10 trend del web marketing per il 2016

lunedì, 21 dicembre, 2015

Finisce l’anno ed è tempo di bilanci e previsioni. In questo periodo fioccano le anticipazioni sui trend che dovrebbero caratterizzare l’anno successivo, sui settori in cui si dovrà puntare, sulle strategie da rafforzare, quelle da rivedere e quelle da abbandonare. Grazie a Search Engine Journal vediamo quali sono, secondo gli esperti, i trend che caratterizzeranno il web marketing del 2016.
strategie marketing online per le Piccole e medie imprese

Social Ads

Secondo le stime nel 2017 l’investimento in pubblicità online supererà quello per la TV. Nel 2015 c’è stata una crescita del 17.2% arrivando a 160 miliardi di dollari (dati Group’s Magna Global). Una grossa parte di questo investimento riguarda la pubblicità sui social network. Secondo eMarketer la spesa pubblicitaria sui social raggiungerà i 36 miliardi di dollari nel 2017, ovvero il 16% di tutta la spesa digitale.

In termini di strategia di marketing questo si traduce nella necessità di individuare il canale social più adatto alle esigenze del proprio brand e più utilizzato dal proprio target. Oltre a una fase di analisi, occorre effettuare anche dei test appositi che consentano di avere dati a conferma del successo di una piattaforma piuttosto che di un’altra. Fra le forme di social ads più appropriate ci sono quelle che invitano all’azione e che spingono l’utente a fare qualcosa i concreto, motivo per cui è consigliabile puntare in quella direzione, oltre che alla semplice promozione del brand.

Facebook Messenger per i brand

Nel marzo del 2015 Facebook ha lanciato Messenger for Business, rendendo disponibile ai business B2B e B2C il sistema di messaggistica istantanea utilizzato quotidianamente dagli utenti. Facebook Messenger supera i 700 milioni di utenti ogni mese con una crescita del 40% tra il 2014 e il 2015.

L’opportunità di Messeneger per le aziende sta sia nella possibilità di comunicare direttamente con il proprio pubblico, ma anche quello di utilizzare questo canale per la diffusione di promozioni e informazioni, esattamente come l’email. Facebook Messenger può essere una grossa opportunità per inviare le informazioni giuste al momento giusto e ottenere ottimi risultati.  La scorsa settimana Facebook ha annunciato che le aziende possono installare la chat di Facebook nel proprio sito, come un servizio al cliente istantaneo.

Podcast

Dei Podcast abbiamo parlato al Web Marketing Festival di Rimini 2015. I podcast sono nel futuro del marketing online. Secondo Edison sono circa 46 milioni gli americani che ascoltano podcast ogni mese, l’ascoltatore medio ne ascolta a sei alla settimana. Gli utilizzi che se ne possono fare sono diversi a livello di marketing, dipende soprattutto dal tipo di azienda, dai prodotti che si vendono e da quando si immagina che il target ascolterà gli audio. A livello formativo sono eccezionali e possono trasmettere informazioni al pubblico anche mentre si trova in auto o in viaggio sui mezzi pubblici, occupano quegli spazi che spesso sono occupati dalla musica.

Native Advertising

Il blocco della pubblicità è il peggior incubo del marketing online. I numeri mostrano la necessità di trovare delle misure preventive per assicurarsi che gli obiettivi pubblicitari non vengano del tutto distrutti. Fra queste c’è il native advertising. Questa forma pubblicitaria ha l’aspetto dei contenuti del sito nel quale è ospitata, riproduce l’esperienza utente del contesto e al contrario della pubblicità tradizionale non distrae il lettore dal contenuto, pur specificando che è un contenuto sponsorizzato da un certo inserzionista. Secondo le statistiche di Memeburn.com  queste inserzioni vengono notate dal 52% in più degli utenti, rispetto agli annunci tradizionali.

Personalized PPC

Un terzo dei marketers considera la personalizzazione come la capacità più importante per il futuro del marketing. Se finora molto dell’advertising online è stato basato sulle keyword, che però possono generare errori di targeting e interpretazioni errate delle ricerche egli utenti. Per quanto profittevole, il marketing basato sulle keyword non è perfetto. Motivo per cui le principali piattaforme pubblicitarie, Google in primis, ma anche Facebook e Twitter, consentono di caricare un elenco di utenti a cui rivolgersi grazie al database di email in possesso dell’azienda (newsletter, iscrizioni a eventi, iscrizioni al sito…) e indirizzare a questo target estremamente specifico e potenzialmente molto interessato gli annunci pubblicitari. In questo modo si avrà la possibilità di massimizzare l’investimento, ma non per questo abbandonare forme più tradizionali di pubblicità.

Marketing Automation

La marketing automation non è una novità: pianificazione delle e-mail, segmentazione dei contatti, automatizzazione dei social media, la gestione dei contenuti… Nonostante ciò entra tra i trend del 2016 perché molte aziende ancora non hanno adottato un sistema di marketing automation valido, cosa che l’anno prossimo bisognerà impegnarsi a fare.

Video

Sempre più aziende utilizzano i video: brevi, concisi, semplici. È ormai lontana l’idea della necessità di creare un capolavoro del cinema, come lo spot pubblicitario per la TV. I video online devono essere carini, memorabili, brevi e chiari, anche senza suono. A tutti capita di vedere i video (senza ascoltarli) scorrendo i feed di Facebook, quando sono di buona qualità è possibile anche fermare lo scroll per visualizzarne uno completo. Il marketing del 2016 dovrà arricchire l’esperienza dei propri utenti con questa tipologia di video, individuando la forma e il canale più apprezzato dagli utenti, e impegnandosi a produrne una buona quantità.

Ancora mobile

Il mobile è fra i trend da diversi anni, ormai dovrebbe essere parte integrante di ogni strategia online. Il 2015 è stato un anno di svolta innanzitutto perché le ricerche da mobile hanno superato quelle da desktop, ma anche perché Google ha lanciato Mobilegeddon, costringendoci a rivedere la strategia SEO in ottica mobile. Di sicuro nel 2016 non si tornerà indietro, motivo per cui il mobile non deve essere tralasciato.

Wearable

I dispositivo wearable sono quelli che possono essere indossati (smartwatch, Google Glass). Èun modo nuovo e diverso di fruire della rete ed è un modo che va analizzato, per individuarne le potenzialità per ogni brand. Secondo Hubspot l’adozione di questi dispositivi aumenterà del 28%, quindi non facciamo l’errore di sottovalutarli.

Buy Button

I pulsanti per acquistare compaiono su sempre più piattaforme: Facebook, Pinterest, Twitter, forse anche Google… Chi ha un ecommerce deve monitorare attentamente questi nuovi canali, integrarli nella propria strategia perché sono sempre vetrine attraverso cui l’utente può arrivare a completare l’acquisto. Per quanto il timore sia quello che questi grandi del web diventino retailer, il marketing deve ragionare in termini di conversioni e se queste aumentano allora la strategia è giusta.