In che modo i nostri Tweet influenzano la navigazione delle persone che ci seguono? Quanto viene lanciato “viralmente” lontano un nostro post di Facebook? Quali sono le nostre tematiche di riferimento sui social network e fino a che punto i nostri follower fanno quello che gli consigliamo? A queste domande ci suggerisce le risposte Klout.com, un sito che recentemente sta facendo parlare molto di sé proprio per il suo servizio offerto che è quello di restituire nel dettaglio l’influenza che le persone/aziende hanno sui social network.
Il suo algoritmo di ricerca promette di analizzare e misurare con precisione qual’è il raggio d’azione di ogni profilo sulle principali piattaforme, ci aiuta a monitorare la nostra brand reputation online e ci restituisce dei dati utili all’analisi del suo potere verso il network.
In America, Klout sembra stia già “influenzando” al tempo stesso molti professionisti del settore; lo strumento di analisi infatti riesce con un semplice click a scandagliare i profili, dal grande influencer al semplice utente “observer”.
Il progetto, nato nel 2008 a San Francisco, si è subito distinto per novità e aspettativa ma anche per i problemi relativi alla privacy che hanno mosso molte critiche nei suoi confronti. Il fatto è che possiamo guardare quante persone vengono influenzate dai nostri tweet o post su Facebook ma possiamo vedere anche le statistiche dei nostri follower o amici.
Come funziona Klout:
Per iscriversi a Klout basta semplicemente accedere al servizio tramite il proprio account di Twitter o Facebook. A questo punto abbiamo a disposizione le nostre statistiche relative al profilo inserito. Possiamo commisurare l’influenza dei nostri post con quella delle altre persone e soprattutto possiamo individuare le aree tematiche di riferimento degli “influencer” con il punteggio più alto, in questo modo Klout, stabilisce con un punteggio il tuo grado di influenza aiutando la comprensione del tuo network di “influenzati” anche in base a parole chiave e macrotematiche.





