Tutela privacy dei dipendenti, il controllo degli spostamenti

venerdì, 17 dicembre, 2010

Il Garante della Privacy ha appena espresso un parere negativo riguardo il caso di un’azienda altoatesina che per controllare gli spostamenti in macchina dei propri dipendenti nelle commissioni da chiudere durante le ore di lavoro aveva installato impianti GPS nelle vetture.

Impianti gp di geolocalizzazione

Il Garante della privacy vincola le geolocalizzazione dei dipendenti

Secondo il Garante e in particolare secondo il relatore del provvedimento Mauro Paissan, un sistema di controllo diffuso e costante da applicare ai movimenti dei dipendenti non è ammissibile e viola il diritto alla privacy dei lavoratori. O meglio non è ammissibile a meno che l’azienda non avesse concordato l’utilizzo di tale sistema con i sindacati e non avesse ricevuto l’autorizzazione necessaria dalla Direzione provinciale del lavoro.

La norma sulla quale l’Autorità garante ha fatto peso per impostare la motivazione della sentenza è contenuta dallo Statuto dei lavoratori. Il compendio stabilisce appunto che l’installazione di apparecchiature che possano comportare il controllo a distanza dei dipendenti è possibile previo accordo con le parti sociali e con l’autorizzazione degli Uffici  provinciali del lavoro. Nel caso in cui la Direzione provinciale del lavoro autorizzasse l’utilizzo di sistemi di controllo via Gps, la società interessata dovrebbe provvedere a quel punto a notificare al Garante per la privacy la volontà di attivare questo sistema di controllo e concordare con l’Autorità stessa le modalità conseguenti di trattamento e la sicurezza dei dati personali raccolti.

Si può fare quindi, ma nel rispetto di ogni passaggio legale e previsto dalle normative in vigore. L’azienda altoatesina è stata quindi bocciata in questa seduta per non aver seguito tutti gli step dell’iter legale, e aver installato invece impianti GPS nelle vetture aziendali autonomamente e tenendo allo scuro di tutto gli organismi di controllo.

Secondo il Garante limitarsi a indire una “specifica riunione con i dipendenti” allo scopo di renderli edotti circa “le finalità dell’utilizzo di detti sistemi, nonché le modalità di trattamento dei dati” non può essere affatto sufficiente.  Per controllare, pianificare al minuto percorso seguiti, soste, rapidità degli spostamenti e avare insomma quotidianamente sulle proprie scrivanie il report completo della giornata lavorativa in esterna del proprio staff, occorre accordarsi con la legge, organizzare un adeguato sistema di trattamento dei dati e di protezione della privacy.

Leggi la sentenza

Il testo intero della sentenza emessa dal Garante per la protezione dei dati personali: bloccata la localizzzazione dei dipendenti d’azienda

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