Emergono nuove scoperte riguardanti la sicurezza sul lavoro negli uffici, infatti vanno considerati anche i danni a lungo termine che un lavoro sedentario provoca sull’organismo. È questa la tesi confermata dal Western Australian Institute for Medical Research in collaborazione con la School of Population Health dell’University of Western Australia. Lo studio, poi pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ha dimostrato che esiste una correlazione fra la sedentarietà, a cui sono appunto sottoposti la maggior parte dei lavoratori di ufficio, e l’insorgenza dei tumori all’intestino. L’analisi è stata effettuata su circa 2000 individui, metà con un cancro all’intestino e metà sani, a cui è stato chiesto di indicare quale fosse il grado di attività fisica e la tipologia di lavoro. I dati emersi dimostrano che chi svolge da dieci o più anni un lavoro che lo porta a stare seduto molte ore al giorno ha più probabilità di sviluppare un cancro al colon retto.
I motivi di questo aumento di probabilità potrebbero nascondersi nel fatto che la sedentarietà aumenta il livello di zucchero nel sangue e quindi la produzione di insulina, entrambi i fattori sono a loro volta collegati allo sviluppo del tumore intestinale. Altro dato emerso da non sottovalutare, purtroppo, è che svolgere attività fisica nel tempo libero non basta a riequilibrare i danni provocati dal lavoro d’ufficio, infatti fra i pazienti malati ce n’erano diversi molto sportivi. Questo di certo non significa che bisogna abbandonarsi al proprio destino, infatti l’attività fisica ha comunque molti benefici, considerando anche che altri studi ne hanno dimostrato l’impatto positivo sul rischio tumore all’intestino. L’importante per chi sta molte ore seduto sarebbe svolgerne almeno 30 o 60 minuti al giorno. Un consiglio che proviene da AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) è quello di impostare un timer sul proprio PC che ricordi che ogni ora è bene fare una breve pausa e muoversi un po’ e di cogliere più occasioni possibili per effettuare movimenti, anche in ufficio.
Il Decreto del Ministero del Lavoro dell’11 dicembre 2009 indica quali sono le neoplasie che vengono considerate legate all’attività lavorativa, viene indicato inoltre l’indice di probabilità. In virtù di ciò è quindi fondamentale l’intervento del medico competente, che conosce i rischi collegati alle varie attività lavorative ed è in grado di individuare preventivamente alcuni segnali di malattia.





