Corsi, valutazione rischi e consulenza sulla sicurezza sul lavoro

martedì, 18 dicembre, 2012

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) impone ai datori di lavoro di fornire ai propri dipendenti adeguata formazione e aggiornamento e opportune informazioni sui rischi presenti in azienda.

In particolare, all’articolo 37 del suddetto decreto viene riportato come i percorsi formativi destinati ai lavoratori e ai loro rappresentanti debbano riguardare “a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.”

Tale formazione, da svolgersi durante l’orario di lavoro e senza comportare oneri economici a carico dei lavoratori, deve avvenire al momento della costituzione del rapporto di lavoro (per lavoratori in somministrazione all’inizio dell’utilizzazione), in caso di trasferimento o cambio di mansioni o in occasione dell’utilizzo in azienda di sostanze, tecnologie o macchinari nuovi.
Le competenze acquisite
devono essere regolarmente aggiornate alla luce dell’evoluzione della tecnologia e della possibile comparsa di rischi prima non esistenti.

I corsi destinati a dirigenti e preposti (per i quali è richiesto un periodico aggiornamento in linea con i propri compiti) devono comprendere conoscenze specifiche in merito a: soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza e relativi obblighi, descrizione e identificazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.
Anche al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza spetta una formazione particolare, in cui devono essere affrontati argomenti quali: normativa di riferimento, fattori di rischio, valutazione dei rischi, misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione e nozioni di tecnica della comunicazione.

Valutazione dei rischi sul lavoro

L’articolo 28 del Decreto Legislativo 81/2008 definisce i criteri cui attenersi per lo svolgimento della valutazione dei rischi nella propria azienda.
Nel suddetto articolo viene specificato come debbano essere incluse nella valutazione anche gli ambienti di lavoro, le attrezzature e le sostanze o i preparati chimici utilizzati. Inoltre, viene dichiarata la necessità di considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi quelli riguardanti lo stress lavoro-correlato (come stabilito nell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004), le lavoratrici in stato di gravidanza (secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151), le differenze di genere, d’età, di provenienza da altri Paesi e la specifica tipologia contrattuale con la quale viene resa la prestazione di lavoro.
A seguito della valutazione, il datore di lavoro è tenuto a redigere un’apposita documentazione: il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Tale documento, sottoscritto dal datore di lavoro, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (o RLST) e dal medico competente (se nominato), deve contenere:

  • Una relazione sulla valutazione effettuata in cui vi siano i criteri adottati e che rispetti i principi di semplicità, brevità e comprensibilità, rappresentando un valido strumento operativo per la pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione;
  • La descrizione delle misure di prevenzione e di protezione adottate e dei dispositivi di protezione individuali (DPI) utilizzati a seguito della valutazione;
  • Il piano delle misure necessarie per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza;
  • L’identificazione delle procedure di attuazione delle misure e delle figure aziendali incaricate di occuparsene;
  • Il nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (o di quello territoriale) e del medico competente coinvolti nella valutazione del rischio;
  • L’indicazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono un’esperienza specifica, particolari competenze e formazione e addestramento adeguati.

Consulenza

Un’adeguata gestione della sicurezza sul luogo di lavoro è determinante in un’impresa per salvaguardare la salute dei lavoratori e per adempiere gli obblighi di legge previsti.

Per ciò che riguarda il primo aspetto, è importante che il datore di lavoro riduca o elimini i rischi cui sono esposti i propri dipendenti, in modo da tutelarne la salute e scongiurare spiacevoli incidenti. In questo modo, il titolare di un’azienda non solo otterrà un ambiente sano e condizioni di lavoro sicure, ma potrà puntare sull’efficienza e sulla competitività che tali caratteristiche consentono di raggiungere.
Quanto al rispetto dei doveri imposti dalla normativa di riferimento, è necessario che il titolare di un’azienda osservi tali disposizioni allo scopo di evitare pesanti pene pecuniarie o sanzioni che possono includere anche l’arresto.

Data l’ampiezza e la complessità della tematica è opportuno che il datore di lavoro richieda il supporto di specialisti in materia, aggiornati sulla normativa in continua evoluzione e in grado di seguirlo passo passo nell’adempimento ai vari doveri.
Avvalersi dell’aiuto di esperti del settore, in possesso di competenze complementari, permette di svolgere le proprie attività in modo sereno, certi di utilizzare la corretta modulistica e applicare in maniera idonea le procedure previste.
Un altro aspetto rilevante è la possibilità di ottenere consulenze ad hoc, appropriate allo specifico contesto lavorativo e in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

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