11 ragioni per cui il tasso di abbandono del sito mobile è alto

giovedì, 22 gennaio, 2015

Eccoci alla seconda parte del post di ieri sulle ragioni per cui gli utenti mobile abbandonano un sito web. Ne abbiamo viste dieci e oggi ne affronteremo altre 11, in maniera da avere una panoramica completa sugli elementi a cui fare attenzione nel momento in cui si progetta un sito web destinato al mobile.

#11 – Font troppo piccoli

La dimensione e la tipologia di font sono determinanti per la leggibilità di una pagina web, da mobile è importante che essi si ridimensionino in funzione della pagina. Ecco perché anche questo fa parte degli errori segnalati da Webmaster Tools nello strumento dedicato al mobile.

#12 – Troppi errori

Hai investito in un’app, l’hai messa sugli store, l’hai sviluppata per tutti i sistemi operativi…ma poi restituisce troppi errori. Nessuno vuole avere sui propri dispositivi un’applicazione che, ogni volta che serve, rischia di crashare per vari motivi. Ti basta leggere i commenti degli utenti sullo store per scoprire quando e come si blocca, non mancheranno di fartelo sapere.

#13 – Promozione insistente dell’app

Siamo tutti d’accordo che un sito deve promuovere la propria app, ma non è necessario essere insistenti. In alcuni casi a ogni cambio di pagina appare il famoso e fastidioso popup che invita a scaricare l’applicazione. È probabile che l’utente, prima di installare sui propri dispositivi un’app, voglia conoscervi, voglia capire quanto siete interessanti e quanto valga la pena destinarvi un po’ di memoria.

Tra le altre cose Google non ama questi comportamenti, tanto che suggerisce di evitare una promozione così pressante per facilitare la consultazione delle pagine da parte degli utenti e per non interferire con l’indicizzazione (Google- Interstitial di download delle app)

troppa pubblicità app

#14 – Redirect sbagliati

Può accadere che gli utenti vengano mandati dalla SERP mobile a pagine irrilevanti sul sito, questo perché i redirect sono stati impostati male. Questo fa sempre parte dei comportamenti che Google suggerisce di evitare (Google-Reindirizzamenti non funzioanti). L’utente si irrita, si disorienta e probabilmente abbandona il sito poiché pensa, giustamente, che quello che cerca non ci sia.

#15 – Segnali poco intuitivi

Se ho un menu per filtrare i risultati, ma, una volta impostate le mie scelte, devo cliccare una X (che universalmente sta per Chiudi) è probabile che pensi che serve a chiudere il menu, ma non per confermare la scelta. Cercherò quindi un OK, un Fatto…che no ci sarà. Questo è un problema che ci vuole ben poco a risolvere, usiamo la X per chiudere e un tasto chiaro e conciso per confermare le scelte.

Econsultancy riporta l’esempio di Asos, in realtà navigando la versione italiana il comportamento è esattamente quello auspicato.

asos

#16 – Landing page non ottimizzate per il mobile

È chiaro che le landing page potranno essere raggiunte dal desktop o da mobile, quindi oggi è indispensabile che siano ottimizzate per tutti i dispositivi. Ancor di più se parliamo delle pagine raggiunte tramite Qr-Code che deve necessariamente essere scansionato da uno smartphone, come nel caso segnalato da econsultancy. C’è da dire che ho fatto una breve ricerca online e non ho trovato casi recenti particolarmente eclatanti in questo senso. Il che è una bella notizia.

qrcode not mobile

#17 – Errori senza spiegazione

Ogni volta che c’è un form da compilare, che sia per richiedere informazioni o per completare un acquisto, se l’utente commette un errore deve sapere che tipologia di errore è e come può risolverlo. Non si può essere generici e questo vale tanto per il mobile quanto per il desktop.

#18 – Il checkout non è tutto mobile

Già è molto difficile convincere un utente ad acquistare da mobile, quando lo fa deve essere coccolato, capito e aiutato. Non è possibile che una parte del processo sia mobile e poi la parte finale del checkout lo porti sulla versione desktop, dove per leggere e cliccare dovrà ingrandire la pagina. Aiutiamolo, ci ha dato fiducia.

#19 – Non c’è click to call

Uno studio Google ha dimostrato che il 61% degli utenti mobile, dopo una ricerca su un’attività locale, clicca sul numero di telefpono per chiamare. Questo significa che se non hai inserito il click-to-call quel 61% che viole provarci non riuscirà a chiamarti. E non stiamo parlando a grandi multinazionali, parliamo alle piccole imprese, ai negozi, ai parrucchieri, ai ristoranti…Per quanto siate restii a credere che il web prima e il mobile poi servano a qualcosa e che oltre a farvi spendere vi facciano anche guadagnare, prima o poi dovrete ricredervi e utilizzare correttamente gli strumenti che offrono.

#20 – Usare il PDF per dare informazioni

Questa è una cosa che non ha molto senso, per non dire che non ne ha affatto. Ti fai creare il sito, lo rendi responsive perché deve essere così e poi offri informazioni su PDF? Il pdf dallo smartphone deve essere prima scaricato e poi aperto, ci vuole un sacco di tempo e non è che tutti siano disposti a impiegarlo.

Mi è successo proprio ieri con il sito del Comune di Castel Gandolfo, consultabile da mobile ma se per caso vuoi avere una qualsivoglia informazione devi scaricare un PDF. Provare per credere.

comune di castel gandolfo

#21 – Troppa pubblicità

La pubblicità è l’anima del commercio, però se sullo schermo di un cellulare vedo più pubblicità e testo non è che ho più voglia di cliccare. Anzi. Scorrere lo schermo per trovare il contenuto, cercando di dribblare gli annunci pubblicitari, cercando di non cliccare nessuna parte di essi è una fatica che ogni utente evita più che volentieri. Il suo strumento è il tasto indietro e una nuova ricerca su Google per trovare un sito che sia più clemente e meglio strutturato.

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