in particolare, assumerà sempre più importanza. A questo si aggiungono la citata user experience, l’usabilità, l’architettura informativa .

Sempre in ambito SEO, l’acquisto di link continuerà ad essere motivo di perita di visibilità. La buona notizia è che i motori di ricerca sono sempre più intelligenti e riescono a trovare riferimenti al brand anche se non ci sono link e anche i link no-follow, per la costruzione di un profilo, potrebbero essere presi in considerazione. Maggiore attenzione andrà posta sulla Negative SEO.

Fonte: Search Engine People

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