Algoritmi e link: arriva l’era del “mi piace”?

martedì, 26 ottobre, 2010

Mi piace! Un’espressione di uso comune che serve ad indicare la nostra approvazione in merito a qualcosa. Un oggetto, un’idea, una proposta, una persona. Nel mondo di internet il concetto dell’assenso non aveva mai avuto un peso tangibile sino a quando non è nato Facebook.

In realtà non è corretto scrivere che non ha avuto peso, anzi, il potere di internet è proprio quello di dare voce al parere del singolo utente che, soprattutto se sommato ad altri, può imporsi e fare la differenza assoluta. Quando parliamo di potere tangibile intendiamo dire che non vi era prima un’azione immediata che potesse dare una sentenza con un click.

Cosa che adesso avviene tramite Facebook. Il gioco del “mi piace” coinvolge tutti, ma proprio tutti gli utenti. Basta un click per dare una sentenza, una rivisitazione in chiave social dell’antico, quanto celebre, pollice di Cesare, che durante i combattimenti nel Colosseo stabiliva le sorti del malcapitato sconfitto. Oggi basta un semplice click per appoggiare un’idea e farla un po’ propria.

Ma cosa implica un click? Sappiamo bene che nel complicato mondo algoritmico dei motori di ricerca e di internet un click può fare la differenza, soprattutto se poi i click diventano tanti. Ma se fino ad ora il peso dei like è sembrato essere concettuale forse le cose cambiano quando questi like entrano a far parte degli algoritmi di calcolo di un motore di ricerca: Bing.

Sembra infatti che i “mi piace” degli amici su Facebook possano integrare i calcoli per i risultati delle ricerche all’interno del motore e dare spazio alle preferenze espresse con evidente stravolgimento dei principi su cui si fondano solitamente i risultati di ricerca stessi. In tutto ciò Google non rientra, in quanto escluso dall’impiego dei dati aggregati forniti da Facebook.

Una sfida aperta o pura innovazione? A noi comuni mortali non è dato saperlo, quanto riportato qui è stato preso e rivisto da un articolo letto da Nova, (approfondimento de Il Sole24Ore del Giovedì) dove il tema dei plugin di Facebook viene presentato come il motivo grazie a cui molte azienda hanno registrato un aumento dei click a loro vantaggio (ABC News avrebbe ricavato un aumento del traffico del 190%!).

Insomma sembra che la popolarità di Facebook ed il suo esercito di “mi piace” siano i nuovi alleati su cui puntare per  attirare più utenti possibili. Quello che ci chiediamo è quanto questa onda sia reale, non solo in termini di durata ma anche di concreto interesse dell’utente che sta dietro il click, perché si sa le cose facili da fare (come un click ad un bottone blu) possono essere fatte per inerzia con le dovute conseguenze del caso.

Tasto "mi piace" su Facebook

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