La Commissione Europea ha dato il via libera all’uso di glicosidi steviolici, detti anche stevia, in prodotti alimentari e bevande.
Rivoluzione nel mondo delle bibite zuccherate
Il maggior impatto all’interno dell’industria alimentare lo avranno i produttori di bibite zuccherate, anche perché il provvedimento ha avuto anche il benestare di Assobibe, l’associazione dei produttori italiani di bevande analcoliche.
Lo Stevia è la più grande novità in fatto di dolcificazione naturale nelle diete ipocaloriche, è un estratto dalle foglie della pianta, coltivata, raccolta e utilizzata in Sud America, che dà il nome al dolcificante stesso.
Nei paesi dell’America Latina è infatti in uso da due secoli per l’edulcorazione delle bevande, ha un capacità di dolcificare 2/300 volte superiore a quella dello zucchero e hanno con un apporto calorico notevolmente inferiore.
In Europa sono circa 25 anni che si studiano gli estratti di Stevia per capire se rispondano a tutti i dettami della normativa sulla sicurezza alimentare e, finalmente, si è giunti a una risposta positiva.
Comunque l’EFSA, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, ha voluto lanciare un monito sui rischi che un eccessivo consumo di dolcificanti naturali può comportare, ha quindi ricordato che un gruppo di esperti ha stabilito in 4 mg per kg di peso corporeo la dose giornaliera accettabile (ADI), quantità notevolmente più bassa per i bambini, massimo 1,7mg/Kg al giorno.
Approfondimenti
Sicuramente l’uso dello Stevia nelle bevande analcoliche significa un notevole abbassamento dei costi di produzione in quanto con meno quantità di edulcorante si ottiene lo stesso risultato dello zucchero.
Ovviamente tutti gli addetti all’industria alimentare imparare a conoscere lo Stevia, in particolare il promoter alimentare cui spesso tocca presentare le novità in arrivo sui banconi dei supermercati.





