In crescita il nuovo Internet, studio del Politecnico di Milano

mercoledì, 21 marzo, 2012

L’uso di smartphone, tablet e applicazioni mobile cresce, mentre è in calo quello dei media tradizionali. Lo conferma una ricerca presentata dall’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. Se, dunque, da un lato i media tradizionali sembrano ormai in caduta libera, rassicurazioni arrivano dal nuovo Internet, come viene definito nello studio, che dà speranza anche a chi opera in un settore, come quello dell’editoria, che sta vivendo ormai da tempo non più solo un momento nero.

Secondo gli studiosi, nel 2011 è stato registrato un calo in termini di pubblicità e di altri ricavi derivanti dai media, a causa del crollo di quelli tradizionali (-5%). Un crollo talmente forte da non riuscire ad essere compensato dall’altrettanto forte crescita dei nuovi media digitali, che solo nel 2011 hanno fatto registrare un +7% (da 5 miliardi di euro a 5,3 miliardi). Per quanto riguarda i ricavi derivati esclusivamente dalla pubblicità, salgono le nuove tv, ossia quelle raggiunte attraverso applicazioni per smartphone e tablet (con un +23%), mentre cala la raccolta pubblicitaria proveniente dalla tv tradizionale (-8%).

In poco tempo – si legge nella ricerca – le offerte di contenuti a pagamento su smartphone e tablet hanno raggiunto valori comparabili e sono destinate quindi al sorpasso“. “Il nuovo concetto di Internet – ha dichiarato Andrea Rangone, responsabile degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano – può portare al comparto italiano dei media digitali quelle soddisfazioni che solo in piccola parte sono state generate dal suo predecessore e sarà con questo nuovo volto che l’Italia potrà entrare a testa alta nell’economia digitale“.

Sempre in termini di guadagni derivati dalla pubblicità, il web è il motore che traina il mercato. Solo sui social network la pubblicità è raddoppiata e, ancora, crescono del 130% i ricavi provenienti dalle applicazioni e dell’80% quelli che derivano dai video online. Si tratta di dati che sono una diretta conseguenza del numero di utenti che si trovano costantemente sui social network (24 milioni) e sulle piattaforme per la condivisione di video online (20 milioni). “La sfida che le media company si trovano di fronte è complessa e sono molteplici i cambiamenti organizzativi e culturali che gli editori devono affrontare“, ha infine aggiunto Giovanni Toletti, responsabile dello studio.

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