Cresce l’e-commerce italiano, grazie a mobile e social network

venerdì, 11 novembre, 2011

L’e-commerce italiano è in crescita. Rispetto allo scorso anno, è stato registrato un incremento pari al 20%, arrivando a toccare la quota di 8,1 miliari di euro, per un peso complessivo sulle spese degli italiani pari al 2%. La crescita riguarda sia il settore dei servizi sia quello dei prodotti e la prospettiva è ulteriormente interessante. Sono questi i dati resi noti ieri, durante il convegno sull’e-commerce B2c in Italia, dall’Osservatorio eCommerce B2c, promosso da Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano.

La ricerca ha coinvolto oltre 200 casi di studio e ha puntato ad analizzare:

  • il mercato italiano dell’e-commerce nel 2011, rispetto al 2010;
  • le evoluzioni in atto;
  • il mercato italiano paragonato ad altre realtà occidentali;
  • l’utilizzo di dispositivi mobile e dei social network, nel rapporto tra azienda e consumatore.

Un dato interessante arriva dal settore mobile. A trainare la crescita ci hanno pensato proprio coloro che acquistano direttamente da dispositivi mobile, quali smartphone e tablet. Chi acquista da questi dispositivi, sfruttando le potenzialità delle applicazioni mobile, genera un traffico di vendite pari a 32 milioni, principalmente da smartphone e tablet di casa Apple (iPhone e iPad).

I social network, dal canto loro, contribuiscono in maniera massiccia alla diffusione del mercato elettronico, grazie allo scambio diretto e rapido di informazioni tra un numero consistente di persone. Lo stesso si può dire dei siti di couponing, come Groupon o Groupalia, che spingono gli utenti ad effettuare acquisti online grazie ad offerte sempre nuove e convenienti.

A questo panorama dai tratti ampiamente positivi si aggiunge, nostro malgrado, una nota stonata. Confrontata ad altri grandi Paesi occidentali, l’Italia risulta essere ancora molto indietro. Basta pensare che negli Stati Uniti vengono generate vendite pari a 208,1 miliardi di euro, nel Regno Unito 60 miliardi di euro e in Germania 34 miliardi.

Da sottolineare, però, che l’Italia ancora non sfrutta pienamente le potenzialità offerte dalla Rete.

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