Il nuovo strumento Webmaster Tools per l’Analisi delle Ricerche

giovedì, 7 maggio, 2015

Annunciato ieri sul blog ufficiale di Google Webmaster Tools un nuovo rapporto che andrà a sostituire Query di ricerca. Nella versione italiana si chiama Analisi delle ricerche (Traffico di ricerca > Analisi delle ricerche). Questo nuovo tool consente di effettuare un’analisi avanzata dei dati di ricerca riguardanti il sito, filtrandoli in diversi modi (data, paese, dispositivo…). I dati presentati sono più precisi rispetto a quelli del report precedente relativo alle query di ricerca, che rimarrà comunque a disposizione per 3 mesi per chiunque abbia ancora bisogno di utilizzarlo. Vediamo ora come leggere i dati e quali informazioni possono fornirci.

Nell’immagine vediamo come apparirà il tool al primo accesso. Possiamo intervenire su quattro elementi:

  • Metriche: Clic, CTR, Impressioni e posizione. È possibile selezionare tutti i valori per visualizzarli nella tabella sottostante in relazione a ogni query. Clic è il numero di volte in cui unutente ha cliccato sul risultato relativo al sito dalla SERP. Impressioni sono il numero di link che portano a un sito dai risultati di ricerca, anche se il link non è stato effettiva,mente visualizzato scorrendo la pagina. Se però l’utente si ferma alla prima pagina e non arriva alla seconda, l’impressione non viene registrata. CTR è il rapporto tra click e impressioni in percentuale. La Posizione indica la posizione media nei risultati di ricerca.
  • Raggruppamento dei dati: in questo modo si cambia la tipologia di dato mostrato, scegliendo tra Query, Pagine, Paesi, Dispositivi, Tipo di ricerca e Date. Non è possibile selezionarne più di una contemporaneamente.
    • Query: mostra le ricerche effettuate dagli utenti e che hanno restituito il sito fra i risultati.
    • Pagine: vengono visualizzate le metriche relative a ogni pagina del sito.
    • Paese: vengono mostrate le metriche diversificate per Paese da cui la ricerca è stata effettuata e ha avuto tra i risultati il sito.
    • Dispositivi: suddivide le metriche in funzione del dispositivo da cui è avvenuta la ricerca che ha restituito il sito, differenziando tra desktop, tablet e mobile.
    • Tipo di ricerca: per questo tipo di raggruppamento non viene mostrata una scomposizione dei dati, ma solo una visualizzazione totale per ricerca web, immagine o video. Questo perché a seconda del layout la posizione può variare molto (pensiamo al layout a scorrimento della ricerca per immagini in confronto a quello della tradizionale ricerca web divisa per pagine).
    • Date: consente di visualizzare le metriche relative a ogni giorno dell’intervallo di date selezionato.
  • Filtri: questa funzione consente di aggiungere dei filtri ai dati selezionati. I filtri di tutti i raggruppamenti possono essere applicati agli altri. Se decido di vedere i dati relativi alle query, posso aggiungere un filtro per Paese e Dispositivi. Fra tutti quello che è consigliabile sempre selezionare è il filtro delle date per poter avere una panoramica dell’andamento del sito nel corso del tempo.
  • Confronto dati: è possibile selezionare due filtri relativi a un unico raggruppamento (due query, due intervalli di date, due Paesi…) applicandoli al raggruppamento selezionato. Non si possono selezionare più confronti contemporaneamente (o confronto le date o i dispositivi o i Paesi). Ad esempio se sto analizzando il raggruppamento Query posso confrontare due intervalli di date o due dispositivi.

Perché usare questo rapporto

Questo strumento consente di avere una panoramica abbastanza completa dell’andamento del sito. Conoscere il tipo di query con cui gli utenti raggiungono il sito è un dato molto interessante non solo puramente a livello SEO, ma anche a un livello superiore di strategia di web marketing. Sapere come gli utenti cercano un dato prodotto/servizio/brand, consente di modificare il linguaggio utilizzato, consente di individuare i contenuti che possono interessare maggiormente il target, consente di individuare lacune da colmare.

Il confronto dei dispositivi ci permette di capire se il nostro sito si comporta bene anche per le ricerche da mobile o se ha ricevuto penalizzazioni a seguito del mobilegeddon del 21 aprile.

Sono moltissimi i dati interessanti che si possono estrapolare da questo nuovo rapporto, ogni sito e ogni settore avrà dei raggruppamenti che sono di maggiore interesse (a un fotografo interesserà molto di più il traffico dalla ricerca per immagini rispetto a un idraulico). Il suggerimento è di giocarci un po’ per apprenderne il funzionamento e usarlo quindi in maniera funzionale.Contatti SEO Roma

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