Controllo a distanza dei lavoratori consentito dal DLgs 151/2015

giovedì, 18 febbraio, 2016

Il 24 settembre 2015 è entrato in vigore il DLgs 151/2015, attuativo del Jobs Act – Legge delega 183/2014. Fra le mdoifiche introdotte dal decreto ce n’è una che riguarda l’articolo 4 della Legge 300/1970 – Statuto dei Lavoratori – ridisegnando le possibilità del datore di lavoro in materia di controllo a distanza dei lavoratori.

Il vecchio articolo 4 recitava:

È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.
Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondono alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l’Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, dettando all’occorrenza le prescrizioni per l’adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti.
Contro i provvedimenti dell’Ispettorato dei lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.

Il datore di lavoro, quindi, poteva impiegare mezzi di controllo solo per motivi organizzativi e di sicurezza,  e solo previo accordo con i rappresentanti sindacali e con l’ispettorato del lavoro.

consulenza sicurezza lavoro

Con l’art. 23 del DLgs 151/2015 viene così modificato l’articolo 4

1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.
3. Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle
modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Con il Dlgs 151/2015 il datore di lavoro potrà installare sistemi di controllo, tramutando un’eventualità in una possibilità concreta. Tale facoltà viene concessa solo per:

  • esigenze produttive
  • per la sicurezza sul lavoro
  • per la salvaguardia del patrimonio aziendale

Fermo restando l’obbligo di accordo con sindacati e direzioni del lavoro.

Nel caso in cui l’installazione di sistemi di controllo riguardi la prestazione lavorativa o la registrazione di accessi e presenze l’accordo con sindacati e direzioni generali non sarà più necessario.

Il datore di lavoro potrà così controllare come i lavoratori utilizzano gli strumenti di lavoro, senza bisogno di alcun accordo preventivo. L’unico suo obbligo sarò quello di informare i lavoratori circa le modalità di utilizzo degli strumenti e le modalità con cui i controlli verranno effettuati.