Per un web sicuro, progetto Polizia di Stato e MoIGe

lunedì, 31 ottobre, 2011

Polizia di Stato e MoIGe (Movimento Italiano Genitori) hanno recentemente presentato un progetto per le famiglie destinato a fornire loro le corrette istruzioni d’uso per navigare in sicurezza.

Uso corretto dei social network e della rete

Internet, e i social network in particolare, sono gli strumenti che più degli altri ha radicalmente modificato usi e costumi nella società attuale.

Soprattutto fra i più giovani il loro uso si è allargato a macchia di leopardo perché consentono loro con pochi semplici passaggi di organizzare serate o incontri eludendo, nel contempo, anche il controllo dei genitori.

Per un web sicuro, questo il nome del progetto, ha come scopo principe quello di inculcare una cultura della sicurezza dei dati e della privacy, aspetti questi spesso sottovalutati durante l’uso di internet perché è un mondo del quale si considera sovente solo l’aspetto ludico.

La campagna, del tutto interattiva, vede ovviamente la partecipazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che metterà a disposizioni uomini e dati recenti per sensibilizzare ragazzi e genitori a un uso più responsabile della rete.

Proprio una recente statistica ha spinto Polizia di Stato e MoIGe a proporre e realizzare il progetto, 7 minori su 10 usano quotidianamente internet e lo fanno per un arco di tempo pari a 52 minuti al giorno, lasso temporale che aumenta con l’aumentare dell’età del giovane.

Il dato che più degli altri indica che qualcosa sia il caso di fare riguarda il cosa vanno a vedere i nostri giovani, ben il 90% di loro va su Facebook ignorando le più elementari norme sulla privacy che pure regolamentano il social network più famoso al mondo.

Questo dato, associato allo scarso uso che i genitori fanno del Parental Control (solo 8 genitori su 100 sfruttano questa funzione presente sui computer dei propri figli), rende l’evidenza di come per la sicurezza in internet ci sia molto da lavorare.

Come affermato dal MoIGe, nella persona del Presidente Nazionale Maria Rita Munizzi, c’è da lavorare sull’educazione all’uso di tali sistemi, perché, ad oggi, tutti gli strumenti del web sono pensati e realizzati per essere sicuri, è chi ne usufruisce che non ha la cultura e l’educazione informatica adatta a evitare di correre rischi.

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