Anche il volontariato, il cosiddetto ormai “fare del volontariato” può essere un elemento in più per mostrare al mondo del lavoro la propria attitudine all’operosità e soprattutto all’aiuto, alla cooperazione. Un fregio sul proprio profilo. E così Linkedin ha deciso che da questo settembre 2011, dalla prima settimana di questo settembre 2011, chi avesse svolto o stesse svolgendo del volontariato, avrà la possibilità di segnalare tale attività nel proprio profilo, come giusta parte integrante della propria esistenza. Il volontariato non è da tutti, non è certo obbligatorio, ma Linkedin ha pensato che chi ne fa avrebbe almeno dovuto avere la possibilità di segnalarlo.
“Esperienze di volontariato e cause”, è questo il nome della nuova pagnia introdotta da Linkedin, discendente dalla categoria di menu “Profilo” e conseguente “Aggiungi sezioni”. È in quella pagina che si possono andare a inserire tutte le proprie esperienze da volontario, specificando ovviamente cronologia, modi, posizioni ricoperte. La storia del proprio tempo dedicato all’altro, la storia della parte della propria vita che si è scelto di affidare alla solidarietà e alla socializzazione più dolce.
Indagini condotte da Linkedin stessa hanno mostrato come ci sia un’elevata attenzione da parte di manager e addetti alle risorse umane sulle voci dei candidati dedicate al volontariato. Il lavoro no-profit non è da considerare erronemanente ovviamente come l’unica propria caratteristica da andare da andare a vendere, ma può aiutare ed essere l’enzima finale che può far lievitare un’assunzione, un contratto.
“All that time you spent raising record amounts of money, the year-end event you planned to perfection all felt like real work and…it was. New research from LinkedIn shows that one out of every five hiring managers in the U.S. agree they have hired a candidate because of their volunteer work experience. Your volunteer experience counts and if you don’t include it in your profile, on your resume or when you’re negotiating for a promotion you’re not getting the credit you deserve” – dice Linkedin dal proprio blog.
Comunicazioni pragmatiche certo, dal social network mondiale che raccoglie lavoratori, manager e il cinico quindi mondo del lavoro. Una comunicazione però che potrà invogliare migliaia, milioni di volontari italiani, a inserire nel proprio curriculum i propri solidali sforzi e magari ottenerne un buon riconoscimento.






